ANDREA E ANDREA THRILLER D’AMORE E MAFIA DI ELSA ZAMBONINI DURUL

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: Andrea e Andrea: Thriller d’amore e di mafia.
Autrice: Elsa Zambonini Durul.
Genere: Thriller.
Pagine: 381.
Editore: Independently Published, 21 novembre 2021.
Formati disponibili: Kindlunlimited 0,00€/ Cartaceo 13,00€.
Trama;

https://www.amazon.it/Andrea-Thriller-damore-mafia-ebook/dp/B09MC8HFCG/ref=mp_s_a_1_1?crid=3NLOLD7NK6QNO&keywords=andrea+e+andrea&qid=1651913619&sprefix=andrea+e+a%2Caps%2C120&sr=8-1

Leggendo per errore una lettera indirizzata alla nuova coinquilina Andrea, Lisa , la protagonista, apprende che la donna è in fuga da un grave pericolo e che la sua presenza minaccia la sicurezza di tutto il condominio nel centro di Istanbul, vista Bosforo. Andrea è incinta e, durante un ricovero in una clinica, avvengono due gravi fatti. Nei sotterranei della struttura si consumano un omicidio e il ritrovamento di un neonato nascosto e abbandonato in uno stanzino segreto, che fa da supporto a un traffico di bambini. Lisa, incinta a sua volta, era presente nella clinica e quindi finisce tra gli indagati. A questo punto investigare , pur nel suo stato, diventa pura autodifesa. Arriva così nell’inferno del campo degli immigrati siriani dell’isola di Lesbo, dove lei e il compagno Emre corrono un grave pericolo. Altre avventure legate all’intricata vicenda, si aggiungeranno squarci narrativi , la storia d’amore fra i siciliani Andrea e Andrea turpemente ostacolata dal mafioso locale, ed è proposto qualche dilemma. Per esempio: è lecito per un agnello, che ne ha per un attimo l’opportunità, eliminare un lupo per salvare i numerosi agnelli che quel lupo sicuramente ucciderà in futuro? Oppure: come può porsi una madre violentata nel gestire il rapporto avvelenato dall’odio che si instaura tra lei e il suo bambino, figlio di un mostro? Quando ci si allontana dalle note gravi delle parti drammatiche, il tono del linguaggio sa assumere note spumeggianti e ironiche.

Giudizio:

Elsa Zambonini Durul è una maga nel giocare coi contrasti! Lo ha fatto sin dalla scelta della sua cover che ritrae un momento di dolcezza tra due dei protagonisti, uno forse dei pochi ma più significativi di tutto il romanzo , che pare però “cozzarsi” con il sottotitolo scelto, ovvero “Thriller d’amore e di mafia”. Occorre immergersi nella lettura per comprendere appieno quanto siano invece pertinenti i due accostamenti, perché questa storia è un concentrato di eventi, molti drammatici , è un susseguirsi di colpi di scena capaci di spiazzare il lettore fino all’ultima pagina; ma sa anche regalare momenti di dolcezza che diventano una perla rara in mezzo ad un oceano di dolore e violenza. La scrittrice accompagna il suo lettore in un viaggio lungo e periglioso, che parte dalla vivace Istanbul, per poi passare nella piccola isola greca, Lesbo, in un campo profughi in cui regna solo il terrore, la sofferenza e la spoliazione di ogni sentimento, fino a giungere in Italia, e precisamente in Sicilia, di cui conosceremo purtroppo una realtà, tristemente nota, quella dove la mafia regna sovrana e incontrastata. La narrazione subisce repentini mutamenti, in quanto assume un tono concitato e serio, quando affronta temi , quali lo stupro, il traffico di neonati, gli omicidi e la persecuzione mafiosa, mentre diventa quasi poetico, quando indugia nella descrizione della meravigliosa vista sul Bosforo, che una delle sue protagoniste gode dalla sua privilegiata terrazza. Per poi farsi incalzante in alcuni momenti di massima tensione narrativa o addirittura divertente in altri frangenti, che servono ad alleggerire una storia la cui intricata matassa vedremo sciogliersi solo alla fine. Tutto ruota intorno a due principali figure femminili: Lisa e Andrea, due perfette sconosciute, due personalità completamente diverse: la prima caratterizzata da una spasmodica curiosità che sarà la causa degli innumerevoli guai in cui andrà a cacciarsi; la seconda, invece, reticente e sfuggente, con un passato pesante e doloroso sulle sue giovani spalle. Entrambe sono di origini italiane,sono giunte a Istanbul per motivi diversi e sono in dolce attesa. La prima è un insegnante che convive con Emre, un architetto di nazionalità turca, un tipo dal carattere spesso irascibile e maschilista, che pare sforzarsi nel tenere a freno questi lati del suo carattere, da quando lei è in attesa della loro bambina. La propensione di Lisa a calarsi nei panni di investigatrice privata e a farsi coinvolgere in azioni persino al limite dell’illegalità, di certo, non aiutano nel loro rapporto, fatto di alti e bassi, permeato ancora da dubbi e paure. Sarà infatti questa sua indole curiosa e incosciente a farla inciampare nella vita di Andrea, la nuova e misteriosa condomina. Una lettera indirizzata a quest’ultima e dal contenuto allarmante e poi il successivo ritrovamento di una pistola, nascosta in un cassetto del suo salotto inducono Lisa a voler scoprire di più su questa persona, dai modi così sfuggenti e algidi. Aiutata dalla sua amica Giulia, che per lei funge quasi da mamma e che spesso e volentieri sarà sua complice nelle sue indagini, Lisa riuscirà ad abbattere il muro di ritrosia dietro cui si nasconde Andrea, venendo a conoscenza della sua storia, dove sembra esserci posto solo per la paura e la violenza, capaci di spazzare via ogni breve istante di felicità. Andrea proviene da un piccolo paesino della Sicilia e da una famiglia umile ma onesta, ha dovuto rimboccarsi le maniche per farsi strada nel mondo del lavoro, diventando un’abile stilista di moda. La sua unica colpa è aver attirato su di sé le attenzioni di un mafioso locale, un certo Maurizio Tollo, che diventerà il suo peggiore incubo, facendole terra bruciata intorno a sé sia in campo lavorativo, sia in quello sentimentale. Chi si avvicina a lei , è destinato in un modo e nell’altro a scomparire dalla sua vita : è successo al suo primo amore Andrea e poi anche a Marco, un giornalista di cronaca nera. La conoscenza della storia di Andrea e il loro comune stato interessante condurrà la nostra Lisa a trovarsi coinvolta in prima persona all’interno di una fitta rete di traffici illegali di bambini, di omicidi e di roccambolesche fughe. Sarà un continuo susseguirsi di cambi di scena a cui difficilmente il lettore riuscirà a non sentirsi coinvolto emotivamente. La storia di Andrea e di altre donne, vittime di violenze o sopprusi, lascerà ogni lettore in compagnia di interrogativi atroci. Quanto può essere grande l’amore di una madre per il figlio che porta in grembo? Cosa si può essere disposti a fare per riparare un torto subito? E si può amare un figlio, frutto di una violenza, senza vederlo come un mostro, ma solo come un innocente, che non ha alcuna colpa? Forse delle risposte le si potranno trovare tra le pagine di questa storia oppure dentro noi stessi!

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

VERNISSAGE DI MARIA CRISTINA BUOSO

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: Vernissage ( I Noir vol. 4).
Autrice: Maria Cristina Buoso.
Genere: Thriller.
Pagine: 212.
Edito: PlaceBook Publishing, 9 gennaio 2021.
Formati disponibili: Kindle 4,90€/ Kindlunlimited 0,00€/ Cartaceo 13,52€.
Trama:

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Livia Mexico, bellissima e famosa pittrice, compare a Treviso. Le sue opere emanano una forte sensualità. Colori brillanti e pregni di mistero, così come la sua vita. Ginevra Lorenzi, giovane ispettore capo della questura di Treviso, è incaricata di occuparsi della sparizione di un noto gallerista della città. Ma è davvero solo una sparizione? Il caso s’infittisce quando scompaiono altre persone e appaiono gli inquietanti quadri di Livia. Arte , sesso e mistero sono il file rouge di questo appassionante thriller.

