VIOLETA DI ISABEL ALLENDE

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: Violeta.
Autrice: Isabel Allende.
Genere: Narrativa.
Pagine: 368.
Editore: Feltrinelli, 3 febbraio 2022.
Formati disponibili: Kindle 11,99€/ Cartaceo 19,00€.
Trama:

https://www.amazon.it/gp/aw/d/B09M8P69X2/ref=tmm_kin_swatch_0?ie=UTF8&qid=1662835878&sr=8-1

Violeta nasce in una notte tempestosa del 1920, la prima di cinque turbolenti maschi. Fin dal principio la sua vita è segnata da avvenimenti straordinari, con l’eco della Grande Guerra ancora forte e il virus dell’influenza spagnola che sbarca sulle coste del Cile quasi nel momento esatto della sua nascita. Grazie alla previdenza del padre, la famiglia esce indenne dalla crisi solo per affrontarne un’altra quando la Grande depressione compromette l’elegante stile di vita urbano che Violeta aveva conosciuto fino ad allora. La sua famiglia perde tutto ed è costretta a ritirarsi in una regione remota del paese, selvaggia e bellissima. Lì la ragazza arriva alla maggiore età e conosce il suo primo pretendente…Violeta racconta in queste pagine la sua storia a Camilo in cui ricorda i devastanti tormenti amorosi , i terribili lutti e le immense gioie. Sullo sfondo delle sue alterne fortune, un paese di cui solo col tempo Violeta impara a decifrare gli sconvolgimenti politici e sociali. Ed è anche grazie a questa consapevolezza che avviene la sua trasformazione con l’impegno nella lotta per i diritti delle donne. Una vita eccezionalmente ricca e lunga un secolo , che si apre e si chiude con una pandemia.

Giudizio:

“La mia vita merita di essere raccontata, più che per le mie virtù per i miei peccati, molti dei quali nemmeno sospetti. E quindi ora te li racconto e ti accorgerai che la mia vita è un romanzo”. Inizia con queste parole il racconto epistolare che Violeta del Valle , la nostra temeraria protagonista, fa a suo nipote Camilo. Attraverso i ricordi della sua vita personale il lettore avrà modo di compiere un excursus storico che copre ben un secolo, caratterizzato da un continuo susseguirsi di eventi politici e sociali, spesso molto drammatici, i quali hanno sconvolto e plasmato il volto del Cile e non solo. Isabel Allende, senza smentirsi, è stata capace con il suo ineguagliabile e impeccabile modo di raccontare a coniugare perfettamente le vicende familiari della sua protagonista con quelle che invece interessano il suo Cile , ma anche tutto il mondo. Difatti tutto ha inizio con il divulgarsi di una pandemia, quale “la spagnola” che nel 1920 mise in ginocchio una terra povera, selvaggia, patriarcale e contraddittoria, come quella cilena, ma che coincide anche con la nascita di Violeta, l’unica femmina che dopo cinque maschi portò una ventata inaspettata di novità in casa del Valle, una famiglia un tempo benestante , ma sempre più in declino. A quella bambina dalla tempra ribelle venne dato il nome illustre della bisnonna materna, che ricamò lo stemma della bandiera dell’Indipendenza all’inizio dell’Ottocento. Pagina dopo pagina, anno dopo anno, assisteremo alla crescita e alla trasformazione di Violeta, da bambina viziata dalle zie materne e da suo padre in una adolescente il cui spirito indomabile fu solo abilmente mascherato dietro le buone maniere e una adeguata istruzione che le furono impartite dalla sua istitutrice inglese: Miss Taylor, una donna che svolgerà un ruolo fondamentale non solo per la sua maturazione culturale, ma soprattutto quello di sostegno per la sua famiglia, sempre più disgregata. Se “la spagnola” non riuscì a colpire da vicino la famiglia del Valle , grazie all’avvedutezza del suo capostipite Arsenio, a infliggerle il colpo mortale fu invece ,anni dopo, la crisi economica del 1929, che portò a galla tutte le spregiudicate magagne finanziarie compiute da suo padre e che condussero alla loro rovina economica e alla loro disgregazione familiare. “All’età di cinquant’anni, dopo mesi di terapia, Violeta continua a non provare alcuna emozione: né orrore, né tristezza, niente. Solo il vuoto e la calma , ma nulla di più”. Questo è quanto scrive e ricorda la protagonista, di quel primo evento tragico che la segnò nel profondo, ovvero essere stata la sfortunata testimone del suicidio di suo padre, il primo di una lunga serie di dolori che costelleranno purtroppo la sua lunga esistenza, trasformandola pian piano in una donna forte, determinata e soprattutto indipendente. Violeta del Valle diventerà una donna che metterà innanzitutto a frutto la capacità del padre di “fare soldi” ma che a differenza di quest’ultimo sapeva come amministrarli e farli fruttare , una dote che le sarà di enorme aiuto per fare fronte ai diversi momenti difficile della sua vita privata e storica. Sarà anche una donna che imparerà solo in età matura, dopo aver sbagliato e toccato il fondo in rapporti sentimentali di convenienza o addirittura tossici, il vero significato della parola amare ed essere amata davvero; come imparerà a sue spese le gioie e i dolori dell’essere madre. Anche in questo caso, la nostra protagonista capirà solo dopo aver collezionato sulla sua pelle cicatrici e fallimenti, di non essere stata, forse, all’altezza del suo ruolo di madre dei suoi due figli, perché imprigionata “nelle sue passioni e nei suoi affari” , ma di aver cercato di esserlo almeno per suo nipote Camilo: il suo amore più grande! Isabel Allende racconta dunque il tortuoso percorso personale ed emotivo di una donna che pian piano prenderà consapevolezza di se stessa e di quanto può fare per aiutare le altre donne a godere di diritti e di libertà, mai riconosciuti . E a fare da sfondo e ad influenzare il suo irto cammino ci saranno, come preannunciato, eventi storici importanti e drammatici , quali proprio la lotta per i diritti delle donne, il golpe del 1973 , il regime dittatoriale, la triste vicenda dei desaparecidos e poi a chiudere il cerchio, così come iniziato il suo racconto, ci sarà il Coronavirus, “un nome così elegante per un virus così maligno” che porrà fine ad una vita vissuta intensamente nel bene e nel male. Un racconto emozionante, un viaggio nella storia alla scoperta dei diversi volti della sua terra d’origine, il Cile, descritto nel solo modo in cui è capace la Allende: in modo egregio!

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

MIRROR – IL MIO PIÙ GRANDE NEMICO DI ALISIA LUPIANI

Recensione di Anna Maria.

