WUNDERKAMMER DI STEFANO FRIGIERI.

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: Wunderkammer.
Autore: Stefano Frigieri.
Genere: Raccolta di racconti.
Pagine: 254.
Editore: Ad Astra – 25 novembre 2021.
Formati disponibili: Kindle 2,79€/ Cartaceo 16,99€.
Trama:

https://www.amazon.it/gp/aw/d/B09P5TM6TP/ref=tmm_kin_swatch_0?ie=UTF8&qid=1654423375&sr=8-3

Non è facile fare la sinossi di una raccolta di racconti. Non posso certo descriverli tutti e nemmeno sceglierne alcuni che potrebbero poi non essere tra i più graditi. Sarebbe molto più semplice potersela cavare con un “Fidatevi, il libro è bello!”. Mi dicono che non si può fare. Ho immaginato allora che questa mia ultima opera fosse una specie di piccolo museo al cui curatore non si chiede di fare un riassunto delle meraviglie che vi sono raccolte, ma solo di accompagnare gli eventuali visitatori all’entrata, fornirgli una guida e lasciare che si organizzino l’itinerario, quello che corrisponde meglio ai loro gusti. Partite pure da uno qualunque dei racconti, quello il cui titolo o l’oggetto a cui si riferisce, vi ispira di più, tornate indietro o andate avanti, come preferite. Qualcuno, magari, rileggetelo pure. Sono molto vari: dall’horror al fantasy, dal fantascienza al grottesco, perfino uno autobiografico. Sono in fondo uno spaccato di questa mia breve “carriera artistica”, di questi tre interi anni durante i quali ho riscoperto il piacere della scrittura riuscendo ad avere anche qualche piccola soddisfazione. Ecco: se una sinossi la devo proprio fare, questo è quello che mi soddisfa. Spero il resto soddisfi voi.

Giudizio:

Stefano Frigieri ha voluto dare alla sua raccolta di racconti un titolo alquanto singolare: Wunderkammer. Non si tratta, come immaginavo, di un nome di pura fantasia, bensì di un termine coniato dalla lingua tedesca con il quale, tra il XVI e il XVIII , si intendeva quegli ambienti in cui i collezionisti del tempo raccoglievano i loro oggetti più preziosi o antichi. Da ciò, il termine Wunderkammer, in italiano, significa letteralmente la “camera delle meraviglie” o la “camera delle curiosità”. Dopo aver terminato la lettura di questi racconti posso asserire che mai titolo è stato più indovinato, in quanto si tratta infatti di una sorta di scrigno che racchiude in sé racconti di generi diversi che , seppur legati da un unico ed Invisibile filo conduttore, hanno la capacità di provocare nel lettore sentimenti contrastanti, quali appunto la meraviglia, la curiosità, la paura , lo sdegno e anche la riflessione. Non si può rimanere non affascinati e allo stesso tempo scioccati , mentre si legge il primo racconto, quello che ci conduce in Giappone e ci fa conoscere cosa si cela dietro quella bambola dai lunghi capelli che inspiegabilmente continuano a crescere da 70 anni, riposta in una piccola teca dentro il tempio di Mannenjiin a Hokkaido. Tra quelle pagine, intrise di rabbia, gelosia, dolore e vendetta, avremo anche modo di conoscere un’antica credenza giapponese, che fa di innocue bambole, non solo delle fedeli compagne di giochi, ma anche talismani per allontanare da sé ogni male, custodendolo dentro il proprio corpo apparentemente inanimato. Impareremo la differenza tra una “kokeshi” di legno e una “daruma” , ovvero la bambola raffigurante il Buddha. Ma soprattutto avremo modo di capire che quella bambola, la bambola di Okiko, che coi suoi occhi tetri pare osservare i pellegrini “come se non esistessero, come se lei fosse l’unica cosa reale” è lì come monito per ricordare che, a volte, alcuni sentimenti innocui possono trasformarsi in altri decisamente più deleteri e pericolosi. Leggenda , realtà e fantasia sono invece i protagonisti del racconto intitolato “Krampus” , ovvero quelle maschere demoniache che vengono solitamente indossate nel corso di sagre paesane nel Nord Italia in occasione della festa di San Nicola. La leggenda legata al santo serve da spunto all’autore non solo come ambientazione per la sua cruente e drammatica storia, ma anche per sottolineare, attraverso i personaggi di Peter ed Helena , come , purtroppo, ancora oggi esistono uomini che considerano la donna come un oggetto da conquistare, una medaglia in più da esibire e donne che son costrette a celare dietro una inscalfibile corazza cicatrici e persino il desiderio di essere semplicemente amate. Il personaggio “emblematico” di Artiglio serve, invece, come promemoria per rammentare quanto, a volte, il “mostro” vero non sia quello visibile agli occhi, bensì quello che si nasconde dietro la maschera. Dietro ogni racconto, scritto in modo impeccabile, pare dunque custodirsi l’intento dell’autore non solo di scioccare ma soprattutto di condurre alla riflessione.Lo fa anche attraverso la storia del ragazzino nerd appassionato di fumetti e supereroi o anche in quello in cui prospetta una visione apocalittica del nostro futuro. Potreste mai immaginare cosa accadrebbe se ogni nostra scelta non fosse più dettata da una ponderata considerazione o da un saggio consiglio altrui o dalla voce del cuore, ma fosse invece lasciata interamente al caso? Cosa sarebbe di tutti noi se fosse l’esito del lancio di un banale dado a stabilire la nostra esistenza? Se tutti noi, governanti compresi, decidessimo di sottostare al volere di un “piccolo asettico, indifferente mostro di sei facce”? Io volutamente non ho indugiato troppo nelle storie, evitando di fornire dettagli più precisi , così da non privare il prossimo lettore della possibilità di meravigliarsi e incuriosirsi, non appena varcata la soglia di questa preziosa “camera”, creata in modo perfetto da Stefano Frigieri.

