IL MATTINO DOPO DI GIORGIO PULVIRENTI e MARCO NEGRONE

Siete pronti a passare un’altra giornata con Anna Maria Bisceglie?

#iorestoacasa

Titolo: Il mattino dopo.

Autori: Giorgio Pulvirenti e Marco Negrone. Genere: Narrativa storica.

Pagine: 287. Edito: Independently published, 5 dicembre 2019. Formato disponibile: cartaceo copertina flessibile 9,99€_ anche formato ebook. Trama:

https://www.amazon.it/mattino-dopo-Giorgio-Pulvirenti-ebook/dp/B08232M5L2/ref=mp_s_a_1_1?dchild=1&keywords=il+mattino+dopo&qid=1585068903&sprefix=il+mattino&sr=8-1

1957. Justin è un giovane adolescente che vive a Montauban , un piccolo paesino immerso tra le campagne del sud della Francia, assieme ai suoi genitori adottivi. La guerra è finita da diversi anni ma ha lasciato ferite profonde sul corpo e nella mente di Benjamin, il padre adottivo del ragazzo, essendo un sopravvissuto del campo di sterminio di Auschwitz. Justin è deciso a conoscere la verità sul suo vero padre e la sua vera madre. Chiede quindi a Benjamin di raccontargli la storia delle proprie origini, che coincide con gli orrori che il padre ha vissuto all’interno del campo di sterminio. Quella che il ragazzo avrà modo di ascoltare sarà una storia forte, cruda, una vicenda che metterà in risalto la tenacia e la caparbietà di un gruppo di ebrei nel trovare un modo per sopravvivere ad una delle pagine più tristi e cruenti della storia dell’umanità. Quando tutto sembrerà spacciato, un violino cambierà le loro sorti.

Giudizio:

“…era deciso a sapere, a conoscere la verità e non credo ci sarebbe stata occasione migliore di quella notte, proprio quella, aspettando il mattino dopo.” Con queste parole termina la prima parte del romanzo. Con queste parole, inizia il duro e atroce racconto che un padre, sopravvissuto miracolosamente al campo di Auschwitz, fa a suo figlio adottivo Justin, pronto e desideroso di conoscere la storia dei suoi genitori naturali. Inizia così il racconto su Alexander Moreau, un giovane fornaio francese, appassionato musicista di violino, che, un terribile giorno, viene strappato dalla sua limitata ma tranquilla quotidianità e dall’affetto della sua compagna Natalie, per espiare la sua unica colpa a quel tempo: essere ebreo. “Un giorno come un altro per gli “altri” , i non ebrei, ma lui non era un “altro”. Era un ebreo con la stella di David affissa nel petto come un marchio indelebile.” Comincia così la terribile descrizione dell’incubo vissuto da Alexander portato, assieme a migliaia di altri ebrei, prima nel Velodrome d’ hiver, di là al campo di smistamento di Drancy; per poi finire nell’inferno di Auschwitz_ Birkenau. Nessun particolare e nessuna atrocità viene risparmiata in questo romanzo. La storia del fornaio francese e dei suoi compagni di sventura sono un vero pugno nello stomaco, una narrazione a cui difficilmente si può restare indifferenti. Privati prima dei loro vestiti e oggetti personali, poi dei loro capelli e infine anche del loro nome. Perché, come viene ricordato ad Alexander, una volta entrati in quel campo, ognuno di loro non ha più un nome ma è solo un numero marchiato sulla pelle. E lui è da quel giorno il numero 40361. Da quel momento smette di essere un essere umano, diventando un numero, un pezzo, come gli altri, per la macchina di sterminio del Reich. Perché lo scopo unico dei nazisti era quello di eliminare in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo gli ebrei deportati e, senza saperlo Alexander e i suoi compagni lavorano in condizioni disumane per costruire lo strumento che avrebbe posto fine alla vita loro e di tutti gli altri: i terribili forni! In mezzo a tanta brutalità è possibile anche l’instaurarsi di solidi rapporti di amicizia o anche il nascere di un sentimento impossibile sulla carta ma non per il cuore. E sarà il violino, lo strumento tanto amato da Alexander, a fornirgli una flebile speranza a cui aggrapparsi in mezzo a tanta disperazione.

I due scrittori, attraverso una descrizione dettagliata anche se cruda, ci portano dentro un mondo, l’inferno di Auschwitz, dove non esiste umanità ma solo disperazione, dolore e rassegnazione. Inquietanti i riferimenti ai folli esperimenti compiuti dai tedeschi al fine di creare una razza pura e perfetta, quella ariana. Diversamente da quanto accade per altri romanzi di pura fantasia, in questo caso, sapere che quanto raccontato, è accaduto realmente con le stesse dinamiche, ti lascia un peso nel cuore e un magone in gola. Difficile per il lettore non immedesimarsi in quel ragazzo che ascolta il terribile racconto della vita di suo padre e che resterà, come ho fatto io, col fiato sospeso, in attesa di un finale in cui si intraveda, in tanto buio, una piccola luce. Una lettura non facile. Ogni pagina è un boccone amaro da ingoiare perché ogni volta che si legge o si vede in TV qualcosa riguardante la follia di Hitler e le atrocità commesse nei confronti degli ebrei, non si può non restare interdetti e non farsi una domanda: Ma perché? Ed è la stessa domanda che mi sono posta e a cui non sono riuscita a trovare risposta, forse perché una risposta non c’è. Buona lettura, per non dimenticare mai!

Stelle: 4 ⭐️⭐️⭐️⭐️

LA PICCOLA BOTTEGA DI PARIGI DI CINZIA GIORGIO

E oggi cosa ci racconterà Anna Maria Bisceglie? Siamo tutti curiosi eh?

Titolo: La piccola bottega di Parigi.

Autrice: Cinzia Giorgio.

Genere: Narrativa rosa.

Pagine: 320.

Edito: Newton Compton Editori , 30 agosto 2018. Formati disponibili: Kindle 2,99€

Kindle Unlimited 0,00€

Cartaceo copertina rigida 5,01€

Copertina flessibile 12,90€.

