INGANNO D’ONORE DI LINDA BERTASI

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: Inganno d’onore: Ana.
Autrice: Linda Bertasi.
Genere: Romanzo storico.
Pagine: 536.
Editore:Self Publishing, 7 gennaio 2023.
Formati disponibili: Kindle 2,99€/ Kindlunlimited 0,00€/ Cartaceo copertina flessibile 12,90€ – copertina rigida 19,90€.
Trama:

https://www.amazon.it/Inganno-dOnore-Ana-Linda-Bertasi-ebook/dp/B0BRWJTL3M/ref=mp_s_a_1_1?crid=38SB9LW6GV8JR&keywords=inganno+d+onore&qid=1674509143&sprefix=inganno+d+ono%2Caps%2C93&sr=8-1

“Li chiamavano uomini d’onore, ma quanto pesa quell’ onore su pelle e cuore “. Giugno – 1815. Ana O’Connor – una cascata di boccoli rossi come il fuoco, occhi verdi come le praterie dell’Irlanda e una croce celtica al collo – è la figlia di Lord Galway. Fiera e ribelle, aborrisce tutto ciò che è convenzione e non vuole trovare marito. Non è dello stesso avviso il suo aitante fratello che la sta conducendo al ballo della Duchessa di Richmond. Pesanti debiti gravano sulle spalle degli O’Connor, e l’unico modo per risollevarsi è accasarsi. Al ricevimento Ana conosce l’ufficiale Mark Fraser: occhi e capelli neri come le piume di un corvo, un sorriso strafottente e lo sguardo malinconico di un uomo che non ha nulla da perdere. La battaglia di Waterloo alita loro sulle spalle e il fugace incontro sembra destinato a scolorire nell’oblio, ma il fato sceglie sempre percorsi inaspettati. Tra viaggi in Europa e misteriose imprese, segreti inconfessati e un passato che sembra riecheggiare di promesse inespresse, la storia di un uomo d’onore e di un’indomita irlandese, dove niente è come sembra, e la verità si nasconde sotto le pietre di una terra battuta dal vento ribelle.

Giudizio:

“Non sopportava il proprio dono, lo rifuggiva e ne aveva paura. Forse per questo non voleva sposarsi, innamorarsi. Aborriva conoscere il futuro. Le impediva di vivere, di respirare, di sognare”. Questi i pensieri che tormentano l’animo di Ana O’Connor in merito a quel dono che aveva ereditato da sua madre, strappata via dalla vita a seguito di un infreddamento, nonché quella croce celtica che portava sempre con sé, ad adornare il suo collo diafano. Ana , sorella di Sean O’Connor, un altro valente membro della Confraternita dei Leoni, è fiera delle sue origini irlandesi, al contrario di suo fratello, ormai assuefatto dal desiderio di essere considerato un inglese a tutti gli effetti, soprattutto dopo essere entrato a fare parte della Parìa d’Inghilterra. La fanciulla dalla chioma fiammeggiante e dallo spirito indomito non brama un marito al suo fianco. Ma il suo desiderio non collima con quello della sua famiglia, ormai ridotta sul lastrico a causa dei debiti contratti dal padre, il quale vede nel matrimonio la sola occasione per risollevare le sorti del loro casato. Trovarle un buon partito! Questo è il motivo che ha spinto suo fratello Sean a trascinarla con sé al famoso ballo della duchessa di Richmond, “l’ultimo divertimento prima della guerra che soffiava sul collo” di tutti gli ufficiali presenti , pronti a breve ad affrontare Napoleone a Waterloo. In quella occasione Ana fa il suo primo incontro con l’uomo che metterà a soqquadro il suo giovane cuore : Mark Frederick Fraser, tenente colonnello, XV Conte di Rosse e V marchese di Dorset. Impeccabile nella sua divisa, con i capelli e gli occhi scuri come la pece e un profumo di tabacco muschiato che ha la capacità di scombussolarla e di farla sentire terribilmente a disagio. “Quell’uomo sembrava non volerne sapere di scomparire, continuava a sbucare da ogni dove”. Questo è il pensiero che affiora nella mente di Ana , quando dopo quel loro primo incontro ha modo di incrociare i passi di Mark Fraser in altre occasioni e nei luoghi più disparati , scoprendo come non solo nelle sue vene scorra per metà sangue irlandese, ma come sia stato il migliore amico del defunto marito della sua amica Madeleine Spencer: una donna anticonformista dallo spirito selvaggio, un po’ come il suo. In ogni occasione Ana ha la percezione che quell’uomo , capace di farla sentire indifesa, nasconda un segreto che adombra il suo sguardo sfuggente. Di giorno appare un eroe e un uomo integerrimo , mentre di notte è tormentato dai suoi fantasmi! “Lady O’Connor era una strega. Una strega con un dono che poteva rovinare i suoi piani”. Questo è invece ciò che pensa Mark, quando si rende conto che quella irlandese, che profuma di coriandolo, è capace di leggere dentro la sua anima e che potrebbe mettere a repentaglio la sua promessa. Mark non può permettere a Lady O’Connor di impedirgli di portare a termine la sua vendetta , non deve consentirle di trasformarsi in una “autentica ossessione ” facendogli dubitare dei suoi propositi.

Tra viaggi in posti incantevoli d’Europa, fraintendimenti e visioni inquietanti i nostri protagonisti si ritroveranno a fare i conti con la tempesta emotiva che pare travolgerli , ogniqualvolta hanno possibilità di sfiorarsi o semplicemente guardarsi. Un’attrazione pericolosa a cui non riescono assolutamente a rifuggire, ma a cui si abbandonano senza pensare alle conseguenze! Ma cosa accade al loro risveglio dinanzi alla consapevolezza di quanto è loro accaduto? “Li chiamavano uomini d’onore, ma quanto pesava quell ‘onore su pelle e cuore”. Mark Fraser è riuscito a saldare il suo debito con il passato, portando a termine la sua subdola vendetta : ma a quale prezzo? E se il suo “onore fantasma” si rivelasse un crudele bluff, pronto a strapparle per sempre l’unica donna verso cui aveva provato un desiderio così selvaggio e incontrollabile? Questi gli interrogativi che lacerano l’anima di Mark , non molto diversi da quelli che dilaniano il cuore di Ana, che non riesce a comprendere il motivo di tanto risentimento! Ancora una volta, quella tenace e determinata fanciulla non si arrende dinanzi al primo ostacolo, ma aiutata dalla sua amica Eilis e dal prezioso Lord Kildare , ha modo di scoperchiare un vaso di Pandora, celato tra le pagine di un vecchio taccuino in pelle. Potrà una verità crudele spazzare via ogni briciola di un sentimento così fragile e allo stesso tempo inattaccabile? La penna di Linda Bertasi si distingue da quella delle scrittrici che l’hanno preceduta per la sua accurata e quasi enciclopedica conoscenza storica, dimostrata dalle innumerevoli note su luoghi , tradizioni e personaggi storici. Il suo, però, è un indugiare che a volte può distogliere l’attenzione del lettore sulla storia dei due protagonisti, che a volte pare quasi fagocitata tra le varie note informative. Una lettura comunque avvincente in attesa di fare la conoscenza di un nuovo temerario leone!

Stelle: 4⭐️⭐️⭐️⭐️

LA FAVORITA DEL RE DI LORETTA MINOZZI

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: La Favorita del Re.
Autrice: Loretta Minnozzi.
Genere: Romanzo storico.
Pagine: 76.
Editore: Argento Vivo Edizioni, 18 agosto 2022.
Formato disponibile: Cartaceo 11,40.
Trama:

https://www.amazon.it/favorita-del-re-Loretta-Minnozzi/dp/B0BB8PSQ24/ref=mp_s_a_1_1?crid=3KEW619D0PGIS&keywords=la+favorita+del+re&qid=1671054840&sprefix=la+favorita+del%2Caps%2C93&sr=8-1

Nel centro degli Appennini la vita scorre monotona ma quando giunge a Castel Berarda la lettera della Marchesa Camilla – la prima di una lunga serie dalla corte di Francia – il destino prende una piega diversa per la Contessina Astremisia che la porterà a un ruolo non suo: quello di favorita del Re e del suo seguito, un codazzo di servitori dai titoli altisonanti che ruotano, ogni giorno, attorno al sovrano per assecondare i capricci reali. Tra rigidi protocolli, decreti urgenti e un decalogo bizzarro, frutto dell’esperienza dell’attempata Marchesa, Astremisia non dorme sogni tranquilli: la sua avvenenza di sole quindici primavere è giunta all’orecchio di Sua Maestà che rischia di destabilizzare le sorti dei due paesi, pur di accoglierla a corte per una ricognizione urgente “de visu et de manu”. Per la voce autoriale e l’idea portante di una terminologia ricercata e coeva, il romanzo è sui generis e trascina il lettore in un quadro d’epoca che fuoriesce in toto dai calamai dei singoli personaggi.