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

UN MESE DI SORRISI DI PATTY LI VECCHI

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: Un mese di sorrisi.
Autrice: Patty Li Vecchi.
Genere: Raccolta di racconti.
Pagine:73.
Editore: Blueberry Edizioni, 30 agosto 2021.
Formato disponibile:Kindle 0,99€.
Trama:

https://www.amazon.it/mese-sorrisi-Patty-Li-Vecchi-ebook/dp/B09DL47KRL/ref=mp_s_a_1_1?crid=2VUTABJJQ0SD0&dchild=1&keywords=un+mese+di+sorrisi&qid=1630407333&sprefix=un+mese+di+so&sr=8-1

Quale segreto nasconde in soffitta un vecchio calzolaio? Chi sono gli Ufolotty? E cosa tramano Paletta e Secchiello al caldo di un’assolata spiaggia? Scoprite le loro storie e quelle di tanti altri simpaticissimi protagonisti nelle pagine di “Un mese di sorrisi” , un libro che rapisce la fantasia dei più piccoli e, perché no, i sogni dei loro genitori. Trentuno racconti, trentuno favole della buonanotte per i bambini di tutte le età, in un viaggio lungo un mese che cattura per la freschezza del linguaggio, il ritmo della narrazione e la saggezza della morale finale. Ogni sera una favola diversa per volare con la fantasia in mondi sempre nuovi e affascinanti. Blueberry Edizioni.

Giudizio:

Quale modo migliore per accompagnare tra le braccia di Morfeo il proprio bambino, se non quello di leggergli prima una storia che gli scaldi il cuore? Questo deve essere stato l’input che ha spinto Patty Li Vecchi a creare queste dolci favole della buonanotte: regalare ai bambini delle storie che li accompagnassero anche nei loro sogni. Si tratta di trentuno racconti, uno diverso dall’altro, non solo per i personaggi che li animano, ma anche per il diverso messaggio che ognuno di essi tenta di fare arrivare. La scrittrice ha pensato ad una favola da leggere ogni sera e sapendo quanto i bambini di oggi siano facili alla noia ma anche avidi di novità, ha per questo creato storie differenti, originali, dolci ma anche divertenti in cui ogni bambino può ritrovarsi. Insomma ce n’è per tutti i gusti e poi la consapevolezza che la storia successiva sarà totalmente diversa da quella letta la sera precedente, credo, creerà nel bambino una sorta di piacevole attesa di quel dolce appuntamento serale. Durante questo viaggio, lungo un mese, il piccolo lettore, assieme ai suoi genitori, potrà conoscere oggetti di solito inanimati che qui prendono vita, rivelando sentimenti, paure e fragilità. Basti pensare allo specchio innamorato che si strugge e si bea dei sorrisi della sua amata oppure a quel dentino dispettoso che non vuole saperne di cadere ma preferisce continuare a dondolarsi beato, fino a quando non arriva il momento anche per lui di godersi la vita lì fuori che, forse, in fondo, gli faceva paura. E come si fa a non amare l’anziana ed infaticabile lavatrice Frizzi o Bernie la piccola, deliziosa e coraggiosa autovettura? Esse dimostrano come anche gli oggetti che, a prima vista, potrebbe sembrare da rottamare e abbandonare, possono ancora donare molto, perché fonti inesauribili di saggezza e generosità, proprio come i nostri anziani. Ma, tra le pagine di questa raccolta, ci sarà anche modo di sorridere assieme a Capitan Findulus che non ha alcuna intenzione di farsi soffiare il suo tesoro da dei pallidi sofficini o con i dolci e strani Ufolotty o con Milù la lenticchia che adora bighellonare ma soprattutto cantare e sognare. Oppure di emozionarsi e anche di riflettere pensando a Mela che scopre il bello di una vita non più in solitudine ma attorniata dal calore e allegria di chi, come Pera, le dimostra il vero significato delle parole: amicizia e generosità. Due parole che sono le protagoniste anche della storia di Nazarena ed Alessia perché l’Amicizia, quella vera, è un tesoro prezioso da custodire gelosamente, è un sentimento che si basa sull’anteporre il proprio bene a quello di chi si considera il proprio amico. Perché la sua felicità diviene anche la nostra!! Una carrellata di personaggi e di emozioni diverse questo è ciò che regalerà la lettura di queste brevi favole che si concludono con l’ultima storia: il modo migliore per calare il sipario su un viaggio divertente , dolce e leggero , assolutamente adatto per i più piccini. Io avevo già letto il suo precedente lavoro e lo avevo apprezzato, ma credo che con queste favole Patty Li Vecchi abbia fatto trasparire tutta la dolcezza della sua anima, la passione per la lettura e la bravura nella scrittura.