Trama:

https://www.amazon.it/piccola-bottega-Parigi-Cinzia-Giorgio-ebook/dp/B07DF6H4XC/ref=mp_s_a_1_1?keywords=la+piccola+bottega+di+parigi&qid=1582579458&sprefix=la+piccola+bott&sr=8-1

UNA DELLE AUTRICI ITALIANE PIÙ AMATE DALLE LETTRICI. DALL’ AUTRICE DEL BESTSELLER LA COLLEZIONISTA DEI LIBRI PROIBITI. Corinne Mistral è un giovane avvocato che non perde mai una causa. Vive a Roma e lavora presso il prestigioso studio legale della famiglia del fidanzato. Si sta dedicando anima e corpo a una causa molto importante quando la raggiunge la notizia della morte della nonna e dell’eredità che le ha lasciato: un atelier di alta moda a Parigi, nel bellissimo quartiere di Marais. Corinne parte immediatamente , decisa a sistemare il più presto possibile la faccenda e tornare poi al suo lavoro. Ma, una volta lì, resta affascinata dalla straordinaria storia di sua nonna, una donna che lei ha potuto conoscere pochissimo e che è stata persino allieva e amica della grande Coco Chanel. Il ritorno per Roma è rallentato ulteriormente dalla presenza dell’ esecutore testamentario : qualcuno che Corinne conosce bene, troppo bene…Che non si tratti di un incontro casuale? Una eredità inaspettata. Un viaggio a Parigi. Un passato tutto da scoprire. HANNO SCRITTO DI LEI: ” Cinzia Giorgio imbastisce sapientemente una storia tutta costruita sulla passione per la lettura dimostrandosi una scrittrice volta , che sa maneggiare molto bene la lingua e le parole. LEGGENDARIA. ” “Cinzia Giorgio ha compiuto l’ impresa : presentare nel panorama della contemporanea narrativa italiana un libro che costituisce un ponte tra romanzo storico, romanzo di formazione e romanzo d’amore. sul romanzo.it.

Giudizio:

” L’ amore non è l’unica fonte di gioia nella vita, come te lo devo dire? …Se non ti realizzi come donna, non sarai mai felice.” Queste le dure e lapidarie parole pronunciate da nonna Elena a Corinne, alle prese, da adolescente, con la sua prima cocente delusione sentimentale. E Corinne Mistral quelle parole le ha seguite alla lettera, cercando di dimenticare il dolore provocatole dal suo primo e grande amore: Leonardo Ferrari, il bello e dannato del suo liceo, e trasformandosi, 14 anni dopo, in un avvocato di successo nonché socia di un illustre studio legale associato: Smeraldi, Bacci & Mistral. È diventata da un’adolescente ” piccolina, mora, insignificante e secchiona” in ” l’avvocato coi tacchi a spillo e le unghie laccate di rosso” : una che di certo non passa inosservata. Corinne Mistral è diventata dunque una donna realizzata sia in campo professionale, sia in campo sentimentale: è infatti fidanzata con Massimo Smeraldi, sui collega e anche socio. Insomma cosa può desiderare di più ? Cosa può desiderare Corinne, la donna che non ama le sorprese e che riesce persino a programmare gli imprevisti, quando invece la vita le gioca un inaspettato tiro mancino? Prima il suo fidanzato le fa la più romantica delle proposte di matrimonio e poi, come in un incubo, si ritrova dinanzi quel ragazzo, ora uomo, che ha cercato con tutte le sue forze di dimenticare senza realmente riuscirci : Leonardo Ferrari. Cinzia Giorgio, nel corso della lettura, fa compiere al lettore tre viaggi. Il primo ci riporta a 14 anni prima e ci fa conoscere la Corinne adolescente, insicura e fragile, alle prese con la sua prima cotta, coi suoi primi turbamenti d’amore e soprattutto con il dolore e le conseguenze derivate dalla fine della sua storia con Leonardo. Un viaggio, racchiuso nelle pagine di un diario, assolutamente necessario per conoscere meglio Corinne, comprendere il suo stato d’animo e le sue reazioni, quando quel passato, che ha riposto in un angolino remoto del suo cuore, piomba nuovamente nella sua vita ” programmata e perfetta”. Leonardo Ferrari è diventato, come lei, un avvocato, nonché esecutore testamentario di sua nonna paterna Anna che, alla sua morte, le ha lasciato in eredità un piccolo atelier di moda a Parigi e delle lettere, custodi di un passato che, ancora una volta, vuole e deve venire alla luce. Ed ecco il secondo viaggio che la scrittrice fa compiere al lettore il quale, attraverso un carteggio epistolare, verrà catapultato indietro nel tempo, in una Parigi degli anni 50. Quelle lettere permetteranno a Corinne di conoscere meglio sua nonna Anna, la sua vita di sarta a Parigi, la sua amicizia e collaborazione con la famosa stilista Coco Chanel e persino lo sbocciare del suo amore con nonno Pierre. Grazie a quelle lettere la protagonista comincerà a vedere sotto una diversa prospettiva la sua vita e le sue priorità. Ed infine c’è l’ultimo viaggio quello che il lettore compirà assieme alla stessa Corinne nella magica Parigi. È questo l’ultimo tassello che manca alla nostra protagonista per capire cosa vuole davvero il suo cuore.

Un viaggio nei ricordi, un viaggio nel passato e soprattutto un viaggio dentro se stessa. Sarà un percorso tortuoso e doloroso ma, al termine di esso, troveremo una Corinne più consapevole di sé e delle sue esigenze. Passato e presente in questo romanzo si alternano in un susseguirsi di emozioni e quando si incontrano, gettano le basi per un futuro nuovo. Quale sarà quello di Corinne Mistral? Un intreccio complesso ma emozionante. La storia di un amore tormentato e idealizzato, di una famiglia disgregata ma desiderosa di riunirsi e di una donna che imparerà che: Niente è impossibile se lo si vuole davvero.” E poi come non amare la descrizione accurata tanto da far sembrare ” familiare” l’icona francese della moda: Coco Chanel? Un mix di emozioni in un unico romanzo! Brava Cinzia Giorgio!

Stelle: 5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

I FIORI NASCONO NEI LIBRI DI SILVIA MONTEMURRO

Cosa ci racconterà oggi Anna Maria Bisceglie?

Pronti?

Titolo: I fiori nascosti nei libri.

Autrice: Silvia Montemurro.

Genere: Narrativa rosa.

Pagine: 304.

Edito: Rizzoli, 28 gennaio 2020.

Formati disponibili: Kindle 9,99€

cartaceo copertina flessibile 15,72€.

Trama:

https://www.amazon.it/I-fiori-nascosti-nei-libri-ebook/dp/B083F9KTCS/ref=mp_s_a_1_1?keywords=i+fiori+nascosti+nei+libri&qid=1581888449&sprefix=i+fiori+n&sr=8-1

“I fiori che nascondiamo nei libri sono i segreti che non riusciamo più a raccontare. Rimangono anni, tra le pagine, in attesa che qualcuno porti alla luce la nostra vera storia.”. Chiara è una giovane e promettente stilista che vive a Firenze. Quando il direttore di un hotel di lusso di Sankt Moritz la invita ad organizzare una sfilata per i suoi ospiti, si sente baciata dalla fortuna. Così si mette in viaggio, ma per una bufera di neve arrivare a destinazione diventa impossibile. Alla dogana le consigliano di fermarsi a Villa Garbald, dove Chiara arriva e incontra prima il vecchio custode, Arold, e poi il figlio, Thomas. Entrambi sembrano turbati dalla sua presenza, forse per via della straordinaria somiglianza tra Chiara e la donna di un ritratto appeso in uno dei corridoi, che misteriosamente notte tempo svanisce. Il dipinto ritrae Irena, una ragazza polacca che , per sfuggire alla seconda guerra mondiale, si è finta cittadina svizzera ed è stata accolta da un’amica della madre a Villa Garbald: lì, insieme ad altre giovani di buona famiglia, impara l’arte della tessitura e conosce Toni , un contrabbandiere. E il loro sarà un incontro che le cambierà per sempre la vita. Silvia Montemurro ci racconta di due donne lontane nel tempo e nello spazio ma legate da un unico destino e completa, tassello dopo tassello, una narrazione appassionante , che ci fa assaporare appieno il potere dei sentimenti, la magia dell’amore , la potenza delle storie.