Titolo: Mirror – Il mio più grande nemico.
Autrice: Alisia Lupiani.
Genere: Narrativa/ Tematiche sociali.
Pagine: 430.
Editore: Publishing Flower, 20 giugno 2022.
Formati disponibili: Kindlunlimited 0,00€/ Cartaceo copertina flessibile 16,15€ – copertina rigida 17,68€.
Trama:

https://www.amazon.it/Mirror-grande-nemico-Publishing-Literary-ebook/dp/B0B4GGRTN1/ref=mp_s_a_1_1?crid=3JDE0KSQDYFUB&keywords=mirror+alisia+lupiani&qid=1657916024&sprefix=mirror+alis%2Caps%2C71&sr=8-1

Perché i canoni di bellezza sono così alti? Perché non possiamo desiderare di essere come i vip, che appaiono nelle loro bellissime foto postate sui social network? Quante volte ci siamo posti queste domande? Cindy è una ragazza di diciannove anni che lotta contro gli insulti che le vengono sputati addosso ogni giorno. Quando va a scuola, rivive le emozioni negative di un amore che l’ha devastata profondamente. A casa, ha un padre che la fa sentire una nullità, quando si chiude nella sua stanza, i ricordi, di una felicità ormai smarrita, vengono a galla. Non ha niente da invidiare agli altri, ma è troppo debole per reggere il peso della società in cui vive. Odia guardarsi allo specchio, lo vede come un nemico che non può sconfiggere. Un giorno, dopo essere stata denigrata per l’ennesima volta a scuola, torna a casa e decide di affidarsi alla sua migliore amica: la fiaschetta di whisky. Spinta dalla rabbia, deciderà di prendere a calci e pugni l’unica superficie riflettente presente in camera. Troverà la calma solo il mattino seguente, quando si risveglierà. Noterà subito un cambiamento drastico, nulla sarà come il giorno precedente. Attorno a sé e ai suoi occhi sembrerà tutto perfetto e giusto.. Comincerà a credere che il suo esagerato approccio all’alcool per annegare il dolore, abbia acceso un campanello d’allarme nella mente di chi , fino al giorno prima, la denigrava. Sarà tutto vero o si rivelerà solo un sogno?

Giudizio:

“Una decina di specchi mi circondavano e fissavano. Erano dappertutto: non riuscivo a liberarmi di loro. Mi urlavano nelle orecchie insulti e bestemmie. Mi gridavano quanto fossi brutta, quanto fossero orribili le mie smagliature, quanto grande fosse il mio naso. Sentii il respiro mancare e poi… Tutto buio.” Questo è uno dei sogni ricorrenti che tormentano la dicianovenne Cindy, una ragazza che odia vedere la sua immagine riflessa nello specchio, quel pezzo di vetro che considera il suo peggiore nemico. Ma i suoi sogni e le sue incertezze sono frutto di quello che costantemente vive sulla sua pelle ogni giorno, a scuola e a casa. Derisione . Disprezzo. Pregiudizi. Umiliazioni. Questo è ciò che le riservano i suoi compagni di scuola, facendola sentire come una reietta o una appestata da tenere a debita distanza. Per loro ” Ero la solita sfigata che si ubriacava a tutte le feste e finiva nel cesso a vomitare”. Una “brutta ubriacona” è l’etichetta che ormai le hanno cucito addosso! Perché Cindy nell’alcol trova quella momentanea via di fuga per smettere di vedere il disprezzo negli occhi di suo padre ,di sentire le risa di scherno dei suoi coetanei e di provare ancora qualcosa per colui che l’ha usata, umiliata e abbandonata: James Walker, il ragazzo che pare divertirsi ad infliggere altro dolore alla sua triste esistenza o inviarle messaggi contrastanti che minano il suo precario equilibrio. Cindy pensa di avere toccato il fondo, non ha nessuno di cui potersi fidare, le pare di essere in un luogo dove nessuno può vederla o dove nessuno vuole parlarle. E poi vi è lui, quel vetro che odia , che la fa vedere per quello che è, che la spoglia di tutte le sue maschere.. Come uscire da questo loop infernale? Ma è proprio quando si ha la sensazione di volersi lasciare andare, ecco che il fato, la mente, il cuore si alleano per trovare un escamotage che permetta di risalire in superficie e tornare a respirare davvero. Nel caso della nostra Cindy , la inspiegabile e inaspettata svolta si ha quando nella sua vita piombano, come dal nulla, Grace, Liam e soprattutto Ryan, i suoi nuovi amici, che paiono pronti a portare nella sua vita una boccata di ossigeno e di brio e che non hanno alcun desiderio di giudicarla o farla sentire inadeguata, ma l’accolgono nella loro cerchia a braccia aperte. Da questo momento inizia per Cindy un graduale cambiamento verso l’acquisizione di quella autostima che le avevano rubato, una assenza del bisogno di bere per dimenticare e soprattutto un guardare la realtà che la circonda con occhi diversi. Tutto attorno a lei appare cambiato : i suoi ex amici, la sua famiglia, lei stessa . Forse ad aiutarla in questo cambio di rotta è la presenza di Ryan, quel ragazzo dagli occhi di ghiaccio che paiono perforare la sua anima e che le ha teso la sua mano per aiutarla ad uscire dal suo tunnel buio, così da consentirle di guardarsi allo specchio e vedersi finalmente non più “sbagliata”, ma addirittura bella. È forse Ryan, quello che ha da sempre aspettato ? Ma il percorso di maturazione di questa ragazza non è ancora del tutto sgombro di ombre, pronte a risucchiarla nel buio , prime fra tutte:James , lo stalker della sua mente e del suo cuore, che sembra divertirsi a spiazzarla , a mettere in subbuglio i suoi sentimenti, a farla vacillare pericolosamente. Cindy si troverà a fare i conti con una guerra tra mente e cuore, ma proprio quando pensa di aver preso la decisione giusta, ecco l’ennesimo colpo beffardo del destino, pronto a farla tornare in quel girone infernale da cui credeva di essere uscita. È stato tutto un bluff il suo cambiamento? Oppure Cindy è davvero in grado di mettersi al timone della sua vita, decidendo lei quale direzione percorrere e soprattutto con chi? Una storia complessa e delicata con un finale che mi ha spiazzata e lasciata di stucco, ma che mi ha insegnato come , quando il cuore è fragile, allora la chiave giusta per noi può fornircela solo la mente. Mi ha sorpreso anche lo scoprire che vi è un seguito, perché Cindy ha ancora tanto da raccontare e sperimentare , mentre per qualcun altro è forse arrivato il momento del riscatto e della sua rinascita. Una bella lettura!

