Recensione a cura di Anna Maria.
Titolo: La vera famiglia.
Autrice: Martina Salvatori.
Genere: Narrativa.
Pagine: 158.
Data di pubblicazione: 19 dicembre 2023.
Formati disponibili:Kindle 3,50€/ Kindleunlimited 0,00€/ Cartaceo 13,00€.
Trama:

Lucia è una giovane donna incinta, orgogliosa e fiera dei suoi principi morali: per lei, la famiglia è solo una, e i bambini hanno bisogno di un padre e di una madre. Sono concetti semplici e basilari, e non capisce proprio perché più il tempo passa e più sembra che quei sacri valori vengano messi in discussione, derisi, disattesi: possibile che il mondo stia impazzendo senza alcuna possibilità di redenzione? Dopo aver abortito, Lucia inizia a pensare che non sia giusto che lei e suo marito abbiano dovuto perdere il loro figlio, mentre altre coppie riusciranno tranquillamente ad avene uno tramite tecniche a suo parere contrarie alla decenza umana e al volere divino: così una sera, lasciandosi prendere dallo sconforto e dalla rabbia, durante le sue preghiere chiede di poter tornare presto a essere madre e esprime la speranza che il mondo cambi idea rispetto ai nuovi concetti di famiglia e di relazioni amorose. Il giorno dopo si sveglia e scopre presto che sì, effettivamente qualcosa è cambiata, ma non nel modo in cui si aspettava . Gli omosessuali sono la maggioranza privilegiata, ma gli eterosessuali sono una minoranza e vengono discriminati solo in quanto tali: il trovarsi dall’altra parte della barricata le creerà non pochi problemi. Riuscirà ad uscire da quella sorta di realtà alternativa e a veder realizzato il suo desiderio più grande?
Giudizio:

Col termine “famiglia” si è soliti intendere un nucleo di più individui che vivono sotto lo stesso tetto e che sono legati tra loro da un vincolo di parentela , affinità o di matrimonio. Martina Salvatori, con questo suo breve romanzo, ha voluto descrivere le mille sfumature che si celano dietro questa parola comunemente usata e spesso, purtroppo, ancora legata a stereotipi desueti. Ha deciso di farlo facendo compiere alla sua protagonista una sorta di viaggio surreale e introspettivo al fine di farle prendere coscienza delle sue false certezze. Lucia è una donna di trent’anni, sposata felicemente con suo marito Gabriele e sta per coronare il suo sogno di diventare mamma. La scoperta della sua gravidanza, dopo alcuni tentativi falliti, le ha fatto toccare il cielo con un dito e iniziato a fantasticare non solo sul nascituro ma anche sui cambiamenti che tale arrivo avrebbe comportato nella sua vita. Lucia è un’insegnante di religione ed è una fervente cattolica, assolutamente fedele ai dettami contenuti nella Bibbia. Difatti, secondo quanto crede sia contenuto nel Levitico, la vera famiglia è quella che prevede l’esistenza di un padre e di una madre . Pertanto ha un giudizio critico e razzista verso tutte quelle pseudo famiglie omogenitoriali e considera addirittura “abominio” gli omosessuali e le loro battaglie per veder riconosciuti i loro diritti al pari degli eterosessuali. La sua è dunque una visione bigotta e omofoba verso qualunque altra realtà che non rientri nei canoni tradizionali. La perdita del suo bambino, all’undicesima settimana di gestazione, la fa però sprofondare in uno stato di vuoto emotivo, di non accettazione del lutto subito e di profonda rabbia verso chi arriva a disfarsi di un figlio in modo superficiale o violento. La sua unica ancora di salvezza è la fede in Dio ed è a lui che si affida sperando che possa accogliere la sua preghiera e soprattutto cambiare quel mondo in cui la lobby “arcobaleno” tenta di prendere il sopravvento. Ma cosa succede se , al suo risveglio, si ritrovasse dall’altra parte della barricata? E se lei, in quanto eterosessuale, rappresentasse la minoranza rispetto ad una società in cui l’omosessualità in tutte le sue sfumature è invece predominante? Lucia si ritrova in una sorta di dimensione parallela e sperimenta sulla sua pelle cosa significa essere additato come diverso, essere ghettizzato , umiliato ed aggredito violentemente solo per via del proprio orientamento sessuale. Questa realtà alternativa permette alla nostra protagonista non solo di prendere coscienza delle sue false certezze, di fare la conoscenza del variegato mondo LGBT , ma soprattutto riflettere di aver combattuto in passato delle battaglie sbagliate. È un viaggio surreale necessario per consentire a Lucia di liberarsi di tutti i suoi pregiudizi , di comprendere il vero significato della parola “famiglia” e soprattutto di dover amare il suo prossimo a prescindere dai suoi gusti sessuali. È un percorso che troverà di nuovo le sue certezze nella fede e che servirà alla protagonista per essere una persona e anche un genitore migliore! Una breve lettura, che permette, attraverso l’esperienza della protagonista, di indagare in noi stessi e persino di approfondire tematiche legate a quelli che vengono etichettati come “generi” che celano invece un mondo di desideri, sentimenti e diritti i quali dovrebbero prescindere dal sesso.
Stelle: 4⭐️⭐️⭐️⭐️






























