IL LABIRINTO DEI SUSSURRI DI CLAUDIA SABELLA

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: Il Labirinto dei Sussurri.
Autrice: Claudia Sabella.
Genere: Historical mistery romance.
Pagine: 167.
Editore:Self Publishing, 21 novembre 2022.
Formati disponibili:Kindle 2,99€/ Kindlunlimited 0,00€/ Cartaceo 13,90€.
Trama:

https://www.amazon.it/Labirinto-dei-Sussurri-Claudia-Sabella-ebook/dp/B0BLMBZ2KX/ref=mp_s_a_1_1?crid=3SUAANPU3O0SG&keywords=il+labirinto+dei+sussurri&qid=1669594521&qu=eyJxc2MiOiIwLjkwIiwicXNhIjoiMC4wMCIsInFzcCI6IjAuMDAifQ%3D%3D&sprefix=il+labirinto+dei+%2Caps%2C89&sr=8-1

Brinette sa benissimo chi è William. L’assistente che suo padre ha adottato quando era un ragazzino, l’amico cresciuto con lei e con suo cugino Jean-Luc . Il ragazzo dai modi impeccabili , misurati, con cui in segreto sperava di costruire il proprio futuro, prima che lui sparisse per un anno intero il giorno in cui il padre di lei sconvolse le loro vite con un annuncio. William conosce perfettamente il temperamento di Brinette. Figlia di colui che gli ha permesso di elevarsi dalle periferie di una Londra del primo decennio novecentesco, lei ha sempre seguito le regole per divertirsi a stravolgerle. Giorno dopo giorno cresce nell’animo di William l’intenzione di essere abbastanza, per poter chiedere la sua mano. Fino al momento in cui ha lasciato che lei venisse promessa ad un altro. Quando Brinette ritrova William, lui è diventato un combattente di lotte clandestine. Mentre la luce della luna si staglia su una verità difficile da fare riemergere, William sta per rivelarle qualcosa. Dalle viscere di un tunnel, però, giungono fino a loro le urla disperate di Jean-Luc, urla che li conducono in una zona nascosta del bosco. Tra le rovine di un tempio, marchingegni e manufatti artificiali, il mondo impossibile e maledetto di un antico labirinto sussurra loro di entrare…

Giudizio:

“Scegliere te sarebbe la rovina di tutto, William!” Quelle parole, pronunciate circa un anno prima dall’uomo che lo aveva salvato dalla strada e accolto in seno alla sua fabbrica come suo assistente, avevano invece decretato la fine di William. Quel giorno il ragazzo fu messo dinanzi ad una verità inaccettabile, che non gli offriva alcuna alternativa ,se non quella di allontanarsi da quel luogo che aveva imparato a considerare casa, da quell’uomo che ormai considerava un padre , da Jean-Luc che era diventato in quegli anni il suo amico da proteggere e da sostenere, ma soprattutto significava doversi allontanare da lei, dalla sua Brinette. Non avrebbe mai potuto assistere inerme al suo matrimonio con un uomo, che non fosse lui! Non avrebbe potuto fingere di non provare dolore nel vederla tra le braccia di un altro! William ha perciò preferito voltare le spalle a quella ragazza che si era impossessata del suo cuore fin dal primo momento, che era diventata, assieme a Jean-Luc , la sua compagna di avventure , di corse selvagge o di momenti di intimità in cui scoprirsi sempre di più anime affini, ma destinate, purtroppo, a non avere futuro. William ha deciso di dire addio alle sue certezze ed imbarcarsi su navi mercantili dove sperava che il duro lavoro gli avrebbe permesso di dimenticare, come il divenire un lottatore in gare clandestine gli avrebbe consentito di dare libero sfogo a quel dolore, che continuava, invece, dopo un anno, a pungolare il suo cuore. Il rivederla , inaspettatamente, in quella bolgia di violenza e sporcizia, in quella gabbia di sangue e di polvere, fa vacillare William, investito da una marea di ricordi e di sentimenti mai sopiti. Il leggere , però, sul viso di Brinette il disgusto e lo sgomento per ciò che era diventato, lo fa sprofondare in un abisso di dolore, peggiore a quello già provato. Ma cosa ci faceva Brinette in quel posto? Perché Jean-Luc le aveva permesso di ritrovarlo? “Da circa un anno, qualcosa nella sua vita era… crollato”. Questo lo stato d’animo che accompagna la dolce Brinette dopo la scomparsa inaspettata di quel ragazzo che pensava provasse i suoi stessi sentimenti e che avrebbe lottato per essi , ed invece le ha voltato le spalle accettando di vederla promessa sposa di un altro. Tutti, all’annuncio del suo fidanzamento con quello sconosciuto che ironicamente aveva un nome simile al suo , avevano avuto una reazione, tranne lui : nessun sussulto, nessuna espressione di sorpresa, nessun tentativo di tirarla fuori dai guai, come aveva sempre fatto. William era semplicemente svanito dalla sua vita, lasciandola “sola” in balia di un destino che Brinette non riusciva ad accettare. Solo suo cugino Jean-Luc poteva capire il vero motivo della sua disperazione, solo grazie a lui è riuscita Brinette a ritrovare le sue tracce per trovarsi dinanzi, purtroppo, non più il ragazzo dall’aspetto impeccabile e slanciato in giacca e cravatta, bensì un lottatore senza pietà che amava farsi acclamare , come un eroe, per aver messo ko il proprio avversario. Dove era finito il suo Will? Brinette non immagina che William aveva imparato a scacciare via quel desiderio di lei, come se fosse una bestia da uccidere. William “non aveva abbandonato nessuno, solo se stesso”: non aveva avuto scelta! Ma il ritrovarsi l’ uno di fronte all’altro con lo stesso fardello di dolore e di amore li fa ripiombare indietro nel tempo, a quel passato in cui si erano nutriti di illusioni dentro la loro bolla. L’urlo straziante di Jean-Luc interrompe bruscamente quel loro istante, squarciando di terrore il loro animo. William e Brinette ignorano, come il seguire i sussurri che li conducono all’interno del bosco e all’interno di un antico tempio , li faranno sprofondare in un surreale e terrificante labirinto fatto di corridoi bui e di stanze infinite. Si ritroveranno catapultati in un luogo “senza inferno né paradiso, senza odori o rumori” , una sorta di limbo capace di imprigionarli per sempre. William e Brinette dovranno fare i conti con i loro sentimenti e le loro paure, dovranno prendere nuove dolorose scelte e alla fine accettare l’amara consapevolezza come “Non è sufficiente sparire per non essere più amati”. Quale sarà la loro reazione quando scopriranno la vera identità di quei sussurri : una verità orribile e crudele? Riusciranno ad uscire da quel labirinto surreale o rimarranno prigionieri di esso? Un romance paranormale davvero ben congegnato, dove si attinge persino dalla mitologia greca per rendere le atmosfere ancora più terrificanti e allo stesso tempo avvincenti. Ho percepito il dolore e la rabbia dei due protagonisti, sono stata avvinta dall’intensità dei loro sentimenti. Mi sono persa assieme a loro in quel labirinto, mi sono lasciata sopraffare dal terrore e poi dal stupore per poi restare col cuore sospeso tra mille dubbi e speranze.

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

LA SALVATRICE DI LIBRI ORFANI DI LAURA BALDO

Ed eccoci con una nuova recensione di Anna Maria.

Titolo: La salvatrice di libri orfani.

Autrice: Laura Baldo.

Genere: Mistery.

Pagine: 130.

Editore: Alcheringa Editore, 29 giugno 2020. Formati disponibili: Kindle 3,49€

cartaceo 11,40€.