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

LETTERE DI STAGIONE DI CONNY MELCHIORRE

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: Lettere di stagione.
Autrice: Conny Melchiorre.
Genere: Raccolta di racconti.
Pagine: 152.
Editore :Self Publishing, 5 luglio 2021.
Formati disponibili:Kindle 0,00€/ Cartaceo 10,00€.
Trama:

https://www.amazon.it/Lettere-stagione-Conny-Melchiorre-ebook/dp/B098K9NX99/ref=mp_s_a_1_2?dchild=1&keywords=lettere+di+stagione&qid=1626182846&sprefix=lettere+di+s&sr=8-2

Come le stagioni s’alternano nel tempo, così i sentimenti brillano o s’adombrano, per quanto ci accade. Oggi come ieri, si scrive a chi si desidera affidare i segreti del proprio animo, facendone il custode delle proprie emozioni. Questa raccolta di storie, ti renderà partecipe degli ideali dei protagonisti. Uno per ogni lettera. Ciascuno con un destino diverso. Tra la primavera o l’estate, tra l’autunno o l’inverno, sarai traghettato da racconti d’amori maledetti a storie della Grande Guerra; da confidenze di mamme a vicende d’infatuazioni giovanili; da riflessioni sulle perdite a speranze per le conquiste; da storie di rinascita a favole classiche rivisitate , non tralasciando i ricordi di cuccioli domestici. In Lettere di stagione, sarai il confidente di chi racconta, scoprendo che la chiave di lettura è nella forza dei sentimenti umani. A volte grandiosi, a volte titubanti. Ti auguro la presenza, nella tua vita, come accade ai protagonisti, che incontrerai in questo libro, di una persona speciale, a cui scrivere delle lettere. Conny

Giudizio:

Nella società odierna la tecnologia ha ormai preso il sopravvento! Le relazioni interpersonali si svolgono prevalentemente attraverso l’uso di SMS o dei social network. Abbiamo perso l’abitudine di prendere carta e penna per comunicare i propri pensieri ed emozioni agli altri. Conny Melchiorre, con questa raccolta di racconti in forma epistolare, ha tirato fuori da cassetti impolverati preziose missive evidenziandone la bellezza e l’intimità. L’alternarsi delle stagioni accompagna dolcemente il fluire delle tante emozioni condivise. Si ha la sensazione di trovarsi dinanzi a tanti piccoli quadri in cui ogni lettore può ritrovare anche una parte di sé e dei suoi ricordi. È l’ Amore in tutte le sue sfumature ad essere il filo invisibile che unisce questi racconti. ” L’ amore è come una tavolozza dalle mille sfumature, che insieme dipingono, nel corso delle nostre vite, il turbinio dei sentimenti che animano i nostri cuori”. Esistono tanti tipi di amore e per ognuno esiste il suo colore. Il Rosso per gli amori passionali. Il Giallo per quelli tediati dalla gelosia ed insicurezze o il Nero per gli amori “malati” dominati dalla violenza e dal dolore. E poi ci sono gli amori rosa: non sono stati i più grandi ma sono quelli che a distanza di anni li rammentiamo con tenerezza. Questo è ciò che accade alla protagonista di “Un amore in divisa” che, dopo diversi anni di solitudine, dopo il suo amore rosa, quel parà della Folgore conosciuto per soli due giorni, che è stato capace di insegnarle ad attendere con pazienza l’arrivo del principe azzurro, l’uomo giusto è poi arrivato. Oppure vi è quello incondizionato e speciale che una madre prova verso la sua bambina e che attraverso la sua lettera vuole non solo augurarle ogni bene per il suo futuro, ma anche prometterle che ci sarà sempre accanto a lei per insegnarle a difendersi da sola e superare ogni ostacolo. Una mamma che le fa dono della sua esperienza personale così da evitarle possibili dolori e delusioni. Le suggerisce che non è necessario piacere a tutti o uniformarsi ai comportamenti della massa, ma cercare invece persone che condividono con lei gli stessi ideali e che l’ apprezzino per quello che è. Oppure le consiglia di combattere per quello in cui crede con coraggio e determinazione proprio come fece lei da adolescente, che riuscì a tenere sotto scacco un gruppo di bulli, usando un’arma potente ed invincibile: l’intelligenza! Anche l’Amicizia può essere considerata una forma di amore. E quale forma di amicizia più speciale vi è di quella che lega l’uomo ad un animale? Ho trovato toccante, nel racconto “Mario e Bobby”, la descrizione di quella figura di uomo, con la valigia e il suo cappotto pesante, nonostante il caldo di quel giorno, che porta sulla sua spalla quella che, a prima vista, potrebbe sembrare una pelliccia ed invece dopo si scopre essere un ubbidiente cagnolino, il fedele compagno di un povero barbone. Quell’uomo dall’andatura lenta ha dimostrato come chi non ha nulla, tranne i sentimenti, chi ha perso tutto, ma non la generosità, è capace comunque di guardare al domani, godendo di quel po’ che gli offre il presente. Forse perché consapevole di poter contare sull’amore del suo cane a cui non interessa chi sia o cosa possegga il suo padrone, in quanto lo ama a prescindere. Ma il racconto che più di tutti è arrivato dritto al mio cuore è quello che s’intitola “Rossetti rossi” che ha come protagonista una nonna la quale, nel giorno del diciottesimo compleanno della sua nipotina, alla vista di quel rossetto rosso sulle sue labbra, compie un salto indietro nel tempo. Ritorna con la mente a quel 27 gennaio del 1945, il giorno in cui i russi liberarono gli ebrei sopravvissuti dal campo di sterminio di Auschwitz e in quel campo vi era anche lei , ridotta a pelle ed ossa. Ricorda il gesto di un soldato inglese che donò a tutte le donne un rossetto rosso. Con quel gesto il giovane soldato voleva ricordare a tutte loro che potevano ritornare ad esistere, a prendersi cura di sé, a sognare e persino a sperare.

