Luce e il suo grande amore, l’angelo caduto Daniel, sono a un passo dalla salvezza. O dall’abisso. Tutto dipende da Lucifero, che vuole cancellare la storia e riscriverla per avere il mondo in pugno. Un modo per impedirglielo ci sarebbe: occorre riunire tre reliquie che si trovano a Venezia, Vienna e Avignone. In questa strenua impresa Luce e Daniel non sono soli. Al loro fianco hanno gli amici di sempre, gli angeli Roland, Cam, Gabbe, Arianne, oltre ai Nephilim, nati dall’unione di un angelo e un mortale. C’è poi la sfida dell’amore, e in quella anche gli amici più cari non possono niente. Il sentimento assoluto che lega Luce e Daniel ha attraversato il tempo, ma è ancora avvolto in troppi misteri. E non si può amare fino in fondo senza conoscersi davvero.
Parliamo del libro…
Daniel e Luce, ancora una volta si ritrovano a dover lottare. Insieme a loro i loro amici fidati, che anche questa volta sono uniti e li aiuteranno nell’impresa di salvare il mondo e di togliersi questa maledizione.
Luce dovrà entrare nel più profondo del suo passato e ricordare proprio tutto delle sue vite passate, di quando è nato l’amore per Daniel.
E insieme andranno verso la soluzione per impedire a Lucifero di cancellare tutto. Sarà un’impresa per nulla semplice, ma il loro amore sarà davvero così forte?
Cosa ne penso?
Terminato l’ultimo libro della serie di Daniel e Luce, e che dire? Una serie che va letta e amata. Devo ammettere che avrei voluto che la scrittrice avesse fatto un ultimo libro su loro, non posso dirvi la motivazione perché dovete arrivare alla fine dell’ultimo per capire la mia motivazione.
Questi angeli mi hanno fatto amare la loro storia, in tutto e per tutto.
Ogni attimo che ho letto è come se fosse vero quello che è accaduto come una specie di Bibbia, un metodo diverso di vedere come è nato l’inferno e il Paradiso.
Giada, Giadina, che brava ragazza. Aspetta almeno quindici minuti prima di chiedere se vuoi il caffè, pulisce gli angoli col pennello e, soprattutto, non ha frequentazioni sconvenienti. Tiene la sua virtù per il pescivendolo, lei, io lo so. Abito al piano di sotto e sento tutto. E mi era sembrato strano che un giovanotto di Bologna era venuto ad abitare con lei. Ma non succede niente di scandaloso tra loro, eh, io li sento. Litigano perché Francesco sporca in giro. Povero giovanotto. È così educato e parla così bene la lingua del Nord. È Giadina che è un pochino fissata con le pulizie. E la sento come urla perché vuole insegnare pure a lui a pulire. Povero guaglione! Stanno tutti i pomeriggi a studiare cose difficili. Io li sento. E, pure, Immacolata, di fronte, che riesce a vedere bene in casa di Giadina, mi ha detto che stanno sempre composti. Non si sono mai dati un bacio o fatto altre cose. Anzi, Francesco esce tutte le sere. Da solo. Ma noi siamo sagge. Abbiamo vissuto tanto. E ci siamo accorte che ultimamente sono cambiati non poco. Si guardano di nascosto, litigano meno ed escono pure insieme qualche volta. Ma sapete che c’è? A me quei due mi piacciono assai come stanno insieme.