Giudizio:

“…non c’è fiore che possa appassire, se nascosto, in un luogo sicuro. Bisogna proteggerlo come un amore appena nato.” Queste parole estrapolate dal testo sono significative e racchiudono il significato dell’intero romanzo che io definirei delicato e fragile come i fiori nascosti nei libri, e intenso e struggente come l’amore narrato in queste pagine. Due le protagoniste: Chiara e Irena, due donne divise dal tempo ma legate a doppio filo da un unico destino. Chiara è una giovane trentenne fiorentina che spera di tramutare presto il suo sogno di diventare una stilista, in una realtà concreta. L’occasione propizia le viene offerta su un piatto d’argento: presentare la sua collezione di moda in un lussuoso hotel svizzero ma, il tempo avverso la costringe a trovare riparo in un paese vicino, a Villa Garbald; una sosta che le sconvolgerà la vita. Una antica dimora, custode di dolci ma dolorosi ricordi. Gli sguardi attoniti di Arold il custode e di suo figlio Thomas, alla sua vista. Un quadro raffigurante una giovane donna che pare essere la sua incredibile ed inquietante fotocopia. Una dolce melodia. Alcune lettere ingiallite dal tempo e dei fiori secchi posti accuratamente all’interno di alcuni romanzi. Questi sono i piccoli ma preziosi tasselli di un puzzle che pareva attendere l’arrivo della persona giusta per essere ricomposto e quella persona pare essere proprio Chiara. Assecondando le sue sensazioni, Chiara comincia a leggere alcune vecchie lettere e viene catapultata indietro nel tempo, nei terribili anni della seconda guerra mondiale, in una Svizzera fortunatamente intaccata solo in minima parte dalle atrocità della guerra. Quelle lettere raccontano la storia di Irena, una giovane polacca salvatasi dallo sterminio nazista che, in Svizzera, sotto falsa identità, prova ad andare avanti senza mai dimenticare le sue origini. Per tutti diventa Cinthia Schwabb e proprio a Villa Garbald metterà a frutto il suo dono del disegnare incredibili bozzetti e trasformarli poi in bellissimi abiti. Un dono, a quanto pare in comune con Chiara, sempre più esterrefatta dalle inspiegabili coincidenze e sempre più rapita da quelle pagine che narrano di un amore travolgente ma sfortunato; della caparbietà e coraggio di una donna a non arrendersi dinanzi alle difficoltà della vita. Più si addentra nella vita di Irena e più Chiara vede, dinanzi ai suoi occhi, ricomporsi ad uno ad uno, tutti i tasselli del puzzle. Molti interrogativi troveranno una risposta perché non è solo Chiara ad averne bisogno, ma il passato stesso. Chiara, attraverso quell’immaginario viaggio nel tempo, ha modo di scoprire tanto su di sé: cose di cui era all’oscuro e cose che , per paura di soffrire di nuovo, aveva risposto in un angolino del suo cuore. Che sia arrivato il momento di scrollarsi di dosso la sua pesante corazza e ritornare ad amare?

Era da tempo che volevo leggere un libro di Silvia Montemurro, definita da molti la Riley italiana e, visto che io ho letto quasi tutti i libri di Lucinda Riley, le aspettative erano dunque alte. Dopo aver letto questo romanzo, posso sostenere che tale appellativo le calza a pennello in quanto la Montemurro, come la Riley, ha uno stile elegante e raffinato, è capace di alternare dolcemente presente e passato e, anche lei, ha esaltato la centralità dei ruoli femminili. Chiara e Irena, due donne diverse ma allo stesso tempo simili: la prima insicura e fragile, la seconda caparbia e determinata ma tutte e due dotate di una sensibilità che entrambe esternano nelle loro floreali creazioni sartoriali. E poi ci sono i fiori, come la gardenia, l’iris, il ranuncolo, la violetta che , in questo romanzo, sono i testimoni silenziosi e i custodi preziosi di ricordi dolci e dolorosi di una vita passata che vuole essere ricordata! Una lettura intensa, commovente, struggente. Una lettura semplicemente meravigliosa!

Stelle: 5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

TI REGALO LE STELLE DI JOJO MOYES

Ciao a tutti,

Pronti per un bel week end?

Oggi vi lasciamo con Anna Maria Bisceglie e la sua ultima lettura.

Titolo: Ti regalo le stelle.

Autrice: Jojo Moyes.

Genere: Narrativa straniera.

Pagine: 424 .

Edito: Mondadori, 8 ottobre 2019.

Formati disponibili: Kindle 9,99 €

Cartonato 16,15€.

Trama:

https://www.amazon.it/Ti-regalo-stelle-Jojo-Moyes-ebook/dp/B07Y1L3G77/ref=mp_s_a_1_1?keywords=jojo+moyes&qid=1573161989&sprefix=jojo+mo&sr=8-1

1937. Quando Alice Wright decide impulsivamente di sposare il giovane americano Bennett Van Cleve , lasciandosi alle spalle la sua famiglia e una vita opprimente in Inghilterra, è convinta di iniziare una nuova esistenza piena di promesse e avventure nel lontano Kentucky. Presto però le sue rosse aspettative e i suoi sogni di ragazza si scontrano con una realtà molto diversa. Costretta a vivere sotto lo stesso tetto con un suocero invadente, il dispotico proprietario della miniera di carbone locale, Alice non riesce a instaurare un vero rapporto con il marito e le sue giornate diventato sempre più tristi e vuote. Così, quando scopre che in città si sta costituendo un piccolo gruppo di donne volontarie il cui compito è diffondere la lettura tra le persone disagiate che abitano nelle valli più lontane, lei decide con entusiasmo di farne parte.

La leader di questa biblioteca ambulante a cavallo è Margery O’Hare , una donna volitiva, libera da pregiudizi, figlia di un noto fuorilegge, una donna autonoma e fiera che non ha mai chiesto niente a nessuno, tanto meno all’uomo che ama. Alice trova in lei una formidabile alleata, un’amica su cui può davvero contare, specie quando il suo matrimonio con Bennett inevitabilmente a sgretolarsi. Altre donne si uniranno a loro e diventeranno note in tutta la contea come le bibliotecarie della Wpa Packhorse Library . Leali e coraggiose , cavalcheranno libere sotto grandi cieli aperti e attraverso foreste selvagge, affronteranno pericoli di ogni genere e la disapprovazione dei loro concittadini per portare i libri a persone che non ne hanno mai visto uno, allargando i loro orizzonti e cambiando la loro vita per sempre. Ispirata a una storia vera , Ti regalo le stelle è una dichiarazione d’amore per la lettura e i libri. Un romanzo indimenticabile, appassionante e romantico le cui pagine volano, coinvolgendo e commuovendo il lettore.