Ho citato alcuni di questi racconti, quelli che hanno personalmente toccato le corde della mia anima, ma tutta la carrellata di lettere presenti in questa raccolta sono certa che troverà il suo posto nel cuore di ogni lettore. Sono stata davvero contenta di aver vinto questo libro perché mi ha permesso, in primis, di scoprire una nuova scrittrice dalla penna sensibile, ma anche di immergermi in un turbinio di emozioni scandito dal lento procedere delle diverse stagioni.

Stelle: 4⭐️⭐️⭐️⭐️

VOLEVO ESSERE UNO SCRITTORE DI LUCIO SCHINA

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: Volevo essere uno scrittore.
Autore: Lucio Schina.
Genere: Racconto.
Pagine: 37.
Editore :Self Publishing, 6 luglio 2021.
Formato disponibile: Kindle 1,99€.
Trama:

https://www.amazon.it/Volevo-essere-scrittore-Lucio-Schina-ebook/dp/B09641SD1V/ref=mp_s_a_1_1?dchild=1&keywords=volevo+essere+uno+scrittore&qid=1625476786&sprefix=volevo+essere+uno+sc&sr=8-1

Santino Preziosi è un giovane studente che conserva gelosamente un manoscritto nel cassetto. Coltiva un sogno che condivide con tanti altri sognatori come lui, quello di diventare uno scrittore e far conoscere le sue storie.
Volevo essere uno scrittore è la storia di uno dei tanti, di uno spirito un po’ folle che farà di tutto per portare la sua storia all’attenzione di un editore importante. Conoscerà millantatori, passerà da una delusione all’altra ma forse, alla fine, riuscirà ad avere la sua occasione e tutte le avventure che vivrà lo aiuteranno a crescere e diventare un uomo.

Giudizio:

“Se hai un sogno inseguilo, non ascoltare chi ti considera un folle. Tu vai per la tua strada, mettici tutta la passione e perseveranza che hai”. Questo è ciò che ha fatto Santino Preziosi, un giovane studente di 24 anni, che ha lasciato Avellino e la sua umile famiglia per andare a studiare a Roma. Il suo sogno è sempre stato quello di diventare uno scrittore famoso ed infatti la sua passione lo tiene spesso e volentieri sveglio fino a tardi, immerso nelle sue storie e nei suo pensiero fisso, quello del momento in cui qualche famosa casa editrice si sarebbe accorta del suo talento. Dopo innumerevoli revisioni e aver conferito alla sua storia, ma soprattutto al suo protagonista il giusto pathos, Santino ha terminato soddisfatto il suo giallo ambientato negli anni 50 nella sua terra natia, la Lucania, di cui conosce perfettamente colori e profumi, con un protagonista che si ritrova a vestire i panni del detective dopo aver assistito involontariamente ad un omicidio. Questo racconto giallo è il suo capolavoro che ha richiesto impegno e ore sottratte allo studio, ma ora è arrivato il momento di inviare il manoscritto a diverse case editrici ed incrociare le dita, sperando che qualcuna di esse creda nel suo lavoro e decida di dargli una chance. Tanti i sentimenti che si agitano nell’animo di chi crede in ciò che ama fare e sogna ad occhi aperti un futuro sotto le luci della ribalta. Santino deve mettere in conto l’attesa snervante, i possibili rifiuti e persino le proposte farlocche. Ma cosa succede quando finalmente arriva la chiamata da parte di una importante casa editrice che vuole proporgli una collaborazione? Un sogno diventato realtà!! Questo è il primo pensiero del giovane scrittore in erba che si ritrova catapultato all’interno di un ingranaggio molto distante dalla realtà che aveva ingenuamente sognato! La sua passione viene pian piano risucchiata dentro quel meccanismo sterile concepito unicamente per fare soldi e accrescere il business. Dopo aver toccato il cielo con un dito Santino Preziosi viene riportato sul pianeta Terra e condotto dinanzi ad una realtà che richiede compromessi, rinunce e nuove responsabilità e per la prima volta viene messo dinanzi alla domanda più difficile a cui rispondere. “Lei è felice, Santino?” Quale sarà la sua risposta? Un breve racconto scritto in modo ironico e veritiero dove lo scrittore mette in evidenza come è giusto credere ed inseguire i propri sogni, ma è anche opportuno mettere in conto tutti i pro e i contro e poi decidere a cosa si è disposti a rinunciare pur di arrivare alla meta. Fare lo scrittore significa svolgere un lavoro qualsiasi con le stesse dubbie soddisfazioni! Un’attenta analisi di cosa si cela dietro il raggiungimento del proprio obiettivo: un ingranaggio complesso fatto a volte di numeri e bilanci e di poca umanità. Un percorso di maturazione di un giovane sognatore che vedremo diventare un uomo, prima ancora di uno scrittore!!