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

OLTRE L’IMPOSSIBILE DI KATIA GARZOTTO

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: Oltre l’impossibile.
Autrice: Katia Garzotto.
Genere: Narrativa autobiografica.
Pagine: 142.
Editore: Brè Edizioni – Unexpurgated Edizione, 12 marzo 2022.
Formati disponibili:Kindle 2,99€/ Kindlunlimited 0,00€/ Cartaceo 11,81€.
Trama :

https://www.amazon.it/Oltre-limpossibile-Katia-Garzotto-Edizioni-ebook/dp/B09VDC8RCY/ref=mp_s_a_1_1?crid=2PAY8SMNPVMYW&keywords=katia+garzotto&qid=1650012010&sprefix=katia+garzo%2Caps%2C87&sr=8-1

Oltre l’impossibile è molte cose: un’autobiografia, un atto di accusa contro la malasanità , è lo sfogo di una madre che ha molto sofferto, è un grido. Aurora, la figlia di Katia, nasce con una malformazione che la rende invalida e lotta assieme ai neogenitori una battaglia durissima per la vita, tra incapacità, incompetenze, incuria. Per fortuna non è così dappertutto, c’è anche chi si prende a cuore con amore. Qui non c’è lieto fine, qui si piange davvero. Perché dunque scrivere? Per accusare? Ormai il danno è fatto e nessuno cerca vendetta o rivalsa. Per informare, quello sì, perché accadrà di nuovo, e i mezzi per evitare il dolore ci sono, dolorosi anch’essi; ma si tratta di scegliere tra dolore grande e dolore “piccolo”.

Giudizio:

Ero consapevole che non sarebbe stata una lettura facile, ma sarei giunta all’ultima pagina con il cuore gonfio di dolore e di amarezza e con gli occhi rossi per le lacrime versate. Non mi vergogno affatto a confessarlo. La stessa autrice in questo suo romanzo autobiografico afferma che non si deve avere alcuna vergogna nel mostrare le proprie lacrime agli altri, perché non sono segno di debolezza , anzi, nel suo caso, le sue sono lacrime di coraggio. Le lacrime di una mamma che è stata costretta a trasformarsi in una donna coraggiosa, pronta a fare di tutto, oltre l’impossibile, per consentire a sua figlia, la piccola Aurora, di continuare a vivere e a lottare assieme a lei, nonostante tutto le fosse contro. Nonostante quella maledetta sindrome di Goldenhar, diagnosticata solo alla nascita, faccia di tutto per portarle via la sua piccolina e con lei anche le speranze e i sogni suoi e di suo marito Roberto. Lei, Katia, la voce narrante di questa toccante storia, è stata sin da bambina reputata dai suoi genitori e dai suoi fratelli la più debole, quella con “le lacrime in tasca”, perché piangeva e si lamentava di tutto, ma, da adulta, messa dinanzi alla drammatica condizione di sua figlia, ha dovuto trasformarsi da agnellino in una leonessa, pronta a sbranare chi , nonostante il camice bianco indossato, non ha rispetto per il suo dolore e per quello procurato ad Aurora, spesso trattata al pari un pupazzo inanimato. Katia si dimostra una mamma disposta a tutto, pur di difendere la sua Aurora , nonostante la consapevolezza che la sua piccolina non potrà mai vincere la sua battaglia. Lei è una bambina speciale, nata affetta da una rara sindrome, ovvero il suo encefalo è privo di cervelletto e del ponte cerebrale. Alla sua nascita, i medici, rei di non essersi accorti durante la gravidanza di tale anomalia, comunicano a lei e a suo marito Roberto la terribile sentenza: “Aurora non sarà mai padrona del suo corpo, Aurora non sarà mai padrona della sua vita”; Aurora non potrà mai diventare grande e realizzare piccoli e grandi sogni, ma ha , nelle più rosee aspettative, solo 7 mesi di vita! Questo è il tempo che le viene pronosticato! Ma Aurora si dimostra una guerriera, capace di tentare di lottare, oltre l’impossibile, di tenere duro per ben 13 lunghi e dolorosi mesi, fatti di lacrime, di sofferenze, di attese e di speranze. Saranno dei mesi intensi, fatti di piccoli miracoli, di tempo in più concesso per consentire a se stessa di godersi, comunque, tutto l’amore incondizionato ed immenso che i suoi genitori vogliono farle percepire, a dispetto del fato avverso. In queste pagine, intrise di emozioni forti, vivremo dunque, passo dopo passo, il dramma di una mamma che vede infrangersi tutti i suoi sogni, quei sogni su cui ha tanto fantasticato dal giorno in cui ha visto comparire con gioia quelle fatidiche lineette blu sul test di gravidanza e che l’hanno accompagnata in tutti i nove mesi di attesa. Mai Katia avrebbe immaginato che avrebbe invece partorito una figlia malata, fatta nascere per poi dover pian piano vederla spegnersi dinanzi ai suoi occhi impotenti. Vivremo assieme a lei il suo dolore verso un Dio reputato ingiusto, la sua rabbia verso chi , in virtù della professione svolta, avrebbe dovuto dimostrarsi competente e sensibile e soprattutto il suo coraggio di credere in un miracolo,il coraggio di veder soffrire la sua bambina e soprattutto il coraggio nel doverle dire addio. Katia ha però dato prova di ulteriore forza anche quando ha deciso di trasferire su carta il suo dramma e il suo dolore.

Non deve essere stato affatto facile rivivere ogni momento , poi messo nero su bianco, con il principale intento di condividere, però, con noi lettori la sua esperienza , di farci partecipi del suo urlo di rabbia e di denuncia nei confronti di una sanità cieca e di una burocrazia più proforma che realmente interessata ad essere vicina a chi ha bisogno di assistenza e di aiuto concreto. Katia ci prende dunque per mano e ci accompagna all’interno delle corsie di terapia intensiva o di oncologia, in quei luoghi dove è palpabile la sofferenza, dove si respira spesso odore di morte , ma dove è possibile anche stringere amicizie speciali non solo con chi sta vivendo lo stesso dramma, ma anche con chi è lì per fornire davvero un’assistenza medica, psicologica e affettiva. Tutto questo vivremo attraverso questa lettura che però ci lascerà con un interrogativo senza risposta : “Perché?” Impossibile trovare una risposta, come impossibile, credo, sia riuscire a superare un dolore così innaturale, come la perdita di un figlio, un dolore che non si cancella, ma con cui si impara forse a convivere. Devo ringraziare l’autrice per avermi dato la possibilità di conoscere la storia del suo piccolo angelo. Io mi sono addentrata in queste pagine in punta di piedi, facendomi travolgere in pieno dalla marea di emozioni, a cui è IMPOSSIBILE restare indifferenti!

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

LA STUPIDITÀ UMANA DI ADOLFO MAGNOTTA E LAVINIA MAGNOTTA

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: La stupidità umana.
Autori: Adolfo Magnotta & Lavinia Magnotta.
Genere: Narrativa ( racconto breve).
Editore: Self Publishing, 28 marzo 2022.
Formato disponibile: Kindle 1,99€.
Trama:

In un futuro molto lontano da noi, un falegname e restauratore di mobili antichi, si reca ad un appuntamento di lavoro in una signorile dimora settecentesca. All’improvviso accadrà una catastrofe. Cosa è accaduto veramente? Lo scoprirete leggendo questo avvincente racconto.