Giudizio:

Pittura. Erotismo. Mistero. Suspense. Questi sono gli ingredienti principali che connotano questo thriller a tinte forti e dal ritmo incalzante. Sin dalle prime pagine ho avuto l’impressione di essere entrata , anche io, in una galleria d’arte dove, però, ad essere esposti non erano dei veri e propri quadri, bensì una carrellata di personaggi : ognuno con la sua personalità accuratamente descritta sia dal punto di vista fisico, sia dal punto di vista psicologico. Livia, Leo, Eva, Giulia e Ivo sono questi i primi personaggi che conosceremo e di cui percepiremo immediatamente le diverse sfumature della loro personalità. Un unico file rouge a legare le loro esistenze: l’ Arte, che ognuno di loro vede e vive in modo differente. Livia Mexico è ad esempio, una pittrice di fama internazionale per via dei suoi quadri ,che riescono ad emanare vitalità, erotismo ed ambiguità, proprio come la loro autrice. Livia è infatti una donna dalla bellezza ipnotica ed ambigua: alta, snella, occhi di un colore cenere che sfiora il bianco, capelli cortissimi di un nero così intenso da sembrare inventato, posti su un incarnato color alabastro. È una donna conscia del suo fascino e soprattutto del suo potere artistico. Sa perfettamente la reazione che i suoi quadri suscitano in chi li guarda : gli uomini li apprezzano e fantasticano di possederla, mentre le donne percepiscono “la sua animalità” sentendosi attratte, quasi calamitate verso di lei dalla loro “omosessualità latente”. Per lei l’arte deve essere veicolo trasparente e potente di vita, di luce, di colore! Anche Leo Leopoldi, un noto pittore trevigiano, ben quotato sul mercato, pare avere un modo di concepire l’arte affine a quello di Livia. Anche lui , nonostante i suoi 60 anni, è e si sente un uomo ancora piacente con una spiccata e arrogante saccenteria che riversa sulle persone e soprattutto sulle donne della sua vita. L’ultima è Eva, anche lei pittrice, diventata prima sua allieva e poi sua amante. Leo vuole insegnare ad Eva “ad entrare nel cuore della pittura, nella vita dei colori, nella passione che bisognava fare uscire”. Eva è infatti una donna insicura e poco conscia delle sue potenzialità e si lascia facilmente ammaliare dal fascino del rinomato Leopoldi e cadere vittima di una tormentata relazione che sa fin dall’inizio avrebbe avuto poca durata. Difatti quando lei smette di essere la sua allieva, ecco che lui perde interesse , accantonandola come un giocattolo rotto. Il suo essere frenata nel lasciarsi andare e nel trasporre su tela quanto lei prova viene fatto notare ad Eva anche dalla pittrice Livia, giunta da poco a Treviso, che ha modo di esporre i suoi quadri in un un apposito vernissage, grazie all’interessamento per la sua arte e per la sua persona dal gallerista Ivo Brandini. Anche quest’ultimo ha un passato di pittore, ma”fallito”, che ha però saputo ben sfruttare la sua capacità nell’individuare artisti promettenti, a cui dare la possibilità di decollare anche a livello internazionale. “È diventato ricco con la pittura degli altri, invece della sua, e questo lo divertiva”. Lo ha fatto con l’egocentrico Leo e con l’insicura Eva ed è ben disposto a fare altrettanto anche con l’enigmatica, quanto attraente Livia Mexico. Difatti Ivo, molto attento a curare la sua forma fisica, è non indifferente al fascino femminile. Ne sa qualcosa la sua ultima compagna Giulia, che ha ormai imparato a scendere a compromessi, accettando i suoi continui tradimenti, conscia che alla fine sarebbe tornato sempre da lei. Ed è proprio la sparizione del gallerista Ivo a fare entrare in scena un altro personaggio, un elemento fuori dal coro, che si ritrova catapultato in questo mondo in cui l’ Arte è vista come veicolo di onnipotenza e di immortalità. L’ispettore capo Ginevra Lorenzi è una donna dal forte temperamento, da sempre costretta a dover combattere contro la mentalità misogina e maschilista di alcuni suoi colleghi o superiori, come ad esempio il commissario Allegri, arrivato da poco nella questura, che pecca di inesperienza , ma che cela dietro un atteggiamento sfrontato. Ben presto Ginevra si rende conto che non si tratta di una scomparsa, ma di un probabile omicidio, il cui assassino pare essere avvolto nel buio. E quando le inquietanti scomparse aumentano, pare evidente come vi sia dietro un unico modus operandi: delle persone scompaiono all’improvviso, ma non vi è alcun ritrovamento di cadavere. I sospetti e i deboli indizi portano in un unica direzione, ma come farà l’ispettore Lorenzi a dimostrare che non si tratta solo di sue deduzioni? Riuscirà a fermare un assassino che ha dietro di sé una lunga scia di sangue? Un thriller avvincente, ambientato in una tranquilla città, come Treviso, che però sa ben celare i suoi misteri! Eros e Arte sono la chiave per la risoluzione del caso!

Stelle: 4⭐️⭐️⭐️⭐️

L’ASSO VINCE SU TUTTO DI JANE S. DOE

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: L’asso vince tutto: Un gioco mortale (Thriller Mood vol 3).
Autrice: Jane S. Doe.
Genere: Thriller.
Pagine: 451.
Editore: Vms Edizioni, 18 dicembre 2021.
Formati disponibili: Kindle 3,50€/ Kindlunlimited 0,00€/ Cartaceo copertina flessibile 10,00€ – copertina rigida 18,00€.
Trama:

https://www.amazon.it/Lasso-vince-tutto-mortale-Thriller-ebook/dp/B09LMLHSWF/ref=mp_s_a_1_1?crid=3TRWFVMAHM3V9&keywords=l%E2%80%99asso+vince+tutto&qid=1640862920&sprefix=l+asso+vince+tutto%2Caps%2C79&sr=8-1

La scoperta di un cimitero raccapricciante sulle proprietà di due famiglie è lo scenario che si trova davanti Rosita al ritorno da qualche giorno di ferie. Quando scopre che una delle famiglie in questione era stata coinvolta in un omicidio non molti anni prima, il caso si fa subito più interessante. Sette fosse. La prima con cinque corpi martoriati i cui connotati sono stati sconvolti; due in ognuna delle sette. Sembrano tutti avere dei segreti e le indagini vanno avanti a rilento, ma Rosita può contare su una squadra coesa e soprattutto sull’aiuto di chi non vuole farla passare liscia a un assassino senza scrupoli. Che cosa hanno a che fare le teorie di Lombroso con gli omicidi? Chi si nasconde nell’ombra per portare morte e scompiglio nelle vite di due famiglie apparentemente senza colpe. Si tratta di vendetta? O di un gioco sanguinoso e crudele? E cosa ha a che fare il poker con tutto questo? Dopo La colpa delle madri e Stalk Her, un nuovo capitolo ci attende in compagnia dei personaggi che abbiamo saputo amare nei precedenti romanzi di Jane S. Doe. Rosita, D’Annunzio, Kurui, Montgomery, Allen, Redcliff, Guerrera, Kovach saranno di nuovo insieme a voi,pronti a scoprire qualsiasi cosa si nasconda dietro a un caso che è decisamente fuori dal comune.