Trama:

https://www.amazon.it/salvatrice-libri-orfani-Occhi-Tigre-ebook/dp/B08FRNJ3L4/ref=mp_s_a_1_1?dchild=1&keywords=la+salvatrice+di+libri+orfani&qid=1606657592&sr=8-1

Emilia fa le pulizie in una casa editrice di Trento. È una appassionata lettrice e spesso recupera i manoscritti respinti e cestinati. A causa di questa abitudine rimane coinvolta suo malgrado in un omicidio. Una sera, infatti, è proprio lei a trovare la direttrice editoriale riversa sulla scrivania, uccisa da una ferita sulla testa. Sul delitto indagano il commissario Alba Pavan e il sovraintendente De Rosa. I due poliziotti scoprono che la vittima si era fatta molti nemici , sia nell’ambito del lavoro sia in famiglia, ma per arrivare alla verità, dovranno smontare la rete di bugie e falsità dietro cui le persone coinvolte nascondono piccoli vizi e meschinità quotidiane.

Giudizio:

“A Emilia, inguaribile ottimista e salvatrice di libri orfani”. Una dedica scritta su un romanzo ingiustamente scartato ma opportunamente recuperato da chi, come la protagonista, giudica i libri in base alle emozioni che le suscitano. Secondo Emilia tutti hanno diritto ad una possibilità e questo vale sia per le persone che per i libri. Per questo è solita recuperare tutti quei romanzi che vengono cestinati senza avere alcuna possibilità di riscatto. Ma chi è nella realtà questa salvatrice di libri? Emilia Costa: “nessun trucco sul viso spruzzato di lentiggini, niente gioielli a parte la fede sull’anulare”, incarna il prototipo di una donna che passa facilmente inosservata e che si barcamena con non poche difficoltà tra casa famiglia e il lavoro di pulizie presso una casa editrice trentina, la Dolmeteek. Ed è proprio qui, durante il suo turno serale, che si imbatte nella scena di un omicidio. La vittima è Laura Ferrari, la nuova direttrice editoriale, la classica donna in carriera: stressata, acida, litigiosa. Una donna che, sia per il ruolo svolto all’interno della casa editrice, sia per il suo caratteraccio, ha collezionato più nemici che amici. Una morte dunque non rimpianta né dai colleghi, né dagli scrittori da lei scartati, né tantomeno dai suoi familiari. Questo è il quadro che emerge da una prima e superficiale analisi a chi si sta occupando del caso: il commissario Alda Pavan e il sovraintendente Michele De Rosa. Come spesso accade, per la risoluzione di un omicidio, occorre prima stilare la lista degli indiziati e,nel caso della Ferrari, la lista non è affatto esigua; poi individuare il possibile movente e infine scavare nel passato della vittima. Tutti hanno un possibile scheletro nell’armadio! Emilia Costa, la sensibile salvatrice di libri, se sembrerà inizialmente aver intralciato le indagini col suo eccessivo zelo, dopo si rivelerà invece una preziosa fonte di informazioni. Ma chi avrà ucciso Laura Ferrari? E quale il movente per un tale ed efferato omicidio? Un collega invidioso? Un marito fedifrago e finito sul lastrico? Una figlia trascurata e astiosa? Oppure uno scrittore rifiutato, come l’affascinante Nicola Mancini? Tanti gli interrogativi che trovano però immediata risposta. Non ci sono eclatanti colpi di scena. Laura Baldo fornisce gli indizi da seguire senza, però, così facendo, far perdere la curiosità nel lettore. Si tratta più che di un mistery, di un giallo ben scritto, dove, a mio avviso, la scrittrice ha voluto dare risalto non tanto alla risoluzione del caso, ma soprattutto a come, nella vita, chiunque abbia diritto ad una seconda opportunità. Ed il suo messaggio è veicolato attraverso il personaggio chiave di questa storia: Emilia, quella donna anonima o addirittura invisibile per molti, ma pronta a trovare sempre il buono in chiunque. Come lei insegna: nessun libro va scartato a priori, perché, dietro esso, si cela una storia che vuole essere letta, un dolore che vuole essere ascoltato e poi, perché una porta chiusa, senza un fondato motivo, fa male, troppo male. Se la Ferrari avesse avuto un minimo della sensibilità dimostrata da Emilia, forse, la sua vita non avrebbe avuto un così triste epilogo.

Stelle: 4⭐️⭐️⭐️⭐️