Giudizio:

Quando ho letto il titolo di questo racconto e poi la sua trama, ho inizialmente faticato a trovare un nesso logico. L’ ho compreso solo, man mano che mi immergevo nella lettura di una storia che ha come protagonista un uomo, un falegname e restauratore romano, che un bel giorno, mentre è per lavoro all’interno di una dimora settecentesca, all’improvviso si ritrova ad essere uno dei pochi sopravvissuti a quello che pare un sisma così violento da radere al suolo tutto ciò che lo circonda, per poi scoprire invece che quella devastazione e morte è solo il frutto della.”stupidità umana”. In queste venti pagine avremo modo di accompagnare il protagonista nel suo viaggio che da Roma lo porterà fino ad un piccolo paesino a 57 km da Parigi, affrontare difficoltà, fare incontri significativi e pian piano trasformarsi sotto i nostri occhi da un ragazzo immaturo ed incosciente ad un uomo con maggiori consapevolezza del suo essere e di ciò che non vuole diventare. Senza volerlo, il nostro protagonista è stato lo spettatore inconsapevole di quali terribili conseguenze possono causare gli uomini , troppo presi dal loro egoismo e brama di potere, tanto da distruggere le bellezze del mondo. Pensare ad una Roma, coi suoi monumenti millenari, totalmente rasa al suolo, fa venire i brividi. Non lascia indifferenti! È stata di sicuro la scena più sconvolgente di questa storia, scritta a quattro mani, da un padre e da una figlia, i quali hanno voluto ambientarla in un futuro prossimo, forse per darci la speranza di avere ancora la possibilità di evitare tale scempio. Tra queste pagine si può cogliere dunque un monito agli uomini di oggi, ai potenti del mondo, che, visto quanto stiamo vivendo in questo periodo, sembrano proprio aver dimenticato cosa si cela dietro la parola “Uomo” : non odio, violenza, cattiveria; bensì valori positivi e grandi sacrifici. Il fatto di non aver voluto dare una precisa identità al protagonista, di cui si sanno solo poche informazioni, permette ad ogni lettore di potersi identificare più facilmente con esso e vedere attraverso i suoi occhi il risultato della “stupidità umana”. Un racconto breve, con una scrittura quasi elementare, di cui posso solo apprezzare il messaggio custodito tra le sue righe e il risultato di una esperienza condivisa tra padre e figlia!

Stelle: 3⭐️⭐️⭐️

XY LA FINE È L’INIZIO DI ANTONIO BORZI’

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: XY – La fine e l’inizio.
Autore :Antonino Borzì.
Genere: Narrativa.
Pagine: 180.
Editore:Pubme – Collana Gli scrittori della porta accanto, aprile 2021.
Formati disponibili:Kindle 2,99€/ cartaceo 11,98€.
Trama:

https://www.amazon.it/gp/aw/d/B092HWLC58/ref=tmm_kin_swatch_0?ie=UTF8&qid=1638361972&sr=8-3

Un ciclo si rinnova tra miliardi di esseri umani che popolano il pianeta. Ciascuno, nessuno escluso, è stato un essere minuscolo, invisibile ad occhio nudo, un semino: “Ogni essere umano, in apparenza simile agli altri, possiede dei particolari che lo distinguono; ha le sue forme personali, uniche e irripetibili caratteristiche. Ciascuno potrà avere eserciti di fratelli e sorelle, milioni di compagni e compagne; un solo essere umano, nell’arco di una vita media, sarebbe in grado di popolare l’intero pianeta. Sarebbe possibile che, nella miriade di fratelli, un determinato individuo fosse sostituito da un altro. Tutto viene dunque in un attimo. Anzi, in quell’attimo, in quel giorno, in quell’ora. Nascere o non nascere, vivere o morire, tutto sembra puramente casuale. Dalla più assoluta casualità, emerge con prepotenza il concetto di infinito. Le infinite forme diverse, le infinite varietà di individui diversi, seppur tanto simili tra loro”. In questo viaggio a ritroso, Francesco ripercorre il suo presente, alcuni episodi dell’ultimo anno di liceo, quando ha incontrato Margherita, dando inizio a una storia d’amore in cui si gioca – ancora prima di averne coscienza – il tutto per tutto per avere una chance.

Giudizio:

Quando ho letto la sinossi di questo romanzo, ero alquanto perplessa. Al termine della lettura, però, ho dovuto ricredermi in quanto l’autore, a mio avviso, è riuscito a creare una trama fuori dagli schemi, ma che descrive perfettamente, in modo scientifico, a tratti ironico e persino romantico, il momento esatto in cui ha inizio la vita di ogni essere umano. Tutto può essere riassunto in tre parole chiave : fatalità, sopravvivenza, amore! La vita di ciascuno di noi è rimessa al caso che permette a due perfetti sconosciuti di innamorarsi e di dare vita, grazie ad un loro momento di ardente passione, ad un semino, ovvero un essere minuscolo ad occhio nudo. In quel preciso istante l’unione di due corpi genererà una nuova vita fatta di gioie e dolori, di successi ed insuccessi, di speranze e delusioni, di amore e di odio. Tutto viene dunque stabilito in quel preciso momento, anche il nascere e il morire, perché tutto dipende dalla casualità e dalla capacità di lottare per il raggiungimento della propria meta, ovvero la propria sopravvivenza. Per far meglio comprendere al lettore il momento in cui tutto ha inizio, l’autore decide di fargli compiere un viaggio a ritroso, partendo dalla narrazione della vita del suo protagonista: Francesco Monti, un uomo realizzato nel lavoro e nella vita privata. Egli lavora da anni presso una concessionaria di auto ed è soddisfatto in quanto la sua presenza ha fatto raddoppiare le vendite. La medesima soddisfazione nutre per la sua vita sentimentale: è sposato felicemente con Margherita, conosciuta ai tempi del liceo e che nonostante le tre gravidanze continua ad apparire ai suoi occhi, ancora, una bella donna ed è anche un padre orgoglioso dei suoi figli. L’occasione di una rimpatriata tra ex compagni di liceo permette a Francesco di fare un tuffo indietro nel suo passato, a vent’anni prima, all’ultimo anno delle superiori. Assieme a Francesco, il lettore avrà modo di rivivere i momenti spensierati dell’adolescenza, scanditi dalle uscite con gli amici, dalle prime esperienze amorose e dall’ansia per quell’esame, quello della maturità, che segna il passaggio dalla fase della adolescenza a quella adulta. Ed è proprio quell’anno che Francesco conosce e si innamora perdutamente di Margherita. Nel momento esatto in cui i suoi occhi incontrano quelli verdi di quella ragazza, sfuggente e timida, Francesco ha la consapevolezza che il volto, i gesti, l’intera persona di Margherita hanno ormai preso possesso della sua coscienza e del suo cuore. Galeotta una vacanza post esame di maturità permette a Francesco di raggiungere la sua meta , ovvero conquistare il cuore di colei che diventerà poi la sua compagna di vita e la madre dei suoi figli.Da qui, il viaggio del lettore subisce una ulteriore virata, sempre più a ritroso nel tempo, fino a farlo immergere nei panni di quella piccola “Y” che deve lottare e sgomitare assieme ad altri, perché nessuno vuole arrivare ultimo, ma tutti bramano di accaparrarsi i primi posti. Ma quale la destinazione finale di questo viaggio, ricco di insidie ma anche di meravigliose sorprese? Smarrimento, ansia, emozione, dolore sono questi i sentimenti che proveremo assieme ad “Y” mentre lo accompagneremo durante la diverse tappe della sua metamorfosi, quella che poi lo porterà ad diventare un piccolo essere umano, generato dalla casualità di un incontro e dallo sbocciare di un amore! Una trama originale che con un linguaggio semplice, ma allo stesso tempo preciso, permette di riflettere sulla origine della vita di ognuno di noi e su come sin da subito veniamo messi dinanzi a insidie da superare o sottoposti ad una selezione naturale! Chi si dimostra più tenace e caparbio, conquisterà il traguardo finale! Questo, in fondo, vale in ogni campo! È un ciclo continuo che , alla fine, si ripete! Tutto ha un inizio, come una fine!

