DEITTI A FLEAT HOUSE DI LUCINDA RILEY

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: Delitti a Fleat House.
Autrice: Lucinda Riley.
Genere: Giallo Poliziesco.
Pagine: 496.
Editore: Giunti, 25 maggio 2022.
Formati disponibili: Kindle 12,99€/ Cartaceo 18,81€.
Trama:

https://www.amazon.it/gp/aw/d/B09X7CJCFL/ref=tmm_kin_swatch_0?ie=UTF8&qid=1654806724&sr=8-1

L’improvvisa morte di Charlie Cavendish, nell’austero dormitorio di Fleat House, è un evento scioccante che il preside è subito propenso a liquidare come un tragico incidente. Ma la polizia non può escludere che si tratti di un crimine e il caso richiede il ritorno in servizio dell’ispettore Jazmine “Jazz” Hunter. Jazz ha le sue ragioni per aver abbandonato la carriera nella polizia di Londra e accetta con riluttanza di occuparsi dell’indagine come favore al suo vecchio capo. Quando uno dei professori viene trovato morto e poco dopo un alunno scompare , è chiaro che la vicenda sia molto più complicata di quanto potesse sembrare all’inizio. Intrighi familiari, tradimenti e vendette sono i segreti racchiusi nelle mura di Fleat House e alcuni attendono di venire alla luce da tempo.

Giudizio:

Leggere questo romanzo è stato per me avere l’ulteriore conferma che quando un autore è dotato di talento, riesce a cimentarsi senza problemi anche in generi diversi dalla sua “comfort zone”. Delitti a Fleat House mi ha dato modo di scoprire una delle mie autrice preferite, ovvero Lucinda Riley, in una nuova veste nella quale ha dato nuova prova della sua indiscutibile dote di intessere una trama capace di tenere inchiodata l’attenzione del lettore ad ogni pagina. È riuscita a dare vita ad un giallo poliziesco, davvero avvincente, grazie ad un susseguirsi di colpi di scena e di eventi che paiono concatenarsi, come se si trattassero di tante tessere di un solo puzzle, che vedremo pian piano ricostruirsi sotto i nostri occhi. Fleat House è un austero dormitorio studentesco, in cui alloggiano gli studenti della prestigiosa St Stephen’s School , sita nelle suggestive campagne inglesi del Norfolk. “Sacco di Pulci” è invece il nome che gli hanno affibbiato gli stessi studenti a quell’edificio vittoriano di mattoni rossi, nelle cui cantine , si mormora, aleggi il fantasma di un ex studente che proprio lì ha deciso di porre fine alla sua giovane esistenza. Sarà proprio Fleat House il teatro che vedrà consumarsi una serie di inspiegabili morti che paiono, solo all’inizio, non avere alcun collegamento ,ma che pian piano troveranno la loro spiegazione, solo indagando a fondo sui misteri custoditi nei suoi corridoi e rovistando anche tra i segreti del suo passato. Tutto ha inizio con il ritrovamento del cadavere di un ragazzo, il diciottenne Charlie Cavendish, noto di certo non per la sua fama di studente modello, quanto di un bullo pronto a rendere impossibile la vita di chi considerava debole e vulnerabile, come ad esempio il timido Rory Millar. La sua morte, considerata come dovuta ad un attacco di epilessia, è pronta ad essere archiviata come tale dal preside Robert Jones, desideroso a fare passare subito nel dimenticatoio un increscioso incidente, che avrebbe potuto rovinare la reputazione della scuola, ma soprattutto la sua. I desideri del preside Jones vengono letteralmente spazzati via, quando l’autopsia dichiara che Charlie Cavendish è morto a seguito di uno shock anafilattico, dopo aver inspiegabilmente ingerito due pasticche di aspirina a cui il ragazzo era allergico. Quello che si sperava essere una morte accidentale, ora pare nascondere retroscena più inquietanti, su cui la polizia del luogo, affiancata da due detective dell’Unità Investigativa delle Operazioni Speciali, ha il difficile compito di indagare. Il commissario Norton ritiene che l’unica persona in grado di occuparsi del caso sia Jazmine Hunter – Coughlin, Jazz per gli amici o detective ispettrice Hunter per i ex colleghi di Londra. Jazmine ha deciso da poco di prendersi un periodo sabbatico e di trasferirsi in un piccolo cottage nelle desolate campagne del Norfolk. Ha preso questa decisione a seguito del fallimento del suo matrimonio con il collega Patrick Coughlin , dopo aver scoperto il suo tradimento. L’umiliazione, la delusione e la rabbia hanno indotto Jazmine a prendere una tale decisione, ma la richiesta di aiuto da parte del suo ex capo la scaraventano nuovamente in quella realtà dove adrenalina e intuito fanno da padroni e sono capaci in battibaleno a fare scomparire dall’animo riluttante della nostra ispettrice Hunter ogni sua iniziale remora. Jazmine , affiancata dal suo collega Miles, si ritrova non solo a dover indagare a fondo sulla complessa personalità della vittima che di sicuro, vista la sua fama, si era guadagnata uno stuolo di nemici , ma poi ad essa si aggiunge il suicidio del tutor Hugh Daneman , un professore stimato ma dal passato torbido , la scomparsa improvvisa di uno studente con una complicata situazione familiare alle spalle ed infine il cadavere di un avvocato del luogo, come Julian Holmes. Quale il filo invisibile che collega questi eventi che riportano tutti a Fleat House? Questo è l’interrogativo a cui dovrà trovare una risposta la nostra tenace protagonista! “Cerca la saggezza nel passato e la speranza nel futuro”. Queste parole pronunciate dal padre di Jazmine custodiscono la chiave per la risoluzione di una indagine complessa che troverà il suo perché in un desiderio di vendetta, che ha radici in un passato lontano e che non ha mai trovato pace. Ma Jazmine dovrà nel frattempo cercare di affrontare una volta per tutte i fantasmi della sua vita privata, se vuole evitare di trasformarsi in una “Miss Marple” che risolve i casi, ma resta alla larga da qualsiasi coinvolgimento sentimentale. Forse è arrivato il momento, anche per lei, di recidere i rami secchi del passato e aprirsi nuovamente al futuro! Un giallo poliziesco davvero intricato e avvincente! Unico rammarico l’impossibilità di vedere la Riley cimentarsi in tale genere che le è congeniale, al pari del romance!!!

