CON IL VENTO A FAVORE DI ROBERTA CAPRIGLIONE

Ed eccoci con Anna Maria, cosa ci racconterà oggi?

Titolo: Con il vento a favore.

Autrice: Roberta Capriglione.

Genere: Narrativa contemporanea.

Pagine: 225.

Edito: Capponi Editore, 7 marzo 2018.

Formati disponibili: cartaceo copertina flessibile 15,00€.

Trama:

https://www.amazon.it/vento-favore-Roberta-Capriglione/dp/8897066372/ref=mp_s_a_1_1?dchild=1&keywords=con+il+vento+a+favore&qid=1595533585&quartzVehicle=121-1543&replacementKeywords=con+il+a+favore&sprefix=con+il+vento+a+&sr=8-1

Olivia è una ragazza come tante, ha un lavoro che non la soddisfa completamente, un compagno stabile con il quale vive un rapporto privo di passione e una vita che ha sempre immaginato e alla quale si è assuefatta senza rimpianti. Molto presto però la ragazza si troverà a fare i conti con una serie di eventi che ne scuoteranno profondamente l’ esistenza. I castelli di sabbia inizieranno piano a sgretolarsi , mettendo la donna di fronte a una nuova consapevolezza : nella vita non sempre tutto va come avremmo voluto. Olivia è una donna forte e risoluta e non impiegherà molto tempo a comprendere che il punto di partenza è solo uno: se stessa. E sarà proprio quello il principio della sua rinascita.

Giudizio:

Ho avuto la fortuna di vincere questo romanzo ad un giveaway e, una volta avuto tra le mani, sono rimasta stregata dalla cover e ho deciso di immergermi immediatamente nella lettura. L’ho divorato in una sola giornata! Mi ha davvero provocato tante emozioni contrastanti ma intense. Ho inizialmente avuto un rapporto alquanto burrascoso con la sua protagonista: la metodica e razionale Olivia Ronchi, una giovane donna, ormai assuefatta dalla sua quotidianità fatta da un noioso lavoro d’ufficio e da un rapporto sentimentale quindicennale, privo di emozioni. Ma cosa accadrà quando il destino decide di scombussolare la sua routine confortevole? ” Il mondo ormai è diventato un grandissimo orologio dalla forma irregolare ed io sono la lancetta delle ore , mi muovo piano, aspettando che arrivi la lancetta dei minuti per farmi fare un piccolo balzo in avanti”. Ecco come si sente Olivia, quando il suo mondo , in apparenza perfetto, inizia a crollare mandando in frantumi quelle che erano prima le sue inossidabili certezze: un lavoro non soddisfacente ma sicuro e un rapporto amoroso non travolgente ma stabile. Se prima il suo mondo girava vorticosamente e lei si sentiva come una impazzita lancetta dei secondi ; ora , venendo meno i suoi punti di riferimento, si sente persa e disorientata. Rabbia. Delusione. Frustrazione. Smarrimento. Queste sono le prime sensazioni di Olivia,. inizialmente incapace di reagire a quanto le sta accadendo e preferendo abbandonarsi all’autocommiserazione e alla totale apatia. È stato il momento in cui l’ho più “odiata” , ero tentata di andare da lei e scuoterla dal torpore in cui era sprofondata ma poi… L’incontro con un uomo misterioso e la consegna di un libro rilegato in pelle con le pagine bianche saranno la molla , il giusto motivo per ridestarsi e guardare la vita da un’altra prospettiva, non necessariamente negativa e totalmente catastrofica. “Ma dopo un punto c’è sempre un nuovo inizio, e il mio partirà dalle pagine bianche di un libro”. Inizia così la fase del riscatto, il momento in cui Olivia prende consapevolezza di quanto la sua vita precedente fosse basata su fondamenta fragili e di quanto , in fondo, avesse bisogno di un cambiamento , ma la paura , da sempre cattiva consigliera, le aveva impedito di prenderne atto. Spesso il cambiamento , qualunque esso sia, fa paura e perciò si preferisce restare ancorati alle nostre abitudini, alle nostre solide certezze. Preferiamo accontentarci e rassegnarci piuttosto che inseguire i nostri sogni e soddisfare le nostre esigenze. Preferiamo, a volte, dinanzi ai problemi, affrontarli a muso duro, mentre sarebbe meglio chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dagli eventi e farsi guidare dal vento a favore. Questo imparerà la nostra Olivia! Questo le insegna quell’uomo misterioso che, con il suo modo di fare d’altri tempi, le fa comprendere come non serve avere fretta; come sia bello farsi travolgere dalle emozioni, anche quelle che possono apparire le più folli ed insensate, come ad esempio instaurare con un perfetto sconosciuto una romantica e forse fuori moda corrispondenza, riempendo le pagine vuote di un libro. E bearsi di quella “normosurrealtà” che pian piano viene a crearsi tra due anime destinate da tempo a incontrarsi. “Tra migliaia di occhi il cuore ne sceglie solo due…” In fondo non è questo che fa l’Amore? Con il vento a favore è un romanzo pregno di emozioni, descritte in modo perfetto, senza tanti fronzoli. È una lettura scorrevole! Ci sono momenti in cui si soffre, ci si arrabbia, ci si emoziona e si riflette anche sul vero senso della vita. È dunque la descrizione sensibile e accurata della caduta rovinosa e della rinascita ad una nuova vita e a tutte le sorprese che questa ha in serbo per la nuova Olivia! Ora tocca a voi scoprirle!

Stelle: 5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

LO SCRITTORE SOLITARIO DI NICOLA IANUALE

Ed eccoci con Anna Maria Bisceglie che ci parlerà di uno scrittore nuovo per noi😍

Titolo: Lo scrittore solitario: La nostra vita è il più grande romanzo che ognuno di noi possa scrivere.

Autore: Nicola Ianuale.

Genere: Narrativa.

Pagine: 151.

Edito: Independently published, 29 dicembre 2019.

Formati disponibili: Kindle 0,99€

Copertina flessibile 10,00€.

Trama:

https://www.amazon.it/Lo-scrittore-solitario-romanzo-scrivere-ebook/dp/B0838NHJYR/ref=mp_s_a_1_1?dchild=1&keywords=lo+scrittore+solitario&qid=1593631344&sprefix=lo+scritto&sr=8-1

Lo scrittore solitario è la storia di Daniele Serpico, detto “Dan” , diciassettenne malato d’ apatia, e William Esposito, talentuoso scrittore emergente, le cui esperienze sono legate da un fil rouge più forte di quanto essi immaginano. Il primo incontra il secondo in una fase nichilista della sua vita, in cui la consapevolezza dell’incoerenza e della falsità che lo circondano, lo hanno reso insensibile e privo di qualsiasi vitalità. Arrancando nella tediante routine quotidiana, Dan fa la conoscenza di William prima sugli scaffali di una libreria, acquistando quello che la critica ha definito il romanzo del nuovo Fitzgerald, e poi nella via del Passo Vecchio , la strada in cui abita , carica di esoterici fascini celati. Muovendosi in un’atmosfera pirandelliana dal retrogusto kafkiano, le vite di William e Dan navigano in parallelo su acque all’apparenza cristalline ma, in realtà, torbide, scortate da un caleidoscopico carosello di personaggi secondari ambigui, saccenti e contraddittori. Scavando a fondo nell’eterno dualismo tra vincenti e perdenti, William percorrerà la via della perseveranza , inseguendo un antico obiettivo, e Dan andrà alla ricerca dei pezzi mancanti per ricomporre l’ enorme e metaforico mosaico della criptica vita di William, chiave di volta per comprendere meglio sé stesso.