Giudizio:

La penna di Loretta Minnozzi ha dato vita ad un breve romanzo regency ,che esce fuori dai canoni a cui siamo abituati. È stata infatti capace di descrivere in modo accurato il periodo storico scelto attraverso l’uso anche di vocaboli desueti, prontamente spiegati a piè pagina; ma ha aggiunto un quid in più al suo racconto grazie ad una licenziosa e sagace ironia. La narrazione si sviluppa intorno ad un fitto carteggio che vede come protagonista principale la giovane Astremisia di Castel Berarda, la cui prorompente avvenenza non è sfuggita all’attenzione di chi conosce perfettamente i gusti di Sua Maestà , segnalandola come futura Favorita del Re. Ma per poter rivestire un ruolo così importante e delicato occorre conoscere bene il cerimoniale che accompagna la routine del Re e soprattutto avere la consapevolezza di come soddisfarlo al meglio nell’intimità del talamo. A tale scopo sono finalizzate le varie lettere indirizzate alla fanciulla da parte di Camilla Sesquini , un tempo Favorita del Re e poi divenuta sposa del Marchese Senzanima, Grande Scudiero di sua Maestà, ma soprattutto un marito pronto a chiudere non uno ma entrambi gli occhi “pro bono pacis et regni”. La Marchesa è pronta a mettere a disposizione dell’inesperta ed ingenua Astremisia tutta la sua esperienza ,così da consentirle di rivestire il suo futuro ruolo alla perfezione, confidandole piccole chicche intime su quanto più piace o su quanto può eventualmente irritare il sovrano sotto le lenzuola. E cosa c’è di meglio di un accurato decalogo? Dalle sue risposte emerge tutta l’ammirazione che Astremisia nutre per quella donna coraggiosa e intelligente, tanto da tenere testa “al gentil e all’opposto sesso”, ma anche capace di incantare intere platee con un solo sguardo e con le sue sagaci parole. Ma si percepisce anche un leggero spaesamento verso una realtà che le è totalmente ignota e una marea di dubbi sul suo poter esserne all’altezza! Astremisia, nelle sue lettere accorate, rivela da un lato la sua ingenua innocenza ,ma anche il suo desiderio di poter provare sulla sua pelle quel “amor cortese” di cui ha tanto sentito parlare . Un sentimento su cui in realtà avrebbe potuto solo fantasticare , visto che al suo primo vagito la sua reverenda madre e il suo benemerito padre , troppo preoccupato a non vedere andare in fumo il suo patrimonio, hanno deciso per lei un destino diverso da quello di moglie. Ma l’attenzione calamitata su di lei da parte del seguito altisonante del Sovrano ha cambiato le carte in tavola, catapultando la nostra Astremisia in una realtà diversa dalle sue fantasie. Dalle lettere della Marchesa, Astremisia ha modo di apprendere anche quale sia il vero ruolo della donna, ossia di unica e incontrastata dominatrice, capace di conservare l’anima, nonostante l’uso carnale che fa del suo corpo e che abilmente lascia credere agli uomini di avere loro il comando. “Comprendete che è ben poca cosa, che senza di noi gli uomini non possono dirsi tali?” Dopo tale addotrinamento sarà Astremisia davvero all’altezza di un ruolo che non solo le consentirà di acquisire potere, ma anche di accedere ai segreti di corte? Un romanzo storico in forma epistolare, che riesce a descrivere bene le dinamiche della vita di corte e i trucchi astuti da mettere in atto per conservare il proprio privilegio faticosamente conquistato, ma tra queste pagine emerge soprattutto una ironia mordace che rende la narrazione, paradossalmente attuale. Davvero una gradita scoperta , quella di questa autrice che è da tenere d’occhio!

Stelle: 4⭐️⭐️⭐️⭐️

LE COMPLICAZIONI DEL CUORE DI BARBARA RIBONI

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: Le Complicanze del Cuore.
Autrice: Barbara Riboni.
Genere: Romanzo storico.
Pagine: 404.
Editore:Self Publishing, 12 novembre 2022.
Formati disponibili: Kindle 0,99€/ Kindlunlimited 0,00€.
Trama:

https://www.amazon.it/Complicanze-del-Cuore-Michael-ebook/dp/B0BM84M24Z/ref=mp_s_a_1_1?crid=7VPBZ7HL3S4E&keywords=le+complicanze+del+cuore&qid=1668950654&qu=eyJxc2MiOiIwLjIxIiwicXNhIjoiMC4wMCIsInFzcCI6IjAuMDAifQ%3D%3D&sprefix=le+comp%2Caps%2C123&sr=8-1

“Lo dite come se fosse una malattia”. “Se non una malattia, è quantomeno un sintomo” si sentì il dovere di sottolineare. “Un sintomo di cosa, Milord?” “Di intelligenza, Miss Pemberton “. La vita ordinata e perfetta del marchese di Rocksavage è destinata a subire un brusco cambiamento. Gli obblighi del casato e una promessa fatta ad un amico lo costringono ad affrontare una serie di responsabilità che lo allontanano dal suo unico interesse: la medicina. Amelia Pemberton è una ragazza fuori dal comune, che preferisce i libri alle feste da ballo. Ha perso l’amato fratello nella battaglia di Waterloo e ora, sola al mondo, deve sottostare alle imposizioni del suo nuovo tutore, un arrogante marchese, il cui unico scopo è farla sposare presto per disfarsi di lei. Tra i due scoppieranno scintille, perché Amelia non è proprio il genere di fanciulla a cui si può imporre di rinunciare a ciò che vuole.

Giudizio:

Grazie alla lettura dell’Antefatto ho avuto il piacere di calarmi nel periodo storico scelto dalle autrici di questo progetto regency, di saggiare le diverse personalità dei protagonisti che animeranno i vari romanzi, ma soprattutto ho avuto modo di apprendere il motivo della nascita di tale Confraternita. Un sodalizio di amicizia, di lealtà e di protezione sancito tra giovani rampolli , appartenenti a famiglie aristocratiche e simboleggiato da un anello di onice nero, che ognuno di loro indossa e al cui interno è inciso il motto della Confraternita: “Aude semper, numquam recede”. Barbara Riboni ha deciso di farci approfondire la conoscenza di uno di essi, ovvero il razionale Marchese di Rocksavage. Anche lui , come gli altri appartenenti alla Confraternita, ha dovuto difendere l’onore del suo Paese contro Bonaparte nella terribile battaglia di Waterloo, nelle vesti di medico delle divisioni della Cavalleria inglese. Dopo quella guerra , a cui è sopravvissuto, “la sua mente sembra essere una custode gelosa delle immagini raccapriccianti di quei giorni di morte e di dolore”, che tornano puntuali a tormentare le sue notti, rendendo sempre più pesante il senso di colpa per non essere riuscito a salvare delle giovani vite. Michael, consapevole che quegli incubi siano una normale conseguenza di quanto è accaduto quel maledetto giugno a Waterloo, tenta di zittirli attraverso i rimedi che ha acquisito grazie alla sua conoscenza scientifica. Il suo essere medico e la sua passione per la ricerca hanno da sempre condizionato la sua vita, divenendo la sua sola priorità. Dopo la morte del padre e del fratello maggiore, egli ha ereditato il titolo di marchese e le responsabilità di tramandarlo, ma gli anni di guerra lo hanno risucchiato in quel meccanismo malato che la sua condizione di medico lo obbligava a ricoprire, anteponendo il dovere verso il suo Paese a quello verso la sua famiglia. Anche ora, però, non si sente pronto a tornare a casa nel Norfolk, ha una priorità più impellente rispetto a quella di cadere nel vile mercato matrimoniale. Deve dedicarsi alla sua preziosa ricerca. Solo , a sperimentazione terminata , si sarebbe preso una pausa e magari si sarebbe dedicato ai piaceri carnali. Il Marchese di Rocksavage è dunque un uomo razionale e ponderato, dedito a pianificare ogni aspetto della sua vita, ma è anche un amico leale , pronto a venire in soccorso di suo cugino Aiden o del suo amico Wlliam, quando questi si sono trovati in difficoltà . Il suo comportamento rispecchia perfettamente quel legame che lega tutti i leoni della Confraternita ed è proprio in ossequio ad esso che Michael è stato nominato tutore di Miss Amelia Pemberton, sorella del suo amico Arthur, deceduto a Waterloo. È lei , l’ imprevisto che piomba sulla vita del nostro Marchese, pronta a scardinare tutte le sue razionali convinzioni. Dopo la morte del fratello e della zia, Amelia è stata costretta a lasciare la sua casa e a raggiungere il suo tutore a Londra. Tutto ciò che le è rimasto della sua famiglia è quel pendente che porta al collo : un medaglione in filigrana con all’interno le miniature dei suoi genitori. Amelia, pur essendo cresciuta nella consapevolezza di dover diventare la moglie di qualcuno, è riuscita fino ad allora a coltivare una cultura e passione smodata per gli insetti. Ha infatti, come insolito animale peloso, una tarantola di nome George. Spera di convincere il Marchese a trovarle una sistemazione fino al compimento della sua maggiore età, quando sarebbe entrata in possesso della sua eredità e avrebbe potuto condurre la vita seguendo i suoi desideri. Amelia non ha alcuna intenzione di essere assoggettata ad un matrimonio o affidare la sua vita ad uno sconosciuto, che difficilmente avrebbe compreso la sua passione, ma le avrebbe di certo tarpato le ali. È con questo spirito indomito e testardo, che deve vedersela Michael ,quando Amelia varca la soglia della sua dimora , percependo subito come sarebbe stata ardua l’impresa di mantenere fede alla promessa fatta ad Arthur, ovvero trovarle un marito che fosse alla sua altezza. Intelligenza, caparbietà e sensualità sono queste le doti di Miss Pemberton, che appare ben presto a Michael come una nuova Waterloo, ma stavolta combattuta non sui campi di battaglia, ma col suo corpo che pare bramarla e la sua mente ligia , invece, ad una mentalità cieca e prigioniera di stupidi pregiudizi. Eppure, nonostante alla vista lungimirante di sua nonna, essi appaiono “spiriti affini” , Michael sarà capace di ignorare la palpabile attrazione che vi è tra loro, correndo il rischio di perderla? E se le parole preveggenti di Lady Ana O’Connell custodissero invece un fondo di verità? “I vostri incubi svaniranno Milord, e il balsamo che vi salverà sarà nascosto tra la polvere di ali di farfalla”. Quale epilogo avrà scelto Barbara Riboni per i nostri protagonisti? A voi scoprirlo con la lettura di questo appassionante regency!