Giudizio:
È il primo romanzo di questa autrice che leggo e devo dire che è stata una bella sorpresa. È riuscita col suo stile narrativo frizzante ed ironico a catapultarmi tra le vie della pittoresca Napoli facendomi travolgere dai suoi colori, profumi, voci chiassose e persino dalle fantasiose leggende popolari, le quali nascondono, pur sempre, una saggia verità. È riuscita inoltre con le sue precise descrizioni dei personaggi, anche quelli minori, a renderli “quasi visibili” ai miei occhi: la signora Patrizia, la signora Carmela o l’anziana signora Immacolata, un’adorabile spiona! Sono diventati pian piano assolutamente familiari! E cosa dire dei due protagonisti: Giada e Francesco? “Aveva una lingua biforcuta capace di sillabare parole spinose e quella massa uniforme di ricci era il riassunto delle sue sinapsi: contorte e aggrovigliate”. Una “querciacactus”: un cactus con una chioma di quercia! Ecco come appare la nostra Giada Castaldi agli occhi di Francesco Rinaldi al loro primo incontro! E questo è solo uno dei tanti e divertenti nomignoli che Francesco affibbia alla sua irreprensibile insegnante. Quello che mi ha fatto morire dal ridere, ma che evidenzia un altro aspetto della particolare personalità della nostra protagonista è la “moglie di Mastro Lindo”, vista la sua maniacale ossessione per le pulizie. Una definizione assolutamente calzante per descrivere una che usa i pennelli per togliere dagli angoli di casa ogni minima traccia di polvere e che usa il bianchetto per riempire le fughe delle mattonelle! Da questa descrizione si potrebbe pensare ad una signora di una certa età, mentre la nostra Giada Castaldi ha appena venticinque anni, lavora come insegnante per il Centro di preparazione di esami universitari di Napoli, il più rinomato d’Italia. Ha da sempre ben chiari i suoi obiettivi e si impegna per perseguirli senza cedere ad alcun tipo di distrazione. È con questa razionale e velenosa ragazza che il nostro Francesco Rinaldi, il classico sciupafemmine, deve vedersela condividendo persino lo stesso tetto. Anche lui non fa assolutamente una buona impressione su miss perfezione! Per Giada il suo nuovo allievo, nonché inquilino, è il classico fico dallo “sguardo acquoso”, un ragazzo incostante e privo di obiettivi concreti. Giada e Francesco appaiono immediatamente appartenere a due mondi agli antipodi e soprattutto assolutamente inconciliabili. Tra i due sono subito scintille e battute al vetriolo che trasformano però la loro convivenza forzata in una interessante conoscenza reciproca. Pian piano molti pregiudizi e stupidi preconcetti da parte di entrambi vengono meno e tra i due, senza nemmeno rendersene conto, inizia a crescere un sentimento sempre più forte, ma allo stesso tempo inaspettato e destabilizzante. Le loro diversità caratteriali e il loro differente approccio nelle questioni sentimentali emerge in modo prepotente. Francesco riesce più facilmente a prendere atto di come quella ragazza lontana anni luce, sia per aspetto fisico sia per carattere, dalle sue abituali conquiste fosse riuscita a scombussolargli il cuore e la mente. Per la nostra Giada, troppo abituata a trincerarsi dietro le sue confortevoli abitudini e troppo preoccupata a non mostrarsi vulnerabile per non soffrire, sarà invece un percorso decisamente più arduo. Sarà difficile per una ancorata ai suoi incontrovertibili “imperativi” su se stessa e sul suo futuro permettere invece ad uno abituato ai “condizionali” di mettere tutto a soqquadro! Riuscirà Francesco ad abbattere il muro dietro cui si nasconde la vera Giada? Una lettura davvero piacevole dove si ha modo di ridere ed emozionarsi assieme ai due protagonisti e al colorato mondo che gira intorno a loro. Buona lettura!
Luce morirebbe per Daniel: lo ha già fatto decine di volte. Insieme hanno vissuto tante vite, in luoghi e tempi diversi, ma la fine è stata sempre la stessa: lei consumata dalle fiamme e lui con il cuore infranto. Forse però è possibile spezzare la maledizione che li perseguita. Per scoprirlo, Luce viaggia a ritroso nel tempo e ritrova le sue incarnazioni passate: in Inghilterra, in Cina, in Egitto… Daniel la insegue, e non è l’unico a farlo. Perché se Luce riscrivesse la storia, tutto potrebbe cambiare.
Parliamo del libro…
Luce sa di amare Daniel, ma si chiede sempre se non sia solo per la loro maledizione. Ed è così che va in viaggio tramite gli Annunziatori a rivivere le sue vite prima di questa. Cosa spera di trovare? Che Daniel l’ami davvero e non solo per una maledizione. Ma perché no? Anche un metodo per togliere del tutto la maledizione.
Non sarà facile, sarà stancante dalle troppe informazioni che verrà a sapere, ma ce la farà?
Cosa ne penso?
Devo dire che questo libro se non fosse stato per il finale, mi ha non dico annoiato, ma neanche entusiasmato.