Giudizio:

Nicola Ianuale fa una spietata critica della società attuale, ormai totalmente lacerata da mali subdoli e pericolosi, quali l’ipocrisia, l’incoerenza, l’apparenza a discapito della qualità e veridicità dell’essere. In questo romanzo si respira il profumo delle idee dei più grandi autori classici, come Fitzgerald, Wilde, Hemingway, Pirandello; idee che tornano ad essere attuali , nonostante il tempo trascorso. Perché il malessere dell’uomo che ha da sempre affascinato e tormentato molti scrittori del passato, continua ad essere lo stesso che turba l’uomo contemporaneo. Torna in questo romanzo il concetto pirandelliano della maschera da noi indossata per celare agli altri chi siamo veramente. Torna il concetto delle molteplici personalità racchiuse nello stesso io, frutto distorto della nostra immagine riflessa, quella che gli altri vedono, privandoci pian piano della nostra vera e sola identità. Torna il malessere di quelle anime sensibili che non riescono a sentirsi parte integrante della società, in quanto dominata da falsi miti, distanti anni luce dal loro intelletto. ” La maschera della società cadrà in mille pezzi, si sgretolerà e ognuno di noi sarà finalmente visto per come è realmente”. Questo è l’obiettivo che anima i due protagonisti di questo romanzo: due scrittori, due perdenti per gli stereotipi della società, ma con due grandi anime. Daniele Serpico, o più semplicemente Dan, e è un ragazzo sensibile che si sente “diverso” , per nulla appartenente alla sua generazione, da lui reputata priva di ideali, di ambizioni e “infiacchita” dal progresso tecnologico. La lettura dei grandi classici e la passione per la scrittura sono le sole vie di fuga da una realtà che, per i suoi standard, non perde occasione per farlo sentire un emerito e solitario perdente in una giungla di vincenti. L’ amara consapevolezza di non essere vincitore , di non possedere le armi per non essere più visto come un perdente agli occhi, almeno, di chi si ama, lo fa piombare in una totale apatia. Diventa un ” nichilista malato di apatia che con cinismo vedeva il mondo come una patetica farsa”. Ma la lettura di un romanzo che stava riscuotendo un grande successo di critica : Il Poeta d’altri tempi e il successivo e casuale incontro col suo scrittore , definito il nuovo Fitzgerald: William Esposito, darà una svolta inaspettata e illuminante alla vita di Dan. La conoscenza tra questi due giovani, tra due anime che pian piano si rivelano sempre più affini, sarà determinante per entrambi. Ben presto il ragazzo che sogna di diventare uno scrittore e colui che invece quel sogno l’ha trasformato in un obiettivo concreto scoprono dei parallelismi impressionanti sulle loro esperienze e sulle loro delusioni amorose. ” Ogni storia, Dan, inizia e finisce, sempre, con un perdente, una donna e un vincente. Questa sequenza è una legge immutabile della natura”. Se Dan s’ illude con sofferenza di accettare di non poter essere amato in quanto perdente; William invece, vuole, con perseveranza, ribaltare la situazione e dare la possibilità al perdente di vestire i panni di un vincente. Riuscirà William a portare a termine il suo obiettivo? Ma a quale prezzo? E l’amicizia con William Esposito quali ripercussioni avrà sulla vita di Dan? Saprà destarlo dalla sua apatia? Sapranno questi due perdenti agli occhi della società dimostrarsi comunque dei vincenti senza rinnegare sé stessi? Una trama complessa e un linguaggio forbito e diretto rendono inizialmente questa lettura non facile, in quanto non rientra nei soliti cliché a cui siamo abituati; ma poi, la storia di Dan e Will ti entra dentro, ti avvince come un guanto e giungi al termine con la convinzione certa che ” La nostra vita è il più grande romanzo che ognuno di noi possa scrivere”.



Stelle: 5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

POI QUANDO TORNO MI METTO A LAVORARE DI MANUELA DEL COCO

E per augurarci buon week end ecco Anna Maria Bisceglie.

Titolo: Poi quando torno mi metto a lavorare. Autrice: Manuela Del Coco.

Genere: Narrativa.

Pagine: 230.

Edito: Esperidi, maggio 2019.

Formato disponibile: Cartaceo copertina flessibile 13,00€.

Trama:

https://www.amazon.it/Poi-quando-torno-metto-lavorare/dp/8855340018/ref=mp_s_a_1_2?dchild=1&keywords=manuela+del+coco&qid=1592751300&sr=8-2

Poi quando torno mi metto a lavorare di Manuela Del Coco. Il cambiamento epocale degli anni’ 80 era appena iniziato e Lecce sembrava una città pronta , curiosa, assetata di novità. Sicuramente lo era la nuova generazione che, molto prima dei social e di internet, viveva la città come il punto di partenza e di arrivo della propria esperienza di crescita. Davide, bello, ricco, viziato ed inquieto, ha fatto del centro di Lecce la sua seconda casa, ed insieme ai suoi amici vive senza freni i suoi vent’anni. Come molti suoi coetanei, “inciampa” nell’ eroina, più o meno consapevolmente, e quello che sembra all’inizio un ineguagliabile parco divertimenti si rivela una gabbia da cui risulta impossibile fuggire. Al suo fianco Fabrizio, Martina e Luca , con storie molto diverse ma accomunate dallo stesso dramma interiore, si ritrovano impreparati ed incapaci di cogliere gli aiuti che le loro famiglie attonite provano a offrire loro, tentando di sostenersi come possono, fino al momento in cui, per qualcuno di loro, arriva una svolta. Nonostante tutto, ognuno si ritrova da solo, consapevole della propria forza, o della propria debolezza.