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

LA CHIAVE DI ELLIE DI GIORGIO PULVIRENTI

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: La chiave di Ellie.
Autore: Giorgio Pulvirenti.
Genere: Romance Storico.
Pagine: 243.
Editore:Self Publishing, 25 novembre 2022.
Formati disponibili: Kindle a 3,99€/ anche in cartaceo copertina flessibile e rigida.
Trama:

https://www.amazon.it/chiave-Ellie-Giorgio-Pulvirenti-ebook/dp/B0BLJ3F3XY/ref=mp_s_a_1_1?crid=P03I7FU2UNAX&keywords=la+chiave+di+ellie&qid=1668288965&sprefix=la+chiave+di+ellie%2Caps%2C116&sr=8-1

Dicembre 1945. Blake Sullivan, giovane marine sopravvissuto alla guerra, ritorna nel Nord Dakota , dovrà fare i conti con delle spiacevoli novità: il ranch di famiglia dov’è cresciuto, adesso appartiene a un cinico uomo di affari di Minneapolis, e con esso tutti i cavalli a cui era legato. Blake si vede costretto ad affrontare una nuova realtà, oltre che a convivere con i costanti incubi legati ai campi di battaglie, fino a quando, inaspettatamente, il destino lo riporta a varcare la soglia d’ingresso del ranch . Sarà proprio lì che incontrerà Grace Watson, la ribelle figlia del nuovo proprietario. La curiosa attrazione iniziale tra i due muterà in un sentimento sempre più profondo, destinato purtroppo a interrompersi. Qualcosa, però, una promessa di futuro, li legherà per sempre.

Giudizio:

“Uno strano senso di nostalgica felicità si impadronì di lui. Non gli sembrava vero di essere finalmente a casa”. Questo è il primo pensiero che balena nella mente di Blake Sullivan, nel momento in cui rimette piede a Carrington , dopo esservi stato lontano cinque anni. Blake è stato costretto a lasciare la sua famiglia e i suoi amati cavalli per compiere il suo dovere , ha trascorso gli ultimi cinque anni sui campi di battaglia, dovendo assistere inerme al massacro di molte vite innocenti. Quello che fa ritorno a casa, non è più il ragazzo di una volta, ha un velo di barba a incorniciargli il viso, i capelli più lunghi e quella divisa dei marines a conferirgli un’aria più matura. La guerra lo ha però cambiato non solo fisicamente, ma ha lasciato in lui cicatrici nel corpo e nell’anima, una sorta di doloroso promemoria per non dimenticare cosa i suoi occhi hanno dovuto vedere. Blake non ha però la minima idea che questi cinque anni hanno causato profondi cambiamenti anche nella sua famiglia, se ne rende amaramente conto quando all’entrata del suo amato ranch non vi è più la scritta col cognome dei Sullivan ,ma vi è quella di Watson. È Randall, un vecchio amico di famiglia a ragguagliarlo sulle tristi novità: i suoi genitori dopo la sua partenza sono stati costretti a vendere il ranch a causa della crisi economica e soprattutto a seguito dell’incidente del padre. Blake si ritrova quindi dinanzi ad una realtà diversa da quella che immaginava, ma quello che più lo fa soffrire è il dover stare lontano dai suoi cavalli. Solo in sella al suo irrequieto ed imprevedibile Forrest , si è sempre sentito vivo ed ora pensare di non poterlo più fare gli provoca un dolore lancinante al petto. Grazie a Randall, il proprietario dell’officina, che gli offre lavoro per un po’, Blake ha modo di conoscere il famigerato signor Sigmund J. Watson, l’uomo che è diventato il proprietario di quella che era la sua casa, il quale gli dà la possibilità di ritornare ad occuparsi dei suoi cavalli in qualità di stalliere. Blake ha così modo di aprire un nuovo capitolo della sua vita, legato al suo passato. Ha persino modo di ricredersi sul conto del signor Watson che pare stimarlo per la sua professionalità e capacità di governare anche l’indomabile Forrest. La sua nuova quotidianità, divisa tra il ranch e l’ officina, subisce un inaspettato stravolgimento quando i suoi occhi incrociano quelli di una delle ragazze più belle mai viste, i cui capelli biondo miele paiono splendere nonostante la quasi totale assenza di luce il giorno del loro primo incontro. Si tratta di Grace, la figlia di Watson appena rientrata dal Minneapolis, una ragazza che scoprirà subito avere un bel caratterino , soprattutto non incline a rispettare regole o accettare imposizioni.

Tra Blake e Grace scatta subito un’alchimia speciale che si trasforma in un sentimento intenso e profondo. Blake, nonostante i primi propositi di non farsi coinvolgere troppo, vista l’appartenenza a due mondi diversi, finisce per restare soggiogato da questo sentimento. Lo stesso vale per Grace la quale non riesce più a rinunciare a quegli incontri clandestini con quel giovane stalliere ,che è l’unico capace di ascoltarla , comprenderla e farla sentire amata. Un idillio fulminante, destinato però a spegnersi , quando il destino li costringe a dividere le loro strade con la consapevolezza, però, di essere uniti per sempre da un legame speciale. Quindici anni dopo , da quello che pensavano entrambi essere un addio, il destino decide di fare incrociare nuovamente le loro anime, che fino a quel momento hanno provato ad andare avanti e a dimenticare. Il nuovo Blake , che ha dovuto ancora una volta rialzarsi e convivere non solo con gli incubi di guerra ma anche col dolore di un’assenza insopportabile, è riuscito a fatica a creare un nuovo equilibrio, pronto a spezzarsi quando si ritrova davanti non più la ragazzina ribelle di un tempo, ma una donna affascinante che è riuscita a realizzare il suo sogno di diventare giornalista ed è anche la madre di due splendidi figli : il pestifero Nat e la dolce e caparbia Ellie. Pare che la vita voglia offrire a questi due innamorati l’occasione di riprendere da dove avevano interrotto. È però il legame simbiotico che instaura con Ellie , una ragazzina chiusa in mondo di apparente silenzio, ma che dimostra una innata capacità nel governare il figlio di Forrest, l’imprevedibile Tornado a risvegliare in Blake sentimenti e stimoli che credeva svaniti. Ma ecco che un nuovo tiro mancino del fato è in agguato per metterlo dinanzi all’ennesimo dolore da affrontare, forse quello più terribile mai provato. E se una piccola chiave con la testa a forma di cuore custodisse il modo per consentire di andare avanti, nonostante tutto? Giorgio Pulvirenti ha creato una storia dolce, profonda e commovente, che mi ha spiazzato e straziato il cuore, dandomi però conferma della sua impeccabile bravura!