Stelle: 4⭐️⭐️⭐️⭐️

ELOISE CUORE DI CERA DI PATTY LI VECCHI

Ecco Anna Maria con la partecipazione di un review party.

Titolo: Eloise Cuore di Cera.
Autrice: Patty Li Vecchi.
Genere: Narrativa per ragazzi.
Pagine: 216.
Editore: Self Publishing, 22 ottobre 2021.
Formati disponibili: Kindle 1,99€/ Cartaceo 5,99€.
Trama:

https://www.amazon.it/ELOISE-Cuore-Patty-Li-Vecchi-ebook/dp/B09JYTDCDJ/ref=mp_s_a_1_1?crid=2CTXG9O2AD6UX&keywords=patty+li+vecchi&qid=1636150011&sprefix=patty+%2Caps%2C104&sr=8-1

Matilde è una simpatica e dolce vecchietta un po’ “sbadatella”. Vive in una vecchia casa circondata dai ricordi sotto l’occhio vigile della sorella Gertrude, perennemente preoccupata per lei. Eh, sì! Perché Matilde sostiene di vedere Eloise, la figlioletta venuta a mancare all’età di sei anni e di visitare con lei luoghi incantati e sconosciuti.
La promessa di una bambina. L’amore indissolubile tra una madre e la propria figlia. Eloise tornerà ogni sera a fare visita a Matilde. Ma Gertrude non riesce a comprendere il comportamento strambo della sorella. Fino a quando nella vita dell’anziana donna non arriva Carlita, una giovane e originale ragazza che Gertrude stessa assume per prendersi cura della sorella. Ma chi è Carlita? Perché non ricorda il proprio passato e perché sembra conoscere Eloise? Una storia dolce e un po’ malinconica che porterà il lettore nel mondo dei sogni e delle fiabe.

Giudizio:

Cosa sono i sogni? I sogni sono , a volte, il riflesso dei nostri desideri o delle nostre paure. Sono anche un luogo dove rifugiarsi rivivendo momenti del passato che ci fanno stare bene e che ci permettono di vivere meglio un presente doloroso. È questo il caso della dolce protagonista di questo romanzo: Matilde, una signora di 85 anni, che ama stare seduta sulla sua vecchia poltrona e circondata dalla luce delle candele e attendere il momento in cui la sua piccola Eloise verrà a trovarla, mantenendo fede alla sua promessa. “Non piangere mammina, non piangere ti prego. Io sarò sempre con te, verrò a trovarti”. Queste furono le parole con cui la sua bambina le aveva detto non addio, ma arrivederci, prima che una brutta e incurabile tosse la portasse via a soli sei anni. Matilde alla sua piccola dagli occhioni azzurri che le ricordavano quelli di suo marito Giuseppe, partito una mattina d’inverno e che non avrebbe mai conosciuto sua figlia, aveva dato un nome “dolce, musicale, quasi come un delicato fiore”, l’aveva chiamata Eloise. Nonostante gli anni trascorsi, nonostante i vari lutti che aveva dovuto affrontare nella sua vita, vissuta comunque intensamente e senza rimpianto, Matilde non è mai riuscita a superare la perdita della piccola Eloise. Ha deciso infatti di rifugiarsi nella sua casetta, dove tutto è rimasto uguale, dove tutto parla di lei. Persino il cavallo a dondolo con cui Eloise amava giocare è rimasto lì, dove lei lo aveva lasciato, a prendere polvere assieme agli altri suoi giocattoli. “La mia vita è qui, come il mio cuore e la mia anima”. Queste le parole con cui Matilde risponde a sua sorella Gertrude, perennemente preoccupata per la solitudine in cui vive sua sorella maggiore, ma soprattutto per i suoi continui vaneggiamenti. Matilde sostiene di incontrare ogni sera la sua Eloise, trasformatasi in una bimba di cera. Per Gertrude le sue confidenze sono frutto di un dolore mai superato che stava sfociando in una progressiva follia. Se Gertrude è in ansia per lo stato di salute e psicologico di Matilde, questa , invece, vive in attesa del momento in cui , ogni sera, vedrà la sua piccola e vivrà assieme a lei avventure fantastiche in mondi paralleli. Eloise conduce per mano la sua mamma in luoghi fiabeschi popolati da creature fantastiche come i fabletti laboriosi e i canatti insaziabili o da quegli stessi personaggi di cui Matilde era solita raccontarle. Oppure le fa compiere viaggi indietro nel tempo alla conoscenza di personaggi storici o di artisti famosi o persino in un futuro prossimo. Ogni viaggio regala a Matilde emozioni uniche che può però condividere solo con se stessa, in quanto difficili da credere , soprattutto agli occhi di sua sorella Gertrude. La vita di questa anziana donna subisce, però, uno stravolgimento con la comparsa della giovane Carlita che si offre di farle compagnia e che porta una ventata di freschezza ed energia nelle sue giornate. Ma chi è Carlita? E come mai tra Matilde e questa ragazza pare crearsi un’empatia immediata? Matilde viene colpita dagli occhi azzurri di Carlita che spiccano sulla sua pelle scura e che le paiono alquanto familiari! Dove li ha già visti? E quale legame esiste tra Carlita ed Eloise? Qual’è il passato di Carlita, da lei rimosso dalla sua memoria? L’arrivo della ragazza non è affatto causale, lei diventa una medicina per l’anima di Matilde i cui effetti benefici sono evidenti soprattutto agli occhi di Gertrude. Anche lei si fa coinvolgere dallo strano benessere che avvolge Matilde! Riuscirà magari a credere alle fantasticherie di sua sorella maggiore? Patty Li Vecchi con questo suo terzo scritto conferma la sua bravura nello scrivere narrativa per ragazzi, creando storie originali ed emozionanti. Ancora una volta racchiude tra queste pagine un messaggio : Matilde dimostra come spesso sia difficile elaborare e superare un lutto e pertanto la mente ci offre degli escamotage per sopportarlo. Matilde è l’incarnazione di quell’amore incondizionato che c’è tra madre e figlia e che non viene spezzato nemmeno dalla morte!!