Giudizio:

” Poi quando torno mi metto a lavorare” non è solo il titolo , ma anche la frase che sentiremo pronunciare da alcuni dei personaggi di questo romanzo, una sorta di promessa che fanno a sé stessi per illudersi di potere, in qualsiasi momento, tornare alla normalità. Una illusoria promessa pronunciata da alcuni ragazzi ” perbene” , convinti di essere gli unici padroni del proprio destino, un destino che invece sta sfuggendo loro di mano. Davide, Fabrizio, Martina, Paoletto e Luca sono questi i giovani ventenni di cui la scrittrice ha deciso di raccontare la storia senza fare sconti, ma scavando in modo spietato nella loro anima, in apparenza sfrontata e trasgressiva, ma in realtà fragile e disorientata. Manuela Del Coco ambienta la sua storia nei ruggenti anni’ 80 ,in una splendida Lecce che diventa testimone silenziosa e inconsapevole del dramma esistenziale di Davide, il protagonista, dei suoi amici e del loro lento sprofondare in un tunnel buio e senza via d’uscita. Davide e il suo gruppo hanno un solo scopo nella vita: trasgredire ed esibire la loro originalità rispetto a tutto e tutti! E quale modo migliore per trasgredire se non quello di provare lo “sballo” che può dare la droga? ” Ci si bucava per curiosità, per noia, per tristezza, per moda, per eccesso di paura o di coraggio e per mille altri motivi, ma per nessuna vera ragione”. Qualunque sia il motivo, qualunque sia la scusa scelta, questa porta comunque ad un’unica direzione, quella della dipendenza per una polvere bianca, in apparenza innocua ed inebriante, ma che, dopo , si rivela insidiosa, invadente, fatale! Una dipendenza da cui si può pensare ingenuamente di rompere ogni legame in qualsiasi momento ma, per riaprire quel lucchetto che li tiene legati a sé, la chiave si chiama solo volontà. Occorre avere il coraggio di guardarsi allo specchio e riconoscere di non distinguere più la propria immagine riflessa, ma solo quella di un guscio senza anima. La droga è così, regala un effimero ed illusorio attimo di fuga dalla realtà ma poi, pian piano, insinuandosi nella mente come un’ossessione costante e un bisogno irrinunciabile, finisce per privare la sua preda di ogni cosa, dei suoi sogni, delle poche certezze, della vita stessa. Ed è proprio il doloroso e autodistruttivo declino di Davide, il giovane protagonista di questo romanzo, che la scrittrice ci racconta e attraverso la sua storia, costellata di alti e bassi, di cadute rovinose e rialzate faticose, ci spinge a riflettere su quanto sia facile perdersi senza un motivo e senza un perché evidente. Davide ha solo vent’anni, un futuro roseo che lo attende, una famiglia sempre disponibile ad assecondare i suoi capricci e forse a chiudere troppe volte gli occhi, un gruppo di amici pronti a seguirlo in ogni sua avventura. Una vita dunque perfetta? In realtà il nostro Davide sembra non essere mai soddisfatto, sembra sempre alla ricerca di una nuova sfida da superare, per dimostrare agli altri , ma anche a sé stesso di essere davvero un leader! Solo due cose riescono ad acquietare il vuoto e l’inquietudine della sua anima: la musica del suo idolo David Bowie e la sua inseparabile compagna: la droga. Il Duca Bianco rappresenta il modello da seguire e in cui rispecchiarsi: ” Bowie rappresentava tutto ciò che Davide avrebbe voluto essere: creativo, elegante, poliedrico, ricco, coraggioso, ammirato, fuori dagli schemi”. E lui , in fondo, si sente così: è il Re di Lecce, ammirato, trasgressivo, alla moda, e anche lui , come Bowie, con una vita fuori dagli schemi! E la polvere bianca è l’arma che gli consente di essere tutto questo! Ma sarà anche l’arma che lo porterà a sprofondare in una voragine dolorosa e solitaria. Spietata l’analisi che l’autrice fa della gioventù dell’epoca , priva di punti di riferimento e di progetti per il futuro. Duro e sottile il suo disappunto verso il ruolo svolto dalla “famiglia” , spesso troppo accondiscendente e volutamente cieca della realtà che la circonda. A volte si preferisce voltare lo sguardo per non prendere coscienza dei propri errori ma, prima o poi, la vita chiede il conto e questo, spesso, è doloroso da accettare. Non è stata una lettura facile visto l’ argomento trattato. Mi sono spesso soffermata a pensare perché il malessere di Davide continua ancora oggi, a distanza di 40 anni, ad affliggere i giovani. Resta nell’aria, sospeso, un grande PERCHÉ! La vita continua purtroppo a fare così paura tanto da volerla continuamente sfidare, metterla alla prova , invece che provare a viverla semplicemente!

Stelle: 4 ⭐️⭐️⭐️⭐️

LA DONNA DAL KIMONO BIANCO DI ANA JOHNS

Ed eccoci con la compagnia di Anna Maria Bisceglie.

Titolo: La donna del Kimono bianco.

Autrice: Ana Johns.

Genere: Narrativa.

Pagine: 352.

Edito: Tre60, 9 gennaio 2020.

Formati disponibili: Kindle 3,99€

cartaceo copertina flessibile 15,20€.

Trama:

https://www.amazon.it/donna-dal-kimono-bianco-ebook/dp/B081B62NSF/ref=mp_s_a_1_1?dchild=1&keywords=la+donna+dal+kimono+bianco&qid=1590685655&sprefix=la+donna+&sr=8-1

Un romanzo così bello, intenso e vivo sul Giappone non si vedeva dai tempi di Memorie di una Geisha. Giappone 1957. Il matrimonio combinato della diciassettenne Naoko Nakamura con il figlio del socio di suo padre garantirebbe alla ragazza una posizione sociale di prestigio. Naoko, però, si è innamorata dell’uomo sbagliato: è un marinaio americano, quello che in Giappone viene definito un gaijin , uno straniero. Quando la ragazza scopre di essere incinta , la comprensione e l’affetto che sperava di trovare nei genitori si rivelano soltanto un’illusione. Ripudiata da chi dovrebbe starle vicino, Naoko sarà costretta a compiere scelte inimmaginabili per qualsiasi donna ma soprattutto per una madre. Stati Uniti, oggi. Tori Kovac è una giornalista . Mentre si prende cura del padre, anziano e gravemente malato, trova una lettera che getta una luce sconvolgente sul passato della sua famiglia. Alla morte del padre, decisa a scoprire la verità, Tori intraprende un viaggio che la porta dall’altra parte del mondo, in un villaggio sulla costa giapponese. In quel luogo così remoto sarà costretta a fronteggiare i demoni del suo passato, ma anche a riscoprire le proprie radici…..

Giudizio:

Un’antica leggenda giapponese racconta che: ” Il cielo lega un cordino rosso intorno al mignolo di coloro che sono destinati a stare insieme. È un filo invisibile che collega tutti quelli che si incontrano per volere del fato, a prescindere dal tempo, dal ruolo o dalle circostanze. Il filo può tendersi o attorcigliarsi ma non si romperà mai”. In questa meravigliosa leggenda è racchiusa, a mio avviso, la struggente storia di un amore, nato in Giappone negli anni 50, un amore proibito, sfortunato ma allo stesso tempo potente e invincibile. È il filo che ha legato indissolubilmente due anime, quella di Naoko e Hajime: una giovane ragazza giapponese e un marinaio americano. Un filo che i pregiudizi e le convinzioni degli uomini hanno cercato di spezzare; il tempo ha tentato di fare cadere nell’ oblio, mentre il cuore ha custodito gelosamente! Ed è proprio questo filo rosso che, a distanza di anni, cerca di sbrogliare e far tornare alla luce, Tori, una giornalista americana, la quale, dopo la morte del suo caro padre, si ritrova tra le mani una lettera inviata in Giappone ma tornata al mittente e una foto che ritrae una bellissima donna con un kimono bianco: il shiromuku, l’abito da sposa giapponese! Un kimono bianco, custode di una storia preziosa e di un dolcissimo atto di amore! Sulla scia dei ricordi delle meravigliose storie che le era solito raccontare suo padre, Tori decide di intraprendere un viaggio alla volta del Giappone per ripercorrere i passi di un passato interrotto e cercare di trovare risposte ai suoi perché. ” PER CAPIRE QUALE DIREZIONE PRENDERE DEVI CONOSCERE SIA LE TUE RADICI SIA LE TUE POTENZIALITÀ”. In questa frase vi è il senso del viaggio di Tori! Tanti i punti di forza di questo romanzo! In primis è ambientato in Giappone ed io sono affascinata dalla loro cultura ricca di saggezza ed equilibrio ma, in questo romanzo, la scrittrice non si limita a narrare di poetiche leggende ma ci svela un’altra faccia, quella più dura e dolorosa. Descrive in modo accurato come, in quegli anni, in Giappone, era assolutamente inconcepibile immaginare un amore tra una giapponese e un gaijin, cioè uno straniero e di come le eventuali conseguenze di questi legami fossero concepiti come abomini di cui liberarsi con qualsiasi mezzo. La narrazione si alterna dolcemente tra passato e presente, passando, senza brusche interruzioni, dalla ricca cultura del Giappone degli anni Cinquanta alle linee dure e nitide del presente. Passato e presente sembrano inseguirsi per poi ricongiungersi in un epilogo doloroso ma assolutamente necessario in modo da consentire a tutti i personaggi di questa meravigliosa lettura di trovare in qualche modo la pace. Quel filo rosso che l’uomo aveva provato a spezzare riuscirà in qualche modo a ricongiungersi con l’altro suo capo che era lì, sempre lì, ad attenderlo. E Tori col suo viaggio consentirà ad un “Uccellino” di spiccare il volo! Drammatica, commovente, struggente lettura!

Stelle: 5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

DELICATO DI PAOLO BIAGIOLI

Iniziamo il week end con Anna Maria Bisceglie

Titolo: Dedicato.

Autore: Paolo Biagioli.

Genere: narrativa epistolare.

Pagine: 31.

Edito: Self Publishing, 12 marzo 2020.

Formati disponibili:Kindle 1,99€

Kindle Unlimited 0,00€.

Trama:

https://www.amazon.it/Dedicato-Paolo-Biagioli-ebook/dp/B085W7SD24/ref=mp_s_a_1_fkmr0_1?dchild=1&keywords=delicato+paolo+biagioli&qid=1588349809&sr=8-1-fkmr0

Dedicato raccoglie le lettere d’amore più belle , quelle più intense, travolgenti e appassionate, scritte dall’autore alla ragazza di cui è da sempre innamorato. Dedicato ripercorre , attraverso queste lettere, gli anni di scuola che vanno dal loro primo incontro fino al giorno dell’addio, quando le loro strade si dovranno, purtroppo, separare. Un viaggio bellissimo e commovente, a tratti persino struggente, che fa di Dedicato la cornice perfetta per una meravigliosa dichiarazione d’ amore.

Giudizio:

Intenso, struggente ed emozionante. Questi gli aggettivi che mi sono venuti in mente al termine della lettura. 30 pagine in cui traspare l’intensità e la potenza del sentimento che fa vibrare il cuore dell’autore di queste bellissime lettere di amore. “… carta e penna mi avevano sempre permesso di sentirla vicina, anche quando lei era lontana, e con l’inchiostro nelle vene fino al cuore, scrissi per lei le pagine più belle”. Così Paolo spiega il perché ha deciso di affidare alla carta i suoi struggimenti più intimi per la sua ” Piccola Stella” , la sua compagna di classe, la ragazza che inconsapevolmente gli ha rubato il cuore, diventando il centro del suo mondo. In ogni rigo, dietro ogni parola, sono racchiusi pensieri, desideri, fantasie di un ragazzo che, per timidezza, preferisce guardare la sua musa; scrutare ogni suo piccolo stato d’animo; godere di ogni sua emozione; soffrire per ogni suo dolore , ma da lontano. Preferisce trasferire in delle lettere le sue emozioni piuttosto che esternarle a voce. Paura? Vergogna? Timidezza? Perché non rischiare e non rivelare l’intensità del suo amore? Perché non consegnare quelle lettere, custodi preziose di dolcissimi pensieri? Chissà cosa sarebbe accaduto se il nostro Paolo avesse deciso di consegnarle, di rendere partecipe la sua amata di quanto, in quegli anni di vicinanza e complicità platonica, lui avesse fantastico su un loro possibile futuro; su come l’avesse così idealizzata da vederla in ogni piccola o grande cosa. ” Eri dappertutto…eri nell’erba, dentro alle foglie, nei sospiri del vento, e nei colori del tramonto”.

Forse avrebbe capito, avrebbe apprezzato, avrebbe magari corrisposto tale sentimento, rimasto imprigionato in dei fogli ingialliti dal tempo. Forse… chissà…Ma a pensarci più attentamente, a rendere unico e prezioso questo dialogo interiore tra Paolo e la sua bellissima Stella, sta proprio nel fatto che quelle lettere, mai consegnate, continuano , a distanza di tempo, ad essere ancora vive, a sprigionare la loro bellezza senza correre il rischio di svanire come una fragile bolla di sapone. Restano immutate ed eterne come il sentimento di quel ragazzo, un dolcissimo sognatore, un attento esaminatore dell’anima, un estroso pittore del variopinto mondo dei sentimenti. Cosa dire? Io, chiudendo gli occhi, avrei voluto sentirmi sussurrare ogni singola parola scritta su quei fogli, avrei goduto nel sapere di essere il costante e dolce pensiero nella vita di qualcun altro….avrei voluto essere chiamata anch’io, piccola e bellissima Stella!

Stelle: 4⭐️⭐️⭐️⭐️

ISOLATI DI IRIS BONETTI

Ed ecco Anna Maria Bisceglie!! Cosa ci racconterà oggi?

Titolo: Isolati.

Autrice: Iris Bonetti.

Genere: Narrativa.

Pagine: 420.

Edito: Self Publishing, 20 dicembre 2019.

Formati disponibili: Kindle 3,20€

Kindle Unlimited 0,00€

cartaceo copertina flessibile 16,64€.

Trama:

https://www.amazon.it/Isolati-Iris-Bonetti-ebook/dp/B082Z4CDJN/ref=mp_s_a_1_2?dchild=1&keywords=isolati&qid=1588167425&sr=8-2

5 uomini e una donna, uno scrittore irlandese, un chirurgo francese, uno studente spagnolo, un poliziotto canadese, un narcotrafficante messicano e un’aspirante attrice americana si trovano su un aereo diretto in Indonesia , che fatalmente precipita nel mezzo dell’ Oceano Indiano. Naufragano sulle spiagge di un’isola sconosciuta dove, andando alla ricerca dei superstiti, si incontrano. Da quel momento lottano per sopravvivere affidandosi unicamente alle loro forze. Emergono le loro capacità, debolezze e istinti, insieme al vissuto che ognuno di loro porta dentro e che condiziona le loro azioni , fino a offuscare il confine tra il bene e il male. Avril, unica donna, costretta a subire queste dinamiche decide di fuggire , scoprendo così che non sono soli : una tribù di selvaggi compie dei macabri rituali nella giungla. La spiaggia non è più un luogo sicuro e sono quindi costretti a cercarne un altro, addentrandosi nella foresta e affrontando innumerevoli insidie. Tuttavia non sanno che l’isola nasconde ben altro. Demoni oscuri, i maduk, narrati nelle melopee degli indigeni, vivono nelle viscere di questa terra. Un mistero cupo e minaccioso che giunge dal passato e che cala inatteso su tutti loro. Orrore e coraggio, vita e morte, si mescolano con l’amore e la passione , sentimenti che man mano coinvolgeranno i protagonisti in un intenso rapporto che li lega fini alla fine. Un romanzo appassionante dall’inizio all’ epilogo, che pagina dopo pagina sedurrà il lettore.