Giudizio:

Al suo rientro dalla settimana di vacanza in Messico, non una vacanza a base di relax e divertimento, ma assieme alla sua numerosa e rumorosa famiglia, Rosita Buenasuerte, capo di polizia, non ha nemmeno il tempo di disfare i bagagli che viene immediatamente catapultata in un caso, che si rivelerà essere piuttosto intricato. Per fortuna lei può contare sul sostegno di una squadra composta da elementi dalla diversa personalità , dalle vedute ampie ma pronti a seguire qualsiasi pista, pur di giungere alla conclusione di un caso. Questa volta Rosita e la sua squadra si trovano inizialmente, dinanzi ad una fossa con cinque corpi, rinvenuti in un terreno appartenente a due famiglie, da tempo divise da diatribe personali irrisolte: quella dei Longsworth e quella dei Moreau. Alla prima fossa , proseguendo con gli scavi, si scopre l’esistenza di una sorta di cimitero, ovvero altre sei fosse, ognuna contenente due corpi. Diciassette persone uccise nell’arco di vent’anni. Secondo le prime ricostruzioni, Rosita apprende come in ogni fossa sia stato seppellito un cadavere per volta, ovvero sotto quello di vent’anni prima, poi i successivi, fino ad arrivare a quello più recente, risalente all’anno precedente. Sembra che la mente di questo raccapricciante massacro abbia seguito uno schema preciso. Ed è proprio ad uno dei suoi uomini che viene l’illuminazione che costituisce poi la chiave di lettura del caso: l’assassino pare giocare una partita di poker texano, visto che ha distribuito i corpi uno per fossa e ha continuato fino a riempirle, come se stesse distribuendo delle carte tra giocatori diversi. Ma chi sono i giocatori di questa macabra partita? Altro enigma da risolvere è il motivo che ha spinto l’assassino ad infierire sui volti delle sue vittime, per poi risistemare i loro connotati, come fossero dei vasi rotti. Rosita e la sua squadra iniziano ovviamente interrogando i proprietari dei due terreni coinvolti. E se Rupert Longsworth colpisce il nostro capo della polizia: “Bello sul serio. Come quelli che ti aspetti di trovare nelle foto di un calendario sexy”; tutt’altra reazione provoca in lei e in Karim Kurui, il profiler afroamericano albino, divenuto parte integrante della squadra, il dottor Moreau: “un vecchio burbero razzista”, trincerato nella sua villa, dove vive solo da quando, a seguito di una tentata rapina, è stata sterminata la sua famiglia per mano di un folle immigrato clandestino originario di Oaxaca. Lui è l’unico superstite, oltre a suo figlio Drew, scampato per puro caso alla strage. L’interrogatorio con i due diretti interessati fa emergere subito non solo le loro differenti personalità: il primo, un agricoltore sensibile e colto; il secondo un cinico dalle idee alquanto assurde, odiato e temuto dai suoi familiari e dai suoi studenti. I rapporti tra le due famiglie celano dissapori, segreti e rancori. È forse uno di loro il colpevole oppure uno o entrambi rappresentano i giocatori superstiti di una partita a poker appena cominciata? E allora chi è il mazziere? Più le indagini proseguono, più si scovano gli indizi da seguire, più emergono verità inquietanti che, però, sembrano avere come principale bersaglio, un unico uomo: il dottor Moreau, l’uomo che in base ai suoi studi di fisiognomica e alle teorie di Lombroso è convinto di poter stabilire dai lineamenti somatici di una persona se essa è destinata ad essere un criminale o meno.

Rosita ha come l’impressione che lo scopo dell’assassino sia non solo quello di colpire l’anziano professore in quelli che erano e sono i suoi “affetti” , nei limiti in cui questi possa concepire tale sentimento, ma anche attirare l’attenzione dimostrandogli quanto vale. Per scoprire chi si cela dietro, Rosita e la sua squadra devono iniziare anche loro a prendere parte alla partita , sperando di arrivare alla conclusione prima del successivo omicidio. Chi vincerà? Un thriller complesso dal ritmo incalzante, dove l’autrice si è dedicata a descrivere i diversi lati psicologici e caratteriali di ogni personaggio coinvolto. Rosita rappresenta sicuramente quella che si è soliti definire una donna con gli attributi, che però dimostra l’intelligenza di mettersi da parte o almeno di affidarsi al supporto che le viene fornito da chi lavora con lei, fidandosi delle loro intuizioni. Accanto alle indagini si descrivono anche le dinamiche personali dei diversi personaggi. Ho apprezzato l’analisi psicologica della mente deviata dell’assassino che vede la morte , come la fine del gioco, mentre gode nel prolungare il dolore e la disperazione delle sue vittime,in quanto ciò gli permette di assaporare il senso assoluto del potere. Ma chi sfodererà l’asso vincente? A voi scoprirlo!

Stelle: 4⭐️⭐️⭐️⭐️

LA DONNA SENZA NOME DI LAURA USAI

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: La donna senza nome ( volume 2 di Il segreto della curatrice).
Autrice: Laura Usai.
Genere: Thriller Paranormale.
Pagine: 370.
Editore: Self Publishing, 16 novembre 2021.
Formati disponibili:Kindle 3,99€/ Kindlunlimited 0,00€/ Cartaceo 10,88€.
Trama:

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È notte quando la carrozza si ferma davanti ai cancelli di Villa Turner, la nebbia avvolge la casa e i segreti dei suoi abitanti.
Judith non conosce i dettagli dell’incarico che Edgar Turner vuole affidarle , ma anche dopo aver appreso la verità acconsente ad accudire la misteriosa ragazza che ha bussato alla sua porta. Per permettere a Gwen di recuperare le forze, lei e Peter si sono isolati. Quando il loro nascondiglio viene scoperto, sono costretti ad abbandonarlo e a fuggire tra le montagne.
Determinata a trovare Maryon, Gwen sente più che mai il bisogno di fare luce sulla natura del loro dono e crede che il libro che ha tra le mani possa condurla alle risposte che sta cercando. VITTIMA DEL DESTINO. SCHIAVA DEL SUO POTERE.

Giudizio:

Con questo secondo capitolo, Laura Usai ha dato vita ad una trama ancora più avvincente, dove permea costantemente il mistero, serpeggia la paura e il dolore e dove tenta di farsi strada anche un barlume di sentimento in mezzo a tanta incertezza. La narrazione procede inizialmente su due binari paralleli, raccontando le vicissitudini delle due protagoniste femminili, che troveranno un ricongiungimento solo nei capitoli finali, in cui l’autrice ha rimesso a posto alcuni tasselli del suo puzzle e ne ha astutamente lasciati ancora altri in cerca di collocazione. Ritroveremo ovviamente Gwen , la ragazza che da sempre ha dovuto fare i conti con il suo dono, ovvero quello di strappare dalla morte le persone: “Era la mia debolezza , la mia condanna, il dover a tutti i costi salvare le persone, che lo meritassero o meno”. Peccato che, per ogni vita da lei salvata, lei perde un pezzo della sua! Il suo potere di “curatrice”, a volte, le è sembrato più una maledizione che un dono! In questo secondo capitolo, vedremo Gwen, tormentata dai suoi sensi di colpa! In primis, nei confronti di sua sorella Maryon, che ha tentato per anni di tenere al sicuro, vivendo nell’ombra e nascondendole la verità per proteggere lei e l’umanità stessa dal suo potere. È stato sufficiente, però, un attimo per spazzare via anni di sacrificio, anni in cui ha dovuto cambiare nome, luogo e vita, ma quando la verità è venuta a galla, non è più riuscita a proteggere Maryon e ad impedirle di innescare la sua maledizione. Ed ora si trova costretta non solo a fuggire da chi le sta dando la caccia, ma anche a cercare sua sorella per impedirle di usare in modo spropositato il suo potere che, al contrario del suo, le dona forza e vigore ad ogni vita stroncata. Ma Gwen, o meglio Eveline, si sente in colpa anche nei confronti di Peter, l’uomo che ha deciso di seguirla, voltando le spalle alla sua famiglia, al suo lavoro, alla sua vita tranquilla. E per cosa? Per vivere nell’ombra, per mentire di continuo e per non fidarsi mai di nessuno? “Come poteva amarla davvero se non poteva più essere se stesso?” Lei, senza volerlo, lo ha strappato dalla sua vita, mentre lui, conosciuta la sua vera identità, le ha dato la possibilità di essere se stessa , senza dover più mentire. Lei teme però che quel sentimento che li unisce, sarebbe stato la loro condanna! L’unica speranza a cui si sta aggrappando per trovare un modo per salvare se stessa e Maryon è riposto in un libro, intitolato “Guarire con la magia”, dove la leggenda di due sorelle, la Vita e la Morte, presenta troppe somiglianze con quella sua e di Maryon: quel libro è la sola possibile salvezza! Ma quale è il suo segreto? Si tratta di una storia di pura fantasia oppure custodisce un fondo di verità? Se Gwen, assieme a Peter, sta fuggendo da chi vuole fare loro del male , qualcun altro, invece, sta fuggendo dal suo passato doloroso, che le ha lasciato una voragine nel cuore e un senso di disorientamento.