Stelle: 4⭐️⭐️⭐️⭐️

NUVOLE AL TRAMONTO DI DOMENICO CORNA

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: Nuvole al tramonto.
Autore: Domenico Corna.
Genere: Narrativa.
Pagine: 236.
Editore: Robin Edizioni, 20 aprile 2021.
Formato disponibile: Cartaceo 15,00€.
Trama:

https://www.amazon.it/Nuvole-al-tramonto-Domenico-Corna/dp/8872748615/ref=mp_s_a_1_1?dchild=1&keywords=domenico+corna&qid=1627415924&sr=8-1

Una ragazza si ritrova divisa tra la realtà e un mondo alternativo creato interamente dalla sua mente. L’immaginazione l’obbligherà ad attraversare un percorso ricco di imprevisti e di dolore, sullo sfondo di una piazza cittadina popolata da una gioventù alla deriva. Gli enigmi che Martina tenterà di risolvere sono anche gli enigmi del lettore che, in un romanzo romantico e contemplativo, dove si integrano fantasy, drama e poesia, cercherà la propria storia introspettiva, filosofica, umana.

Giudizio:

“Ma dove mi trovo?” “Ma in che razza di posto mi trovo?” Da questi due interrogativi emerge lo sconcerto e la confusione in cui si trova la giovane Martina, quando si ritrova seduta in mezzo ad un grande prato, appoggiata ad un salice piangente. Non ricorda la ragione della sua presenza in quel luogo alquanto strano. Ricorda chi è, gli anni della sua infanzia, ma pare aver dimenticato quella parte della sua vita che coincide con l’adolescenza. L’ultimo suo ricordo è legato al suo guardare, col naso all’insù, le nuvole in continuo movimento che le parevano dondolare in cielo, come un enorme gregge di pecore pronte a seguire un pastore invisibile. Ma da quanto tempo era lì a guardare le nuvole e soprattutto dove era finita? Un altopiano, una montagna con la neve in cima, un fitto bosco di pini e poi all’improvviso il paesaggio attorno a lei cambia bruscamente e da alpino diviene quasi semidesertico, caratterizzato da praterie, simili a quelle americane popolate da bisonti e cavalli selvaggi. Ed infine, in mezzo a questo paesaggio, una pittoresca costruzione dal tetto rosso e sulla grande porta una insegna con scritto: “Il rifugio di Edi” e ad accoglierla una donna dal viso tondo e simpatico che sembra conoscerla bene: è Ginetta!! Perché più si sforza di fare ordine nei suoi ricordi e più la mente le pare una scatola vuota? E quale il senso di quel consiglio che le ha dato Ginetta, ovvero di non avere fretta ma di permettere a se stessa di riappropriarsi della fantasia e dell’immaginazione, le sue amiche d’infanzia e poi lasciate andare via , a causa della voglia di crescere. E sono ancora una volta le nuvole a venire in soccorso a Martina e anche a noi lettori, riflettendo come in un continuo scorrere di una pellicola cinematografica, il momento preciso in cui Martina ha deciso di non essere più la bambina che amava parlare con cani e gatti, ma di diventare grande. È il giorno del suo quindicesimo compleanno, quando ha deciso di trasgredire le regole da sempre ricevute e di avvicinarsi a quel gruppo di giovani soliti sostare nella piazza cittadina. È da quel giorno in cui Martina ha trovato posto in mezzo a loro che la sua vita cambia, facendosi trascinare da quella gioventù allo sbando in un tunnel dominato da fumo, droga, noia e trasgressione. Davide, Gianni, Luisa, Laura, Daniele e Giovanni sono le persone che, nel bene e nel male, condizioneranno quello che è poi diventata Martina! La mente umana, forse, a causa del dolore e della paura, si è difesa facendo svanire dalla sua memoria quanto continua a farle male? Ma, ora, è arrivato il momento di affrontare le sue paure, di non fuggire più, ma di ricordare continuando un viaggio all’interno dei suoi ricordi di infanzia e soprattutto facendo nuovamente affidamento alla immaginazione. Ed ecco che scopriremo come la piccola Martina, ritenuta strana per la sua mania di parlare con gli animali, veniva per punizione chiusa nel buio di uno sgabuzzino e lì, per sconfiggere la paura del buio e del silenzio, si affidava alle nuvole del tramonto e alla fantasia per costruire un mondo alternativo dove sentirsi non più sola!! Ogni tassello del suo puzzle personale si sta ricomponendo e Martina, una volta toccato il fondo, comprende che esistono due vite: una da vivere e l’altra che si può inventare.
La prima è quella che ci viene imposta e che a volte si può cambiare in minima parte; mentre l’altra è quella in cui, grazie all’immaginazione, la mente può volare lontano dalle angosce, dai problemi e dalle paure. È questo ha fatto Martina tutte le volte in cui si è trovata dinanzi ad un ostacolo, ma quando l’ha abbandonata, ha perso le sue certezze. Deve ritrovare se stessa!! Sarà un percorso non facile, in bilico tra la realtà e il sogno, dove deve riappropriarsi della di lei bambina, dei suoi ricordi, ma anche della lei adulta col suo bagaglio di esperienze che l’hanno drammaticamente segnata!! Cosa dire? Ho faticato nel seguire questa storia e spesso mi sono sentita proprio come la protagonista: persa, confusa e smarrita! Posso aver apprezzato il senso del viaggio intrapreso da Martina, però, mi è parso tutto confuso, come se anch’io stessi rincorrendo quelle eteree e sfuggenti nuvole. Chiedo venia all’autore ma non è scattata alcuna sintonia tra me e la storia di Martina!!

Stelle: 3⭐️⭐️⭐️

MARGHERITA E PUNTO. IL DILEMMA DI ESSERE AMATA DI SIMONETTA GALLUCCI

Ed eccoci con Anna Maria.

Titolo: Margherita e punto. – Il dilemma di essere amata.
Autrice: Simonetta Gallucci.
Genere: Narrativa.
Pagine:55.
Editore: Maratta Edizioni, 24 febbraio 2021.
Formato disponibile: Cartaceo 10,40€.
Trama:

https://www.amazon.it/gp/aw/d/B08X4XXTPR/ref=tmm_kin_title_0?ie=UTF8&qid=1617711132&sr=8-1

Cos’è “Margherita e punto?” Una favola moderna. Margherita, la protagonista, è una di noi: come me, come te, come quella ragazza seduta da sola al bar, come quella che ti dà il resto al supermercato. Ognuna di noi può essere Margherita con le sue insicurezze, le sue storie sbagliate e la voglia di essere amata semplicemente per ciò che è. Così l’eroina di questa storia si lancia in amori fatui, sperimenta il mondo di siti d’incontri, incappa in uomini complicati. Cade e si rialza. Fino a trovare l’amore, che le appare all’improvviso dopo una notte dolorosa e in una forma che non si sarebbe mai immaginata. Perché l’amore, quello vero, è così: inaspettato e travolgente, e può dare un senso a una vita che sembrava inutile e piena di errori.