Luce che fa ritorno a tutte le sue vite, ok, ma sempre gli stessi attimi fini a quando lei non brucia. Non so non mi ha fatto impazzire, non l’ho trovato stimolante.
Ma poi proprio il finale, li è successo di tutto e mi sono detta meno male che non l’ho abbandonato altrimenti lo avrei perso.
Questi due ragazzi e il loro amore, che è amore talmente vero che niente e nessuno può tenerlo distanti.
Parigi 1908. Isabelle Bonnet è nella sua stanza con una valigia in mano, pronta a partire alla volta dell’Italia. Ha vent’anni e da dodici anni è a servizio, da quando la madre è morta, assassinata nella loro casa alle porte di Parigi. Figlia illegittima di un marchese, viene allevato dalla moglie del padre, una donna cinica e fredda che ha un unico scopo, fare di lei la sua vendetta. Quel viaggio a Venezia non rappresenta solo un nuovo lavoro, ma l’occasione per dimenticare. Non può sapere, tuttavia, che sarà proprio lì che il destino farà la sua mossa, facendole incontrare Tristan Martin, un giovane uomo, carismatico e affascinante, i cui segreti oscuri la travolgeranno, sino a riportarla in Francia, sulle orme del proprio passato. Tra Venezia e Parigi, in un viaggio emozionante attraverso paesaggi mozzafiato e sontuose dimore, agli albori della belle epoque, si intrecciano amori, intrighi e terribili delitti. Una storia tormentata che condurrà la protagonista sino a un paesino sulle colline del sud della Francia, dove tutto ha avuto inizio. ROMANZO AUTOCONCLUSIVO.
Giudizio:
Come una falena è attirata dalla luce, così io sono stata attratta dalla meravigliosa cover di questo romanzo e dal suo titolo alquanto evocativo. I profumi in questo romanzo hanno infatti un ruolo fondamentale perché nel bene e nel male rievocano spesso ricordi del passato: alcuni dolci e piacevoli; altri invece dolorosi e difficili. Vendetta e Riscatto sono le parole chiavi intorno a cui ruota e si sviluppa l’intera trama fitta di emozioni, dolori, intrighi e colpi di scena. “Io credo che prima o poi la vita presenti il conto. Come un cerchio che si chiude a cui non si può sfuggire”. Questa frase estrapolata dal testo riassume, a mio avviso, l’intricata storia che vede come protagonisti: Isabelle e Tristan, due inconsapevoli pedine di un gioco perverso di cui sono altri a muovere le fila. Due esistenze segnate, anche se in modo diverso, da un dolore che affonda le sue radici in un passato che in qualche modo li vede indissolubilmente legati. Isabelle Bonnet ha pagato caramente sulla sua giovane pelle lo scotto di essere la figlia illegittima del marchese Dussolier: “il frutto di un incidente”così l’ha sempre definita la perfida madame Dussolier che ha tentato in ogni modo e con ogni mezzo di spezzare la sua anima, umiliandola e denigrandola ma senza riuscirci realmente. Ed è proprio per sottrarsi dalle vessazioni e umiliazioni di quest’ultima che Isabelle sceglie, non a cuor leggero, di allontanarsi dalla sua amata Parigi che le rammenta solo ricordi dolorosi e trasferirsi a Venezia dove spera di voltare pagina. Peccato che il passato sembra non voglia abbandonarla e che il destino pare avere per lei un preciso percorso da seguire ed, infatti, non a caso, pone sulla sua strada l’affascinante Tristan Martin, uno spregiudicato mercante d’arte: portamento fiero, spalle larghe, passo deciso e sguardo intrigante. “Era facile scivolare nella sua orbita, rimanere attratti come la Terra dal Sole e ritrovarsi a fissarlo con occhi sognanti”. Una inspiegabile alchimia sembra legare le loro anime che, pian piano, si scopriranno piene di cicatrici ancora sanguinanti e che essi tentano di rimarginare con il loro sentimento intenso ma allo stesso tempo fragile.
