Recensione a cura di Anna Maria.
Titolo: Il bosco dei suicidi.
Autore: Giampiero Daniello.
Genere: Horror.
Pagine: 248.
Editore: GPM EDIZIONI – 27 novembre 2020.
Formati disponibili: Kindle 3,00€/ Cartaceo 18,99€.
Trama:

Foresta di Aokigahara, ai piedi del monte Fuji, Giappone. Una foresta incantata, quasi magica, visitata da milioni di turisti ogni anno, rigogliosa e fiera di avere le più belle grotte di ghiaccio del mondo, cela in realtà orribili segreti, segreti che nessuno mai avrebbe il coraggio e la fortuna di raccontare. Antiche leggende serpeggiano silenziose tra la fitta vegetazione di quel posto maledetto in attesa di ignari visitatori. Mitch e Selin, due cineoperatori americani, si avventurano in quei luoghi seguendo il fascino che quelle leggende continuano a muovere nei loro cuori impavidi. Presto scopriranno che quelle leggende sono tutt’altro che semplici racconti . Scopriranno che il terrore più antico e puro regna realmente incontrastato in quei luoghi. Al suo cospetto diventeranno deboli ed inermi e quel terrore , scavando nel più profondo delle loro anime e dei loro incubi, avrà ciò che brama da tempo… Biografia: Giampiero Daniello nasce a Milano il 23 aprile del 1975 . Si trasferisce in una cittadina della Basilicata, in provincia di Potenza, Lavello dove vive fino al conseguimento della maturità classica presso il Liceo statale dello stesso paese. Studia Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma e torna a Lavello per lavorare come libero professionista nello Studio di famiglia come Consulente ed Amministratore Condominiale. La sua passione è però decisamente un’altra, sin da piccolo. Il genere Horror nei libri e nei film. Il suo secondo romanzo “Il bosco dei suicidi” è la conferma della sua innata passione per il genere horror e per la scrittura. Ha già pubblicato “Il morso della luna” , romanzo d’esordio sulla licantropia. Credere nei sogni ed inseguirli fino a raggiungerli per poter avere la libertà e la possibilità di fare nella vita ciò che si ama davvero, non ha prezzo.
Giudizio:

Mitch e Selin , i protagonisti di questo angosciante horror, sono due videoperatori e realizzano documentari per una emittente televisiva. Essi sono non solo colleghi di lavoro ma anche una coppia affiatata nella vita privata. Sono entrambi innamorati del loro lavoro che permette loro di viaggiare, conoscere nuove culture, esplorare luoghi selvaggi e soprattutto fermare ogni immagine vista nelle loro videocamere. Sono due giovani amanti dell’avventura che scorre vibrante nelle loro vene e che entrambi vogliono assecondare e godere appieno. La loro intesa come coppia rende ancora più speciale e forte il loro legame. Se Mitch , però, vede il matrimonio come un qualcosa di ancora lontano dai suoi progetti immediati, Selin , la sua compagna, in cuor suo, cela il desiderio che prima o poi sarebbe arrivato anche per loro il desiderio di serenità, di tranquillità e di stabilità. Ma anche per Selin non è forse ancora giunto il momento di attaccare ai chiodi i loro zaini, anzi è proprio lei a suggerire a Mitch l’idea di fare un viaggio in Giappone, stuzzicata dal desiderio di visitare per la prima volta la terra d’ Oriente. È lei a progettare in un battibaleno la loro nuova avventura alla volta della caotica Tokyo per visitare la misteriosa foresta di Aokigahara, sita ai piedi del monte Fuji, intorno alla quale circolano inquietanti leggende. “Sembrerebbe che ogni anno vengano ritrovati centinai di corpi dalla polizia e pare che la maggior parte si rechi in quei luoghi per togliersi la vita impiccandosi”. Questa è una delle notizie agghiaccianti che i nostri protagonisti apprendono , mentre cercano informazioni su internet intorno a tale luogo dalla bellezza selvaggia, divenuto una accattivante metà turistica, proprio per via di tali voci. Pare , sempre seconda la leggenda, che in passato i familiari di persone malate accompagnavano lì i loro parenti in fin di vita per abbandonarli al loro destino ed ora gli spiriti di tutti quei morti , chiamati Yurei, reclamano la gente per vendicarsi del male subito. Apprendere tali notizie provoca reazioni diverse nei nostri protagonisti: Selin è euforica , come una bimba il giorno di Natale allo scartare dei regali, mentre Mitch viene immediatamente assalito da un turbamento e disagio inspiegabile. Per Selin quel viaggio in Giappone e in quella foresta ha come fine quello di constatare di persona la veridicità o meno di quelle macabre storie e se avessero avuto persino la “fortuna” di filmare un suicidio in diretta, ciò avrebbe portato tutto il mondo a conoscenza di tali terribili eventi. Il loro contributo sarebbe potuto persino servire a fermare questa crescente piaga dei suicidi consumati nella triste foresta di Aokigahara. Mitch , invece, avverte qualcosa di sbagliato in quel progetto che tanto entusiasma invece la sua compagna. Le macabre notizie di quei suicidi fanno risvegliare in lui immagini dolorose di morte che pensava sopite e che invece paiono pronte a riaffiorare dal suo subconscio e tornare a tormentarlo. Il tocco della morte lo aveva toccato da vicino più volte nella sua vita, lasciando segni indelebili del suo passaggio sulla sua pelle più profondi di qualsiasi tatuaggio. Quelle paure e quei ricordi dolorosi che era riuscito ad allontanare da sé grazie al suo lavoro e soprattutto alla presenza nella sua vita di Selin tornano invece a fargli compagnia sotto forma di incubi! Nonostante i mille campanelli d’allarme avvertiti, Mitch non vuole spegnere l’entusiasmo negli occhi della sua compagna, pertanto decide di assecondare il suo folle progetto, ripetendo a se stesso che si tratta pur sempre di un viaggio e che le sue sono solo preoccupazioni prive di fondamento. Ma cosa accadrà quando, una volta messo piede in quella foresta che pare avvolta da un silenzio sinistro, tanto da parere “le viscere dell’Inferno”, i nostri due protagonisti si troveranno a fare i conti con le loro peggiori paure? E se gli incubi che tormentano l’animo di Mitch fossero il riflesso del suo dolore passato e mai superato? E se fosse proprio il dolore, la paura e la disperazione di trovarsi prigionieri di un posto senza via di uscita a renderli le probabili prede degli spiriti,che animano quella foresta? Quanta verità si cela dietro quelle macabre storie? Riusciranno Mitch e Selin a uscire indenni da quel luogo per poter raccontare quanto visto, sentito e vissuto? Un horror da brivido, con descrizione dei luoghi davvero minuziose! Lo scrittore ha anche fatto un bel lavoro di indagine di scavo nei meandri della mente e dell’animo del suo protagonista maschile. Forse unico neo che ha disturbato un po’ la mia lettura è il ripetersi a volte dello stesso concetto o della medesima situazione. Il finale lascia però col fiato sospeso!!!

Stelle: 4⭐️⭐️⭐️⭐️





