Stelle: 4⭐️⭐️⭐️⭐️

LE FORMICHE ROSSE DI TEODORO LORENZO

Ed eccoci con una recensione di Anna Maria.

Titolo: Le Formiche Rosse.
Autore: Teodoro Lorenzo.
Genere: Raccolta di racconti.
Pagine: 400.
Editore: Independently Published, 15 gennaio 2021.
Formati disponibili: Kindle 4,99€

Cartaceo 12,00€.
Trama:

https://www.amazon.it/FORMICHE-ROSSE-RACCONTI-SPORT-ebook/dp/B08T6G3BBB/ref=mp_s_a_1_1?dchild=1&keywords=le+formiche+rosse+teodoro+lorenzo&qid=1618080702&sprefix=le+formiche+rosse&sr=8-1

Trenta racconti per trenta diverse discipline sportive.

Giudizio:

Confesso di aver cominciato la lettura di questa raccolta di racconti con un certo scetticismo in quanto non sapevo cosa aspettarmi da dei racconti incentrati sullo sport, o per essere più precisi su diverse discipline sportive. Mi sono immediatamente ricreduta quando ho cominciato a leggere il primo racconto e ho conosciuto Demetrio Lancetti, il campione di cart, l’uomo impermeabile ad ogni assalto emotivo, che non sapeva cosa fosse avere paura. Questa lucidità e saldezza di nervi era la sua arma vincente, che gli consentiva di vincere ogni gara. Demetrio si sentiva invincibile fino a quando non scoprì dell’esistenza dell’ “amigdala”, l’unica responsabile del suo non aver paura! Dopo Demetrio Lancetti, tanti sono i personaggi che, l’uno dopo l’altro, ci sfileranno dinanzi, pagina dopo pagina, e le loro storie saranno indissolubilmente legate ad una precisa disciplina sportiva. Lo sport non è il protagonista ma è, a volte, il tramite usato dall’autore per raccontare trenta storie, tutte diverse, ma tutte ben caratterizzate. In alcuni casi vedremo lo sport essere utilizzato dal protagonista come un mezzo per esprimere un dolore e un disagio interiore, come nel caso di Tilde , la protagonista di “La mela d’argento”. Tilde, scegliendo il tiro con l’arco, prende una decisione non convenzionale ma determinata da uno scopo preciso: cercare un modo per allontanare da sé il ricordo di un dolore impresso ormai, come un marchio indelebile, nella sua mente e nel suo cuore. Oppure, altre volte, la scelta di uno sport è determinata non per conseguire la vittoria, la gloria, i premi o i complimenti su un giornale, ma solo, con la speranza, al termine di ogni gara, di ricevere finalmente quel “bravo” da chi non lo ha mai pronunciato. In altri casi si può scoprire come uno sport, quale il golf possa rivelarsi persino espressione di principi anarchici e non in modo superficiale come quello adatto per borghesi arricchiti. Vladimiro Demeis, in “Angelo Nero”, scopre infatti come il golf si avvicini ai suoi ideali politici di libertà e uguaglianza, perché i suoi giocatori, non essendoci un arbitro a sorvegliare le loro azioni, debbono essere arbitri di loro stessi, comportandosi con onestà e lealtà, e poi si misurano tutti alla pari. La scoperta di questo sport insegna anche a Vladimiro come si possa cambiare idea , ovvero non farsi ingannare da superficiali pregiudizi e di come persino un umile proletario possa favorire un appartenente alla classe borghese.