Isabelle e Tristan sembrano specchiarsi nello stesso dolore e nello stesso tormento. Ma cosa nasconde o meglio chi si nasconde dietro la maschera cinica di Tristan? “Era come se ci fossero due volti, nascosti sotto ai suoi tratti armonici, due lati della stessa medaglia che con la medesima forza di contendono la vittoria”. Un velo oscuro di malinconia pare ottembrare i magnetici occhi verdi di Tristan, ma quali segreti inconfessabili essi custodiscono? E tali segreti in che modo paiono riguardare il passato di Isabelle? Un romanzo storico che ci porta a compiere un viaggio tra Parigi e Venezia, due città diverse, ma al contempo ricche di fascino e profumi inebrianti. Una penna, quella di Giulia Dal Mas, fornita ma non ampollosa, raffinata ed attenta nelle descrizioni dei luoghi e nella ricostruzione storica del periodo, quello della Belle Epoque movimentato ed eclettico, e soprattutto delicata nell’analisi psicologica ed emotiva dei suoi personaggi. È riuscita a catapultarmi all’interno della storia, a farmi percepire colori e profumi, a farmi entrare in sintonia con i pensieri e stati d’animo dei protagonisti che ho amato in egual misura. Le ultime trenta pagine mi hanno letteralmente fatto restare col fiato sospeso, emozionare e commuovere. Una lettura assolutamente meravigliosa!
Cass è una teenager come le altre, ma combatte in segreto contro la sclerosi multipla. È una di quelle ragazze che tutti conoscono di vista, ma non di persona. Ha preferito costruirsi una cattiva reputazione: andare alle feste e finire a letto con qualcuno, per poi scordarsene il giorno dopo. Ma adesso tutto sta per cambiare. Andare al college significa lasciarsi il passato alle spalle e ricominciare da zero. Tyson è un duro. Le persone che lo conoscono sanno che per lui la parola “impossibile” non esiste. È forte, sicuro di sé e intelligente. E arrogante, certo. Persino dopo il terribile incidente che sei anni prima gli ha fatto perdere l’uso delle gambe, ha combattuto perché le persone continuassero a vederlo nello stesso modo di sempre: come un combattente. Non ha bisogno della loro pietà. Quando Cass entra nella vita di Tyson, il muro dietro cui lui si nasconde rischia di sgretolarsi per sempre. Perché la forza di Tyson è quello di cui Cass ha bisogno per ricominciare a vivere. E tutte le regole che lui si è costruito per sentirsi al sicuro stanno per essere infrante.
Parliamo del libro…
Vi ricordate le compagne di stanza di Rowe? Eccoci a parlare di Cass, una ragazza solare, pronta a stare agli scherzi di Ty e Nate, e completamente diversa dalla sorella gemella Paige.
Ma dietro quella maschera si nasconde un passato con un brutta nomea, tutto dovuto a quando la vita le ha presentato una difficoltà non indifferente. La sclerosi multipla, l’ha colpita facendole abbandonare il calcio, ma da quando è all’università e ha conosciuto Tyson tutto le sembra più semplice.
Tyson un ragazzo che da sei anni è su una sedia rotella per una stupidata, un ragazzo che ha mascherato la depressione e ne è uscito vincente. Lui che pensava mai che si sarebbe di nuovo innamorato, invece ha trovato lei, Cass, e si è lasciato andare confessandole ogni momento negativo della sua vita da quando è su quella sedia rotelle.
Due ragazzi con qualcosa in comune, due sofferenze differenti, ma comunque hanno dovuto affrontare le difficoltà e ne sono usciti vincenti.
Cosa ne penso?
Ty e Cass hanno anche loro alle spalle una storia dura e difficile, anche se in modo differente da Rowe.
Ma i loro caratteri così solari, così pieni di grinta ti fanno affrontare la vita di petto e abbattere ogni difficoltà.
Ci sono stati momenti in cui ridere, e altri momenti da rimanere seri e affrontare il loro percorso.
Ed è proprio questo che insegnano: ci possono essere dei momenti bui, ma poi bisogna trovare il modo per uscirne perché la vita è una e va vissuta pienamente.
Una storia bella, che ti fa quasi credere di essere lì insieme a questo gruppo di scalmanati.
Una scrittura veloce, che ti fa appassionare tanto da non renderti conto di essere arrivata alla fine in un attimo.
Ditemi dove si trovano che vado a trovarli ti verrebbe da dire.