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

IL SEGRETO DI SISSI DI EMILY PIGOZZI

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: Il segreto di Sissi.
Autrice: Emily Pigozzi.
Genere: Romanzo storico.
Pagine: 283.
Editore: Sperling & Kupfer, 4 ottobre 2022.
Formati disponibili: Kindle 6,99€/ Cartaceo 10,35€.
Trama:

https://www.amazon.it/gp/aw/d/B0BG3QW2NQ/ref=tmm_kin_swatch_0?ie=UTF8&qid=1665575845&sr=8-1

La storia di una trovatella incontra quello dell’imperatrice più famosa e iconica di sempre, tra segreti e amori nascosti, tra verità e finzione. Ungheria, 1874. Sono passati più di vent’anni dal primo incontro tra Sissi e Franz. Dopo la nascita dei figli, i lutti e le guerre che hanno segnato la loro vita, il matrimonio sembra giunto al capolinea e l’imperatrice, quando può, trascorre il tempo al palazzo di Gödöllö, l’amata reggia ungherese. È qui conosce Edith , una trovatella abbandonata nella foresta appena bambina e allevata alla corte nel mito della sovrana. All’apparenza, le due non potrebbero essere più diverse, ma nel profondo condividono lo stesso desiderio di libertà, l’animo di viaggiatrici e il bisogno di trovare qualcuno che le ami per quello che sono. Il loro destino finirà per intrecciarsi irrimediabilmente, grazie ad un segreto che la ragazza ungherese dovrà custodire e che riguarda il misterioso incontro a un ballo in maschera a cui Sissi ha partecipato sotto mentite spoglie. In una notte che segnerà la sua vita per sempre….

Giudizio:

Emily Pigozzi è una delle scrittrici di cui non mi perdo una pubblicazione, in quanto ogni volta, con le sue storie, è capace di sortire su di me una specie di sortilegio, che mi tiene incatenata ad ogni parola e soprattutto ad ogni emozione racchiusa nelle sue pagine. Anche stavolta, è riuscita a trascinarmi all’interno di una trama che ha come protagoniste , due figure femminili agli antipodi, ma affini per quel comune desiderio di libertà e di amore, che alimenta le loro anime. “Non avevo che quindici anni, e le onde della storia l’avevano sollevata tra i loro flutti, d’improvviso”. “Sono come un gabbiano lontano dal mare. Triste, e perennemente in cerca di qualcosa”. Queste emblematiche parole , pronunciate da Elisabetta Eugenia Amalia, duchessa di Baviera, imperatrice d’Austria , per noi semplicemente Sissi, mettono in luce il tormento che alberga nell’ animo di colei, che agli occhi della Storia ha avuto il privilegio di essere stata scelta dall’uomo più potente del mondo. Ma, dietro quella fiaba , tanto decantata dai poeti e su cui fantasticano in molti, si cela invece un’amara beffa , una triste pantomima recitata ad arte per salvaguardare le apparenze e soprattutto la ragione di Stato. Nel momento in cui Franz Joseph, il giorno del suo 23imo genetriaco, ha posato gli occhi su di lei,”una rosa in boccio bianca di innocenza”, l’ha trascinata con la forza del suo amore in quel ruolo , che lei però non aveva mai desiderato, estirpandola dal suo mondo e tarpando i suoi sogni. Sissi si è infatti sentita, come una inconsapevole pedina, il cui destino è stato manovrato da altri, mentre a lei hanno lasciato il pesante fardello di assolvere al suo ruolo e dimostrarsi sempre all’altezza. Peccato che lo stesso uomo , artefice del suo destino, l’ha poi delusa con un tradimento più sottile e peggiore di quello carnale , non credendo in lei , come imperatrice e come madre, ma preferendole sua madre, la integerrima Arciduchessa Sofia. Da allora, Sissi ha deciso di lottare solo per cause che le stanno a cuore, come quella ungherese, e di assecondare il suo spirito libero ed errabondo , nei limiti consentiti ad una imperatrice! A differenza di Vienna, che le appare come una prigione dorata, pronta a divorarla, l’unico luogo in cui Sissi si sente invece a casa, libera di essere se stessa e soprattutto amata, è l’Ungheria, una terra magica, fiera e selvaggia, proprio come lei. Ed è proprio qui, nel castello di Gödöllö. che la vita di questa sovrana , dal carattere indomito ma vulnerabile, si intreccia con quello di una trovatella dal passato ignoto e dagli occhi eteronimi. “Edith. Edith delle foreste. Nera come il corvo, bianca come la neve. Con gli occhi del demonio. Rifiutata dal suo stesso sangue , giunta da chissà dove. Figlia della colpa , lavata nel fuoco”.

Ecco come si sente e si vede Edith Dobos, la giovane orfana, che una terribile notte , dopo essere stata abbandonata nei boschi dall’unico parente rimastole in vita, viene soccorsa da un cavaliere, il cui odore e la cui voce si imprimeranno nella sua mente e nel suo cuore, come una cicatrice, ma più dolce e meno dolorosa di quelle presenti sul suo corpo. Gödöllö diventa per quest’orfana senza passato l’unico luogo dove si sente per la prima volta accolta e non rifiutata; ma lo scoprire che vi è un qualcuno che può decidere sul suo futuro e sdradicarla da quel nido getta la piccola Edith nello sconforto più totale. L’incontro, però, con colei che ha inizialmente odiato, temuto e invidiato, considerandola come l’usurpatrice del suo piccolo mondo, si trasformerà ben presto in un amore viscerale e simbiotico, un amore verso cui si è disposti a tutto, persino a sacrificare se stessi. Edith imparerà a conoscere tutte le sfumature dell’animo della sua regina : una donna che appare come “un’entità magica e misteriosa, potente e perfetta”, ma che in realtà cela dentro di sé tante fragilità e paure, come quella dei segni lasciati dal tempo sul suo corpo, da cui esigeva la perfezione, sottoponendolo per questo ad una sequela infinita di riti e credenze. Edith avrà anche modo, standole al suo fianco , di capire come in fondo siano entrambe incredibilmente simili : tutte e due alla ricerca di un posto, dove fermarsi, e di un qualcuno da cui essere amate davvero. Un legame speciale è quello che si instaura tra di loro: Sissi rivede un po’ se stessa in quella giovane fanciulla dagli occhi strani per gli altri, ma per lei bellissimi; mentre Edith diventa la custode di un segreto più oscuro e pericoloso, di quello che la riguarda e che da sempre ha accantonato in un angolino buio della sua memoria. Una notte senza confini e senza etichette per illudersi di vivere una esistenza diversa! Un incontro per avere la possibilità di trovare il proprio posto nel mondo! Un segreto da proteggere ad ogni costo! Un romanzo storico: semplicemente meraviglioso!

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

CIELI DI PIOMBO DI MATHILDE BONETTI

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: Cieli di piombo.
Autrice: Mathilde Bonetti.
Genere: Romanzo storico.
Pagine: 332.
Editore: Mondolibri – Mondadori, settembre 2022.
Formato disponibile: Cartaceo 14,99€.
Trama:

Settembre 1939, la guerra è appena cominciata e la lunga ombra del nazismo si allunga minacciosa sull’Europa. Il mondo si prepara al peggio, sotto cieli di piombo si dipanano i drammi dei singoli. Il capitano Blazej Baranski, miracolosamente sfuggito a un campo di prigionia in Polonia, dopo un atterraggio di fortuna in Danimarca, è riparato in Inghilterra per unirsi alla Royal Air Force. Axelle, inglese di adozione, ha appena perso il marito e la sorella: d’ora in poi dovrà crescere da sola sua figlia, affrontando le incognite di un futuro sempre più incerto. Matthias Brandt, tra i migliori piloti della Luftwaffe, dopo aver ucciso una donna, è dilaniato da una crisi personale e morale. Mia Rasmussen, coraggiosa e appassionata , rischia la vita per portare in salvo una piccola ebrea…Sullo sfondo dell’epoca più cupa della Storia, si intrecciano le vite di uomini e donne cui la guerra ha tolto quasi tutto, ma non la voglia di tornare a vivere, amare e sperare.