La pratica di un determinato sport può addirittura compiere dei veri miracoli! Basti pensare a “Le streghe di Atripalda”: Claris, Viola, Milena e le altre ragazze della pallavolo che con piante e proverbi diventano imbattibili e portano alla ribalta la “Vittorio Veneto” , dimostrando il loro attaccamento alla maglia e alla loro scuola a dispetto della fama e degli onori. Oppure uno sport e l’amicizia che lo sottende può essere capace di trasformare un’anima nera in un santo! Lo scrittore ha davvero dato vita ad una carrellata di variegati personaggi che con le loro storie sono in grado di fare riflettere e persino emozionare. Ha creato trenta piccoli quadri di vita in cui il collante tra di essi è dato dallo sport. Mi ha anche tolto un dubbio che avevo inizialmente, ovvero il perché del titolo e cosa c’entrassero le formiche rosse con lo sport. Poi le ho conosciute le “Formiche Rosse” del mister Piave le quali in acqua si comportano con compostezza, lealtà e solidarietà, proprio come fanno le formiche in un formicaio. “I soldati combattono e portano nutrimento alla regina. In vasca allo stesso modo, i giocatori combattono e portano tutti i palloni al loro centroboa. Lui era la regina della squadra: Paolo Cardinali”. Lui che si ostinava a non fare la “beduina” , ma che decide di compierla nella partita decisiva in onore di colui che aveva trasmesso loro, attraverso la pallanuoto, la metafora della vita: quello che conta non si svolge sopra ma sott’acqua. Trenta racconti che diventano una piacevole lettura non da divorare ma da centillinare.

Stelle: 4⭐️⭐️⭐️⭐️

CRONACHE DI UNA SCONOSCIUTA DI MARIA PAOLA ROSITO

Augurandovi una buona domenica con una recensione di Anna Maria.

Titolo: Cronanche di una sconosciuta Riflessioni sul tempo.

Autrice: Maria Paola Rosito.

Genere: Racconti – Narrativa.

Pagine: 53.

Formato disponibile : Kindle 2,69€.

Trama:

https://www.amazon.it/CRONANCHE-SCONOSCIUTA-RIFLESSIONI-TEMPO-tipica-atipica-ebook/dp/B08WR6G8MJ/ref=mp_s_a_1_2?dchild=1&keywords=maria+paola+rosito&qid=1614288423&sr=8-2

questa piccola opera racconta del Tempo. è la storia di una ragazza che vive e vivendo racconta il suo essere al mondo. Nel primo capitolo IL SOGNO – la meditazione – il voler essere tutto quello che non si può essere – tutto ciò che si vuole ma con dei limiti – non l’impossibile ma L’ IMPOSSIBILE del POSSIBILE. Nel secondo L’INAUTENTICO – quello che viviamo – quello che facciamo – chi siamo per il mondo – chi siamo per la società – la relazione ma anche la solitudine. Nel terzo LA CONTEMPORANEITÀ – la follia e anche l’amore – l’essere per la vita – l’essere per la morte – quella cosa che ci conduce all’essere chi siamo. Nell’ultimo LA CONFUSIONE – LA PASSIONE – anche qui la follia – l’entropia – il viaggio – il non capir perché – l’eppure.

Giudizio:

Come nasce una storia? Da dove trae ispirazione uno scrittore per poi mettere tutto nero su bianco? Tante volte ci siamo posti questo interrogativo e tante possono essere state le risposte in quanto esse variano a seconda di chi scrive. Nel caso di questa raccolta di racconti, o meglio di pensieri, il tutto è sorto per caso, in un soleggiato mercoledì pomeriggio, sul treno regionale Foggia – Lecce delle 16:10, col rinvenimento di un misterioso Hard disk. La sistemazione da parte della “redattrice” del suo contenuto, ordinato e ben schematizzato all’esterno, ma confuso e irreale all’interno, le ha permesso di creare una giornata “tipo” della protagonista di quei pensieri, di quelle registrazioni e di quelle cartelle. Sbirciare in quel hard disk le ha consentito involontariamente di incontrare una perfetta “sconosciuta” , senza un nome e un volto, ma che ben presto è diventata una “conoscenza” , man mano che ci si addentra nel suo mondo “atipico”. Due sono le parole ricorrenti che la protagonista si ripete ossessivamente: TEMPO e SOGNO! Cos’è il tempo? A questa domanda ha cercato di darsi una risposta o prendendo spunto dalla quotidianità oppure rammentando note reminiscenze filosofiche. Tante le riflessioni in merito a questo annoso interrogativo, come tante le riflessioni che ritroveremo anche in merito a questioni più esistenziali, quali il senso della vita e della morte, dell’amore e dell’amicizia. La protagonista sembra essere tormentata ma anche curiosa e non paga delle risposte banali che di solito si danno su questi argomenti; pertanto, cerca di fornire la sua interpretazione che spesso può apparire cristallina o altre volte confusa, proprio come il flusso dei suoi pensieri e sentimenti. La protagonista riconduce ogni suo pensiero a quello del tempo, come se ogni cosa fosse in fondo ad esso collegata da un filo invisibile. Difatti, ad esempio, in merito all’ amore, ovvero al suo sentimento “libero” col fantomatico V. , arriva a sostenere che “L’amore è come il tempo, sfugge e non lo si comprende”. È un sentimento irrazionale che le concede solo per brevi momenti di scordare il fluire del tempo, ma di vivere e godersi quegli attimi come se questo non esistesse. Un po’ come le accade nei sogni dove l’impossibile diventa possibile, o meglio l’impossibile del possibile, ma, dove, ancora una volta, ha modo di fermare il tempo e seguire solo i suoi tortuosi pensieri. “Un sogno era un senza tempo nel tempo”. Per lei sognare non equivale a previsione del futuro, bensì il sogno rivela solo il proprio vissuto e l’interpretazione che si da ad esso. Nonostante il tentativo di arrestare il suo cammino, di negare o ignorare la sua esistenza, il TEMPO è sempre lì a ricordarle che lui esiste e con esso deve fare i conti! Come ha sottolineato la “redattrice” , sia all’inizio che alla fine, lei si è limitata a trascrivere quel flusso di pensieri scoordinati, istintivi, riflessivi di questa sconosciuta incontrata per caso. Ho faticato un po’ a seguirli. Lo confesso! Ho trovato la narrazione buona a livello grammaticale e concettuale, ma fredda a livello emotivo. Non si è creata una empatia ma è stata una lettura che mi ha lasciata confusa, spiazzata, sospesa tra la realtà e la finzione.