La vita di Tristan, scrittore affermato, dopo la morte della moglie subisce un arresto. La sua vena artistica sembra ormai esaurita e passa molto più tempo con un bicchiere di whisky in mano che chino sulla sua antica macchina da scrivere. Cristina, giovane istitutrice di sua figlia, è colei che dopo tanti anni riesce a dare di nuovo vita a quei vecchi tasti ormai impolverati e che riesce a risvegliare quelle emozioni che il suo datore di lavoro crede ormai sepolte e dimenticate. “Ho bisogno di te..” Queste sono le subdole parole con cui Tristan riesce a tenerla legata a sé . Come una falena attratta dalla luce, Cristina non riesce a non rispondere a quell’ irresistibile richiamo né al primitivo impulso di salvarlo da se stesso, a costo di andare contro ogni regola morale e di mettere in gioco i propri sentimenti. Riuscirà Cristina a salvare Tristan dall’ autodistruzione oppure verrà anch’essa risucchiata nel suo inferno personale?
Giudizio:
“Neanche nelle mie fantasticherie più azzardate avrei immaginato di venire a New York solo per fare da baby sitter a una piccola newyorkese viziata”. Queste le parole pronunciate da Cristina Olivieri quando scopre che la sua amica Vic , per scuoterla dallo stato di torpore e apatia in cui si è rinchiusa, le ha procurato un lavoro come istitutrice della figlia di un noto scrittore. Mai avrebbe immaginato che quel lavoro, piovuto dal cielo, avrebbe completamente rivoluzionato la sua esistenza. Mai avrebbe immaginato che il suo datore di lavoro, Tristan Grayson, definito dal gossip il “vedovo inconsolabile”, sarebbe ben presto diventato il carceriere del suo cuore. Colui che avrebbe tenuto in pugno le sue emozioni rendendola però una donna troppo vulnerabile e troppo esposta al pericolo di essere risucchiata nel suo inferno interiore. “È meschino. È crudele. È perverso”. Ecco come appare Tristan agli occhi di Cristina: un uomo imprigionato nel suo dolore, soffocato dai suoi sensi di colpa e disperatamente bisognoso di trovare un appiglio a cui aggrapparsi per uscire dal suo doloroso limbo. “Due anni…Due anni di solitudine, di fogli accartocciati e di macchine rotte”. Nemmeno la scrittura è riuscita ad essere la sua ancora di salvezza; anzi, da due anni, da quel terribile giorno, persino, le parole sembrano averlo abbandonato lasciandolo da solo a sprofondare nel suo buio in compagnia del suo unico anestetico: la bottiglia di whisky! Questo fino a quando una giovane ragazza piomba nella sua vita diventando inspiegabilmente il suo ossigeno per continuare a vivere e a scrivere. Tristan ha bisogno di Cristina! Ma può definirsi amore un sentimento basato sul bisogno, sul possesso e sulla disperazione? Cristina e Tristan sono due anime che condividono lo stesso dolore: entrambi hanno o stanno attraversando lo stesso inferno. Quel dolore e quella disperazione Cristina l’ha già vista negli occhi di qualcun altro ed è per questo che la riconosce immediatamente negli occhi rabbiosi di Tristan ; ma è anche consapevole che farsi coinvolgere troppo, potrebbe essere per lei, ancora una volta, distruttivo. Tristan sarebbe capace di mandare in frantumi il suo cuore! Vuole davvero correre questo rischio? Oppure la scelta migliore sarebbe quella di dirgli “addio” lasciandogli la possibilità di ritrovare, da solo, se stesso?
Daniela Carboni ha creato una storia intensa grazie a due personaggi a cui fa compiere un percorso difficile e doloroso: Tristan dovrà prima fare pace coi suoi demoni per poi tornare di nuovo a vivere, ad amare e a scrivere; Cristina, invece, dovrà riappropriarsi della sua vita e imparare a mettere se stessa al primo posto. Il rapporto tra Tristan e Cristina può inizialmente apparire morboso, possessivo e sbagliato. Gli stessi protagonisti possono dare adito, ad una analisi superficiale, a molteplici discussioni. Cristina mi è parsa, all’inizio, troppo propensa ad interpretare il ruolo della crocerossina a discapito dei suoi sentimenti e Tristan invece un uomo egoista che pensa solo a salvare se stesso senza preoccuparsi, ancora una volta, delle conseguenze che le sue azioni hanno sulle persone che lo amano. Bisogna concedere loro una chance o meglio bisogna, assieme a loro, non avere fretta ma attendere il momento giusto in cui tutto torna ad avere un senso! In fondo non è questa la vita? Buona lettura!