Giudizio:

L’invasione della Polonia da parte della Germania nazista e dell’Unione sovietica, avvenuta nel settembre del 1939, costituì la miccia per l’innesco della Seconda Guerra Mondiale. In risposta all’aggressione tedesca, Gran Bretagna e Francia dichiararono infatti guerra, dando così inizio ad una delle pagine più buie e sanguinose della Storia. Ed è proprio questo il periodo storico, scelto da Mathilde Bonetti, per fare da sfondo al tormento, al dolore, al coraggio , al senso di colpa, all’odio e persino all’amore , che vedremo provare sulla pelle dei suoi protagonisti. Quattro vite differenti, ma messe a dura prova dai cambiamenti emotivi e psicologici che gli orrori della guerra provocheranno inevitabilmente su ognuno di essi, provando a spazzare via dai loro cuori il desiderio di tornare a sperare, a vivere e anche ad amare. “Ora era il momento di agire . Doveva farlo per Edyta, per se stesso e per il suo paese . E doveva farlo subito”. Fuggire! Questo è il pensiero che agita l’animo del capitano Blazej Baranski, appena fatto prigioniero assieme ad altri ufficiali polacchi! Non può permettersi errori, visto che è sotto gli occhi dei piantoni tedeschi e di lì a poco i russi li avrebbero condotti chissà dove. Non deve attirare l’attenzione su di sé, ma soprattutto non deve permettere al pensiero di Edyta , sua moglie, trucidata senza pietà da un tedesco, di renderlo meno lucido. Il dolore, l’odio e il desiderio di vendetta sono i sentimenti che lo spingono a tentare una rocambolesca, quanto folle fuga su quello che più che un aereo, gli appare come un pezzo di antiquariato, capace però “sulle ali di un coraggio inimmaginabile” di permettergli di lasciarsi alle spalle i suoi nemici e riacquistare “il completo arbitrio sul suo futuro”. Dopo un atterraggio di fortuna in un paesino della Danimarca, Baranski ha poi la possibilità di raggiungere l’Inghilterra e unirsi alla Royal Air Force, dando dimostrazione in cielo della sua esperienza e soprattutto del suo coraggio. Il dolore della perdita di sua moglie e il desiderio di vendetta lo hanno però reso “un uomo senza futuro, prigioniero di un passato che non avrebbe potuto più avere, di un presente sospeso e di una rabbia sconfinata per tutto ciò che aveva perso, compreso se stesso”. Per lui , ormai, combattere è divenuta l’unica ragione di vita, pertanto non può permettere ad un sentimento, come l’amore, di fare di nuovo capolino nel suo cuore, perché lo avrebbe privato del solo desiderio che lo tiene ancora in vita: la vendetta! Un tormento altrettanto lancinante, seppur differente è quello che invece pesa , come un macigno, sul cuore di Matthias Brandt, uno dei migliori piloti tedeschi della Luftwaffe. Non è un assassino, ma è solo un pilota!

Questo è quanto continua a ripetersi , come una sorta di cantilena, sperando di poter allontanare da sé l’immagine di quel terribile momento, ovvero quando ha ucciso a sangue freddo una donna. Matthias ha sempre desiderato seguire le orme di suo padre , anche lui pilota, ha deciso con orgoglio di combattere a fianco di Hitler, sperando che questi potesse davvero riportare in auge la Germania dopo la crisi conseguente alla Grande Guerra, ma il suo essere pronto a combattere non significa che è pronto a trasformarsi in un assassino. L’aver privato senza esitazione “la luce” dall’animo di un essere umano inerme e l’essere stato spettatore delle atrocità commesse a danno degli ebrei gli fa pian piano prendere coscienza di essere: “Solo un uomo capitato dalla parte sbagliata della guerra in un momento sbagliato della storia”. Matthias è un uomo dilaniato dal senso di colpa , che desidera trovare un modo per fare ammenda per sé e per il suo popolo! Le vite di questi due uomini si intrecceranno con quelle di due donne: Axelle May, una donna di adozione inglese, a cui la guerra ha strappato via la sua amata sorella, ma soprattutto l’amore della sua vita, nonché il padre della sua piccola Dana, il marito Jim e poi la coraggiosa e caparbia diciannovenne Mia Rasmussen, che riesce a portare in salvo in Inghilterra Didì, una piccola ebrea, sottraendola da una morte certa. Due donne, differenti per estrazione sociale, per nazionalità ed età, ma pronte a fornire il loro contributo in quel conflitto assurdo e sanguinario! Il destino pare farsi beffa di tutti loro, mettendoli in più occasioni dinanzi ad una resa dei conti così da affrontare e magari placare i loro tormenti o sensi di colpa e fornire loro l’appiglio per tornare a sperare di nuovo! Un minuzioso e crudo spaccato di storia, che tra le righe ci insegna come la guerra non ha pietà per nessuno, anzi vi è un sottile fil rouge a legare le persone a prescindere della nazionalità o del fronte per cui si sta combattendo! Con questo capolavoro la Bonetti ha alzato l’asticella, confermando la sua bravura scrittoria , ma dando anche prova di una crescita personale

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

IL DUCA E LA COLOMBA DI VALENTINA PIAZZA

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: Il Duca e la Colomba.
Autrice: Valentina Piazza.
Genere: Romanzo storico.
Pagine: 460.
Editore:Self Publishing 9 giugno 2022.
Formati disponibili: Kindle 1,99€/ Kindlunlimited 0,00€/ Cartaceo 12,48€.
Trama:

https://www.amazon.it/Duca-Colomba-Valentina-Piazza-ebook/dp/B0B37R7G7G/ref=mp_s_a_1_1?crid=1OEJYGDA07HUU&keywords=il+duca+e+la+colomba&qid=1655215580&sprefix=il+duca+e+la+%2Caps%2C123&sr=8-1

Londra 1863.
Damian Alexander White, quinto duca di Grafton, ha un passato sordido e licenzioso, in tutta Londra, non c’è nessuno che più di lui è dedito al vizio e al peccato, ma la sua vita da scapolo è destinato a cambiare, a causa di una sola notte di passione. Lady Caroline Turner , innocente e pura come una colomba, perdutamente infatuata del duca, si lascia irretire dal nobiluomo e viene gravemente compromessa nei giardini di Wonderland Hall. Solo il matrimonio può riparare il danno subito della ragazza, ma le divergenze fra i due sono inconciliabili. Damian è duro e scostante con la moglie che, allo stesso tempo, desidera e respinge. A tutto ciò, si aggiunge una scottante gelosia nei confronti di un gentiluomo appena giunto in città. Lord Dagonet Bingham è bello, ricco e affascinante, però nasconde un terribile segreto e le sue mire sono tutte nei confronti della Duchessa di Montrose, la cugina di Caroline, appena giunta dalla Scozia. A Wonderland Hall, nulla è come appare a un primo sguardo e, presto, misteri, tradimenti e gelosie dovranno rivelarsi. Gli amori appena sbocciati saranno forti abbastanza da vivere in eterno?

