Recensione a cura di Anna Maria.
Titolo: Il collezionista di ricordi.
Autrice: Elisa Crescenzi.
Genere: Music Romance Autoconclusivo ( Second chance).
Pagine: 356.
Editore: Self Publishing, 27 ottobre 2021.
Formati disponibili:Kindle 2,99€/ Kindlunlimited 0,00€.
Trama:

“La musica è finita, Micol”. “E noi, Bart, noi siamo finiti?”
Micol ha quindici anni quando è costretta a dire addio al ragazzo che le è sempre stato accanto, l’unico al quale ha concesso il suo cuore. Altrettanti sono gli inverni trascorsi dal loro ultimo bacio. Le strade di Firenze hanno smesso di emozionarla, come un tempo, ma lei non ha rinnegato un solo giorno i suoi sentimenti per Bart. È una giovane di trent’anni e si sente realizzata , è diventata psicologa, ha aperto uno studio e, nonostante non sia riuscita a dimenticare Bart, ha imparato a razionalizzare la sua mancanza. Almeno fino a quando una spiacevole perdita non costringe Bartholomew a fare ritorno a casa. Micol è pronta a rivederlo, tuttavia non si aspetta di scontrarsi con un muro di rabbia. Dovrebbe tenersi a debita distanza, lasciarlo partire di nuovo, invece si ritrova ancora una volta impigliata in una rete fitta di sentimenti. Quindici anni dovrebbero bastare a dimenticare, eppure le loro anime sembrano suonare ancora la stessa melodia.
Bartholomew ha quindici anni quando riempie la sua valigia di vestiti, rabbia e rancore. La Julliard è pronta ad accoglierlo , anche se lui non è pronto ad abbandonare Firenze. Poi il suo cuore si spezza. Micol, la sua migliore amica, lo lascia partire con una menzogna. A tenere insieme i cocci malandati del suo cuore ci pensa la musica. Bart diventa un pianista prodigioso e conteso, la sua vita riprende a scorrere e il suo letto si riempie di donne di poca importanza quasi ogni notte. All’improvviso, però, è costretto dagli eventi a tornare a casa. Due giorni, solo due giorni, quello è il tempo che Bart giura di concedere a Firenze. Micol tuttavia è lì, a un soffio da lui, con una collezione di ricordi a non lasciargli tregua e sentimenti dilaganti a condannarlo. “Una cosa per finire deve anche avere un inizio e tu ed io , Micol, non siamo mai iniziati davvero”.
Giudizio:

Cosa sono i ricordi? Sono frammenti della memoria legati a momenti del nostro passato! Se piacevoli, i ricordi possono rappresentare un’ancora di salvezza a cui aggrapparsi o a cui ritornare col pensiero. Se dolorosi, invece, sono lame affilate conficcate nella mente e nel cuore che , nonostante i tentativi di dimenticare, restano lì, come dei fantasmi, a tormentarci e a impedirci di voltare pagina. Questo è quanto accade ai nostri protagonisti: due adolescenti che il destino ha provato in modo subdolo a separare, ma le loro anime, al contrario dei loro corpi, sono rimaste maledettamente legate l’uno all’altra, a dispetto del tempo, del dolore e dei ricordi! Quindici anni sono trascorsi dal loro doloroso addio. Quindici anni dovevano essere sufficienti a cancellare il passato di un adolescente troppo ingenuo da non capire che l’amore non è quello che leggi sui libri o ti insegnano a scuola, quello, per intenderci, di Romeo e Giulietta di Shakespeare o di Renzo e Lucia di Manzoni. Non è quel colpo che vibra nel petto nell’istante in cui i tuoi occhi incontrano i suoi. Ma è un dolore lancinante che si estende come una macchia d’olio pronta a macchiarti ogni centimetro della pelle ed intenzionata a non andare più via, come un marchio indelebile o un doloroso promemoria! “Io sono una tela costosa piena di scarabocchi, fatto solo di apparenza”. In queste parole è racchiuso Bartholomew, il trentenne che dopo aver lasciato da ragazzino la sua Firenze e soprattutto la sua Micol, ha cercato di andare avanti, ha trovato a Seattle la sua strada, diventando un pianista e compositore di successo. Ma Bartholomew, o meglio Bart, non ha mai voltato pagina, è rimasto ancorato ai suoi ricordi e soprattutto a quell’addio straziante da colei che si è impossessata del suo cuore, per poi ridurlo in brandelli con la sua bugia, coi suoi silenzi, con la sua assenza. Da quel giorno di quindici anni prima, Bart ha continuato a brancolare nel buio, ha deciso di nascondere sotto metri di stoffa costosa “la sua storia, i suoi pensieri, i suoi tatuaggi”: il vero se stesso! Ha deciso di collezionare sulla pelle tutti i suoi ricordi per non dimenticare! In questi anni la musica ha rappresentato la sua ancora di salvezza a cui aggrapparsi per non annegare ed il pianoforte, “il suo contenitore preferito”, dove rovesciare tutti quei sentimenti che non è mai stato capace di esternare. Ma la notte i suoi demoni continuano a tormentarlo, lei continua a tormentarlo : Micol, il suo demone, colei che si è tatuata dentro ogni cellula del suo corpo e si è incastrata persino dentro ogni nota e dentro la sua musica. Se Bart ha provato invano a dimenticare buttandosi a capofitto nella musica, nell’alcol e in relazioni effimere e prive di coinvolgimento, Micol, invece, ora una psicologa affermata, ha fatto suo quel dolore, lo ha ingabbiato dentro di sé per ricordarsi che l’Amore è capace di una sola cosa: distruggere! Micol, come Bart, ha provato ad andare avanti restando però, anche lei, intrappolata in quei ricordi e in quel madornale errore commesso! Ma il destino decide che , dopo quindici anni, è forse giunto il momento di affrontarsi, di offrire a Bart l’occasione per vomitarle addosso la sua rabbia e il suo dolore e a lei di provare a spiegare cosa si cela dietro il suo addio. Saranno capaci di sfruttare questa seconda chance oppure continueranno a farsi solo del male? Tornare a Firenze equivale per Bart a tuffarsi in un mare di ricordi che non pare ancora pronto ad affrontare. Rivederla gli è bastato per far tornare a galla le sue bugie, ma anche gli è stato sufficiente per riascoltare il ritmo incalzante del suo cuore, quel muscolo che aveva smesso di battere da quando lei lo aveva calpestato. Sarà in grado di darle la possibilità di parlare? O la rabbia avrà il sopravvento? E Micol sarà capace di tirarlo fuori da quel caos in cui lei lo ha fatto cadere? “Sto venendo a prenderti”. Per mantenere fede a quella promessa infranta da ragazzini, Micol e Bart, o più precisamente Mew, dovranno avere il coraggio di mettere a nudo le loro anime, di superare i silenzi, i segreti e le bugie che continuano a dividerli, prima di rendersi conto che essi sono due note musicali, una ancorata all’altra. “Se tu cadi, cado anche io”. Solo insieme sono capaci di creare l’unica melodia perfetta!

Meraviglioso. Emozionante. Commovente. Mi sono ritrovata, durante la lettura, ad avere il battito cardiaco accelerato e ho dovuto a fatica trattenere le lacrime. Elisa Crescenzi è riuscita ad accompagnarmi tra i vicoli, le strade e i luoghi più famosi di Firenze e a farmi respirare quell’aria impregnata dei ricordi di un amore infranto, ma desideroso di avere finalmente un inizio! Cosa dire se non di fare una collezione di fazzoletti e soprattutto di Baci Perugina! Buone emozioni!!

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️