Giudizio:

Non è il primo romanzo che leggo di questa straordinaria scrittrice di cui apprezzo in primis il suo stile raffinato , ma allo stesso tempo semplice e poi la sua impareggiabile capacità di emozionare con le sue storie. Lo ha dimostrato con la trilogia “Io prima di te” con la quale è riuscita a toccare le corde dell’anima di milioni di lettori e ora con “Ti regalo le stelle” conferma la sua bravura creando una storia che parla di libri e di donne. Ambientato nel 1937 in un periodo, per gli Stati Uniti d’America, di forte depressione economica, finanziaria e anche culturale , il presidente Roosevelt e la first lady hanno appoggiato il progetto delle cosiddette “biblioteche ambulanti” , un’idea geniale per portare i libri soprattutto a quelle persone che, in quel periodo, non sapevano leggere e scrivere. Un modo per cercare di debellare il dilagante analfabetismo. E a chi poteva essere affidato il compito di cavalcare muli o cavalli per portare libri a quelle famiglie che magari non avevano mai visto un libro in vita loro, se non a delle donne coraggiose e temerarie? Sì, proprio a quelle stesse donne che, a quel tempo, erano relegate al ruolo di semplici custodi della casa e della famiglia e che, in questo modo, dimostrano alla bigotta società ma soprattutto a se stesse di essere in grado di rendersi utili anche al di fuori le mure domestiche. Cinque donne coraggiose che sfidano i pregiudizi, che si liberano delle manette imposte loro da padri o mariti e assaporano il gusto della libertà e la forza dell’amicizia! Due i personaggi femminili che spiccano di più: Alice Wright , una giovane donna inglese che, per fuggire da una famiglia troppo autoritaria, pensa erroneamente di trovare , nel matrimonio con l’americano Bennett Van Cleve, quella libertà e felicità tanto desiderata. Ma ben presto Alice vedrà i suoi sogni infrangersi e si ritroverà nuovamente in gabbia, sotto la sprezzante sorveglianza di un suocero invadente, un marito freddo e scostante e persino il ” fantasma” onnipresente di Dolores Van Cleve. Per questo Alice s’ imbarchera’ ben volentieri nel progetto della biblioteca itinerante perché ha così la possibilità di fuggire dalla sua algida gabbia e confrontarsi con altre donne come ad esempio Margery O’Hare.

Un altro splendido personaggio, una donna volitiva, non disposta a farsi mettere i piedi in testa da nessuno, abituata da sempre a lottare contro il marchio di essere la figlia di un noto fuorilegge e non incline ad abbassare il capo solo perché “donna”. Insomma Margery rispecchia assolutamente il prototipo di donna costretta dalla vita ad indossare la corazza della guerriera ma che , in realtà, cela , anch’essa, un cuore desideroso di amare ed essere amata senza però costrizioni. Margery mai rinuncerebbe alla sua libertà! Una donna col suo carattere “fuori dagli schemi” può però fare paura a molti, può attirare su di sé sentimenti negativi come odio vendetta e invidia! Cinque donne diverse per età, per estrazione sociale e differente vissuto ma unite da un sentimento forte e unico chiamato: AMICIZIA!! Jojo Moyes è riuscita a creare una storia intensa, struggente e commovente, ha descritto nei minimi dettagli una realtà chiusa nei suoi pregiudizi ma che, grazie alle bibliotecarie di Baileyville , ha cominciato ad aprirsi a una nuova vita! Quale il messaggio che mi ha lasciato questa meravigliosa lettura? ” C’è sempre un modo per uscire da una situazione.Potrebbe essere spiacevole. Potrebbe lasciarti l’impressione che la terra ti sia scivolata sotto i piedi ma c’è sempre una via d’uscita.”

La vita ci offre una miriade di possibilità per essere felici!

Stelle: 5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

UN ANNO FELICE DI CHIARA FRANCINI

Ciao a tutti,

Pronti per iniziare una nuova settimana? Noi siamo cariche💪🏻💪🏻💪🏻 infatti iniziamo con la nostra Anna Maria Bisceglie con una nuova lettura è una nuova scrittrice.

Titolo : Un anno felice.

Autrice: Chiara Francini.

Genere: Narrativa rosa.

Pagine: 345.

Edito: ,Rizzoli, 25 giugno 2019.

Formati disponibili: Kindle 9,99€

cartaceo copertina rigida 15,30€.

Trama:

https://www.amazon.it/gp/aw/d/B07STY4NBS/ref=tmm_fbs_kin_title_0?ie=UTF8&qid=1571774477&sr=8-1

Le ragazze attendono l’amore. Quando arriva, il fulgore le abbaglia. Tanto che a volte non ne distinguono bene il volto. Melania, lunghi capelli mossi color castagna e due sopracciglia pennellate alla Rossella O’ Hara , abita in centro a Firenze con la sua amica Franca. Potrebbero sembrare due studentesse fuori sede . In realtà sono ragazze fuori corso a cui finora il tanto studio ha portato arguzia e cultura , ma non un principe azzurro. Per Melania, però, tutto cambia in un giorno di maggio in cui si ritrova a pagare un caffè ad Axel , un giovane straniero atterrato lì da chissà quale altro mondo. Ha un volto da etrusco , ma è svedese. Corre, ma non è in fuga. Stenta a rispondere, ma non perché gli mancano le parole. La bellezza sfacciata di Firenze e il cuore colorato di Melania danno esca al fuoco dell’ amore, un calore che a lei scoppia dentro e che lui desidera da sempre. Poi, si sa, la passione si impone sulla vita: perciò , quando Axel deve tornare in Svezia, Melania decide di seguirlo , lasciando tutto, lavoro, amici, rassicuranti consuetudini e quotidiane certezze. Ma come distinguere il volto del vero amore, quell’ amore che è una tela da tessere insieme? E come non lasciarsi confondere da fantasmi evanescenti e dalla proiezione dei propri sogni?