Quando Daniel apre le ali e si allontana nel cielo, Luce si sente smarrita. Rimarrà in un collegio della California per chissà quanto tempo, a mille miglia da casa, senza di lui. È questo il dolore più grande: perché lui è il suo amore da sempre, l’angelo caduto che dà un senso alla sua vita. Luce stenta a capire quello che succede. A lei, a loro, al mondo. Infuria una guerra tra potenze celesti e infernali, ombre minacciose la incalzano. E poi ci sono le insidie del cuore: l’incontro con un ragazzo dolce e incredibilmente normale…
Parliamo del libro…
Luce si ritrova in una scuola, da sola, senza Daniel senza nessuno a dover ricominciare da zero.
Ogni giorno che passa si pone delle domande e non avrà mai delle risposte, perché Daniel e tutti gli altri evitano di dargliele.
Ma sono tante le cose che imparerà in questa scuola, ma le verranno anche molti dubbi e la risposta la può trovare solo da se.
Cosa ne penso?
In questo libro vediamo poco Daniel, è molto concentrato su Luce e quello che scopre del passato e presente.
Una pagina tirava l’altra, calcolando che ho il cartaceo e non potevo portarlo ovunque l’ho finito in fretta dato che appena lo prendevo in mano non volevo staccarmene.
Ma me ne mancano ancora tre libri della serie per poter dire chiaramente se mi è piaciuto del tutto, ma per ora posso dirvi che sicuramente è molto meglio delle mie aspettative.
Nonostante io non sia da fantasy, angeli e demoni questi libro mi piace davvero tanto.
Scritto bene, ogni sospance, ogni momento che racconta ha quel qualcosa da farti andare avanti nella lettura.
“Purple Cat” è l’opera prima di Andrea Moretti, una raccolta di racconti dove emerge chiaramente le tematiche di questo autore giovane, ma non inesperto, con un proprio stile che si sta forgiando. Il penultimo dei nove racconti presentati dall’ autore ha il titolo che meglio sintetizza il senso di tutto il lavoro: Luce e ombra. Il mondo da sempre si dibatte fra queste due entità che siano esse chiamate Bene e Male, Dio e Diavolo e, appunto Luce e ombra. I protagonisti delle storie di Andrea Moretti si dibattono fra questi due stadi dell’ Essere: non necessariamente divisi nettamente fra chi appartiene all’uno e chi all’altra; all’interno di ciascuno di noi convivono entrambe le condizioni sta a noi far emergere la luce.
Giudizio:
Su un inquietante sfondo nero si staglia la figura stilizzata di un gatto dal contorno di colore viola. Una cover alquanto originale che fornisce però qualche indizio sulle atmosfere che fanno da sfondo a questi nove racconti horror partoriti dalla penna di Andrea Moretti. Il nero ha infatti una duplice valenza in quanto indica non solo le atmosfere noir e cruenti di ogni racconto, ma sta anche a rappresentare, a mio avviso, il Male, ovvero quel subdolo malessere che unisce, anche se sotto forme diverse, i vari personaggi. Andrea Moretti ha inserito in ambientazioni inquietanti storie attuali e quotidiane, sottolineando il disagio, la confusione, la noia e la frustrazione, sentimenti che spesso, poi, inducono al compimento di scelte sbagliate o addirittura al limite della follia. Ogni racconto può essere considerato come una sorta di metafora della realtà odierna dilaniata da guerre, pandemie (vedi il famigerato DIADEMAVIRUS), crisi economiche ma soprattutto esistenziali. Un fil rouge unisce tutti i protagonisti maschili : il profondo turbamento interiore li porta a perdere irrimediabilmente la strada maestra e dinanzi al bivio amletico tra bene e male scelgono drammaticamente il secondo. Il Male viene visto spesso come l’escamotage più comodo per silenziare ogni tormento, ogni insoddisfazione, ogni piccola voce