Giudizio:

” Isolati” , il titolo di questo romanzo ha esercitato su di me un forte richiamo forse, anzi sicuramente condizionata dalla particolare situazione che stiamo vivendo. Quello descritto da Iris Bonetti, nel suo romanzo, è certamente un isolamento diverso dal nostro, all’interno delle mura domestiche. È un isolamento dalla civiltà, dai suoi agi e anche dai suoi problemi. Un isolamento che si trovano costretti a subire 6 perfetti sconosciuti, 6 personaggi differenti, 6 esistenze alla ricerca della loro vera identità, che, per uno strano scherzo del destino, diventano tutti naufraghi su un’isola apparentemente deserta. Quel maledetto 27 dicembre il volo 962 della Quatar Airlines, diretto a Bali in Indonesia, si inabissa nelle acque dell’Oceano Indiano, stravolgendo drasticamente la vita di questi 6 “fortunati” sopravvissuti: uno scrittore, un’aspirante attrice, uno studente, un cardiochirurgo, un narcotrafficante e un poliziotto. ” Ognuno di loro aveva un sogno, lontano da quell’ isolato lembo di terra, che lo teneva intrappolato nel mezzo di un mare all’apparenza senza confini”. Ryan, Avril, Maurice, Ramon, Javier e Matt non si sono scelti, ma il destino ha deciso per loro, facendoli diventare compagni di un’avventura incredibile che insegnerà loro le dure e spietate regole della sopravvivenza in un luogo selvaggio, inospitale e ricco di insidie. ” L’isola parlava attraverso le sue forme e le sue creature” …e loro dovranno imparare ad assecondarla, a rispettarla e ad adeguarsi ad essa. Ognuno di loro aveva scelto Bal, come meta del viaggio, per un motivo differente ma per tutti essenziale: una possibilità di svolta, un’occasione per cambiare le loro vite, in quel momento, allo sbando. La convivenza forzata permetterà loro di compiere un viaggio all’interno di loro stessi, scoprendo una forza e un coraggio mai sperimentato; ma soprattutto imparando che, a volte, occorre scendere a dei compromessi con se stessi e con i propri principi, se si vuole sopravvivere. 5 donne e una donna! ” Quando avrebbe resistito la ragione sull’istinto? Quanto gli altri compagni di avventura avrebbero soffocato i propri impulsi per salvaguardare le sue libere scelte?” Avril sarà la prima fra i naufraghi che imparerà sulla propria pelle questa spietata lezione. L’istinto irrazionale ma naturale e primordiale avrà sempre il sopravvento sulla ragione e sul buon senso. Ma sarà solo spirito di autoconservazione? O nascerà anche altro? Quell’ isola, pian piano, farà emergere in ognuno di loro un qualcosa che essi tenevano nascosti nel profondo del loro essere e che ignoravano di possedere. Nawataee , l’isola selvaggia, cambierà irrimediabilmente la vita di tutti i 6 naufraghi. Una storia ricca di suspense e colpi di scena dove il reale si fonde con il surreale diventando una cosa sola. Una lettura corposa per le sue quasi 500 pagine ma avvincente. Ho apprezzato la scelta della scrittrice di iniziare e terminare il romanzo con un capitolo dedicato ai singoli protagonista. Questo consente al lettore di prendere confidenza con ognuno di essi. Conoscere il loro vissuto, il loro dolore e i loro sogni, permette poi di apprezzare , durante la lettura, il loro adattarsi alla nuova realtà, il loro reagire alle difficoltà e la loro maturazione finale. Vi lascio con una citazione estrapolata dallo stesso romanzo che, secondo me, ne racchiude il senso di questa storia e di ognuno dei suoi “ISOLATI”: ” La vita è come un naufragio, ma non bisogna dimenticare di cantare nelle scialuppe di salvataggio”. ( Voltare)

Stelle: 4 ⭐️⭐️⭐️⭐️

LA FELICITÀ DEI GIORNI PERDUTI DI NIKOLETTA KISS

Eccoci con Anna Maria Bisceglie che ci parlerà di un romanzo.

Titolo: La felicità dei giorni perduti.

Autrice: Nikoletta Kiss.

Genere: narrativa rosa.

Pagine: 464.

Edito: Giunti, 18 marzo 2020.

Formati disponibili: Kindle 9,99€

cartaceo copertina flessibile 16,04€.

Trama:

https://www.amazon.it/felicità-dei-giorni-perduti-ebook/dp/B085P1WJFH/ref=mp_s_a_1_1?dchild=1&keywords=la+felicita+dei+giorni+perduti&qid=1587132898&sr=8-1

Inizia un viaggio a ritroso che la porterà prima nella romantica Vienna, poi nell’affascinante Budapest degli anni 50, sulle orme di un amore impossibile e di un segreto mai svelato. Budapest 1949: in un fumoso caffè, il giovane pittore István vede per la prima volta la bellissima Rebeka,seduta da sola a un tavolo con in mano una sigaretta, e rimane folgorato da quella bocca sensuale e quegli occhi fieri. Impossibile resistere alla tentazione di prendere foglio e matita e farle subito un ritratto. È l’inizio di una storia d’amore travolgente quanto contrastata, passionale e piena di ostacoli, tra l’impetuosa Rebeka, di famiglia altolocata, che coltiva il sogno di diventare attrice, e lo squattrinato studente di pittura István, insofferente alle regole del regime comunista. Soprattutto quando la famiglia di Rebeka cade in disgrazia, e la ragazza si troverà divisa tra la passione per il pittore e la sicurezza che le offre il professore Breitner, maestro di István e uomo di potere….Berlino 2017: Anna è una gallerista di successo, con una lunga relazione a distanza con Michael, proprietario di una galleria di Vienna. Quando scopre di essere incinta, proprio lei che non ha mai desiderato figli, cade in una profonda crisi, mettendo a rischio il rapporto con il compagno. È proprio allora che un avvocato venuto da Budapest le consegna un meraviglioso ritratto femminile di un celebre artista ungherese. Ma il dipinto ha molto più in comune con il drammatico passato della sua famiglia di quanto Anna possa immaginare….