Si tratta di Judith, un nuovo personaggio, che fa la sua comparsa e il cui ruolo sarà determinante per conferire alla trama ulteriore mistero e suspense. Judith Green è una giovane ragazza dal fisico minuto e fragile, dagli occhi velati di tristezza e con lunghi capelli ramati, un tempo lucidi, ma ora spenti, proprio come la sua esistenza. L’unica certezza che ha, è che non li avrebbe mai tagliati, in quanto rappresentano una parte importante di sé! Judith è giunta a Villa Turner per volere del suo proprietario , Edgar Turner, che la ritiene, vista la “sua esperienza sul campo”, la persona più idonea per occuparsi di una persona che richiede pazienza e soprattutto di qualcuno di cui fidarsi. Judith è lì per occuparsi di una ragazza misteriosa, senza nome e senza passato : “una donna intrappolata in un corpo di bambina”. Come può aiutarla a ritrovare i suoi ricordi? E perché ha la sensazione che non sia solo la ragazza dagli occhi rossi, ma anche gli abitanti di Villa Turner a celare molti misteri? In quale posto è mai finita? Più Judith si avvicina alla verità, più si rende conto di aprire delle porte oscure ed espone se stessa e non solo , ad un enorme rischio! Quale segreto custodisce quella ragazza dai lunghi capelli corvini e dal portamento così elegante, ma dal sorriso così beffardo? Quale filo invisibile collega la vicenda di Judith con quella di Gwen? La ragazza misteriosa è una carnefice oppure, anche lei, è una vittima di un destino a cui non può sottrarsi? Tante le vicende che si intersecano, come tanti i personaggi, in un susseguirsi di continui colpi di scena che portano ad un finale che, pur lasciando un filo di speranza, non spazza via del tutto, dalla mente del lettore, i suoi innumerevoli interrogativi. Un seguito che mi ha piacevolmente sorpreso e tenuta incollata fino all’ultima pagina! Davvero brava Laura Usai!

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

EMPATIA DI IRIS BONETTI

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: Empatia.
Autrice: Iris Bonetti.
Genere: Thriller/ Fantasy.
Pagine: 400.
Editore: Iris Bonetti, 16 giugno 2019.
Formati disponibili:Kindle 3,20€/ Cartaceo 14,86€.
Trama:

https://www.amazon.it/gp/aw/d/B07T1LDCZX/ref=tmm_kin_swatch_0?ie=UTF8&qid=1632775795&sr=8-2

Un giovane neuro-biologo è in procinto di scoprire una cura efficace a uno tra i più diffusi deficit neurologici del pianeta, quando la sua ricerca rischia di vanificare il progetto di una segreta e potente organizzazione volta alla creazione di un micidiale virus mai concepito prima, che mira al controllo dell’umanità. L’incontro tra lo scienziato e una giovane donna svelerà un ambizioso scenario di ricerca scientifica, contrapposto all’orrido piano manovrato dalla potente lobby. Due ricerche rivoluzionarie, condotte senza esclusione di colpi, motivate da due scopi opposti: la supremazia da un lato e la ricerca dell’empatia dall’altro. In questo libro di esordio di Iris Bonetti, s’intrecciano possibili traguardi della scienza e gli oscuri volti della mente. La trama porterà il lettore a interrogarsi sul destino dell’uomo e sui propri confini. L’orrore s’intreccerà al bene più profondo e la luce proverà a illuminare i lati più cupi del genere umano.

Giudizio:

È difficile definire questo romanzo semplicemente un thriller perché in esso Iris Bonetti ha fatto confluire elementi propri di altri generi, quali quelli del romance, del fantasy e persino del distopico. Ha saputo dare vita ad una trama articolata in cui si intersecano storie e personaggi diversi, ma ognuna di esse risulta perfettamente legata a quelle che sono le due parole chiave di questa storia: Empatia e Utopia. La prima deriva dal greco “en” che significa dentro e “pathos” che invece significa sentimento o sofferenza. L’ empatia è la sola parola che riesce a dare una spiegazione scientifica ad un altro sentimento irrazionale e inspiegabile, come l’Amore, inteso come il desiderio di “prendersi cura dell’altro”. È difficile trovare negli esseri umani questa propensione empatica che li spinga a vedere il bello e il buono dove apparentemente pare non esserci. È un “dono” di cui beneficiano in pochi. Uno di essi è proprio Sara, una giovane donna di origine italiana che, dopo la morte della famiglia in un terribile incidente stradale, si è trasferita in America e lavora come insegnante di equitazione in un ranch il cui proprietario Jacob Bates, in memoria di sua moglie Claire, ha deciso di partecipare ad un progetto regionale per far diventare il suo ranch un centro sperimentale per lo studio dei benefici apportati dall’ippoterapia sui bambini affetti da autismo. Quelli che vengono chiamati “i figli delle fate” ” perché il loro universo è inespugnabile e poetico allo stesso tempo, fragile e diafano e per i più irraggiungibile”. Ma non per Sara che invece stringe un legame speciale con uno di questi bambini:Gabriel. Lei riesce ad arrivare al suo cuore, ad ascoltare i suoi silenzi, a comunicare con i gesti e le emozioni. Sara diventa per quel bambino “la sua amica blu” capace di seguirlo nel cuore e nei pensieri. Non molto distante da Sara, anche qualcun altro sta pensando a trovare una cura che potrebbe consentire proprio alle persone autistiche di aprire il loro mondo non solo alle poche persone speciali in grado di arrivarvi. Si tratta del neuro-biologo belga Marc Janssens che con la sua equipe, dopo mesi di ricerca vissuti in apnea e tentativi falliti, sembra essere riuscito a trovare la cura giusta da poter sperimentare sull’uomo, visti gli effetti positivi sui roditori. Peccato che qualcuno, nascosto nell’ombra, sembra essere interessato alla sua ricerca e assolutamente intenzionato ad impedirgli che riceva l’ok per la sperimentazione sull’uomo e che la sua scoperta si trasformi in un farmaco. Se Marc, lo scienziato capace di ridurre a molecole e formule scientifiche persino i sentimenti, vuole con la sua ricerca apportare miglioramenti e benefici, interessi e scopi diversi muovono la potente organizzazione criminale intenzionata ad usare ogni mezzo, pur di riuscire a creare artificialmente un nuovo virus capace di controllare la mente umana. La scoperta di Marc va dunque eliminata, in quanto potrebbe vanificare l’efficacia del patogeno a cui stavano lavorando. Marc e la sua equipe vanno fermati! Ma è proprio il suo studio sui bambini autistici che consente a Marc di conoscere Sara, quella ragazza che, grazie al suo inconsapevole “dono”, riesce a farsi strada nel suo cuore e soprattutto a fargli vedere il mondo con i suoi occhi. Entrare nel suo universo e constatare di persona la speciale empatia che Sara riesce a creare con qualsiasi essere vivente, permette a Marc di ideare una soluzione , forse,”folle”, ma l’unica capace di contrastare il malefico progetto criminale. Riuscirà Marc a trovare il modo per dare vita ad una utopica realtà oppure la sua resterà una chimera irrealizzabile? In questa complessa e intricata matassa, Iris Bonetti ha anche aggiunto un lato inquietante, ovvero entrare persino nei meandri della mente disturbata di un serial killer che zittisce i suoi demoni e appaga il suo istinto, quando trova i suoi giocattoli ideali: dei bambini fragili e indifesi. Questo tassello che può inizialmente apparire fuori contesto, si rivela invece anch’esso fondamentale per la composizione del puzzle finale!