che continua insistentemente a pungolare mente e cuore. “Non c’è più angoscia, né vertigine, ma solo un buio crudo e insensato, dove pare che la vita non sia mai esistita”. In queste emblematiche parole di Alessandro, il protagonista del racconto che riprende il titolo del libro “Purple Cat”, emerge chiaramente lo stato di disagio e dolore che affligge questo ventisettenne*spaventato dal sesso femminile” e che, a causa del suo irrisolto rapporto edipico con una madre dispotica e anaffettiva, si reputa “inadatto ad un amore di lunga durata”. Un giovane confuso, insoddisfatto e annoiato che, come molti ragazzi di oggi, finisce ingenuamente nelle grinfie di sette sedicenti, proprio come quella chiamata “Purple Cat”, un organizzazione terroristica di matrice islamica, specializzata nella manipolazione di giovani menti e nell’induzione al suicidio. Come ho già detto inizialmente, la particolarità di questi racconti scritti in modo accurato e forbito è la commistione tra realtà ed horror. Scene raccapriccianti, azioni inaspettate e folli, scelte drastiche e lesioniste sono alcuni degli elementi che ci faranno compagnia nel corso della lettura. “Fai loro un regalo. Rendigli il Natale più lieve. Su, tira giù quella cazzo di lama”. Alla luce di quanto detto, quale sarà stata la scelta di Stefano, il protagonista del racconto “La voce delle luminarie”? Ad una prima e superficiale analisi si potrebbe pensare che il Nero, ossia il Male, abbia il sopravvento ma, forse, l’autore, in modo velato ma arguto, ci sta esortando a non perderci, ma a ritrovare sempre e comunque la luce, ossia la speranza, insita in noi.
Prima ho dovuto ricordare come si respira. Poi ho dovuto imparare a sopravvivere. Erano passati due anni, tre mesi e sedici giorni dalla tragedia quando sono partita per il college. Ho fatto una scelta: riattraversare il confine, per stare con i vivi. Non sapevo da dove cominciare, ma poi ho incontrato Nate Preeter. Un giocatore di baseball nella All-America, che non avrebbe dovuto neppure accorgersi di un fantasma come me. Ma l’ha fatto…
Parliamo del libro…
Rowe è rimasta intrappolata in un abisso per due anni, giorno che le ha segnato per sempre la sua vita adolescente. Un momento prima era come tutti i coetanei, il momento dopo era una ragazza sfortunata, che non sapeva più come si facesse a vivere.
Spinta da tutti ha deciso di andare all’università a migliaia di km di distanza dalla sua città.
Ed è proprio lì che incontrerà Nate, un ragazzo solare, giocatore di baseball, che piano piano si farà strada nella vita di Rowe.
Entrerà in punta di piedi, e una volta dentro la aiuterà a convivere con un passato doloroso, a farle ricordare i momenti belli e brutti, ma pronto a donarle un migliaio di altri motivi per continuare a sorridere e a vivere ogni giorno senza che il dolore la distrugga.
Cosa ne penso?
Questa giovane ragazza, un dolore così straziante, deve ritrovare la giusta via, e il modo per convivere con un passato doloroso, ma aver la voglia di vivere un presente senza sentirsi in colpa.
Non è per nulla facile trovarsi a sorridere quando poi guardandoti attorno ti senti triste perché tu puoi, tu stai vivendo e sentirsi in colpa perché sembra che questo per te non dovrebbe essere possibile.
Ma la vita e le persone che ti sono attorno non vogliono questo, vogliono che tu viva di ogni attimo, ogni respiro.
Che dire? Una storia di dolore, di rinascita ma anche di decisioni.
Ginger è stata fantastica a descrivere, il dolore e la gioia di questa ragazza, ho potuto toccarlo con mano e farlo quasi mio.
Anche se lo avevo letto anni fa, rileggerlo mi ha dato le stesse emozioni della prima volta.