Giudizio:

” L’Amore capita, come le grazie. Si impara quando ti piomba addosso. È inevitabile. È lui stesso che ci insegna lacerandoci e premiandoci di continuo. È un istinto. Solo che non capiamo quando inizia il premio e quando la tortura. Ed è lì che bisogna imparare, imparare a salvarsi. E a riderci su.” Questa frase estrapolata dal romanzo racchiude secondo me la visione che la scrittrice Chiara Francini ha dell’Amore e che ci descrive attraverso l’esperienza, le decisioni, le scelte della sua protagonista Melania. Chi è Melania? Anzi precisiamo subito che la nostra protagonista ha due nomi che utilizza a seconda delle circostanze. Lei ha un nome più serio : Beatrice e il secondo che utilizza tra gli amici più stretti, cioè Melania. Due nomi scelti da sua madre: la Beatrice di Dante e la Melania del celebre ” Via col Vento”; peccato che al posto della buona Melania sia nata poi una che assomiglia molto di più fisicamente e caratterialmente a Rossella O’ Hara . Questo è il cruccio più grande di sua madre! Melania è dunque una giovane donna che fa la editor presso la casa editrice ” Puerla”, condivide l’appartamento con la sua amica Franca ed è alla ricerca di quello che tutte le ragazze trentenni sognano: il vero Amore! Melania pensa di averlo trovato quando, un giorno, per caso, s’imbatte in Axel, un ragazzo svedese che, per via dei suoi tratti somatici: ” moro come un etrusco” , non ricorda affatto un nordico. A colpire inoltre la nostra protagonista non è solo la bellezza del giovane svedese ma anche il suo particolare modo di atteggiarsi. Il suo passo veloce come il vento a cui fa da contrasto il suo carattere mite, taciturno e riflessivo. Axel è uno scrigno di contraddizioni: ” Axel è una contraddizione, una mela che sa di albicocca, a volte di fragola, a volte di pompelmo. Solo dopo averlo morso puoi conoscerne il sapore.” E cosa ha in comune Melania la logorroica con Axel, il principe di ghiaccio? Beh, anche lui come lei, ha due nomi: il primo è Axel , come il grande amore della regina Maria Antonietta, Hans Axel von Fersen e il secondo Karl come il re di Svezia. Insomma due personaggi che sembrano, nelle loro diversità, complementari e quasi perfetti. Sarà per questo che la nostra Melania, acceccata da tanta perfezione o forse più dal suo desiderio credere in questo feeling improvviso e avvolgente, decide di seguire il suo Axel in Svezia. Perché Melania rispecchia proprio la donna innamorata disposta a lasciare tutto, paese, amici, lavoro per inseguire il suo perfetto sogno d’amore. Ma l’Amore può, a volte, essere come un terribile incantesimo, una “malia” che t’inganna, ti illude, ti avvince nelle sue spire. Ma quando ci si sveglia, cosa accade? In Melania è possibile rivedere, purtroppo, tutte quelle donne che preferiscono chiudere gli occhi, sopportare, scendere a compromessi e persino rischiare di perdere se stesse in nome di un sentimento “malato” che di sicuro non può essere chiamato Amore. L’ Amore, come Chiara Francini docet, è un’ altalena di emozioni. Bisogna però essere in due su quell’ altalena per godere INSIEME sia il momento adrenalinico della salita sia quello della discesa. Se invece sull’altalena si è da soli e c’è alle nostre spalle “uno” che detta il ritmo delle emozioni allora, tocca a noi trovare il coraggio di scendere prima di precipitare rovinosamente per terra. Le opzioni ci vengono date, sta a noi fare la scelta più giusta. Quale sarà quella di Melania? Primo romanzo che leggo di Chiara Francini che “conosco” in veste di attrice brillante e ironica; ora, con questo romanzo, l’ho scoperta anche come scrittrice. Se da un lato mi ha sorpresa per il suo stile raffinato, forbito, ricco di citazioni e interessanti informazioni storiche soprattutto su una città come Firenze che io adoro, dall’altro ho ritrovato l’ironia, la leggerezza e la verve della Francini attrice nella sua Melania. È stata una splendida lettura con un finale da mozzare il fiato!

Stelle: 5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

THE FIRST BOY DI CRISTIANO PEDRINI

Ciao a tutti ecco la nostra Anna Maria Bisceglie con un altro review party.

Titolo: The First Boy.

Autore: Cristiano Pedrini.

Genere: narrativa.

Pagine: 340.

Edito: Youcanprint , 23 settembre 2019.

Formati disponibili: Kindle 2,99€.

Trama:

https://www.amazon.it/first-boy-Cristiano-Pedrini-ebook/dp/B07YBJX3NZ/ref=mp_s_a_1_1?keywords=cristiano+pedrini&qid=1570957569&sprefix=cristiano+pe&sr=8-1

Christopher Lowen è stato accettato per uno stage negli uffici della Casa Bianca. Mai avrebbe immaginato che, per un suo progetto, potesse ottenere il permesso di entrare nel famoso Studio Ovale. È talmente meravigliato ed euforico che neanche si rende conto della presenza del Presidente degli Stati Uniti d’America , Lawrence Layton. Il Presidente è subito colpito dall’intelligenza e dalla spontaneità di Christopher, tanto da ascoltarne i consigli. Da quel momento il ragazzo inizia ad attirare sempre di più le attenzioni di Lawrence e allo stesso tempo il risentimento dello staff. Come è riuscito infatti, da appena arrivato, a manipolare il Presidente tanto da renderlo giorno dopo giorno più debole agli occhi del popolo americano? Amareggiato e spaventato, Christopher vorrebbe andarsene. Ma riuscirà ad abbandonare Lawrence , proprio quando ha iniziato a capire di ricambiare i suoi sentimenti? Christopher dovrà imparare ad affrontare le proprie paure , anche se questo dovesse significare di scontrarsi con il mondo intero. Ma se l’amore è in grado di piegare l’uomo più forte del mondo, ben presto Christopher e Lawrence comprenderanno come questa debolezza possa diventare l’arma più potente e miracolosa che possano mostrare al mondo.

Giudizio:

” Un ragazzo con qualche complesso di troppo, con quei capelli ribelli rossi e il viso lentigginoso…chi mai avrebbe potuto prenderlo sul serio?” Questo è ciò che pensa di sé Christopher Lowen, capitato quasi per caso e sfidando la volontà paterna, a partecipare ad uno stage presso la Casa Bianca. Mai e poi mai si sarebbe immaginato che, dopo solo 48 ore, di avere la possibilità di incontrare l’uomo più potente degli Stati Uniti d’America e interagire con lui su questioni fondamentali per il Paese. Un ragazzo cosa ne può sapere di politica e di giochi di potere? Sarà il suo carattere schietto, sincero e senza filtri a fare colpo su Lawrence Layton. Sarà la sua perspicacia e intelligenza a indurre il Presidente a prendere sempre di più in considerazione le opinioni di un ragazzo che forse conosce poco del mondo della politica, ma conosce perfettamente il mondo reale e i suoi problemi.Sarà il suo non avere peli sulla lingua, il suo non nascondersi, il suo ingenuo ma puntuale modo di esprimere le sue idee a conquistare piano piano il cuore di Lawrence che, se per il mondo è uno degli uomini più potenti, per Christopher è semplicemente un uomo con le sue fragilità, paure ma anche desideri. Un sentimento nato in punta di piedi, nel famoso Studio Ovale, tra uno stagista e il Presidente degli Stati Uniti d’America, quale futuro potrebbe avere? Riportando le parole di Roosevelt, citate anche nel romanzo: “L’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa”. Sarà la paura di esporsi, sarà la paura di essere giudicati dagli occhi perfidi del mondo intero, sarà la paura di essere vulnerabili ad avere il sopravvento sull’Amore? Oppure il loro sentimento riuscirà a lottare contro i pregiudizi, le ipocrisie e soprattutto contro l’odio ma….a quale prezzo?