Una storia non semplice, ma avvincente, dove la Bonetti dimostra competenza in merito all’aspetto scientifico e accuratezza nell’analisi psicologica di ogni personaggio. Alcune scene descritte sono un pugno nello stomaco in quanto è impossibile accettare qualsiasi forma di violenza sui bambini e restare indifferenti. Nonostante le sue 400 pagine si legge velocemente coinvolti dal ritmo adrenalinico che porta verso un finale “utopistico”. È possibile avere una realtà in cui esista un solo interesse, ovvero quello di prendersi cura dell’altro in modo incondizionato? Chissà se la risposta risiede davvero nella parola “Empatia”!!

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

MUORI PER ME DI ELISABETTA CAMETTI

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: Muori per me.
Autrice: Elisabetta Cametti.
Genere: Thriller psicologico.
Pagine: 528.
Editore: Piemme, 26 giugno 2021.
Formati disponibili: Kindle 9,99€

Cartaceo copertina rigida 17,95€.

Trama:

https://www.amazon.it/gp/aw/d/B08TB8P8TH/ref=tmm_kin_title_0?ie=UTF8&qid=1624024363&sr=8-1

Notte fonda una ragazzina chiama la polizia:sua madre è scomparsa. Si tratta dell’ assistente personale di Ginevra Puccini, una delle fashion blogger più famose al mondo. Il corpo di Julia viene trovato nelle acque del lago di Como, insieme a quello di altre quattro donne. I cadaveri presentano ulcere evidenti su pelle e mucose, una reazione allergica rara, causata da una sostanza sconosciuta, come accerta l’ autopsia. Gli indizi, che puntano tutti a un unico colpevole, diventano una prova con la scoperta dell’arma del delitto. Quando il caso sembra chiuso, però, sulle pagine dei social di Ginevra Puccini compaiono dei video sconvolgenti: lei conosce il nome delle vittime non ancora identificate, la loro storia e il gioco perverso che le ha uccise. Ma Ginevra non si trova. Potrebbe essere il carnefice o la prossima vittima. La cerca la polizia. La cerca la sua famiglia. La cerca chi vuole metterla a tacere. Quelle immagini denunciano un sistema di corruzione e comando, rivelando la linea di sangue che conduce tra i rami di una famiglia potente e dentro una delle più importanti maison della moda internazionale. Dove forze dell’ordine e giustizia non sono riuscite ad aprirsi un varco, sono quei post a far vacillare l’impero. Perché c’è una voce che i soldi e il potere non possono ridurre in silenzio, quella che rimbalza sui social network e diventa virale. Una voce che neanche la morte può fermare.

Giudizio:

“Sarò la ragazza più bella e più amata del mondo”. Questo era il sogno di Teresa da bambina, ovvero fuggire lontano dalla montagna che pareva tarparle le ali, nonostante questo avrebbe richiesto scendere a compromessi o addirittura recidere il legame con la sua famiglia. Teresa è riuscita a realizzare il suo sogno, si è trasformata in Ginevra Puccini, una fashion blogger con milioni di followers: “Usavo i blog e i social come cassa di risonanza per ogni mio starnuto”. È diventata una icona da seguire, da emulare e da invidiare. Ogni momento della sua vita è costantemente ripreso, postato e condiviso su ogni tipo di social network. Ginevra Puccini si è trasformata in una macchina per fare soldi! Tutto il suo successo è dovuto non solo alla sua bellezza, alla sua intelligenza e desiderio di fama, ma anche l’essere entrata a far parte della potente e ricca famiglia dei Vinciguerra, grazie al suo matrimonio con Volfango, detto Wolf, le hanno fatto aprire innumerevoli porte. Il loro è uno scambio equo: si sfruttano e aiutano a vicenda per incrementare ad entrambi fama, soldi e potere. “Si era venduta per questa vita. Aveva tradito ideali e sentimenti, per poi scoprirsi dentro una partita di Monopoli: soldi senza valore, amori senza futuro, sorrisi senza anima. Nient’altro che menzogne.” Ginevra si è resa conto di essere finita in una gabbia dorata e di aver barattato, senza nemmeno rendermene conto, una cosa che non ha prezzo e che per questo è ancora più preziosa: la sua libertà! Ed è proprio per riappropriarsi di essa e soprattutto per svelare il marcio e l’orrore che si cela dietro il suo mondo patinato che Ginevra ha deciso di elaborare un perfetto piano di evasione e al contempo di denuncia, avvalendosi dell’unico e potente mezzo che conosce bene: la sua immagine e il mondo dei social. Ma in cosa consiste il suo piano? Chi vuole smascherare? Quale terribile vaso di Pandora è intenzionata a scoperchiare? La scomparsa di Julia Sullivan, la sua assistente personale e il successivo ritrovamento del suo corpo , assieme a quello di altre quattro donne, nelle profondità del lago di Como iniziano a fare emergere una fitta rete di corruzione e orrori che ruotano tutti intorno ad un unico luogo: la Torre 3 V, il simbolo del potere dei fratelli Vinciguerra, la ” culla di tutti i mali” e che portano inevitabilmente anche alla famosa fashion blogger, misteriosamente irreperibile. Tutti la cercano: i Vinciguerra, Annalisa Spada, l’ispettore della Squadra mobile di Milano a capo della Sezione di omicidi e soprattutto sua sorella Francesca. ” Dietro le quinte, fuori dalla scena. Silenziosa. Discreta. Lei c’è”. Così Ginevra vede sua sorella, un’anima pura, quella che, a differenza sua, non è fuggita, ma è rimasta a cercare di tenere insieme i fili una famiglia sgretolata. Ginevra, la principessa e Francesca, la dottoressa, unite da un legame speciale che la seconda ha cercato di mantenere in vita anche quando la prima sembrava essersi persa, accecata dalle luci del successo, attraverso delle foto inviate che avevano lo scopo di ricordare alla Teresa di un tempo le sue origini e i suoi affetti veri. Quelle foto usate poi da Ginevra era il loro modo di comunicare, il loro modo di non recidere in modo netto quel filo che continuava, nonostante tutto, a farle sentire vicine a dispetto della lontananza e del silenzio. Quando sua sorella comincia però a non usare più le sue foto, Francesca inizia a sospettare che possono esserci solo due motivi: qualcosa o qualcuno glielo sta impedendo oppure è il suo modo per attirare la sua attenzione. Ginevra sta chiedendo aiuto e lo sta facendo nel solo modo che conosce: piegando la rete al suo volere! Ma cosa la lega a quelle donne ritrovate in fondo al lago! Da chi sta scappando Ginevra Puccini? Riuscirà a portare a termine il suo piano di vendetta? “Ginevra è nata per fuggire da Teresa, ma oggi Teresa sta proteggendo Ginevra”. Sarà capace di riottenere la libertà perduta?