Giudizio:

Ricordate il perfido Bianconiglio? O per essere più precisi Damian Alexander White, il duca di Grafton, rinomato per la sua condotta dissoluta quanto oscura? Ricordate il famoso labirinto dei giardini di Wonderland Hall? Lì, secondo il piano del duca di White doveva finire in trappola la ribelle Miss Alison, la sua ambita preda , ed invece , a causa del suo inaccettabile rifiuto, il perfido Bianconiglio l’ha subito rimpiazzata per capriccio con colei che gli era parsa “bella e delicata, bianca come una colombella e altrettanto invitante” : Lady Caroline Turner! È lei la “creatura sciagurata” che in quella notte altrettanto sciagurata ha avuto la sfortuna di ingravidare! È lei colei che è obbligato perciò a sposare : una donna di cui non gli importa nulla e la cui unica magra consolazione è rappresentata dalla sua cospicua dote, che in qualche modo può risanare le sue finanze, da lui dilapidate a causa della sua ossessione per il gioco d’azzardo. Lady Caroline non ha affatto quel carattere ribelle e indomabile di Miss Alison, che ha invece avuto l’ardire di preferirlo a quel cappellaio matto di Solomon Tucker, il sarto più famoso di tutta Londra. La sua futura sposa, nonostante il suo aspetto avvenente per via dei suoi capelli rossi, come lingue di fuoco, pare, ai suoi occhi, avere un carattere troppo remissivo e fragile, tanto da essersi fatta facilmente irretire dalle sue lusinghe e poi tentare persino il suicidio nelle gelide acque del Tamigi. Solo l’intervento tempestivo di un giovane portuale, un certo Killen O’Sullivan è riuscito ad evitare la tragedia, portandola miracolosamente in salvo! “Sarà mia moglie solo agli occhi del mondo, onorerò il patto che ho stretto, ma non rappresenterà nulla per me”. Questo è il proposito che continua a ripetersi il duca di White alla vigilia del suo matrimonio! Sentimenti differenti, ma altrettanto tormentati albergano nell’animo di Lady Caroline, consapevole che il suo futuro sposo, l’uomo di cui si è subito innamorata per via del suo aspetto così nobile da farlo apparire, ai suoi ingenui occhi, una sorta di cavaliere dall’armatura sfavillante , non contraccambia affatto i suoi sentimenti, ma ha acconsentito al matrimonio solo per dovere e soprattutto dietro il ricatto ordito dalla sua amica Alison. Eppure, nonostante tale amara consapevolezza, Caroline continua a nutrire per lui un amore profondo e un’attrazione intensa, quella stessa per cui aveva ceduto quella prima ed infausta volta. Il suo stato d’animo di sposa non di certo emozionata non sfugge agli occhi indagatori di sua cugina, Isabel Buchanan, che ha assunto dopo la morte dei genitori il titolo di Duchessa di Montrose e che diverrà sua preziosa alleata e sincera confidente..Questa fanciulla scozzese ha una bellezza che non passa inosservata: dei lunghi capelli neri, come la notte, una carnagione chiarissima e due occhi blu, che ricordano le acque profonde di un lago.

Le sue sembianze la fanno sembrare un essere fatato , ma è dotata anche di una acuta intelligenza e di un temperamento forte e spigoloso che di sicuro allontana da sé ogni possibile pretendente. Ma Isabel non ha intenzione di essere ciò che non è solo per accalappiare un uomo, non vuole scendere a compromessi solo per il titolo o per il patrimonio e soprattutto non vuole finire nella trappola di un matrimonio senza amore, come quello di sua cugina Caroline che le appare spenta e senza luce. Ma ad agitare gli animi di questa indomita fanciulla e di un duca troppo orgoglioso è la comparsa sulla scena del misterioso Lord Dagonet Bingham che se nella prima risveglia sentimenti mai provati, nel secondo invece fa affiorare un sentimento inaspettato, quello della gelosia, per chi ha l’ardire di posare gli occhi su sua moglie. Per la prima volta, Damian inizia a vedere con occhi diversi Caroline, che non le pare più una colomba atterrita, ma una donna capace di attrarre su di sé l’attenzione di chiunque. Ma chi è quel Lord di cui si conoscono solo le origini irlandesi? Quale mistero nasconde dietro quei suoi abiti di così raffinata fattura? La presenza di quell’uomo è stata però provvidenziale per consentire al duca di White di mettere finalmente da parte il suo smisurato orgoglio e prendere coscienza della fortuna di avere al suo fianco una donna innamorata e fedele, come la sua Caroline! Ma questa potrà mai perdonargli il modo ignobile e freddo con cui l’ha sempre trattata? E la duchessa di Montrose come reagirà quando scoprirà la vera identità di Lord Dagonet Binghan? Valentina Piazza , con questo secondo capitolo, si è davvero superata imbastendo una trama ricca di suspense, passione, intrighi e colpi di scena! Ma a tessere le fila di questa avvincente regia è un abile cappellaio matto, intenzionato a fare sì che anche altri, come lui, possano assaporare il gusto dolce e proibito di quel sentimento, chiamato Amore!

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

SARAI LA MIA LADY DI LINDA KENT

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: Sarai la mia Lady ( Three Willows vol.4).
Autrice: Linda Kent.
Genere: Romanzo storico.
Pagine: 322.
Editore: Self Publishing, 19 maggio 2022.
Formati disponibili:Kindle 3,99€/ Kindlunlimited 0,00€/ Cartaceo 11,99€.
Trama:

https://www.amazon.it/Sarai-lady-Three-Willows-Vol-ebook/dp/B09ZF76D6C/ref=mp_s_a_1_1?crid=3S0QZHIGX50DV&keywords=linda+kent&qid=1653837908&sprefix=linda+ke%2Caps%2C115&sr=8-1

Sarai la mia Lady _ Il quarto e ultimo romanzo della serie Three Willows Autoconclusivo
“Non ne era innamorato. Non poteva essere amore ciò che provava. Non doveva essere amore. Eppure Brian la desiderava o piuttosto aveva bisogno di lei. Un bisogno disperato, che faceva male”. Lord Brian Gascoyne, conte di Greenville, è giovane, ricco e affascinante. La sua famiglia lo adora, le donne gli cadono ai piedi: audace , sportivo, impegnato socialmente, conduce una vita brillante nella tenuta di Three Willows, finché giunge anche per lui il momento di sposarsi. Controvoglia, non gli resta che prendere in considerazione un matrimonio d’interesse con una lady che non si aspetti da lui l’unica cosa che è sicuro di non poterle dare: il suo amore. Christine Elliott sa bene di non dover pensare a Brian. Non è nobile, né ricca, ed è quasi certa che lui la sopporti a malapena. Inoltre, il conte sta per annunciare il suo fidanzamento con l’Onorevole Miss Morrison, dunque è decisa a toglierselo dalla mente. In fondo, è sempre stata una ragazza molto ragionevole. Peccato che il suo cuore non intenda proprio ascoltare ragioni… Sarai la mia Lady è il quarto romanzo di Three Willows, l’affascinante serie romance ambientato in Gran Bretagna e negli Stati Uniti d’America, durante la famosa Gilded Age , l’età dorata degli ultimi decenni dell’Ottocento. Nella splendida tenuta che dà il nome alla serie , passione e avventura segneranno il destino dei protagonisti: il conte di Greenville, le sue sorelle, i suoi amici e l’incomparabile staff di Three Willows. Il primo, il secondo e il terzo romanzo della serie: Una perfetta Lady inglese, Una Lady come nessun’altra , Non ancora una Lady sono disponibili in esclusiva in Amazon. In ebook, cartaceo e Kindle Unlimited.

Giudizio:

Sarai la mia Lady è il quarto volume con il quale, ahimè, cala il sipario su una serie regency che ho amato tanto, grazie alla penna impeccabile e mai scontata di Linda Kent. La tenuta di Three Willows e il numeroso clan Gascoyne saranno ancora gli assoluti protagonisti e non dei semplici spettatori, ma anzi astuti tessitori di una trappola che vede due sole prede : Lord Brian, conte di Greenville, e Miss Christine Elliott, una sua lontana parente, ma divenuta da circa tre anni una dolorosa spina nel fianco. Avversione, frustrazione, ammirazione e attrazione sono questi i sentimenti contrastanti che si agitano nella mente di Brian , tutte le volte che gli capita di essere vicino a Christine, la quale da ormai tre anni è divenuta la fedele accompagnatrice di sua nonna, Lady Augusta o per molti la famigerata Lady di ferro. Di sicuro la ragazza dimostrava un gran spirito di sopportazione nel tollerare i modi di fare, a volte dispotici, di sua nonna. Eppure a lui quasi infastidiva il suo essere fin troppo accondiscendente o il suo non lamentarsi mai, ma doveva ammettere a se stesso che i continui battibecchi con Christine hanno da sempre la inspiegabile capacità di farlo andare a dormire con la mente libera dalla sua costante irrequietezza ed sono capaci di fare tornare i sogni ad essere solo sogni e non più incubi. Inoltre la ragazza, diversamente dalle sue coetanee, per quanto bella e dotata di una sensualità,tutta sua, non è il tipo di ricorrere ad artifici o belletti per accrescere le sue doti naturali. Attrazione! Ecco, questo è l’unico nome che Lord Brian riesce a dare a ciò che quella ragazza scozzese è capace di risvegliare in lui , ma lei non poteva essere niente per lui: non era ricca, non era nobile e soprattutto era sua cugina! Dopo gli anni scapestrati di Oxford e dopo aver assuntosi con zelo le responsabilità derivanti dal suo status, è giunto anche per lui il momento di formare famiglia e di scegliere la sposa perfetta per stare al suo fianco. Adelaide, l’Onorevole Adelaide Morrison, pare avere molte delle qualità che lui sperava di trovare nella sua futura sposa: un bell’aspetto, una buona linea di sangue e una dote che si mormorava essere cospicua. A lei, la prescelta, avrebbe promesso assoluta fedeltà, ma avrebbe preteso altrettanto, perché per Brian l’idea di un tradimento è intollerabile. Il nostro conte di Greenville è convinto di non essere destinato all’amore e non lo cerca affatto, per ora si era trastullato con prudenza con diverse dame , ma non aveva intenzione di finire in una trappola matrimoniale ordita alle sue spalle: doveva essere lui soltanto a scegliere la sua sposa! E Adelaide Morrison pare sulla carta perfetta, anche se non gli suscita lo stesso marasma di sentimenti che prova per quel folletto scozzese dagli occhi verdi! Quale sortilegio gli ha mai fatto? Se Brian tenta di prendere le giuste contromisure a quanto sente, analoghi sentimenti paiono tormentare Christine la quale, dal primo loro incontro, è stata colpita dal luccichio del suo sguardo, capace di turbarla, dal suo aspetto fisico che gli ricordava un semidio e in particolare l’Achille dell’ Iliade e persino il suo carattere, un intrigante combinazione di virtù e difetti.

