OTELLO E LA MALEDIZIONE DEGLI HOTEL DI PABLO AYO

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: Otello e la maledizione degli hotel.
Autore: Pablo Ayo.
Genere: Noir Comic.
Pagine: 384.
Editore:Self Publishing, 15 luglio 2021.
Formati disponibili: Kindle 2,99€/ Kindlunlimited 0,00€/ Cartaceo 13,52€.
Trama:

https://www.amazon.it/Otello-maledizione-degli-Hotel-Pablo-ebook/dp/B099NZMS3G/ref=mp_s_a_1_1_nodl?crid=1FICG40XQ61ME&keywords=otello+e+la+maledizione+degli+hotel&qid=1642440704&sprefix=otello+e+la+maledizione+degli+hotel%2Caps%2C70&sr=8-1

A Otello Bonacasa gli hotel portano sfortuna: braccia rotte, fidanzamenti saltati, lavori persi. Tutto da quando a sedici anni Evaristo, il bulletto del liceo, gli diede il soprannome di “Hotello” con l’ “H”. Evitando di avvicinarsi a alberghi, pensioni , B&B e soprattutto hotel, pian piano le cose gli vanno meglio: diventa un informatico di successo e fonda assieme all’amico Marco Trifoldi l’azienda “Cloud 9” . Finalmente ha un sacco di soldi, un lussuoso appartamento e una fidanzata bellissima: Alisa. Tutto va bene fino a quando non si reca negli Emirati Arabi per presentare il suo nuovo progetto agli azionisti. Convinto che ormai la sfortuna sia passata, alloggia nell’hotel più bello di Dubai, l’ Atlantis. Da quel momento la vita di Otello va a pezzi: quando la polizia trova nella sua stanza d’albergo una valigia piena di cocaina si ritrova costretto a fuggire, prima dagli Emirati Arabi e poi dal carcere di Rebibbia, inseguito da sicari della Camorra, spacciatori colombiani e malavita romana. Otello dovrà riuscire a scoprire chi lo vuole incastrare e perché, con l’aiuto di alcuni incredibili personaggi incontrati in carcere: il gigante polacco Baby Wachowsky, il vucumprà Sahid, il falsario veneto Bepi, il contrabbandiere ligure Ceschìn e soprattutto Evaristo, il suo odiato ex compagno di liceo che lo aveva soprannominato “Hotello”.

Giudizio:

Mai farsi ingannare dalle apparenze, perché nulla è come sembra! Confesso di essermi approcciata a questo romanzo con un certo scetticismo, in quanto la cover, che mi è parsa simile alla locandina di un film, non mi ha entusiasmata. Sin dalle prime battute ho iniziato a ricredermi e mi sono ritrovata immersa dentro una storia che si è rivelata: esilarante per via di alcune situazioni davvero surreali e addirittura comiche; incalzante per via degli innumerevoli colpi di scena ed infine sorprendente grazie ad un finale che lascia il lettore con un sorriso compiaciuto in volto. Tutto ruota intorno alle strampalate vicissitudini in cui viene a trovarsi, suo malgrado, il nostro protagonista: Otello Bonacasa, un placido informatico, convinto che su di lui aleggi, come la fantomatica nuvoletta fantozziana, una terribile maledizione, quella degli hotel. Tutta colpa di Evaristo Tornabuoi , il bulletto del liceo, che per cinque anni lo ha preso di mira con scherzi e sfottò di cattivo gusto e gli ha affibbiato il soprannome di “Hotello” con l’ “H”. Da quel giorno , ogni volta che si è avvicinato ad un hotel, albergo, pensione o b&b gli sono capitate le peggiori sventure e di conseguenza ha deciso di tenersene a debita distanza. È andato avanti con la sua vita, è diventato un abile informatico, ha creato assieme al suo socio, nonché migliore amico, Marco Trifoldi una società , la Cloud 9, da 11 milioni di euro. A completare questo quadro idilliaco vi è la presenza al suo fianco della bellissima ex modella di Vogue, la sua fidanzata: Alisa Aldovrandi!Tutto pare ruotare dalla sua parte, ma il nostro protagonista commette un madornale errore in quanto, convinto di essersi lasciato alle spalle la sua maledizione e recatosi per lavoro negli Emirati Arabi, decide di alloggiare presso l’Atlantis , uno degli hotel più lussuosi di Dubai. “Non guardare giù, non guardare giù”. Ecco queste sono le parole che continua a ripetersi Otello per non pensare ai 35 metri di altezza che lo separano dal suolo! Ma cosa ci fa vestito dei suoi soli slip bianchi di Calvin Klein e appeso al cornicione dell’hotel, mentre fuori impazza una vera e propria tempesta di sabbia? Ebbene la maledizione di Evaristo ha colpito ancora! Il povero Otello è accusato di aver introdotto nel paese una valigia piena di cocaina purissima, ritrovata inspiegabilmente nella sua stanza. Ha un’unica alternativa, ovvero quella di fuggire dagli Emirati Arabi, dove è prevista la pena di morte, di solito commutata in carcere a vita, in caso di una eventuale condanna per detenzione e spaccio di stupefacenti e tornare in Italia per dimostrare la sua totale estraneità ai fatti! Mai avrebbe immaginato in primis di uscire indenne ( non si capirà mai come!) dopo un volo di 35 metri e poi di doversi travestirsi da ballerina di danza del ventre, così da passare inosservato sul jet privato di uno sceicco arabo che si sta recando a Roma. Per fortuna può contare sull’aiuto tempestivo e prezioso di Camillo De Paolis , un suo impiegato, e sulla complicità di Julia,una giovane brasiliana, che lo colpisce sin da subito, facendogli persino non sentire la mancanza di colei che invece ha scelto come sua compagna di vita. Una volta atterrato a Ciampino, i guai per il nostro informatico sono solo agli inizi, in quanto finisce nel carcere di Rebibbia, con l’accusa non solo di essere un trafficante di droga , ma anche di essere indebitato fino al collo e proprio per salvare la sua società dal crack finanziario ha organizzato un traffico internazionale di cocaina. Si trova a fare amicizia con una serie di strambi ma affidabili soggetti, come il gigante Baby, il falsario Bepi, il vucumprà Sahid, il contrabbandiere Ceschìn e soprattutto Evaristo, quello che ha da sempre considerato come il suo incubo.