Elisabetta Cametti ha creato un thriller psicologico da cardiopalma dove nulla è come sembra e dove bisogna attendere pazientemente la fine per ricomporre tutti i tasselli di un puzzle intricato. Ha evidenziato i pericoli, gli inganni e l’illusorietà che si cela dietro il finto mondo dei social, ponendo l’accento sul crescente e pericoloso desiderio di raggiungere la notorietà a qualunque costo. Ma a quale prezzo? Vogliamo davvero trasformarci in “cicale” disposte a ripetere un canto imposto da altri? Una trama ricca di colpi di scena e di personaggi carismatici. Ho ammirato il coraggio di Ginevra, di Julia e di Bea. Ho provato tenerezza per Emily e Samuel, due ragazzini svegli che sono dovuti crescere troppo in fretta e poi ho amato la caparbietà di Francesca, di Logan e anche dell’ ispettore Spada. È cominciata come una lettura in sordina ma poi si è trasformata in una continua escalation di emozioni e di rivelazioni che non mi hanno dato tregua fino all’ultima pagina!! Stupendo. Coinvolgente. Magnetico.

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

INTRECCI DI ROSE E MISTERI DI MARINA SARRACINO

Ecco la recensione di Anna Maria.

Titolo: Intrecci di rose e misteri.
Autrice: Marina Sarracino.
Genere: Thriller – Suspense.
Pagine: 159.
Editore: Self Publishing, 9 giugno 2021.
Formati disponibili: Kindle 0,99€ prezzo di lancio

Kindle Unlimited 0,00€

cartaceo 9,99€.

Trama:

https://www.amazon.it/Intrecci-rose-misteri-Marina-Sarracino-ebook/dp/B0965GKB6Z/ref=mp_s_a_1_1?dchild=1&keywords=marina+sarracino&qid=1623401788&sprefix=marina+sarra&sr=8-1

Isabella Stante vive in una cittadina a picco sul mare, un luogo suggestivo e arioso, se non fosse per gli opprimenti pettegolezzi diffusi dagli abitanti del posto; voci che mormorano anche sul passato. Da ragazzina dinamica, è sempre alla ricerca di un impiego che possa assicurarle l’indipendenza. Sullo sfondo delle dicerie dei concittadini, si propone per l’incarico di domestica presso Villa Roseto, splendida quanto malfamata abitazione, a lungo disabitata perché sede di un omicidio e rioccupata solo di recente da un nuovo proprietario: il Signor Lorenzo Mangaro. La contestata scelta e la sua schiva personalità lo rendono il bersaglio su cui si scaglia anche la diffidenza di Nina, migliore amica della protagonista, e di Luke, il suo ex da poco rientrato in città. Ma Isabella non si lascia intimorire, detesta i pregiudizi e decide che valuterà di persona la situazione. Si reca a Villa Roseto e si presenta al Signor Mangaro, che l’accoglie in maniera poco ospitale, ma accetta di assumerla in quanto lei è l’unica candidata. All’interno della misteriosa villa e a contatto con il suo enigmatico proprietario, la vita di Isabella prenderà risvolti inaspettati.

Giudizio:

Guardando la cover di questo romanzo, è difficile credere che si tratti di un thriller e tale sensazione di smarrimento mi ha accompagnata anche nelle prime pagine della lettura dove gli elementi propri del romance sono decisamente prevalenti. Man mano che mi addentravo nella lettura, ho però iniziato a comprendere quei due indizi lasciati, non a caso, dalla scrittrice nel titolo: rose e misteri. A mio avviso, Marina Sarracino ha voluto opportunamente giocare sul contrasto e sul simbolismo tra queste due parole. Un fiore delicato e bellissimo, come la rosa, ma con delle spine pronte a pungerti se non si fa attenzione, proprio come la vita, bella e meravigliosa, ma allo stesso tempo ricca di insidie, cattiveria e misteri. ” Il pregiudizio, per me, era come una donna altezzosa che si erigeva su dei tacchi vertiginosi come palazzi dai quali guardava il mondo scrutandolo dall’alto verso il basso.” Questo è l’altro tema intorno a cui ruota la trama del romanzo in quanto entrambi i due protagonisti, anche se per motivi diversi, sperimentano le conseguenze delle superficiali e malevoli dicerie circolanti sul loro conto nel piccolo paese di Granatella. Sa bene cosa significa essere ingiustamente additata, colpevolizzata e persino emarginata dalla propria famiglia la giovane Isabella Stante. Tutto per colpa di una ingenuità commessa da adolescente, ma, le cui conseguenze continua a pagarle ancora, a distanza di anni, come se su di lei fosse stato impresso un marchio a fuoco. Isabella ha cercato di lasciarsi alle spalle il passato, di dimostrare a se stessa e agli altri di essere superiore a ogni pregiudizio, tentando di conquistare da sola una indipendenza economica e potendo contare su un unico ed incrollabile affetto, quello della sua amica Nina. È proprio il bisogno di un lavoro che le permetta di pagarsi l’affitto che la spinge a presentarsi come candidata per la mansione di domestica a Villa Roseto, una splendida e allo stesso tempo inquietante dimora, a causa di un omicidio commesso lì trent’anni prima e per le non rassicuranti voci circolanti sul suo nuovo proprietario: il Signor Lorenzo Mangaro. Ma ad Isabella poco interessano i tentativi della sua amica per dissuaderla ad accettare quell’ impiego, come poco le importa ricoprire il ruolo di domestica in una casa dall’aria macabra e per un uomo altrettanto tenebroso. Lei , memore della sua esperienza personale, è intenzionata a non farsi influenzare dai pettegolezzi e soprattutto dal fitto mistero che avvolge il suo burbero e rude datore di lavoro. Vuole concedergli il beneficio del dubbio. All’inizio non sarà facile per Isabella riuscire a scalfire la spessa corazza dietro cui pare rifugiarsi il dispotico signor Mangaro il quale, però, verrà, a sua volta, contagiato positivamente dalla trasparenza, goffaggine ma anche testardaggine di quella ragazza dai capelli ramati e dagli occhi verde bosco. Pian piano inizierà a mostrarle lati del suo carattere tenuti gelosamente nascosti agli altri, come l’amore e la passione per quelle rose che paiono essere per lui degli esseri da accudire con dedizione incondizionata oppure la sua bravura nel disegnare riproducendo fedelmente ciò che attira la sua attenzione o colpisce il suo cuore.

Quante personalità albergano in quell’uomo? Quale mistero nasconde dietro quella stanza posta nell’attico, la sola a cui è fatto divieto ad Isabella di entrare? Per la prima volta, Isabella che ha sempre potuto contare sulla sua spigliatezza, sulla sua parlantina e sul suo ottimismo, si sente inibita, destabilizzata, ma anche attratta da quell’uomo che, per quanto avvolto nel mistero, gli appare sempre più trasparente e fragile. Lorenzo la prende per mano e le fa conoscere il suo sconcertante segreto ed insieme, uniti da quel filo invisibile che pare legare le loro anime lacerate dallo stesso solco scavato nell’ambito degli affetti familiari, tenta di affrontare anche la verità sul suo passato: una verità che lascerà a bocca aperta e col cuore in subbuglio non solo i due protagonisti, ma anche il lettore totalmente risucchiato dai colpi di scena e dal finale inaspettato. Marina Sarracino ha imbastito una trama avvincente dove ha saputo ben dosare elementi diversi, quali il mistero, l’amore e la suspense. Davvero una lettura piacevole e coinvolgente!!

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

L’ODORE DELLA MORTE DI IRENE CATOCCI.

Ed eccoci con un’altra recensione di Anna Maria.

Titolo: L’odore della morte.