Christine ha capito subito quale nome dare al suo sentimento verso Brian: amore , un sentimento, però, inopportuno, sbagliato e impossibile, visto che suo cugino è in procinto di chiedere la mano della signorina Morrison! Quante cose sono però cambiate nella sua vita negli ultimi tre anni, da quando dopo aver lasciato le sue amate Highlands, a seguito della dipartita di sua madre, è giunta a Three Willows e lì ha trovato una nuova famiglia, dei nuovi affetti e soprattutto Brian. L’unica cosa che in lei non è mutato è il suo autocontrollo, il suo dare valore alle cose che contano sul serio e a non lamentarsi mai senza una ragione! È pertanto abile a mascherare dietro un falso sorriso il dolore o a trattenere quelle lacrime che a volte tentano di uscire fuori e che avrebbero rivelato troppo. Ma quando il fato, rimescolando le carte in tavola, offre loro una chance per mettere a nudo i reciproci sentimenti, tenuti a stento a freno, ecco che i nostri protagonisti, ancora una volta, tenteranno con motivazioni e fini diversi di dare loro un nome, ma lontano da quello che in realtà provano. Se Christine si rivelerà però più determinata nel cercare di trasformare le sue fantasie in realtà, più difficile sarà per Brian maturare la consapevolezza che per quel folletto scozzese non prova solo attrazione, gelosia o curiosità, ma solo e semplicemente : AMORE! Con questi due protagonisti si chiude magicamente una splendida serie! È stato bello ammirare l’evoluzione e i cambiamenti avvenuti nelle coppie che tanto ho amato nei precedenti capitoli! Sarà molto difficile dimenticare ogni componente dello speciale clan dei Gascoyne

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

NEFERTITI LA PRINCIPESSA DEI MITANNI.

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: Nefertiti. La principessa dei Mitanni.
Autrice: Maddalena Tiblissi.
Genere:Romanzo storico.
Pagine: 345.
Editore: Rossini (Rende) , 13 aprile 2022.
Formato disponibile: Cartaceo 17,09€.
Trama:

https://www.amazon.it/Nefertiti-principessa-Mitanni-Maddalena-Tiblissi/dp/B09RLV9VRN/ref=mp_s_a_1_1?crid=1I0YHDMVO5G87&keywords=maddalena+tiblissi&qid=1649496526&sprefix=maddalena+t%2Caps%2C153&sr=8-1

Ambientato nel quattordicesimo secolo a.C. , “Nefertiti. La principessa dei Mitanni” segue le vicende e la vita di Tadu Hepa, la principessa del regno dei Mitanni e figlia del re Tesratta: dotata di una bellezza sconcertante e di un’intelligenza spiccata. Ella trascorre la sua giovane vita tra gli intrighi di palazzo e le gioie della sua età finché viene data in sposa ad Amenhotep III d’Egitto, faraone del regno più potente, che governa in uno dei periodi più fiorenti e pacifici. Tadu Hepa, chiamata Nefertiti, grazie alla sua straordinaria bellezza, soffre di nostalgia per il regno che ha lasciato e d’amore per il giovane faraone Amenthop IV. Segue, però, il suo destino e sposa Amenhotep III il quale, tormentato da numerosi acciacchi , tra cui dolorose infiammazioni ai denti, muore subito dopo il suo trentacinquesimo anno di regno. La principessa viene quindi, fatta unire in matrimonio ad Amenhotep IV, il nuovo faraone. La vita di Nefertiti si trasforma radicalmente e diventa la Grande Sposa Reale: consapevole delle proprie doti e con grande coraggio sosterrà il suo sposo, il quale cambierà il nome in Akhenaton, in una rivoluzione spirituale attuata sia per rendere inoffensivo il potere della classe sacerdotale di Amon, sia per la profonda convinzione che nel disco solare fosse contenuta l’energia divina.

Giudizio:

“È stato un onore per me ricevere colei che in futuro sarà ricordata come “la bella è arrivata”. In queste parole pronunciate dal mago di corte del regno dei Mitanni è sintetizzato il destino di colei che sin dalla nascita era destinata ad un futuro glorioso, che avrebbe fatto rimembrare per sempre alle generazioni successive il suo nome : Tadu Hepa, la figlia preferita del re Tesratta e della regina Juni, ricordata con il nome di Nefertiti. Sin da bambina, Tadu Hepa si distingue per la sua indiscutibile bellezza , ma anche per la sua acuta intelligenza. Saranno queste sue due doti a consentirle da un lato di far cadere ai suoi piedi l’uomo più potente di tutto l’Egitto, ovvero il faraone Amenthop IV, e dall’altro a permetterle di uscire indenne o di fronteggiare con arguzia le insidiose dinamiche di palazzo. Altro aspetto della sua personalità carismatica è senza dubbio la sua propensione a non sottostare passivamente alle regole che le sono imposte, per via della sua appartenenza ad una dinastia reale. Basti pensare a come riesce da ragazzina a trasformare una bambina del popolo in colei che diverrà la sua migliore amica, la sua saggia confidente Salasu , escogitando un piano per consentirle di entrare a palazzo senza infrangere apertamente,ma stravolgendo comunque le regole di corte. Il suo carattere ribelle lo si percepisce ancora, quando, infatuatasi di un guerriero, nonché un musicante, decide di raggiungerlo all’accampamento del re, mentre è in corso una spietata guerra tra il regno di suo padre e quello di Suppiluliuma, il re degli Hittiti: sprezzante del pericolo , ma desiderosa di seguire il suo cuore! Ed è proprio la voce prepotente del cuore che Tadu Hepa ascolta anche quando, promessa in sposa al faraone Amenthop III, si innamora perdutamente di suo figlio, intrattenendo con questi una relazione clandestina. Ma Tadu Hepa, la futura Nefertiti, è anche una ragazza, consapevole del suo ruolo e dei suoi doveri. Lo dimostra sia quando accetta, a malincuore, di essere data come “sposa minore” ad un uomo, più vecchio di lei, sicuramente non avvenente e per giunta cagionevole di salute, come il faraone Amenthop III, consapevole che il suo nuovo status avrebbe comportato il non avere alcun potere e soprattutto essere soggetta al volere della sposa principale, ovvero la Grande Sposa Tiy. In tale frangente dimostra di non potersi comunque né opporre alla volontà di suo padre, né al destino prescritto dagli dèi e né ai suoi doveri. “In ogni cosa perfetta c’è l’imperfezione e viceversa”. Mai avrebbe immaginato quanta verità si celasse in tali parole! Il distacco dalla sua famiglia e dal suo regno per trasferirsi in Egitto, un paese dove oltre al lusso, all’amore per le arti vi era anche un profondo senso di libertà e di rispetto verso le donne, segnerà un momento di svolta, il momento in cui smette di essere Tadu Hepa, ma diventa Nefertiti : colei che sarà destinata a svolgere un ruolo prezioso accanto al suo sposo : il faraone Amenthop IV! La sua presenza accanto a quest’uomo fiero e caparbio, sarà di fondamentale supporto soprattutto ,quando lo sosterrà nel portare avanti la sua rivoluzione teologica e spirituale, con la quale imporrà al popolo egizio di venerare un unico dio: il dio Aton. Il faraone, pur restando fedele al dio Amon, si farà adorare come il dio Aton, restituendo così alla sua figura il ruolo supremo che i faraoni avevano in passato, prima che il potere si concentrasse nelle mani della corrotta e ricca classe sacerdotale di Amon. Il supporto e l’amore incondizionato di Nefertiti verso il suo sposo le consentiranno di potersi fregiare non solo del titolo di Grande Sposa Reale, ma anche di quello di viceré dell’ Alto e del Basso Egitto, dimostrazione della grande considerazione che Amenthop IV nutre per la sua bellissima sposa, la madre delle sue sei figlie. Ma Nefertiti, oltre ad essere una regina, è anche una donna il cui cuore, come quello delle donne del popolo, batte più rapidamente quando si innamora . È soggetto alle comuni fragilità, come il dolore, il dubbio e la gelosia; ma è anche capace di trasformarsi in una belva feroce, quando avverte il pericolo avvicinarsi per attentare al suo amore. La macchia di non essere stata in grado di concepire un erede maschio e l’accettazione di consentire al faraone di giacere con una concubina per il bene della dinastia faranno uscire fuori due lati della sua personalità, quello di donna innamorata e gelosa, ma anche quello di regina pronta a usare la sua intelligenza e a fare tesoro di vecchi insegnanti per salvaguardare il suo status, il suo amore, il suo regno. In queste pagine Maddalena Tiblissi è riuscita in modo impeccabile a fondere la storia con la fantasia tanto che la storia romanzata di Nefertiti si incastona in modo perfetto negli eventi storici, realmente accaduti. Un viaggio nella storia egizia. Una storia d’amore meravigliosa. Una regina che ha cambiato il volto dell’Egitto!