Sarà proprio questa strana combriccola a diventare per Otello la sua ancora di salvezza, quando si rende conto che qualcuno è pronto a tutto pur di saperlo fuori dai giochi e che non è l’unico, ma sulle sue tracce, gli corrono dietro, con intenzioni non pacifiche, camorristi e colombiani, bramosi di riappropriarsi di quella preziosa cocaina. Ma chi è la mente diabolica che tesse le fila di questa storia? E perché? Gelosia? Soldi? Oppure brama di potere? Tra inseguimenti e fughe roccambolesche, tra sparatorie ed esplosioni, riuscirà il nostro Otello a smascherare chi ha dato inizio alla sua assurda avventura? Otello avrà anche modo , tra mille sventure, di capire il vero significato delle parole “amore” e “amicizia”! E che ne sarà della sua maledizione? Una trama originale in cui l’ autore ha saputo dosare umorismo, suspense ed emozioni grazie dei personaggi resi veritieri grazie alle loro espressioni dialettali. Una lettura che mi ha fatto sorridere, emozionare e soprattutto mi ha sorpresa!!

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

500 CHICCHE DI RISO DI ALESSANDRO PAGANI

Ciao a tutti,

E oggi con la nostra Anna Maria Bisceglie ci faremo due risate.

Titolo: 500 CHICCHE DI RISO.

Autore: Alessandro Pagani.

Genere: comico-sarcastico.

Pagine: 116.

Edito : 96 rue de -La -Fontaine Edizioni, 7 maggio 2019.

Prezzo cartaceo: 8,50 €

Trama:

https://www.amazon.it/500-chicche-riso-Alessandro-Pagani/dp/8893990067/ref=mp_s_a_1_1?keywords=500+chicche+di+riso&qid=1566927211&s=gateway&sprefix=500+chic&sr=8-1

Apri una pagina di questo libro. Leggi una chicca .Ripeti l’operazione per altre 499 volte . Prefazione di Cristiano Militello.

Giudizio:

La prefazione ironica ma puntuale di Cristiano Militello fornisce chiari indizi su ciò che attende il lettore avventurandosi nella lettura di questo libro “sui generis”. Confesso che è la prima volta che mi cimento in questo tipo di lettura, pertanto, all’inizio, sono rimasta spiazzata. Le prime dieci pagine , grazie ad alcune battute dissacranti e sagaci, mi hanno strappata una risata ma, poi, continuando quel senso di ilarità andava via via scemando e ad esso si sostituiva un sentimento di noia. Ho perciò cambiato strategia! Questo non è un “romanzo” da leggere tutto d’un fiato, al contrario, la sua lettura va centellinata . Per fare presa sul lettore si devono seguire scrupolosamente le istruzioni “per l’uso”.

Consiglio pertanto di leggere questo libro solo quando se ne sente la necessità , quando si ha proprio la voglia di farsi una gran bella risata! Così facendo si riuscirà ad apprezzare l’arguta ironia che si palesa in ogni “chicca” donataci GENTILMENTE da Alessandro Pagani. 500 chicche per ridere e anche per riflettere! Ad una lettura superficiale potrebbero apparire delle semplici e divertenti “battute” ma ad un’analisi più attenta potremo cogliere in ognuna di essa un po’ di noi stessi,delle nostre abitudini o fobie. Potremmo azzardarci a definire quindi questo libro ,una sorta di specchio “caricaturale” della società odierna! Una lettura fuori dagli schemi,con un’unica controindicazione: è portatrice sana di risate!!

stelle: 4 ⭐️⭐️⭐️⭐️