Scrittrice: Irene Catocci.
Genere: Thriller psicologico.
Pagine: 223.
Editore: O.D.E. Edizioni – 1 edizione, 9 febbraio 2021.
Formati disponibili: Kindle 2,99€

Kindle Unlimited 0,00€

Cartaceo 11,01€.
Trama:

https://www.amazon.it/Lodore-della-morte-Irene-Catocci-ebook/dp/B08WC9WVX3/ref=mp_s_a_1_1?dchild=1&keywords=l+odore+della+morte&qid=1617096931&sprefix=l’odore+della+mo&sr=8-1

Avers, Cantone dei Grigioni. Gli abitanti della valle, sperduta tra le montagne svizzere, si domandano chi sia lo straniero che alloggia nella baita isolata. È schivo, taciturno e, ne sono sicuri, nasconde un segreto. Davide Profeta, ricercato dalle forze dell’ordine italiane, si è creato una nuova identità, indossando una delle sue innumerevoli maschere, che riescono a farlo sentire sicuro: un uomo come tanti, senza un passato e con un futuro da costruire. Davide ha un segreto che se rivelato manderà all’aria l’intera messinscena. L’arrivo in città di un giovane transessuale, però, cambierà le carte in tavola. Davide ripercorrerà una strada che credeva ormai superata, un viale insanguinato e intriso di ricordi che credeva di aver sepolto a stento nella memoria. La belva, anche se ridotta in catene, conserva lo spirito che la rende tale. E così farà Davide : per non essere divorato dalla nostalgia, farà riemergere dalle ceneri di un passato troppo vicino la sua natura più nascosta, uccidendo ancora.
N.d.e. Il contenuto di questo libro potrebbe urtare i lettori più sensibili e non rispecchia il pensiero e/o la morale dell’ Editore né dell’autrice. Si consiglia la lettura a un pubblico responsabile.

Giudizio:

“L’odore della morte” di Irene Catocci è il sequel di “L’odore del sesso” ma possono essere letti separatamente senza problemi. Io non ho infatti letto il precedente romanzo, ma sono riuscita tranquillamente ad addentrarmi all’interno di questo thriller psicologico dalle tinte noir. Irene Catocci fa compiere al lettore un viaggio nei tortuosi meandri di due menti deviate, non con l’intento di dare una giustificazione in quanto sarebbe impossibile e né tantomeno con lo scopo di fare provare commiserazione o pena per i suoi due protagonisti. La scrittrice si limita a mostrarci in modo lucido e spietato quanto la mente umana possa essere contorta e riservare sorprese inaspettate. Davide e Noah, ecco i nomi dei due protagonisti, i quali, se se ad una prima analisi, potrebbe sembrare abbiano due ruoli ben distinti: il carnefice il primo e la vittima il secondo; a lungo andare, ci sembrerà che si scambino vicendevolmente i ruoli in quanto nel loro rapporto “malato” entrambi hanno funzione ambivalente. Tutti e due finiscono infatti per essere la cura per il proprio tormento interiore e allo stesso tempo la causa principe della loro dannazione. “Amo odiarlo e odio amarlo”. Queste parole pronunciate da uno dei due protagonisti rappresentano la sintesi perfetta delle contraddizioni insite nel loro legame. “Davide Profeta è morto tra le acque scure del Marecchia e al suo posto ne è uscito Abel Hass, l’uomo senza passato”. Comincia così il romanzo presentandoci lo spietato killer ricercato dalla polizia italiana nell’ennesima maschera da lui indossata. Davide Profeta, da brillante avvocato riminese, ha deciso di vestire i panni del solitario taglialegna rifugiandosi ad Avers, una sperduta valle tra le montagne svizzere. Ha provato così a lasciarsi alle spalle il passato, i ricordi e soprattutto Noah. Ha cercato di integrarsi nella nuova comunità e a sopportare il freddo pungente che gli fa costantemente compagnia penetrandogli fin dentro le ossa, ma il pensiero al suo angelo biondo e al fallimento della loro fuga continua a perseguitarlo. È sufficiente la comparsa di un giovane transessuale per rompere il precario equilibrio faticosamente creato da Davide e a risvegliare la “bestia immonda” che banchetta da sempre con la sua anima e che brama un’unica cosa: il sesso. “È l’odore. La colpa del ricordo dell’unico odore al mondo che non riesco a mandare via dalle narici: quello del sesso”. E Davide torna ad uccidere, solo che se in passato uccideva per punire chi, in virtù delle malate idee inculcategli da sua madre, rappresentava qualcosa di immorale, ora invece lo fa per cercare in modo ossessivo il suo Noah negli altri. Ma sarà capace la bestia famelica di sentirsi finalmente sazia oppure sentirà la necessità di riappropriarsi del suo angelo salvatore?

E Noah? Cosa gli è successo? Anche lui, come Davide,ha cercato di andare avanti, ma il suo cuore e la sua mente continuano ad essere imprigionati a Davide, il suo aguzzino e il suo amante. Noah sembra essere legato a doppio filo a quell’uomo per il quale sarebbe disposto ad accettare ogni sua nefandezza commessa rendendosi persino testimone e complice dei suoi peccati, ma c’è un’unica cosa che forse Noah non potrà mai tollerare. Quello tra Davide e Noah può essere considerato “amore” a tutti gli effetti, seppur malato e deviato, ma pur sempre un amore basato sulla reciproca necessità di possesso che, se viene meno o viene messo in dubbio, è capace di scatenare reazioni inaspettate. Non voglio dire altro, mi limito a pregare la scrittrice di dare un seguito a questa storia perché credo che, in un modo o nell’altro, Davide e Noah abbiano ancora tanto da dire e da farci scoprire!

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

DUPLICE ANIMA DI ILENIA LEONARDINI

Ed eccoci con Anna Maria con un thriller, cosa ci dobbiamo aspettare?

Titolo: Duplice Anima.

Scrittrice: Ilenia Leonardini.

Genere: Trhiller Giallo.

Pagine: 204.

Editore: Youcanprint Self Publishing, aprile 2020. Formati disponibili:Kindle 2,99€

Cartaceo 12,35€.

Trama:

https://www.amazon.it/Duplice-anima-Ilenia-Leonardini-ebook/dp/B085P1SVKT/ref=mp_s_a_1_1?dchild=1&keywords=duplice+anima&qid=1603832992&sr=8-1

Lawrence Connelly ha preso una decisione in merito al suo futuro, o almeno ne è convinto, diversamente dal suo amico Jock che è rimasto allibito e sconcertato dalla sua decisione. Quello che sta accadendo ai membri di questa facoltosa famiglia è una vera tragedia oltre che un mistero. Lawry è certo di non avere bisogno di nessuno per capire cosa il padre Marcus gli stia tenendo nascosto. “The Player” ne approfitterà , cercando di portarlo a scegliere la strada del crimine organizzato e promettendogli di farlo diventare il suo braccio destro. Per iniziare affiancherà Kurt che dovrà addestrarlo e renderlo uno spietato killer. La macchina della giustizia si sta mettendo in moto con il capo della sede dell’ FBI di Washington DC, l’ispettore Ethien Birmingham. Quest’ultimo ha un legame di parentela con i Connelly, ma ciò non toglie che sia un professionista e che tenterà di far prevalere la ragione e non il cuore, seppur voglia arrivare fino in fondo alla intricata vicenda. Qualcuno tra le fila del gruppo dei delinquenti di Kurt si sentirà minacciato dalla presenza di Lawry, ma qualcosa gli farà cambiare idea.