Giudizio:

In questo romanzo passato e presente si susseguono dolcemente trasportando il lettore dalla Budapest degli anni 50 alla Berlino dei giorni nostri. Cosa lega il passato con il presente? Il ritratto di una giovane donna dallo sguardo fiero e dalla bocca seducente è il filo invisibile che li lega. Ma chi è la donna del ritratto e cosa ha a che vedere con Anna, la giovane gallerista d’arte, che si ritrova tra le mani quel dipinto il quale ha una storia da raccontare, la storia di sua nonna materna: Rebeka Bardossy. Una giovane aspirante attrice, appartenente ad una famiglia benestante, e uno squattrinato e anticonformista pittore , István Szabó si incontrano casualmente in un caffè e si innamorano perdutamente. Due mondi totalmente agli antipodi che debbono scontrarsi con una realtà difficile, dove gli ideali, i pensieri, i sogni non sono ammessi. Una realtà dove, se si vuole sopravvivere, occorre adeguarsi e scendere a dei compromessi, anche con se stessi. E Rebeka ha dovuto farlo per inseguire il suo sogno di attrice e anche per proteggere suo padre da un regime politico ostile e dittatoriale. Ha dovuto dire di sì e ricevere protezione dallo stimato professore Breitner. Ma è riuscita davvero ad ingabbiare i suoi sentimenti? E István Szabó ha anche lui permesso al regime comunista di dettare le regole sulla sua arte e sul suo cuore? Un sentimento forte e intenso, che lotta per non soccombere, che accetta rinunce e sacrifici pur di godere di piccoli attimi di felicità. Ma quale sorte ha avuto il loro amore? Gli interrogativi del lettore sono gli stessi a cui cerca di dare una risposta anche Anna, la gallerista amante dell’ arte e che, anche lei, come sua nonna, ha forse dovuto accettare dei compromessi soprattutto nella sua vita privata. Ed ora a quarant’anni ha voglia di smettere di accontentarsi ; forse la vita la sta mettendo nella condizione di scegliere e mettere al primo posto se stessa e le sue priorità. Sarà capace di mettere in discussione tutto quanto credeva le procurasse la felicità? ” Tu hai gli occhi degli Hartmann, mia cara, ma io e te siamo più simili di quanto pensi. Stai attenta! Non fare i miei stessi errori!” Questo io consiglio prezioso che le dà sua nonna. Quel ritratto ha dato la possibilità ad entrambe la possibilità di riavvicinarsi, di fare chiarezza su alcuni aspetti oscuri della sua famiglia e ha consentito poi ad una di perdonare se stessa e all’altra di riflettere su di sé e sul suo futuro. Nikoletta Kiss è davvero brava nel descrivere in modo dettagliato il periodo storico drammatico che fa da sfondo alla storia tra Rebeka e István. Il passato sembra avere un peso preponderante sul presente, forse anche troppo! È una lettura interessante ma impegnativa!

Stelle: 4 ⭐️⭐️⭐️⭐️

IL MATTINO DOPO DI GIORGIO PULVIRENTI e MARCO NEGRONE

Siete pronti a passare un’altra giornata con Anna Maria Bisceglie?

#iorestoacasa

Titolo: Il mattino dopo.

Autori: Giorgio Pulvirenti e Marco Negrone. Genere: Narrativa storica.

Pagine: 287. Edito: Independently published, 5 dicembre 2019. Formato disponibile: cartaceo copertina flessibile 9,99€_ anche formato ebook. Trama:

https://www.amazon.it/mattino-dopo-Giorgio-Pulvirenti-ebook/dp/B08232M5L2/ref=mp_s_a_1_1?dchild=1&keywords=il+mattino+dopo&qid=1585068903&sprefix=il+mattino&sr=8-1

1957. Justin è un giovane adolescente che vive a Montauban , un piccolo paesino immerso tra le campagne del sud della Francia, assieme ai suoi genitori adottivi. La guerra è finita da diversi anni ma ha lasciato ferite profonde sul corpo e nella mente di Benjamin, il padre adottivo del ragazzo, essendo un sopravvissuto del campo di sterminio di Auschwitz. Justin è deciso a conoscere la verità sul suo vero padre e la sua vera madre. Chiede quindi a Benjamin di raccontargli la storia delle proprie origini, che coincide con gli orrori che il padre ha vissuto all’interno del campo di sterminio. Quella che il ragazzo avrà modo di ascoltare sarà una storia forte, cruda, una vicenda che metterà in risalto la tenacia e la caparbietà di un gruppo di ebrei nel trovare un modo per sopravvivere ad una delle pagine più tristi e cruenti della storia dell’umanità. Quando tutto sembrerà spacciato, un violino cambierà le loro sorti.

Giudizio:

“…era deciso a sapere, a conoscere la verità e non credo ci sarebbe stata occasione migliore di quella notte, proprio quella, aspettando il mattino dopo.” Con queste parole termina la prima parte del romanzo. Con queste parole, inizia il duro e atroce racconto che un padre, sopravvissuto miracolosamente al campo di Auschwitz, fa a suo figlio adottivo Justin, pronto e desideroso di conoscere la storia dei suoi genitori naturali. Inizia così il racconto su Alexander Moreau, un giovane fornaio francese, appassionato musicista di violino, che, un terribile giorno, viene strappato dalla sua limitata ma tranquilla quotidianità e dall’affetto della sua compagna Natalie, per espiare la sua unica colpa a quel tempo: essere ebreo. “Un giorno come un altro per gli “altri” , i non ebrei, ma lui non era un “altro”. Era un ebreo con la stella di David affissa nel petto come un marchio indelebile.” Comincia così la terribile descrizione dell’incubo vissuto da Alexander portato, assieme a migliaia di altri ebrei, prima nel Velodrome d’ hiver, di là al campo di smistamento di Drancy; per poi finire nell’inferno di Auschwitz_ Birkenau. Nessun particolare e nessuna atrocità viene risparmiata in questo romanzo. La storia del fornaio francese e dei suoi compagni di sventura sono un vero pugno nello stomaco, una narrazione a cui difficilmente si può restare indifferenti. Privati prima dei loro vestiti e oggetti personali, poi dei loro capelli e infine anche del loro nome. Perché, come viene ricordato ad Alexander, una volta entrati in quel campo, ognuno di loro non ha più un nome ma è solo un numero marchiato sulla pelle. E lui è da quel giorno il numero 40361. Da quel momento smette di essere un essere umano, diventando un numero, un pezzo, come gli altri, per la macchina di sterminio del Reich. Perché lo scopo unico dei nazisti era quello di eliminare in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo gli ebrei deportati e, senza saperlo Alexander e i suoi compagni lavorano in condizioni disumane per costruire lo strumento che avrebbe posto fine alla vita loro e di tutti gli altri: i terribili forni! In mezzo a tanta brutalità è possibile anche l’instaurarsi di solidi rapporti di amicizia o anche il nascere di un sentimento impossibile sulla carta ma non per il cuore. E sarà il violino, lo strumento tanto amato da Alexander, a fornirgli una flebile speranza a cui aggrapparsi in mezzo a tanta disperazione.