Giudizio:

Un po’ di tempo fa avevo letto questo breve racconto ed ora, a distanza di tempo, ha subito una trasformazione non tanto nel contenuto che continua a conservare la sua veste originaria, ossia quello di una favola moderna, quanto nella veste grafica che ha sostituito la precedente cover asettica per rivestirsi di colori più brillanti. Questo breve racconto ha come protagonista, Margherita, o come sono soliti definirla i suoi genitori: Margherita e punto, e quel punto, posto in modo definitivo, tronca definitivamente ogni discorso su di lei perché da Margherita nessuno si aspetta nulla, nessuno pretende nulla. Margherita ha pertanto continuato a vivere sentendosi sempre inadeguata davanti ai suoi genitori per i quali pare essere invisibile o davanti a quegli uomini ai quali ha provato a donare il suo cuore e una parte di sé ma, ogni volta, la ricerca dell’ Amore da parte di Margherita, o meglio il suo disperato desiderio di essere amata, si è trasformato nell’ennesimo fallimento, nell’ennesimo dolore con cui convivere. Dopo l’ultima delusione amorosa, proprio quando Margherita crede di aver acquisito una maggiore sicurezza e consapevolezza su se stessa, è sufficiente la parola di una bambina che, nel saperla “sola” senza un animale domestico o qualcuno che le faccia compagnia, la apostrofa con un “poverina” e la fa ricadere nel baratro delle sue insicurezze. Ma è proprio questo è il momento in cui si assiste alla trasformazione della nostra protagonista in una piccola e fragile gerbera rossa. La nuova veste, la nuova vita di Margherita consentirà però a quest’ultima di trovare finalmente quell’ Amore tanto desiderato e mai trovato: un amore incondizionato, un amore pronto a difenderla , a proteggerla e soprattutto ad accettarla così com’è, coi suoi pregi e i suoi difetti. Perché, in fondo, è questo il vero significato dell’ Amore ed è anche il messaggio celato tra le righe di questa favola: non occorre rincorrere l’Amore, perché quello vero e sincero sarà lui a trovarci! “..se per qualcuno non saremo mai abbastanza, per qualcun altro saremo tutto”.

Stelle: 4⭐️⭐️⭐️⭐️

L’ODORE DEI GIORNI DI ELISABETTA FIORITTI

Ed ecco a voi la recensione di Anna Maria.

Titolo: L’odore dei giorni.

Autrice: Elisabetta Fioritti.

Genere: Narrativa.

Pagine: 288.

Editore: Tekeditori, dicembre 2016.

Formato disponibile: Cartaceo 16,00€.

Trama:

https://www.amazon.it/Lodore-dei-giorni-Elisabetta-Fioritti/dp/8897217354/ref=mp_s_a_1_1?dchild=1&keywords=elisabetta+fioritti&qid=1614530709&sr=8-1

Le giornate si susseguono lasciando traccia del loro odore, che in ogni momento ci rimanda a una emozione, ricordando un volto, una voce. La protagonista di queste pagine è una donna che cresce nel cambiamento di luoghi, di persone e modi di vivere, seguendo una strada nella precarietà di sempre, alla ricerca di un altrove, per dar senso alla vita. L’insoddisfazione che si porta dentro, dal tempo della giovinezza, crea un ostacolo al dispiegarsi sereno dell’esistenza, inquina il rapporto con se stessa e con gli altri. Troverà il suo punto di equilibrio grazie all’amore, filo conduttore di tutta la vita, amore per gli altri, per la natura, per le cose, per l’arte e la bellezza. Questa storia è una carrellata di personaggi e di episodi del suo presente e del suo passato, che a volte si intrecciano grazie alla forza del ricordo.

Giudizio:

I ricordi hanno un odore e un colore. Essi restano lì, buoni, in uno “scomparto” della nostra memoria pronti a venire in soccorso quando abbiamo bisogno di rammentare chi siamo stati, chi siamo oggi e chi potremmo essere tra qualche anno. Questo è l’insegnamento più prezioso che io ho colto tra le pagine di questa storia, accompagnando Barbara, la protagonista, nel suo viaggio nei ricordi. Alcuni dei profumi o dei colori descritti in questo romanzo, come l’odore della salsedine o dello zucchero per preparare dolci deliziosi, oppure il colore caldo e accogliente della propria terra e della propria famiglia, mi sono arrivati immediatamente in quanto, da pugliese, come Barbara, quegli odori e quei colori e soprattutto quel calore sono a me familiari. Se le ciambelline con aroma di alloro e cannella, lei le associa a sua nonna Caterina; io invece sento, ancora oggi, l’inconfondibile profumo di semola che, il sabato, si diffondeva nella cucina e che preannunciava la preparazione delle ineguagliabili orecchiette di nonna Maria: immancabili per il pranzo della domenica! Se Barbara, strappata non per suo volere dalla sua amata Foggia, continua, a distanza di anni e nonostante le tante città visitate e vissute, a sentire ancora la mancanza del suo mare, beh, io, pur non essendomi mai trasferita, posso comunque comprenderla. Il mare, il nostro mare col suo profumo salmastro ti entra dentro, ti scorre nelle vene divenendo parte del nostro DNA. Si possono ammirare luoghi e paesaggi meravigliosi, ma quel mare è difficile da dimenticare! “Barbara era innamorata del mare, veniva ai primi posti nella classifica delle cose per lei più importanti, insostituibili”. In questa donna si percepisce forte il legame con le sue origini, forse, per questo, nonostante fosse abituata a mettersi nei panni di chi le stava accanto superando pregiudizi e cercando di trovare sempre il lato buono nelle persone, nonostante si sia dovuta adeguare a realtà e abitudini diverse, Barbara si è sempre sentita in cuor suo diversa. “Lei si sentiva diversa, in ogni città un’ospite, senza radici”. Prima costretta a seguire il padre che per motivi di lavoro aveva dovuto trasferire al nord la famiglia, sdradicandoli dalle loro radici, poi, è accaduto lo stesso anche con suo marito; insomma, il suo è stato un continuo girovagare tanto da lasciarle dentro una sensazione dolceamara. Nel suo viaggio a ritroso nel tempo, nel rimembrare gli anni della sua adolescenza, i primi amori, le indimenticabile vacanze prima con la famiglia e poi con gli amici, io mi ci sono rivista in qualche modo e ho compreso molte delle sue sensazioni. Barbara, però, col suo narrare il suo presente di donna, di moglie e di madre, è riuscita a farmi vivere, attraverso i suoi occhi e il suo cuore, le emozioni legate a posti che io non ho visto e che ho imparato a conoscere grazie a lei. Mi è piaciuta la descrizione degli abitanti della “signora” , così Barbara chiama quella Torino che l’ha accolta per tanti anni. I torinesi, secondo Barbara, sono simili alla loro città: amabili e discreti, lavoratori costanti e seri, affidabili e un po’ freddi, come il loro clima. Ma lei, la “terrona doc” è riuscita a sentirsi finalmente a casa solo tra le braccia di un torinese da generazioni: il suo Marco, l’amore della sua vita. Un incontro, il loro, su cui nessuno ci aveva scommesso, in quanto diversi come la luna e il sole, il cielo e la terra: Barbara entusiasta ed istintiva, Marco moderato e ponderato. Due caratteri differenti, frutto di due diverse educazioni e tradizioni impartite. Eppure, dopo tanti anni, Barbara è giunta alla consapevolezza che non è importante cosa li divide, bensì ciò che li unisce. Per Barbara la parola CASA ora è associata solo a Marco e a suo figlio! Un viaggio, quello fatto assieme alla protagonista, che è stato emozionante ma anche riflessivo. Non importa dove si vive ma la cosa più importante è avere accanto a sé chi riesce a farci sentire, nonostante tutto, a casa! Altro messaggio che ho recepito e fatto mio: grazie Elisabetta Fioritti!