Non è il primo romanzo di Cristiano Pedrini che leggo , conosco pertanto il suo stile raffinato ma sincero e conosco i temi a lui cari. In questo romanzo lo scrittore, ancora una volta, affronta in modo delicato l’importanza di amare liberamente senza la paura di essere giudicati e il coraggio di sfidare a viso aperto tutte le ipocrite barriere sociali. L’ Amore non ha età, sesso, religione. L’Amore è fiducia, comprensione e sostegno e , spesso, richiede Sacrificio e soprattutto Coraggio! Una lettura piacevole e coinvolgente soprattutto nelle concitate battute finali. L’unico neo sono state le innumerevoli sviste grammaticali, ( dovute sicuramente a sviste di battitura) che hanno un po’ infastidito la mia lettura ma ciò ha influito solo in minima parte sul giudizio finale che resta positivo.

Stelle: 4⭐️⭐️⭐️⭐️

LA STANZA DELLE FARFALLE DI LUCINDA RILEY

Anna Maria Bisceglie, si è ritagliata dopo giorni intensi un po’ di tempo per leggere questo libro che aspettava da tempo…

Titolo: La stanza delle farfalle.

Autrice: Lucinda Riley.

Genere: Narrativa straniera.

Pagine: 608.

Edito: Giunti, 11 giugno 2019.

Formati disponibili: Kindle 10,99€

cartaceo copertina flessibile 15,21€.

Trama:

https://www.amazon.it/gp/aw/d/B07RM3P2D3/ref=tmm_kin_title_0?ie=UTF8&qid=1568832613&sr=8-1

Personaggi indimenticabili e sconvolgenti verità in questo nuovo incantevole romanzo dall’autrice bestseller Lucinda Riley. Alla soglia dei 70 anni, Posy vive ancora a Admiral House, la casa dove ha trascorso la sua infanzia a caccia di splendide farfalle e dove ha cresciuto i suoi figli, Sam e Nick. Ma di anno in anno la splendida villa di campagna è sempre più fatiscente e ha bisogno di una consistente ristrutturazione che Posy, con il suo impiego part-time nella galleria d’arte , non può permettersi. Forse , per quanto sia doloroso abbandonare un luogo così pieno di ricordi, è arrivato il momento di prendere una difficile decisione. Coraggiosa e determinata, abituata a cavarsela da sola ma premurosa e sempre presente nella vita dei suoi familiari, Posy si convince a vendere la casa.

Ma è proprio allora che il passato torna inaspettatamente a bussare alla sua porta: Freddie, il suo grande amore, l’uomo che avrebbe dovuto sposare cinquant’anni prima e che era scomparso senza dare spiegazioni, è tornato e vorrebbe far di nuovo parte della sua vita. Come se ciò non bastasse, Sam, con le sue dubbie capacità imprenditoriali, si mette in testa di rilevare Admiral House e Nick , dopo tanti anni in Australia, torna a vivere in Inghilterra. Esistono segreti terribili , il cui potere non svanisce nel tempo e solo il vero amore può perdonare. Posy ancora non sa che sono custoditi molto, troppo vicino a lei.

Giudizio:

Il passato rappresenta il nostro ieri ma anche il nostro oggi perché, solo rammentando da dove proveniamo o ciò che siamo stati, possiamo prendere coscienza di ciò che siamo. Per Posy , la protagonista di questo romanzo, il passato è Admiral House , la casa di famiglia lasciatale in eredità dai suoi genitori e che custodisce tutti i ricordi di una vita. Ricordi che , a distanza di tempo, si affacciano “limpidi” nella mente di Posy, ora quasi settantenne. La sua infanzia felice, i momenti spensierati e gli insegnamenti preziosi di suo padre, e quella stanza, lì, sulla Torre, dove sono custodite le farfalle. Il tempo, come fa sbiadire i ricordi, è ancora più inclemente con le cose. Admiral House, invecchiata come la sua proprietaria, ha bisogno di nuova vita! È diventata una residenza troppo onerosa per Posy, ormai la sola a gestirla. È forse giunto il momento di dirle addio? Posy sarà in grado di prendere una tale decisione? Il Destino ha deciso che anche per lei, come per Admiral House, è giunto il momento di voltare pagina, solo che non è facile perché il passato torna prepotentemente a bussare al suo cuore. Un vecchio amore che riappare, un amore che le ha infranto il cuore e che, anche dopo tanti anni, continua ad essere custode di segreti inconfessabili. Due figli, Sam e Nick, che non riescono a trovare un punto d’incontro e che stanno cercando di trovare la loro strada: Sam la tranquillità economica e Nick quella sentimentale. Il Passato non è però sempre custode solo di ricordi felici, a volte, conserva segreti dolorosi che, prima o poi, vengono a galla. E Posy sarà investita in pieno da tante verità che le sono state taciute, che hanno influenzato, senza saperlo, il corso della sua vita e che apporteranno cambiamenti nel suo futuro. Come reagirà Posy? Metterà se stessa prima dei suoi figli, prima di Admiral House? Penserà al suo cuore? Non posso e non voglio dirvi altro. Correrei il rischio di spoilerare troppo! In merito a questo romanzo che ho tanto atteso, posso dire che, quando ho trovato il tempo per leggerlo, avevo tante aspettative perché io adoro Lucinda Riley e il suo modo di scrivere. Sono una sua fedele lettrice! In La stanza delle farfalle ho ritrovato il suo modus scrivendi: l’alternarsi tra presente e passato, le descrizioni ambientali perfette e suggestive, i personaggi ben definiti. Insomma nulla da eccepire! Rispetto ad altri romanzi che ho letto però, questo, per quanto sia ben scritto e per quanto sia coinvolgente, gli manca quel “quid” che , a mio avviso, rende i romanzi della Riley “unici”. Il mio giudizio resta comunque positivo grazie soprattutto al carisma della sua protagonista:Posy , da cui ho imparato che: “Non esiste la famiglia perfetta!” Ma, tra le pareti di una casa, vive spesso, una famiglia”complicata” , una famiglia con le sue gioie, i suoi dolori e i suoi problemi. La famiglia, a differenza degli amici e di un amore, non si può scegliere perciò, va amata nonostante le sue ombre! Un insegnamento prezioso e saggio!

Stelle: 4 ⭐️⭐️⭐️⭐️

EVERETH DI CLAUDIA SABELLA

Ciao a tutti,

Eccoci con una settimana piena di letture…

Iniziamo con la nostra Anna Maria Bisceglie che ci racconterà di una scrittrice di cui non vi abbiamo ancora parlato. Pronti???

Titolo: Evereth.

Autrice: Claudia Sabella.

Genere: narrativa.

Pagine: 230.

Edito: Elpis Editrice 1 gennaio 2018.