Stelle: 3 ⭐️⭐️⭐️

IL GIARDINO DEI VAN HOBOKEN DI CRISTINA TAGLIABUE

Ed ecco con un nuovo racconto insieme ad Anna Maria.

Titolo: Il giardino dei Van Hoboken.

Autrice: Cristina Tagliabue.

Genere: Racconto.

Pagine: 86.

Edito: Self Publishing, 9 maggio 2020.

Formati disponibili: Kindle 6,99€

Kindle Unlimited 0,00€

Cartaceo copertina flessibile 9,35€.

Trama:

https://www.amazon.it/giardino-dei-Van-Hoboken-ebook/dp/B088F1FLWD/ref=mp_s_a_1_1?dchild=1&keywords=il+giardino+dei+van+hoboken&qid=1595255609&sprefix=il+giardino+dei+van&sr=8-1

Giulia ha vent’anni ed è una vivaista. Terminati gli studi, trova impiego presso un importante garden della città. Svolge il suo lavoro con pura passione, è convinta che la vista di un prato in fiore sia balsamo per la mente. Un vaccino naturale alla frenesia della vita moderna. “Devi stare con i piedi per terra” le ripetono i genitori preoccupati per la sua indole sognatrice e la tendenza ad avere la testa tra le nuvole. Secondo loro un giorno o l’altro avrebbe preso il volo come i palloncini che vendono alle fiere sparendo nell’atmosfera. Eppure, Giulia crede con tenacia nella sua visione del mondo ideale. Il destino le darà ragione? Di certo ha in serbo qualcosa, che partendo da un piccolo fiore la porterà a misurarsi con il senso stesso della vita. O sarà ancora frutto della sua immaginazione?

Giudizio:

Ricordate la favola di “Alice nel paese delle meraviglie” e la sua straordinaria avventura assieme al sempre di corsa Bianconiglio? Beh, quella raccontata da Cristina Tagliabue e fatta vivere dalla sua giovane protagonista, la ricorda alquanto; perché quella che vivrà la sognatrice Giulia, sarà una esperienza non solo incredibile ma anche illuminante per il suo futuro. Giulia è una vivaista, ama i fiori e le piante, sogna un mondo pulito e sgombro da smog e rifiuti, dove magari circolare preferendo agli inquinanti e tradizionali mezzi, la più ecologica e pratica bicicletta. Giulia è dunque una sognatrice, che vive in un tempo, il nostro, quello del ventunesimo secolo, dove invece il progresso tecnologico, coi suoi pro e contro, domina incontrastato e in cui noi uomini stiamo pian piano dimenticando le bellezze e le fragilità del Pianeta che da sempre ci ospita. Giulia, oltre al suo amore per la natura, diventato un lavoro, da ragazzina coltivava un altro sogno: diventare una famosa archeologa, visto il suo interesse per il periodo preistorico. L’ amore per le piante e per il passato e il successivo incontro coi coniugi Van Hoboken per realizzare il loro giardino saranno “galeotti” per la straordinaria e surreale esperienza di Giulia. Un viaggio in un tempo selvaggio, inospitale e addirittura pericoloso, ma che custodisce ancora bellezze incontaminate , non deturpate dall’uomo e dal progresso. Un viaggio non casuale. Un viaggio che farà nascere in Giulia una maggiore consapevolezza della necessità anche del suo piccolo ma prezioso contributo per cercare di rendere più vivibile il nostro Pianeta. Quello di Cristina Tagliabue è un racconto davvero piacevole, scritto in modo semplice però accurato, viste le dettagliate informazioni sia sulle piante sia sulle ere geologiche; sicuramente apprezzabile per il messaggio ecologista in esso contenuto. Lo consiglierei in primis ad un pubblico giovane che magari potrebbe fare tesoro dell’esperienza di Giulia; ma anche per un target adulto in quanto, come Giulia docet, tutti noi siamo i “Custodi” del nostro tempo e il Pianeta Terra ha bisogno, per continuare a vivere, del contributo di tutti! Ad una lettura superficiale potrebbe apparire “elementare” e “banale” , ma lo considero un romanzo breve, scorrevole e non pretenzioso.

Stelle: 4 ⭐️⭐️⭐️⭐️

WHAT IS LOVE DI VIVIANA ALBANESE ARIANNA CIANCALEONI SARAH ARENACCIO

Oggi la nostra Anna Maria Bisceglie vi parlerà di questo libro che ricordiamo che i soldi andranno per un opera buona.

