Recensione a cura di Anna Maria.
Titolo: Il primo sole dell’estate.
Autrice: Daniela Raimondi.
Genere: Romance.
Pagine: 400.
Editore: Nord – 23 maggio 2023.
Formati disponibili:Kindle 9,99€/ Cartaceo 18,05€.
Trama:

Dall’autrice della casa sull’argine. Un’emozionante storia di affermazione femminile in cui si intrecciano amori e tradimenti, quotidianità e sogni. È una casa fredda quella in cui nasce Norma, in cui i genitori non si separano per quieto vivere e gli abbracci si contano sulle dita di una mano. Forse è per questo che, quando Norma è lontana dalla famiglia, tutto le sembra più bello. Come le estati passate dai nonni, a Stellata, un paesino in cui il tempo sembra essersi fermato ed è reso ancora più magico dai racconti di nonna Neve, che parla di una famiglia di sognatori e di sensitivi e della zingara che ha segnato la loro strada. E poi, a Stellata, c’è Elia , compagno di giochi e di confidenze. Tuttavia, quando l’infanzia cede il posto all’adolescenza, Norma scopre di aver paura dei nuovi sentimenti che la legano ad Elia e decide di interrompere la loro amicizia. Passeranno molti anni prima che i due si ritrovino a Londra e il loro rapporto si trasformi in un amore adulto e totalizzante, ma il destino sta scrivendo per lei un’altra pagina, una pagina che è cominciata a Stellata e finirà molto lontano, in Brasile. Perché i sogni hanno sempre un prezzo e la felicità è un dono che si conquista con la fatica. “Tra queste pagine si respira un’aria di struggente nostalgia: un tuffo nel passato a ritrovare le nostre radici di innocenza, stupore, forza e speranza”. Alessia Selmi , autrice di Al di qua del fiume.
Giudizio:

Prima di parlare delle sensazioni che mi ha lasciato questa storia, devo fare un “mea culpa” per non aver conosciuto prima questa autrice dalla penna elegante e sensibile, capace di un’attenta introspezione psicologica dei suoi personaggi di cui è riuscita a descrivere ogni loro pregio o debolezza con pennellate delicate. La storia è un continuo susseguirsi tra passato e presente seguendo il flusso dei ricordi di una vita intera. Sarà come immergersi in un lungo excursus storico, politico e sociale, che rappresenta solo lo sfondo per raccontare le vicissitudini della famiglia Martiroli e soprattutto della sua protagonista: Norma , la bambina nata in un giorno di neve , nel giorno più freddo dell’inverno, a cui fu dato come per tutti i componenti della sua famiglia un nome operistico. Saranno i suoi ricordi, quelli di una donna ormai anziana , con una carriera soddisfacente alle spalle e una figlia a rallegrarle l’esistenza, che ci faranno compagnia e che serviranno a noi per conoscerla meglio e a lei per chiudere finalmente un cerchio , quello della sua vita e dei nodi irrisolti che continuano ad attorcigliarle l’anima. Dopo la morte di suo padre Guido e la scoperta della malattia della madre, Norma ha deciso di lasciare Londra e di tornare a vivere a Viggiù, quel paesino da cui era fuggita in passato, senza capire che non era il paese a starle stretto quanto la sua esistenza. Ma il tornare a vivere con sua madre, il doverla accudire come una bambina e persino il dover acconsentire a tornare a Stellata , il luogo custode dei suoi ricordi più felici, provocano in lei il risveglio di emozioni e di dolori che aveva tentato di seppellire. “L’idea di passare i prossimi mesi in una vicinanza così asfissiante mi angoscia. Qui non sarà più possibile ignorarci “. Questo è il pensiero che la tormenta, ma vi è anche la presa di coscienza che forse quella è l’ultima opportunità che ha per sistemare le cose con quella madre che non è mai stata prodiga di baci e di affetto e che ha sempre preferito lavorare piuttosto che starle accanto. Per le coccole Norma ricorreva a suo padre oppure a sua nonna Neve, quella donnina dal temperamento energico , che emanava un “suo” profumo quando era felice. Ed ecco che i ricordi affiorano prepotenti , come impazienti di venire alla luce , dopo un forzato letargo! E Norma, in questo momento così doloroso e difficile, si ritrova a sfogliare le pagine della sua vita, ripercorrendone le tappe più salienti. Le vengono in mente i suoi zii Dolfo e Zena, la sua adorata cugina Donata , la zia Adele con sua figlia Maria Luz che vivevano in Brasile, nonno Radames e soprattutto le indimenticabili estate trascorse a Stellata assieme a Elia, il suo amico speciale, l’uomo della sua vita! È a lui che Norma ha dato il suo primo bacio, che aveva il sapore del burro e dello zucchero.

È lui che da quel ragazzino “combinaguai” , suo complice e confidente, si trasformerà a distanza di anni nell’uomo che saprà rubarle il cuore, ma anche ridurlo in mille brandelli. Elia , con le sue idee progressiste e con la sua avversione per il moralismo della società borghese, sarà nella vita di Norma una presenza costante, indispensabile e forse irrinunciabile. Il suo ripercorrere la scia indelebile dei ricordi le provoca però una miriade di sentimenti contrastanti: dolcezza nel ricordare sua nonna Neve e i suoi “magici” racconti o dolore nel pensare a sua cugina Donata e alle sue parole profetiche : un dono ricevuto come eredità da quel lato “zingaro” e “indovino” della sua famiglia. Ma è la rabbia, il sentimento che prevale quando guarda Elsa, sua madre, che sta pian piano sfiorendo dinanzi ai suoi occhi e di cui non è mai riuscita ad accettare le sue debolezze e le sue mancanze , ma anche, forse, a non comprendere fino in fondo il dolore che anche lei si è sempre portata dentro. La protagonista si rende pian piano conto, ora che è diventata madre e ha commesso anche lei degli errori , di come forse può cercare di perdonare finalmente la sua di madre! Sarà un lungo viaggio, quello di Norma, che da un piccolo paesino del bergamasco ci porterà fino alla cosmopolita Londra per poi atterrare in Brasile dove la magia di quella terra selvaggia lascerà in lei una impronta preziosa ,ma determinerà anche la causa di una svolta radicale e dolorosa della sua vita! In queste pagine viene dunque raccontata la storia di un’epoca, di una famiglia e di una donna che impara a conquistare la sua indipendenza, ad accettare le sue imperfezioni e soprattutto ad ammettere con se stessa a cosa o a chi non potrà mai rinunciare! “Carpe Diem! È questo che deve fare Norma cogliere l’occasione: l’ultima briciola di felicità, nonostante tutto! Una storia intensa e pregna di emozioni forti e di una dose di “magia” che aleggia tra questa pagine come una delicata libellula! Assolutamente da leggere!

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️




