I due scrittori, attraverso una descrizione dettagliata anche se cruda, ci portano dentro un mondo, l’inferno di Auschwitz, dove non esiste umanità ma solo disperazione, dolore e rassegnazione. Inquietanti i riferimenti ai folli esperimenti compiuti dai tedeschi al fine di creare una razza pura e perfetta, quella ariana. Diversamente da quanto accade per altri romanzi di pura fantasia, in questo caso, sapere che quanto raccontato, è accaduto realmente con le stesse dinamiche, ti lascia un peso nel cuore e un magone in gola. Difficile per il lettore non immedesimarsi in quel ragazzo che ascolta il terribile racconto della vita di suo padre e che resterà, come ho fatto io, col fiato sospeso, in attesa di un finale in cui si intraveda, in tanto buio, una piccola luce. Una lettura non facile. Ogni pagina è un boccone amaro da ingoiare perché ogni volta che si legge o si vede in TV qualcosa riguardante la follia di Hitler e le atrocità commesse nei confronti degli ebrei, non si può non restare interdetti e non farsi una domanda: Ma perché? Ed è la stessa domanda che mi sono posta e a cui non sono riuscita a trovare risposta, forse perché una risposta non c’è. Buona lettura, per non dimenticare mai!

Stelle: 4 ⭐️⭐️⭐️⭐️

MATRIMONIO IMPOSTO DI DANIELA SERPOTTA

Eccoci in questo week end con Anna Maria Bisceglie che ci parlerà di un libro della casa editori Dri Editori.

Titolo: Matrimonio imposto.

Autrice: Daniela Serpotta.

Genere: Storico. Collana: Historical Romance. Pagine: 292.

Edito: Dri Editore, 24 febbraio 2020.

Formati disponibili: Kindle 2,99€

Kindle Unlimited 0,00€

cartaceo 15,99€.

Trama:

https://www.amazon.it/Matrimonio-Imposto-DriEditore-HistoricalRomance-Serpotta-ebook/dp/B084ZXDPQZ/ref=mp_s_a_1_1?keywords=matrimonio+imposto&qid=1582987263&sprefix=matrimonio+impo&sr=8-1

Un marchese inflessibile e una contessina indomabile. Un bacio rubato che cambierà tutto. ” Non otterrete niente con la forza.” Enrico sfoderò un sorriso diabolico. “Conosco metodi migliori della forza per far parlare una donna, e sicuramente più piacevoli.” Milano, 1858. Il gioco ha inizio solo quando cala la maschera. Il Marchese Enrico Prever è noto come il più sfaccendato dei libertini piemontesi , una copertura costruita ad arte per celare il suo ruolo di spia al servizio di re Vittorio Emanuele II . Giunto a Milano per scoprire il traditore che sta mettendo a rischio il progetto di unificazione dell’Italia, si scontra con l’intrigante Cati. Non sa che la donna travestita da zingara ha il suo stesso obiettivo. E quando le ruba un bacio, nei giardini, durante un ballo in maschera, non sa neppure che si tratta della sua promessa sposa, la contessina Caterina Belgioioso. Il Falco crede di poter controllare l’ impulsiva fidanzata , ma lei non ha alcuna intenzione di rimanere in disparte. Solo quando attentano alla sua vita, Caterina capisce di essersi spinta troppo oltre. Ed Enrico realizza di essere pronto a tutto pur di proteggerla, compreso sedurla…… Daniela, dopo il successo di critica e di pubblico del suo primo ” Io voglio solo te” , ritorna con un’altra storia carica di passione, ambientata a metà dell’ 800 sempre in Italia. A nostro parere questo secondo è riuscito ancora meglio del primo. A voi il giudizio. Buona lettura!

Giudizio:

Non conoscevo Daniela Serpotta come scrittrice, ma la trama di questo romanzo mi ha immediatamente conquistata. Si tratta di un romanzo storico che, a differenza dei tradizionali regency ambientati in Inghilterra, questo è invece ambientato in Italia, durante un periodo storico alquanto turbolento per il nostro paese ancora disgregato: il Risorgimento. Il desiderio di Vittorio Emanuele II e dell’arguto Cavour di riunire sotto un’unica bandiera l’intero stivale e di porre fine al dominio austriaco si scontra con gli ideali conservatori degli aristocratici, non desiderosi di un cambiamento. In tale contesto si trova ad agire il Marchese Enrico Prever, una spia al servizio di sua maestà Vittorio Emanuele II e inviato da quest’ultimo a Milano per indagare su chi stia tramando contro il progetto di unificazione dell’Italia. Il Falco, questo il nome in codice del Marchese, è noto, nei salotti dell’alta società, come uno sfaccendato libertino, viste le sue innumerevoli ma brevi frequentazioni femminili. Ma il destino sta per giocare un brutto tiro mancino, facendogli incontrare, ad una festa in maschera, una sensuale zingara che provoca in lui un turbamento inspiegabile. Un incontro casuale e fugace che ha però lasciato il segno non solo nel libertino Marchese Prever, ma anche in quella ragazza travestita da zingara: la contessina Caterina Belgioioso, una giovane diciottenne, uno spirito libero, recalcitrante a sottostare a qualsiasi regola o convenzione sociale. Un bel peperino, la nostra contessina! ” Il problema, cara signorina, è che siete un’incosciente. E compatisco l’uomo che vi sposerà. Sperando sempre che abbia l’intelligenza di tenervi sotto chiave e di farvi uscire solo sotto stretta sorveglianza.” Queste le parole pronunciate da Enrico Prever, in un successivo incontro/ scontro con quella ragazza troppo curiosa e troppo incline a immischiarsi in faccende pericolose e non consone per una donna. Enrico ignora ancora di essere lo “sfortunato” promesso sposo della contessina Caterina Belgioioso. Un matrimonio “imposto” , studiato a tavolino dalle rispettive famiglie e voluto caldamente dal padre di Caterina per consolidare, grazie a tale unione, il suo potere politico, sociale e non solo quello. ” Era decisa a non sottomettersi all’ uomo che sarebbe stata costretta a sposare.” Questa la reazione a caldo di Caterina all’annuncio del suo fidanzamento con il Marchese Enrico Prever; ma tutte le sue convinzioni crollano nel momento in cui scopre che il suo futuro marito è lo stesso uomo con cui, in più occasioni, ha avuto l’inspiegabile piacere di scontrarsi e di avere contatti fisici che le hanno lasciato un segno nel cuore. Un matrimonio imposto che si rivela per entrambi non una sfortunata imposizione bensì un vero e proprio regalo del destino!

Un amore profondo e una passione travolgente che unisce due anime affini: determinate, coraggiose e impulsive. Un amore minacciato però da chi trama nell’ombra e che deve essere fermato non solo per l’incolumità dei due protagonisti, ma anche per il bene dell’Italia stessa. Daniela Serpotta è stata geniale perché ha descritto in modo impeccabile l’evolversi del sentimento nato tra Enrico e Cati e il loro conseguente cambiamento. Enrico Prever assapora per la prima volta nella sua vita sentimenti per lui inusuali, quali la gelosia, l’appagamento e soprattutto il desiderio di proteggere la sua incosciente, ribelle ma coraggiosa moglie. E Cati impara che, a volte, in amore, si deve scendere a compromessi e ciò non significa sottomissione bensì condivisione. La cover scelta, a mio avviso, è emblematica: Enrico e Cati sono infatti un prezioso cameo, incastonato perfettamente nella realtà storica descritta in modo dettagliato. La storia in questo romanzo non fa da sfondo ma è coprotagonista, è la condicio sine qua non delle azioni e reazioni di ogni singolo personaggio. Matrimonio imposto è dunque un romanzo che ci porta a riflettere e a non dimenticare il coraggio e il sacrificio di tanti uomini e donne che hanno lottato per avere un’ Italia unita!!