L’ amore è una benedizione o una condanna? Andrew e Selene vivono nello stesso regno, ma appartengono a due mondi diversi. Erede al trono lui, potente strega lei. Ma l’amore non fa distinzioni e non si preoccupa della provenienza e della diversità. Quello che provano l’uno nell’altra non si può soffocare. Il regno di Andrew , però, è in pericolo a causa di una profezia e di probabili venti di guerra. L’unica soluzione è sacrificare la sua felicità per il popolo. Il suo amore per la salvezza della donna che ama. Ci vuole così poco a sprofondare nel baratro e Selene lo sa bene, visto che il suo corpo e il suo animo marciscono giorno dopo giorno a causa dell’amore trasformatosi in odio cocente e crudele. Un legame tra anime, tuttavia, non è facile da spezzare e i due giovani scopriranno che, per porre rimedio alla sofferenza provocata dai loro sacrifici , potrà essere necessario un sacrificio ancora più grande.
Giudizio:
Può l’amore generare un odio e una rabbia così profonda da divorare anche l’anima più pura? Può l’amore scatenare un sentimento così distruttivo come quello della vendetta? “Che la mia maledizione ricada su di te e ti tolga tutto ciò che ami…” In quelle parole dure si cela tutto il dolore e il risentimento che sta consumando ormai da cinque anni il corpo e il cuore di Selene, l’ultima discendente di una delle più potenti famiglie di streghe, quelle a cui era permesso di manipolare le stagioni e gli eventi atmosferici. In quelle parole non c’è più alcuna traccia, né nel fisico né nell’anima, di quella giovane e bellissima strega, innamoratasi perdutamente, ingannata subdolamente e bandita dal regno in cui vive: Heartstone, un regno che aveva goduto della protezione delle streghe degli elementi, prima che fosse subentrato il deleterio sentimento dell’avidità e della sete di potere. Ma contro chi è rivolta questa spietata maledizione? Chi ha reso la dolce Selene una strega prosciugata da ogni sentimento e divorata solo dal desiderio di vendetta? Andrew è il principe ereditario del regno, un ragazzo di ampie vedute che sogna, una volta salito sul trono, di rendere il Reame il fulcro del commercio dell’intera regione. La sua priorità è sempre stata il bene del suo popolo! “Nessuno avrebbe ottenuto il suo cuore, perché cedere ai sentimenti era segno di debolezza”. L’Amore , per il principe Andrew, rende deboli e vulnerabili e lui non può e non vuole cadere in questa rete pericolosa. Tutte le sue incrollabili certezze vengono stravolte quando incontra casualmente nel bosco una giovane fanciulla dagli occhi neri come la notte, l’incarnato avorio reso surreale dai lunghi capelli corvini e da una lingua tagliente e irriverente. Questa fanciulla affascinante e misteriosa lo strega irrimediabilmente, lo attira a sé come una falena alla luce. Si insinua nel suo cuore tanto da diventare la sua priorità a rischio della sua stessa vita. Andrew e Selene, un principe e una strega, divisi dai loro due mondi, legati da un sentimento puro e incondizionato che si trasformerà, però, nella loro condanna. Un amore respinto genererà un desiderio di morte e di vendetta i cui effetti fatali si riverseranno sulle due anime coinvolte. Un effetto boomerang che genererà solo altro dolore e altro amore. Un odio che potrà essere spento solo se l’amore è sincero. Il legame tra Andrew e Selene è come un fiore fragile e intenso, è come un anemone pronto ad essere portato via dal vento. L’ odio avrà il sopravvento spazzando via un amore così intenso? Un fantasy scritto a quattro mani da due scrittrici che si rivelano davvero brave nel creare una storia che ha il sapore della favola, che hanno dato vita a due protagonisti irresistibili per la profondità dei sentimenti e del dolore provato? Un alternarsi tra passato e presente che permette a noi lettori di comprendere come è nato questo amore, cosa ha scatenato il desiderio di vendetta, ma anche quale verità si cela nei cuori e nei pensieri dei due giovani amanti. Splendide le poesie che si susseguono all’inizio di ogni capitolo e che costituiscono una cornice perfetta! Tra le righe di questa storia intrisa di dolore, di rabbia ma anche di un profondo amore si custodisce inoltre un messaggio importante, ossia che l’odio genera solo altro odio deformando il nostro aspetto e consumando la nostra anima. Una lettura che mi ha letteralmente rapita e che ho divorato in una sola giornata! Brave Mariarosaria Guarino e Annamaria Bosco!