Prezzo cartaceo: 12 €

Trama:

https://www.amazon.it/Evereth-Claudia-Sabella/dp/8899682208/ref=mp_s_a_1_fkmr0_1?keywords=evereth+kindle&qid=1566506776&s=gateway&sr=8-1-fkmr0

Fuggita. Se fosse rimasta ,la sua età ancora innocente in una Palermo degli anni venti sarebbe stata macchiata dalla violenza. Sola. Quando incontra un uomo dagli occhi sprofondati e color nocciola ,non può evitare di seguirlo: lui conosce il Teatro ,ciò a cui lei aspira segretamente. Eppure ,nonostante la sua ammirazione,il palcoscenico non risponderà al suo richiamo. Non finché lei non sarà davvero pronta a fare sentire al mondo la sua voce ,a fare risplendere la sua luce. Luce che giungerà fino a un punto d’ombra su nella galleria. Fino agli occhi attenti di colui che è lì per lei. Tra le tende color cremisi del sipario e l’oro del suo vestito ,tra l’eterna nostalgia e gli orrori della guerra,dell’uomo. Tra gli occhi dal colore indistinguibile e giochi d’ombra : qui è Evereth. ” Di lacrime,sorrisi ed applausi: di questo era stata la mia vita.”

Giudizio:

” Perdonare ,nonostante il tradimento. Danzare,nonostante la fatica. Recitare,nonostante il rancore. Vivere,nonostante il dolore.Amare nonostante…” In questa frase estrapolata dal romanzo di Claudia Sabella è racchiusa la storia di Evira,una giovane donna palermitana,costretta a fuggire,appena quattordicenne,dalle grinfie di un padre padrone. Grazie al coraggio di sua madre e di suo fratello Ciro,intraprenderà un viaggio verso la sua nuova vita portandosi con sé una piccola valigia,custode gelosa dei suoi unici beni: i libri! Sin d ‘adolescente Evira ha coltivato un’unica grande passione ,quella per il Teatro. Pur non conoscendo perfettamente il significato della parola “Recitare” ,quel mondo fatto di luci e colori ha da sempre esercitato su di lei un’ inspiegabile attrazione. Il Teatro e l’incontro ,durante la sua fuga,con Berto,il proprietario di un piccolo teatro di Bologna,saranno la sua ancora di salvezza ma soprattutto determineranno la nascita di Evereth, la nuova stella del palcoscenico! Le “paterne” cure e gli insegnamenti preziosi di Berto serviranno a trasformare quella ingenua e timida ragazza del Sud in una donna ,consapevole della sua bellezza e soprattutto della sua innata dote di ammaliare,una volta salita sul palco,un’intera platea. Evereth è nata per fare l’attrice! Evereth ama il Teatro! Ed il Teatro ha guadagnato un nuovo astro nascente! La fama e la sua bravura la porteranno a trasferirsi,assieme al suo inseparabile Berto, in Germania, per recitare in un grande teatro,il Weston Theater” di Berlino.Lì incontrerà l’uomo che le stravolgera’ la vita ,che le insegnerà cosa significa non solo Amare ma anche Recitare usando non la testa ma il cuore: Edwin Weston! Siamo negli anni trenta e la Germania,come il resto dell’Europa ,è dilaniata dagli orrori della Seconda Guerra Mondiale. Ed Evereth vivrà ,in prima persona,la crudeltà e la follia della guerra dimostrando ancora una volta il coraggio di una piccola e grande donna!

Una narrazione scorrevole e dettagliata ,capace di trascinare il lettore nel cuore della storia e di calarsi nelle vesti della protagonista cogliendo ogni sfumatura della sua anima,tutto questo rende il romanzo di Claudia Sabella ,una sorta di scrigno custode di emozioni intense e travolgenti. Difficile non amare la forza,il coraggio e la tenacia di Evereth ,una ragazza con un sogno in valigia,disposta ad ogni sacrificio pur di realizzarlo. Ma alla concretizzazione del suo sogno è fondamentale l’aiuto datole da sua madre. Una donna che aveva immediatamente compreso che in quella sua unica figlia femmina ,da sempre avida di sapere, bruciava una fiamma la quale avrebbe potuto trasformarsi in fuoco, solo lontano da quel mondo che non riconosceva alle donne ,altri ruoli se non quelli di mogli e madri. Una donna coraggiosa! Una madre da ammirare! Altra figura di spicco,in questo romanzo,è quella dell’affascinante ,enigmatico e valoroso Edwin Weston,l’uomo che,oltre a far breccia del cuore di Evereth,dimostra ,con la sua sensibilità,come una bandiera e una divisa non possono mutare l’animo di una persona. Durante quei terribili anni,in cui si è scritta una pagina “nera” della nostra Storia,forse,molti soldati tedeschi si sono interrogati sul perché delle loro azioni o hanno avuto il coraggio di ribellarsi alle tante atrocità perpetrate ai danni degli ebrei. Edwin è l’emblema della coscienza di ogni tedesco che ha urlato: NO!! Credo di non potervi dire altro perché altrimenti rischierei lo “spoiler” pertanto ,vi lascio augurandovi semplicemente una Buona lettura!!

Stelle: 5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

LE ETA’ INFELICI DI SARÀ SAJEVA

Ciao a tutti,

Bentornati con noi oggi la nostra Anna Maria Bisceglie ci parlerà di una nuova lettura appena terminata.

Siete pronti?

Titolo :Le età infelici.

Autrice:Sara Sajeva.

Genere:narrativa contemporanea.

Pagine: 101.

Edito: Castelvecchi. Collana Emersioni,16 luglio 2018.

Prezzo: 11,48 €

Trama:

https://www.amazon.it/età-infelici-Sara-Sajeva/dp/8832823659/ref=mp_s_a_1_1?keywords=le+eta+infelici&qid=1563631345&s=gateway&sprefix=le+eta+&sr=8-1

Sara è alle prese con uno dei più contorti e ambigui periodi della vita: l’adolescenza.Perennemente insoddisfatta,si muove con ironia e anticonformismo nella banalità del quotidiano .Le frustrazioni ,le speranze,le illusioni e le delusioni che scandiscono il ritmo delle sue giornate si trasformano nel mondo di Sara in travolgenti e divertenti avventure esistenziali.Quando arriva l’ amore ,un ragazzo di nome Romeo,la nebbia si alza e riesce finalmente a vedere tutti i colori del mondo ,a metterli su tela,assecondando la sua vera passione ,la pittura ,e soprattutto ad amare se stessa.

Giudizio:

Sara Sajeva nella prefazione ha ritenuto opportuno sottolineare come questo romanzo sia stato scritto in due fasi distinte della sua vita ,quasi a voler accompagnare la sua protagonista Sara,omonima dell’autrice,nel suo viaggio “dall’altra parte della barricata” ,nel suo tortuoso percorso di maturazione. Questo romanzo descrive infatti in modo dettagliato le mille sfumature che caratterizzano quella fase “delicata” della nostra vita che segna il passaggio intermedio dalla “confortevole” infanzia alla “impegnativa” maturità: la turbolenta fase dell’adolescenza! Dubbi,smarrimento ,apatia e delusione sono questi i sentimenti che albergano nell’animo della protagonista,un’adolescente che sembra non avere certezze,non avere obiettivi o appigli a cui aggrapparsi che le consentano di uscire da quell’ ” impasse” emotivo e esistenziale in cui è sprofondata.Nessun affetto familiare,nessun amore all’orizzonte ma solo un’amica Agata con la quale condivide i suoi drammi adolescenziali.Cosa o meglio chi può riuscire a dare uno scossone alla monotona vita da cui Sara preferisce farsi cullare? Un incontro casuale in un bar,un numero di telefono su un bigliettino e un nome pulito e limpido,come il suo proprietario,Romeo, il ragazzo che con la sua gioia di vivere riesce a spezzare la routine e a colorare con tinte vivaci la grigia vita di Sara.