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

LA PICCOLA BOTTEGA DI PARIGI DI CINZIA GIORGIO

E oggi cosa ci racconterà Anna Maria Bisceglie? Siamo tutti curiosi eh?

Titolo: La piccola bottega di Parigi.

Autrice: Cinzia Giorgio.

Genere: Narrativa rosa.

Pagine: 320.

Edito: Newton Compton Editori , 30 agosto 2018. Formati disponibili: Kindle 2,99€

Kindle Unlimited 0,00€

Cartaceo copertina rigida 5,01€

Copertina flessibile 12,90€.

Trama:

https://www.amazon.it/piccola-bottega-Parigi-Cinzia-Giorgio-ebook/dp/B07DF6H4XC/ref=mp_s_a_1_1?keywords=la+piccola+bottega+di+parigi&qid=1582579458&sprefix=la+piccola+bott&sr=8-1

UNA DELLE AUTRICI ITALIANE PIÙ AMATE DALLE LETTRICI. DALL’ AUTRICE DEL BESTSELLER LA COLLEZIONISTA DEI LIBRI PROIBITI. Corinne Mistral è un giovane avvocato che non perde mai una causa. Vive a Roma e lavora presso il prestigioso studio legale della famiglia del fidanzato. Si sta dedicando anima e corpo a una causa molto importante quando la raggiunge la notizia della morte della nonna e dell’eredità che le ha lasciato: un atelier di alta moda a Parigi, nel bellissimo quartiere di Marais. Corinne parte immediatamente , decisa a sistemare il più presto possibile la faccenda e tornare poi al suo lavoro. Ma, una volta lì, resta affascinata dalla straordinaria storia di sua nonna, una donna che lei ha potuto conoscere pochissimo e che è stata persino allieva e amica della grande Coco Chanel. Il ritorno per Roma è rallentato ulteriormente dalla presenza dell’ esecutore testamentario : qualcuno che Corinne conosce bene, troppo bene…Che non si tratti di un incontro casuale? Una eredità inaspettata. Un viaggio a Parigi. Un passato tutto da scoprire. HANNO SCRITTO DI LEI: ” Cinzia Giorgio imbastisce sapientemente una storia tutta costruita sulla passione per la lettura dimostrandosi una scrittrice volta , che sa maneggiare molto bene la lingua e le parole. LEGGENDARIA. ” “Cinzia Giorgio ha compiuto l’ impresa : presentare nel panorama della contemporanea narrativa italiana un libro che costituisce un ponte tra romanzo storico, romanzo di formazione e romanzo d’amore. sul romanzo.it.

Giudizio:

” L’ amore non è l’unica fonte di gioia nella vita, come te lo devo dire? …Se non ti realizzi come donna, non sarai mai felice.” Queste le dure e lapidarie parole pronunciate da nonna Elena a Corinne, alle prese, da adolescente, con la sua prima cocente delusione sentimentale. E Corinne Mistral quelle parole le ha seguite alla lettera, cercando di dimenticare il dolore provocatole dal suo primo e grande amore: Leonardo Ferrari, il bello e dannato del suo liceo, e trasformandosi, 14 anni dopo, in un avvocato di successo nonché socia di un illustre studio legale associato: Smeraldi, Bacci & Mistral. È diventata da un’adolescente ” piccolina, mora, insignificante e secchiona” in ” l’avvocato coi tacchi a spillo e le unghie laccate di rosso” : una che di certo non passa inosservata. Corinne Mistral è diventata dunque una donna realizzata sia in campo professionale, sia in campo sentimentale: è infatti fidanzata con Massimo Smeraldi, sui collega e anche socio. Insomma cosa può desiderare di più ? Cosa può desiderare Corinne, la donna che non ama le sorprese e che riesce persino a programmare gli imprevisti, quando invece la vita le gioca un inaspettato tiro mancino? Prima il suo fidanzato le fa la più romantica delle proposte di matrimonio e poi, come in un incubo, si ritrova dinanzi quel ragazzo, ora uomo, che ha cercato con tutte le sue forze di dimenticare senza realmente riuscirci : Leonardo Ferrari. Cinzia Giorgio, nel corso della lettura, fa compiere al lettore tre viaggi. Il primo ci riporta a 14 anni prima e ci fa conoscere la Corinne adolescente, insicura e fragile, alle prese con la sua prima cotta, coi suoi primi turbamenti d’amore e soprattutto con il dolore e le conseguenze derivate dalla fine della sua storia con Leonardo. Un viaggio, racchiuso nelle pagine di un diario, assolutamente necessario per conoscere meglio Corinne, comprendere il suo stato d’animo e le sue reazioni, quando quel passato, che ha riposto in un angolino remoto del suo cuore, piomba nuovamente nella sua vita ” programmata e perfetta”. Leonardo Ferrari è diventato, come lei, un avvocato, nonché esecutore testamentario di sua nonna paterna Anna che, alla sua morte, le ha lasciato in eredità un piccolo atelier di moda a Parigi e delle lettere, custodi di un passato che, ancora una volta, vuole e deve venire alla luce. Ed ecco il secondo viaggio che la scrittrice fa compiere al lettore il quale, attraverso un carteggio epistolare, verrà catapultato indietro nel tempo, in una Parigi degli anni 50. Quelle lettere permetteranno a Corinne di conoscere meglio sua nonna Anna, la sua vita di sarta a Parigi, la sua amicizia e collaborazione con la famosa stilista Coco Chanel e persino lo sbocciare del suo amore con nonno Pierre. Grazie a quelle lettere la protagonista comincerà a vedere sotto una diversa prospettiva la sua vita e le sue priorità. Ed infine c’è l’ultimo viaggio quello che il lettore compirà assieme alla stessa Corinne nella magica Parigi. È questo l’ultimo tassello che manca alla nostra protagonista per capire cosa vuole davvero il suo cuore.

Un viaggio nei ricordi, un viaggio nel passato e soprattutto un viaggio dentro se stessa. Sarà un percorso tortuoso e doloroso ma, al termine di esso, troveremo una Corinne più consapevole di sé e delle sue esigenze. Passato e presente in questo romanzo si alternano in un susseguirsi di emozioni e quando si incontrano, gettano le basi per un futuro nuovo. Quale sarà quello di Corinne Mistral? Un intreccio complesso ma emozionante. La storia di un amore tormentato e idealizzato, di una famiglia disgregata ma desiderosa di riunirsi e di una donna che imparerà che: Niente è impossibile se lo si vuole davvero.” E poi come non amare la descrizione accurata tanto da far sembrare ” familiare” l’icona francese della moda: Coco Chanel? Un mix di emozioni in un unico romanzo! Brava Cinzia Giorgio!

Stelle: 5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️