Stelle: 4⭐️⭐️⭐️⭐️

LA MOGLIE DI SHANGHAI DI JEAN MORAN

Ecco Anna Maria.

Titolo: La moglie di Shanghai.

Autrice: Jean Moran.

Genere: Narrativa – Romanzo storico.

Pagine: 360.

Editore: Newton Compton Editori, 4 febbraio 2021.

Formati disponibili Kindle 1,99€

Cartaceo copertina rigida 11,40€ – copertina flessibile 12,90€.

Trama:

https://www.amazon.it/moglie-Shanghai-Jean-Moran-ebook/dp/B08T1JV6CR/ref=mp_s_a_1_1?dchild=1&keywords=jean+moran&qid=1613855465&sprefix=jean+mo&sr=8-1

Una scelta può cambiare per sempre il corso di una vita? 1941. Durante un’afosa serata nel quartiere di Kowloon, uno dei distretti più caratteristici della colonia di Hong Kong, la dottoressa Rowena Rossiter è in cerca di un po’ di svago dopo il duro lavoro. Ancora non sa che il suo mondo è sull’orlo del collasso. Quella sera, Rowena incontrerà due uomini che si batteranno per il suo cuore negli anni seguenti. Connor O’Connor, un soldato irlandese ribelle, che la corteggia con determinazione e piglio canzonatorio e Kim Pheloung. Immensamente ricco, Kim è l’uomo più bello che Rowena abbia mai visto, e anche il più spietato, con un sinistro bisogno di possesso e controllo. Nei suoi occhi c’è qualcosa di magnetico e Rowena sa che lasciarlo avvicinare troppo potrebbe rivelarsi molto pericoloso. Nel frattempo avviene il disastro: i giapponesi attaccano Hong Kong e il mondo diventa un inferno pieno di orrore. Si possono amare due uomini allo stesso momento? Una storia romantica e struggente, tra le esplosioni della guerra e quelle del cuore. “Un libro intenso, commovente, indimenticabile. I personaggi sono ritratti magnificamente e le atmosfere rimangono impresse nella memoria”. “Non avevo mai letto niente del genere, è stata un’esperienza unica. Preparate i fazzoletti, perché è impossibile non commuoversi!” “Un romanzo che riesce a farti viaggiare senza mai alzarti dalla poltrona”.

Giudizio:

L’Amore riesce a fare capolino anche in luoghi in cui regna disperazione, dolore e morte. L’Amore, nelle sue diverse espressioni, diventa come una boa a cui aggrapparsi per trovare un barlume di speranza e di luce quando tutto intorno è invece buio! Jean Moran ha ambientato la storia della sua coraggiosa protagonista, in una Hong Kong dilaniata dagli orrori e atrocità della guerra. Rowena Rossiter è una giovane dottoressa, una mosca bianca in un mondo completamente dominato dagli uomini. Uno spirito ribelle ed indomito che dimostrerà tutta la sua forza e caparbietà nonostante la sorte avversa tenterà in più occasioni di sottometterla, di colpirla in modo abietto e atroce, di soggiogarla al proprio volere. Una donna straniera bellissima e intelligente che diventa o il pensiero più dolce a cui aggrapparsi nei momenti più difficili o l’ossessione più diabolica da soddisfare. Questo è la dottoressa Rossiter nella mente di due uomini, completamente diversi, entrati per puro caso nella sua vita, nello stesso giorno e nel medesimo luogo: il Connor’s Bar. Connor O’Connor è uno dei proprietari del bar, nonché un soldato di origine irlandese, che ama suonare il violino, un ricordo di famiglia, accompagnando le dolci note con la sua voce calda e sensuale. “L’irlandese la guardava come se la guerra stesse avvenendo dentro di lui”. Nonostante il loro primo incontro non sia partito col piede giusto, in ogni caso, in entrambi si è smosso qualcosa nel profondo e si crea un legame che continuerà ad unirli anche quando le vicissitudini della guerra separeranno le loro strade. “Star of the County Down” sarà la loro canzone, il dolce ricordo che entrambi rammenteranno come un barlume di speranza! Ma Connor non è il solo ad aver fatto breccia nel cuore di Rowena; un altro uomo è rimasto affascinato da quella splendida occidentale: Kim Pheloung, un ricco commerciante di seta ma anche un potente trafficante di oppio. “Era di una bellezza mozzafiato, ma con una patina pericolosa. Come un serpente, una bellissima creatura al tempo stesso seducente e letale”. Se Connor si insinua dolcemente nel suo cuore, Kim, invece, esercita su di lei un forte potere di attrazione: ammaliante ma pericoloso. Quando Kim Pheloung vuole qualcosa, la ottiene a qualsiasi costo e quella splendida dottoressa diventa la sua sfida più interessante: plasmare una mente intelligente e ribelle, come quella di Rowena, trasformandola in ciò che lui desidera. Ecco cosa tenta di fare Kim facendo leva sulla vulnerabilità e debolezza psicologica quando questa è seriamente provata dagli orrori della guerra e della prigionia. Due uomini svolgono dunque ruoli diversi nella vita di Rowena ed essa si affiderà ad entrambi per motivi e in situazioni differenti. Quale di essi occuperà davvero un posto nel suo cuore? La moglie di Shanghai non è affatto una lettura facile, in quanto, pur parlando di amore, Jean Moran non si risparmia nel narrare in modo crudo e veritiero quanto accadeva non solo sui campi di battaglia, ma soprattutto nei campi di concentramento giapponesi. Orrori, soprusi, stupri, privazioni indicibili. Non vi è nulla di umano in quei luoghi di dolore e morte! Nulla viene smorzato o addolcito ma, al contrario, viene barbaramente descritto proprio con l’intento di schiaffeggiare il lettore e catapultarlo in quell’ orrore. Non mancheranno le lacrime di commozione come anche le emozioni forti! Una lettura assolutamente toccante da non perdere!

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️