Due anime ,solo in apparenza diverse ma che frequentandosi,conoscendosi e innamorandosi,scoprono di avere molte cose in comune.Prima fra tutte l’amore per l’arte ,l’unico mondo in cui entrambi riescono ,isolandosi dal grigiore della realtà che li circonda,ad essere veramente se stessi:Sara con la pittura e Romeo con la scultura.Due artisti che grazie all’amore si completano a vicenda! Per l’anticonformista Sara l’incontro con Romeo le fa tornare la gioia di vivere e ritrovare quella via che sembrava aver smarrito crogiolandosi,fino ad allora,nel suo torpore.Per Romeo invece,Sara ,con la sua lingua biforcuta,con il suo “disordine” emotivo è la persona giusta che può permettergli di mettere definitivamente un punto sul suo passato “dorato” ma “finto” e cominciare “insieme” a costruire il loro futuro.Sara Sajeva accompagna col suo stile impeccabile,puntuale e fluido,il lettore in un viaggio intimistico in cui immedesimarsi ricordando quella fase “anomala” “delicata” e “ribelle” della nostra vita che rappresenta,con i suoi pro e i suoi contro,una tappa fondamentale per la nostra crescita e maturazione.Concludo con una frase estrapolata dal romanzo che secondo me ne racchiude la sua essenza:” L’adolescenza finisce prima o poi.Servirebbe un manuale per passare all’altra fase ,ma sarebbe come risolvere le parole crociate sbirciando le soluzioni.”

Stelle: 4 🏖🏖🏖🏖

LA STORIA DI CLARISSA DI ILARIA RITA BIANCONI

Ciao a tutti, come state passando queste giornate d’estate? Siete stati in spiaggia?

Bene, la nostra Anna Maria Bisceglie vi racconterà di un nuovo libro appena terminato.

Titolo: La storia di Clarissa.

Autrice: Ilaria Rita Bianconi . Genere:narrativa.

Pagine:191.

Edito : Independently Published,1 marzo 2018.

Prezzo kindle: 3,99 €

Gratis con Kindle Unlimited

Prezzo cartaceo: 8,94 €

Trama:

https://www.amazon.it/storia-Clarissa-Ilaria-Rita-Bianconi-ebook/dp/B07CSRXCVJ/ref=mp_s_a_1_3?keywords=la+storia+di+clarissa+kindle&qid=1563134389&s=gateway&sr=8-3

Questa è la storia di Clarissa ,una ragazza speciale che nella sua breve vita ha dovuto affrontare situazioni più grandi di lei.Fra cui il bullismo.Una storia attuale ,dove la sua vita s’intreccia con quella di altri ragazzi e ragazze coetanei e non ,con momenti di vita familiare ,sociale e scolastica.Una storia avvincente con scandali e tanto altro….

Giudizio:

Ilaria Rita Bianconi affronta un argomento attuale,delicato e purtroppo dilagante tra gli adolescenti,quello del bullismo e cyberbullismo.La protagonista è Clarissa una ragazza timida e dolce la quale,dopo essere stata costretta dai genitori a trasferirsi in una nuova città e ad iscriversi grazie ad una borsa di studio ad una scuola privata,attira su fi sé le attenzioni dei suoi compagni per il suo modo di vestire non griffato ,per il suo cellulare reputato un reperto bellico in quanto non l’ultimo modello posseduto da tutti e soprattutto per il suo atteggiamento remissivo.Diventa dunque oggetto di scherno,angherie e scherzi pesanti.Il gruppo di bulli l’ha scelta purtroppo come loro valvola di sfogo su cui scaricare i propri problemi personali e familiari.Spesso i bulli come Riccardo Thomas e Michael assumono questo atteggiamento prepotente solo per nascondere le proprie fragilità e per non diventare a loro volta delle vittime preferiscono interpretare il ruolo più “figo” di carnefici.E Clarissa come reagisce a questa situazione? Clarissa non ha la forza di opporsi,preferisce sopportare in silenzio ,non chiedere aiuto a nessuno ,consapevole di non poter contare né sull’auto dei suoi genitori troppo presi dai loro problemi per accorgersi del disagio della loro unica figlia;né su quello di altri coetanei né tanto meno dei professori la cui unica priorità è salvaguardare il buon nome della scuola.Assumono pertanto il vile comportamento del “Non vedo non sento e non parlo!” Unica voce fuori dal coro è il giovane professor Rossi che fin da subito si accorge della situazione allarmante in cui versa la ragazza e soprattutto coglie i suoi deboli segnali di aiuto.

Sarà difficile per il professore avvicinarsi e conquistare la fiducia di quella ragazza schiva e taciturna ,chiusa nel suo “forzato” isolamento .L’unico compagno di Clarissa è il suo diario segreto dove ha la possibilità di raccontare senza filtri il suo dolore ,la sua rabbia,le sue emozioni e i suoi sogni di adolescente.L’ unico modo che ha trovato per avere attenzioni e per sentirsi meglio con se stessa è quello di autoinfliggersi tagli.L’ennesima ingiusta punizione o magari l’estremo tentativo di Clarissa di chiedere AIUTO? Una debole richiesta che viene colta da Jason ,nuovo compagno di classe,con un passato alle spalle un po’ complicato e con un rapporto difficile con il padre,e forse per questo dotato di quella sensibilità e caparbietà necessaria a Clarissa per uscire fuori dal guscio.Riuscirà Jason a farsi strada nel cuore ferito e diffidente della nostra Clarissa? E lei sarà pronta a fidarsi? Una storia quella raccontata da Ilaria Rita Bianconi che racchiude un messaggio di speranza di poter riuscire ad affrontare situazioni ,a prima vista,impossibili contando prima di tutto sulle proprie capacità e su quella forza che ognuno di noi scopre,alla fine,di possedere; avvalendosi quando occorre,dell’aiuto di “angeli custodi.” Ho apprezzato l’intento della scrittrice di affrontare un tema così delicato ma importante e di cui è bene sempre parlare.Non ho invece apprezzato il suo stile narrativo “acerbo” e “quasi scolastico” giustificato probabilmente dal target giovanile di lettori a cui questa lettura sembra,a mio avviso,più adatta.Di sicuro “La storia di Clarissa” lascia ai suoi lettori motivi su cui senz’altro riflettere!

Stelle: 3 🏖🏖🏖