Giudizio:

Il finale di Segreti Inviolabili non aveva affatto dissolto i miei dubbi, anzi ne aveva instillati altri. Il segreto custodito così gelosamente dal senatore Marcus Connelly continua ad essere il fulcro intorno a cui ruota la trama. È la causa scatenante di tutte le terribili sciagure che si sono abbattute sulla sua famiglia, non risparmiando nessuno dei suoi componenti. Chi però paga il prezzo più alto è , come avevamo già visto, Lawrence, il figlio del senatore, un ragazzo che, appena laureatosi in Giurisprudenza, coltivava il sogno di diventare un brillante avvocato, mentre si è ritrovato catapultato dall’altra parte: un mondo dove regna l’illegalità, l’inganno e la crudeltà. La droga ha ormai preso possesso della sua mente rendendolo facilmente manipolabile e trasformandolo in un burattino nelle mani della mafia russa. “Davvero prova un odio così profondo e viscerale per colui che gli ha dato la vita?” Questo è l’interrogativo che si pone Lawry e che tormenterà anche noi lettori. Nelle sue azioni crudeli non c’è più traccia di quel ragazzo buono e brillante di un tempo. Ma è davvero così? “La sua anima persiste a essere divisa in due, o forse come se ormai in lui esiste una duplice anima, una di luce e una tenebrosa alimentata dall’odio e dall’angoscia profonda.” Quella tenebrosa avrà preso il sopravvento su quella di luce o c’è ancora una flebile speranza di redenzione? La storia, in questo romanzo, corre su due binari paralleli dove sembrano alternarsi i due fronti in lotta: quello dei buoni, rappresentato dall’FBI, dagli amici e parenti di Lawry e persino dal Presidente degli Stati Uniti d’America e quello dei cattivi capeggiato dal famigerato “The Player”, il vero burattinaio della situazione, e dai suoi fidati scagnozzi. Entrambi i fronti opposti hanno però una cosa in comune: vogliono, anche se per ragioni diverse, il figlio del senatore. Lawrence Connelly è dunque la pedina da usare o da salvare. La medesima lotta interiore che spesso vedremo esserci nel cuore di questo ragazzo, si riflette senza esclusione di colpi traditori tra le due fazioni. Chi avrà la meglio? La giustizia trionferà sull’illegalità? E quale sarà il destino riservato a Lawry? Nella mia precedente recensione avevo concluso dicendo che era stata una lettura con luci ed ombre e mi ritrovo, purtroppo, a confermare il mio parere anche stavolta. Alcune situazioni descritte le ho trovate davvero surreali. Mi è sembrato di assistere a quei film americani in cui il protagonista può tutto e a cui si giustifica tutto. Senza fare spoiler ho trovato poco credibile il tentativo o la forzatura nel voler giustificare alcune azioni o comportamenti posti in essere dal protagonista. Ogni azione compiuta, anche se deviata o manipolata, c’è stata! Mi sono spesso chiesta e se Lawrence Connelly non fosse stato il figlio di un senatore avrebbe riscosso la medesima attenzione e lo stesso trattamento? E poi possibile che gran parte dell’FBI sia in qualche modo imparentata coi Connelly? Ho invece apprezzato il lavoro fatto dalla scrittrice sul suo protagonista: ha ben evidenziato le sue fragilità e i suoi incrollabili punti di forza. L’amicizia e l’amore sono le ancore di salvezza a cui aggrapparsi per risalire in superficie e provare a tornare a riva. Ho anche apprezzato il nuovo personaggio, quello di Clay, altra vittima, come il protagonista, di un gioco spietato. Alcuni dubbi in questo romanzo hanno trovato risposta ma altri la troveranno solo nel seguito di questo trhiller che, nonostante tutto, si legge velocemente grazie anche ad una narrazione semplice.

Stelle: 3⭐️⭐️⭐️

NON DISTURBARE DI CLAIRE DOUGLAS

Pronti ad iniziare la settimana con la nostra Anna Maria?

Titolo: Non disturbare.

Autrice: Claire Douglas.

Genere: Thriller.

Pagine: 298.

Edito: Casa Editrice Nord, 6 agosto 2020.

Formati disponibili: Kindle 9,99€

Cartaceo copertina rigida 17,67€.

Trama:

https://www.amazon.it/Non-disturbare-Claire-Douglas-ebook/dp/B086QWGCR9/ref=mp_s_a_1_1?dchild=1&keywords=non+disturbare+claire+douglas&qid=1601062545&sprefix=non+disturbare+cla&sr=8-1

Quando sua madre le propone di rilevare un cottage a Brecon Beacons, nel Galles, per trasformarlo in un Bed & Breakfast, Kirsty è ben felice di accettare. Dopo l’esaurimento nervoso del marito Adrian, sia loro sia le loro figlie hanno bisogno di un nuovo inizio. Certo, i lavori da fare sono tanti e la gente del posto non accoglie le novità con entusiasmo, tuttavia Kirsty è convinta di poter superare ogni ostacolo. Ciò che non può tollerare, però, è vivere sotto lo stesso tetto con la cugina Selena, che un giorno si presenta alla sua porta. Le due donne non si parlano da diciassette anni, da quando le bugie di Selena hanno quasi distrutto la famiglia. E infatti la sua presenza destabilizza il delicato equilibrio della casa, soprattutto perché Selena nel giro di poco tempo si fa raggiungere dall’ ex fidanzato e dal fratello di Kirsty , che ha con lei un rapporto burrascoso. A ciò si aggiungono una serie di eventi sempre più inquietanti: prima spariscono dei giocattoli dalla camera delle bambine, poi un bouquet di fiori marci viene lasciato all’ingresso del cottage e , infine, Kirsty trova un cappio nella mansarda , chiara allusione al tentato suicidio di Adrian. Possibile che Selena si sia spinta a tanto? O è qualcun altro a tormentare Kirsty e la sua famiglia? Una cosa è certa: quelle minacce diventeranno presto una tragica realtà…..

Giudizio:

Avevo voglia di un bel thriller e mi sono imbattuta in questo di Claire Douglas: Non disturbare. È stata una lettura che non mi ha convinta sin da subito e che ho cominciato ad apprezzare, per via dei continui colpi di scena, dalla seconda parte del romanzo. La protagonista Kirsty , nonché voce narrante, decide , su consiglio della madre, di trasferirsi nel Galles e di trasformare una vecchia casa in stile vittoriano in un B&B. Old Rectory dovrebbe rappresentare per lei, per suo marito e per le sue figlie, un nuovo inizio, un modo per lasciarsi alle spalle quanto è successo a Londra. “Le porte chiuse continuano a non piacermi. Il ricordo è troppo fresco, non so mai cosa troverò davanti una volta aperte”. In queste parole emergono chiaramente gli strascichi emotivi di quanto accaduto a suo marito Adrian: la sua depressione e i suoi tentativi autodistruttivi hanno lasciato su Kirsty un’inquietudine costante. Lo spray inalatore contro l’asma è diventato ormai il suo unico e fedele compagno per calmare gli improvvisi attacchi di panico. Kirsty ha un disperato bisogno di mettere una distanza tra sé e il passato ed invece questo riappare improvviso e inaspettato, pronto a sconvolgere la sua vita e a costringerla a mettere in discussione le sue incrollabili certezze! Riappare sulla scena: Selena, sua cugina, con la quale, a causa di bugie e dissapori, non si parla e non si vede da diciassette anni. Kirsty e Selena sono cresciute insieme come sorelle: la prima è la classica brava ragazza ligia al rispetto delle regole, mentre la seconda inaffidabile e da sempre propensa ad infrangerle. “Voglio sempre quello che non posso avere”. Questa frase pronunciata da Selena racchiude il senso dell’intera ed intricata storia ed intorno a lei, questa cugina misteriosa e sfuggente, custode di segreti e bugie, ruota tutta la seconda parte del romanzo. La ricomparsa di Selena nella vita di Kirsty fa riemergere antiche ombre sulla sua famiglia che il tempo non ha spazzato via, ma ha solo tenute nascoste e ora sono nuovamente pronte ad uscire fuori, coinvolgendo tutti i componenti della sua famiglia: nessuno escluso! A rendere il quadro ancora più complicato cominciano a verificarsi nel B&B alcuni eventi inquietanti: il ritrovamento prima di una vecchia bambola di porcellana, poi di alcuni mazzi di fiori marci e persino una corda a forma di cappio sembrano quasi confermare che questa vecchia casa abbandonata sia custode di dolori e segreti, proprio come i componenti della sua famiglia. Sono tutti oscuri avvertimenti e inquietanti presagi di un evento drammatico con il quale Kirsty dovrà fare i conti! Per la prima volta nella sua vita questa donna, sempre affidabile, sempre sincera e sempre zelante si ritroverà a mettere in discussione i suoi principi solo per salvare il suo già precario equilibrio familiare. Quanto e cosa si è disposti a fare per proteggere le persone che si ama? Un thriller che parte lento, per poi catturare l’attenzione del lettore piano piano.

Stelle: 4 ⭐️⭐️⭐️⭐️