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

NEL SEGNO DEL DESTINO DI VALENTINA FONTAN

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: Nel segno del destino ( Literary Romance).
Autrice: Valentina Fontan.
Genere: Romanzo storico.
Pagine: 303.
Editore:PubMe, 22 marzo 2022.
Formati disponibili: Kindle 1,99€/ Kindlunlimited 0,00€/ Cartaceo 16,00€.
Trama:

https://www.amazon.it/Nel-segno-del-destino-Literary-ebook/dp/B09W62KBRZ/ref=mp_s_a_1_1?crid=35QU6NIVFOLMO&keywords=nel+segno+del+destino+valentina+fontan&qid=1649065325&sprefix=nel+segno+del%2Caps%2C97&sr=8-1

Era un semplice monaco Martin Luther, quando decide di cimentarsi con le Sacre Scritture, approfondendole come nessuno aveva ancora fatto. In questi testi scorse verità semplici ma scomode per la Chiesa; capì che tutti avrebbero potuto accedere alla salvezza eterna grazie alle opere in Terra e per la sola Fede, anziché attraverso il pagamento delle indulgenze che arricchivano le tasche di Roma. È proprio in quegli anni del 1500 che si svolge la storia di Lorenzo, abile soldato romano trapiantato in Germania, e di Greta, devota e pia fanciulla schiava di una famiglia gretta e arrivista. Le strade dei due giovani, che il destino beffardo sembra voler dividere a ogni costo, si intrecciano e si legano saldamente alla figura di Martin Luther, il riformista e soprattutto l’uomo, con i suoi demoni, i dubbi e le paure. Dopo il successo de “Il prezzo della felicità”, Valentina Fontan ci consegna un’opera densa di ricerca nella quale personaggi resi famosi dalla storia si fondono perfettamente con quelli creati dalla penna dell’autrice.

Giudizio:

Per la prima volta mi sono ritrovata a leggere un romanzo in cui il periodo storico scelto dall’autrice non funge, come spesso accade, da mero sfondo alla storia dei suoi personaggi, ma ne diventa l’assoluto protagonista. Un personaggio realmente esistito, come Martin Luther e le sue vicissitudini personali si intrecciano e influenzano, in un modo o nell’altro, il destino di altri due personaggi che, a mio avviso, finiscono per scomparire, quasi fagocitati dalla ingombrante ma carismatica presenza del monaco agostiniano e dalle conseguenze delle sue idee rivoluzionarie. Valentina Fontan ripercorre in modo dettagliato tutte le tappe della vita di Luther , da quando il 17 luglio del 1505 , a soli ventidue anni, decide di lasciarsi il mondo alle sue spalle per mettersi al servizio di Dio fino al giorno della sua morte avvenuta nel 1547 ,senza però avere la possibilità di vedere realizzato il suo desiderio, ovvero la libertà di culto nella sua patria, che si ebbe solo nel 1555. Questo monaco agostiniano ha osato sfidare il potere della Chiesa e del Papa , mettendo a nudo la corruzione, l’immoralità dei costumi e soprattutto il solo interesse da parte della Chiesa di Roma di rimpinguare le proprie casse a discapito dei fedeli. La pietra dello scandalo, che ha poi dato inizio alle peripezie di Luther, è stato l’aver contestato l’utilità del pagamento delle indulgenze che avrebbe consentito la salvezza dell’anima, mentre secondo lui era sufficiente la preghiera e la fede in Dio. Questa sua riflessione è maturata a seguito del suo pellegrinaggio dalla Germania a Roma , dove ha avuto modo di constatare da vicino come Roma non sia affatto il centro della Cristianità e come non sia il luogo ideale dove fare risiedere il Santo Padre. Ed è proprio in questa occasione che la vita del monaco si incrocia , per un segno del destino, con un giovane soldato romano, Lorenzo Balzani, che si offre di fargli da cicerone della sua città. Un incontro che cambierà, senza saperlo, il percorso della vita di entrambi, destinati a incontrarsi in altre circostanze, a diventare confidenti e persino la spalla l’uno dell’altro. Ma chi è Lorenzo? Come ho già detto è un soldato, figlio cadetto di una nobile famiglia romana, al servizio del cardinale De Vio, dall’indole franca , impaziente e poco incline a sottostare alle regole di comportamento. È lui che ha occasione dopo aver conosciuto personalmente Martin Luther, quel monaco che tanto faceva parlare di sé e scandalizzare gli ambienti ecclesiastici e non, a rendersi conto che in fondo non era il Diavolo che dipingevano e che le sue teorie avevano un giusto fondamento nelle Sacre Scritture, ma venivano considerate pericolose solo perché andavano ad intaccare non principi spirituali, bensì interessi economici e di potere. Ed è sempre lui, Lorenzo, che in un suo viaggio a Wittenberg, in Germania, sempre per seguire da vicino il comportamento del monaco rivoluzionario, si imbatte con colei che le ruberà il cuore: Greta, una giovane e devota fanciulla, destinata a prendere il posto di sua sorella maggiore, morta a seguito di una febbre polmonare per divenire la moglie di un vecchio e viscido commerciante. Greta non ha modo di contrastare la volontà paterna in quanto, all’epoca, la donna ha un solo ruolo , ossia quello di spianare la strada al successo del fratello maggiore.

Greta è per la sua famiglia solo una merce di scambio, priva di volontà e desideri. Ma quel giovane soldato riesce a farle provare sentimenti forti e intensi, le fa desiderare un destino diverso da quello già tracciato per lei. Lorenzo e Greta diventano però vittime degli eventi che remano loro contro , pedine di un destino che prima li fa incontrare e innamorare per poi dividere nuovamente le loro strade. Il loro sentimento così puro pare destinato a soccombere , travolto dagli eventi storici che ancora una volta hanno come unico protagonista : Martin Luther, tacciato come eretico, scomunicato dalla Santa Sede e trasformato anche lui, in un certo senso, come una pedina , che vede, come giocatori della partita, da un lato la Chiesa, colpita e macchiata dalle sue parole, e l’imperatore tedesco, non intenzionato ad abbassare il capo e a cedere quel monaco che tanta fama e lustro ha dato a lui e alla sua Nazione. Ma in fondo, cosa desidera davvero Martin Luther? E riuscirà a trovare mai pace? Un romanzo in cui storia e fantasia si intrecciano perfettamente, mettendo in mostra l’impeccabile padronanza di scrittura dell’autrice, nonché la sua esaustiva conoscenza dei fatti narrati. Unico neo, che ovviamente è frutto di un giudizio personale, è che mi è parso, come ho detto inizialmente, che la storia prenda il sopravvento sulla fantasia, mettendo in ombra Lorenzo e Greta, che paiono delle comparse al servizio della figura di Martin Luther. Nonostante ciò, è stata una lettura interessante che mi ha fatto scoprire una nuova penna!

Stelle: 4⭐️⭐️⭐️⭐️