Titolo: What is Love? ( 9 racconti dagli anni 90).

Autrici: Viviana Albanese, Arianna Ciancaleoni , Sarah Arenaccio.

Genere: raccolta di racconti.

Pagine: 128.

Edito: Amazon Publishing, 2 dicembre 2019. Formati disponibili: Kindle : 2,99€

cartaceo copertina flessibile: 12,00.

Trama:

https://www.amazon.it/What-love-racconti-dagli-anni/dp/170918566X/ref=mp_s_a_1_3?keywords=viviana+albanese&qid=1575497567&sr=8-3

What is Love? Nove racconti ambientati negli anni Novanta. A volte, bastano poche parole per evocare un’epoca ormai passata. Un salto nel tempo: dalle canzoni che hanno fatto la storia, ai personaggi più amati, passando per i ricordi indimenticabili di quella generazione. Le autrice raccontano quel periodo attraverso gli occhi dei loro protagonisti. Che cosa ha significato crescere in quegli anni, prima dell’avvento di Internet, dei social e dei cellulari? Erano poi diversi gli interrogativi degli adolescenti di allora? Biografia autrici: Viviana Albanese. Madama Albanese: self control & ansia vanno a braccetto. Ha un cuore di ghiaccio ma forse non è vero. Quando dice EH, la conversazione è finita. E sì, lo dice in grassetto. Facebook: VivianaAlbaneseAutrice / Instagram: vivialbanese – autrice. Arianna Ciancaleoni. La “Sympa della cumpa” . Il suo passatempo preferito è provare a tingersi i capelli di lilla, senza riuscirci. Famosissima a livello internazionale, ma nessuno ancora lo sa. Facebook: Lapaginadiarianna / Instagram : – vexia – Sarah Arenaccio. Grammar Nazi, gattara e soffiatrice di minestrine. Ha sacrificato un brillante futuro come ballerina classica per amore del cibo spazzatura. Facebook: saraharenacciowriter / Instagram: saraharenaccio.

Giudizio:

La lettura di questi nove racconti, scritti in modo impeccabile, denotano in primis la bravura delle tre scrittrici e la loro capacità di descrivere e trasmettere pensieri, emozioni e dolori in poche righe. Ogni loro racconto rappresenta una piccola finestra su quel mondo complesso e delicato che è l’adolescenza. Una fase di cambiamenti non solo fisici ma anche caratteriali. Una fase in cui il sentirsi “grandi” ci porta, come Mara e Dario, i protagonisti di Le storie d’amore, a bruciare magari troppo presto delle tappe che lasciano poi cicatrici nell’anima o altre volte, quella parola “grande” , come per Amelia e Sebastiano in Teen Spirit, significa rinuncia e sacrificio. È anche la fase, a volte, in cui, come Olga di Sotto la pelle e Cali di Cali corre, ci si sente rispetto al mondo circostante “inadeguati e sbagliati”.

È difficile a quell’ età accettare la propria immagine riflessa nello specchio e allora si compiono gesti e azioni autolesioniste che invece di eliminare, aggiungono una nuova dose di dolore! Ma l’adolescenza è anche la fase delle nostre prime cotte, come per Dario in Profumo di donna, dei sogni, delle illusioni e anche degli idoli. Anche alla sottoscritta, come Marghe di Sposerò Nick Carter?, quand’era adolescente, aveva la stanza tappezzata di poster dei miei cantanti preferiti, primo fra tutti: Eros Ramazzotti. E so l’emozione indescrivibile che si prova , quando si ha la possibilità di vedere dal vivo, il proprio idolo , ad un suo concerto, proprio come è successo a Marghe. Insomma è una fase in cui veniamo inconsapevolmente bombardati da emozioni e dubbi ma maturiamo anche nuove consapevolezze. A tal proposito, trovo significativa la canzone “Linea d’ombra” di Jovanotti in cui il cantante paragona il passaggio dalla fase dell’adolescenza a quello della maturità ad una nave,pronta a salpare verso nuove mete, pronta ad affrontare le “mille tempeste” della vita. Una nave affidata ad un nuovo comandante che memore degli insegnamenti ricevuti o delle piccole esperienze maturate, s’imbarca fiducioso ma timoroso verso un’avventura chiamata: vita! In fondo questo è ciò che fanno, a loro modo, i vari personaggi dei nove racconti delle tre scrittrici.

Viviana Albanese, Arianna Ciancaleoni e Sarah Arenaccio , per rendere i loro scritti, ancor più accattivanti, li hanno ambientati negli anni Novanta, quando ancora la tecnologia non aveva preso il sopravvento e quando si sentiva ancora il piacere di riporre su carta i propri pensieri e ricordi, come fa Beatrice in Bea’s diary o confidare i propri segreti e sogni alla fatidica amica di penna. Insomma attraverso la lettura di questi racconti ho compiuto un vero e proprio viaggio nel tempo, ho rivissuto i miei anni Novanta e soprattutto il mio periodo adolescenziale, pieno di sogni, dubbi, timori e grandi aspettative. Grazie mille per questo tuffo nel passato!

Stelle: 4⭐️⭐️⭐️⭐️