Recensione a cura di Anna Maria.
Titolo : Ombre nella pietra.
Autore: Alex Coman.
Genere: Racconto Distopico.
Pagine: 57.
Editore: Delos Digitale – 11 maggio 2021.
Formato disponibile:Kindle 1,99€.
Trama:

“Per poter entrare nella Bolla erano costretti a indossare l’ombra, ma rinunciando a ogni dignità umana”. Monte Alto è circondato dall’ oceano, l’aria è fredda e corrosiva, la gente per poter sopravvivere è costretta a vivere nelle caverne agognando la vita nella Bolla, dove la natura prospera e l’aria è incontaminata. Lo sanno bene Mina e Robi che, per poter entrare nella Bolla, sono costretti a indossare l’ombra, rinunciando alla loro libertà e portare a termine gli incarichi assegnati dal collare. Le ombre non sono autorizzate a parlare con i cittadini, non sono autorizzati a fare nulla se non espressamente richiesto. Solo così possono respirare l’aria tossica fuori dalla Bolla per un massimo di 150 ore.
Giudizio:

Prima di esprimere il mio giudizio su questo racconto, devo confessare che il genere distopico non è tra i miei preferiti. Ma, essendo io una persona che non si tira indietro dinanzi ad alcuna sfida, mi sono lanciata in questa lettura la quale è riuscita, nella sua brevità, grazie al ritmo narrativo incalzante e al susseguirsi dei colpi di scena, a catturare la mia attenzione. Sin dalle prime pagine, si viene subito catapultati in una realtà distopica “agghiacciante” in cui gli uomini sono costretti a vivere in dei buchi scavati nella montagna di Monte Alto e a dover respirare un’aria tossica , sferzati da un gelo pungente e costante. Per essi vi è una sola possibilità di sopravvivenza, ovvero quella di entrare nella “Bolla” e accettare di rinunciare alla propria identità e alla propria dignità per assumere le sembianze di grigie e anonime ombre. Così facendo hanno modo di respirare l’aria incontaminata e godersi la vista della natura, totalmente assente fuori dalla Bolla. Ma diventano anche “schiavi” pronti ad eseguire gli incarichi dei cittadini della Bolla rispettando però delle regole fondamentali: non sono possibili contatti fisici, mentali verbali con essi , se non espressamente richiesti. Tutto è sotto il controllo di Internet il quale provvede non solo a smistare gli incarichi tra le ombre, ma anche a sorvegliare su i loro pensieri e a rimuoverli se non reputati leciti. Tutto è però sopportabile , persino il collare, il bracciale e le cavigliere, pur di ottenere in cambio quella , tanto ambita, fialetta che permette loro di avere una “cura” , una possibilità per sopravvivere al temibile countdown di 150 ore! Questa è la realtà, difficile e dolorosa, con la quale convivono ogni giorno Mina e Robi Colletti, due fratelli rimasti orfani e costretti a barcamenarsi tra mille insidie e a sopportare le angherie della “megera” Rossella e dei suoi scagnozzi pur di raggiungere il loro obiettivo: raccogliere più fiale possibile e avere così il lasciapassare per entrare nella caverna più in alto. Mancano loro solo una decina di “cure” che voleva dire altri cinque giorni da ombra e poi avrebbero potuto godere di un trattamento migliore rispetto a quello a cui erano stati finora abituati. Ma cosa si può essere disposti a fare pur di conquistare la libertà? E quale il prezzo da pagare per ottenerla? Un racconto distopico “originale” che non tralascia né un’attenta caratterizzazione dei suoi personaggi né una descrizione dei loro pensieri, desideri e sentimenti. Unica nota negativa è aver lasciato in un alone di mistero la sorte di Mina , la ragazza che tanto desiderava sdraiarsi sull’erba, avere finalmente un contatto con piante e alberi e che restava incantata a guardare le nuvole sul soffitto della Bolla. Avrà forse, l’autore, intenzione di dare un proseguo a questa sua storia? In ogni caso è stata una lettura piacevole, che mi ha permesso di conoscere una nuova penna da tenere di sicuro d’occhio!!

Stelle: 4⭐️⭐️⭐️⭐️