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

IL PASSATO NON HA ALIBI LA PRIMA INDAGINE DI GUERINO MANFORTE DI FRANCESCO CHEYNET E LUCIO SCHINA

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: Il passato non ha alibi, la prima indagine di Guerino Manforte.
Autori: Francesco Cheynet e Lucio Schina.
Genere: Giallo.
Pagine: 232.
Editore: SC, 23 aprile 2022.
Formati disponibili: Kindle 2,99€/ Cartaceo 10,90€.
Trama:

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Raggiunta l’agognata pensione, l’ex ufficiale dei carabinieri e detective privato, Guerino Manforte decide di tornare a Roccabuona insieme al suo amico, un cane di nome Ottone, con la speranza di dedicarsi alla cucina e agli altri suoi hobby. L’accoglienza bonaria che la comunità gli offre e un borgo che non ricordava così bello , incastonato fra le montagne dell’Appennino centrale e ancorato ai ritmi e alle abitudini del passato, sembrano confermargli la bontà della sua scelta. Sarà però Jerry, sconclusionato proprietario di una libreria, a coinvolgerlo in una strana vicenda suo malgrado: la morte di un certo Ignazio Veronesi, avvenuta cinque anni prima nella casa di riposo Villa Azzurra. Anche se appare insensato dar credito alle sue teorie, alcune strane coincidenze convinceranno Guerino a occuparsi del caso. Con la complicità del direttore del museo locale, un eclettico personaggio di nome Egidio Di Stefano, scoprirà un collegamento inquietante fra Villa Azzurra e la Tenuta dei Savoldelli, una proprietà decadente nascosta tra i boschi la cui storia è macchiata da una misteriosa sparizione. Per giungere alla verità, Guerino si troverà costretto a schivare credenze popolari, depistaggi e mezze verità, che lo porteranno a diseppellire antichi segreti dei quali, forse, qualcuno è a conoscenza.

Giudizio:

“Niente più indagini, pedinamenti, omicidi, attentati, rapimenti, solo aria buona, cibo naturale e lunghe camminate nei boschi”. Questo è lo scenario che si è immaginato nella sua mente Guerino Manforte, ex ufficiale dei carabinieri e detective privato, che alla soglia dei 57 anni giunto alla agognata pensione ha deciso di allontanarsi dal caos, dal traffico e dallo stress della vita di città per rifugiarsi, assieme al suo cane Ottone, nella casa dei suoi genitori a Roccabuona. Si tratta di un paesino situato sulla via che porta agli impianti sciistici dei comuni limitrofi e sulle cime delle montagne più alte, che è solito attrarre parecchi turisti per via della neve , delle sue tradizioni popolari e ricostruzioni storiche e anche per via di qualche segreto. È questo il luogo scelto dal nostro protagonista in cerca di pace, di silenzio e di ritmi di vita meno frenetici. Guerino Manforte non è il classico detective di romanzi gialli a cui siamo abituati, è molto lontano dai soliti schemi: è un tipo riservato, appassionato di cucina, che detesta i personaggi dei gialli o delle serie televisive poliziesche i quali sono soliti risolvere in batter d’occhio anche i casi più complicati. Eppure quei lunghi impermeabili con la cinta in vita che è solito indossare lo fanno assomigliare proprio a questi protagonisti “surreali” da cui si sente così distante, tranne , forse, per lo spiccato acume e cocciuta perseveranza che in passato sono stati utili anche a lui per portare a termine le varie indagini. Una volta messo piede in quello che è stato il suo paese natale, che ha dovuto lasciare all’età di cinque anni, si sente immediatamente avvolto da un senso di calore, di fervore e di appartenenza ad una comunità vivace , accogliente ,ma anche alquanto stramba. Difatti sarà proprio la conoscenza di Jerry, lo stravagante proprietario della libreria del paese, appassionato di gialli, di misteri e di tutto ciò che riguarda il mondo esoterico, a catapultarlo , contro la sua volontà, dentro un intricato labirinto dal quale non sarebbe più uscito se prima non avesse compreso tutti i retroscena di una vicenda, in apparenza frutto di assurde dicerie, ma custode invece di tanti segreti. Tutto ruota intorno alla morte, avvenuta cinque anni prima, di Ignazio Veronesi, un anziano ospite della casa di cura Villa Azzurra, la cui struttura accoglie sia anziani sia persone con disturbi psichici. Difatti in passato, Guerino avrà modo di scoprire che si trattava di un manicomio e si chiamava “Il ritrovo della pietà”. La morte, dichiarata come avvenuta per cause naturali, di questo vecchietto , soprannominato come “l’uomo solitario” per via della sua reticenza a parlare di sé e del suo passato, pare intrecciarsi con le strane dicerie che circolano su una dimora storica, ora abbandonata, appartenente ai Savoldelli, una nobile famiglia caduta in disgrazia. La strana scomparsa dell’avvocato Pierluigi Savoldelli e le diverse faide familiari sono state quelle che in passato hanno assicurato a Roccabuona una fama effimera che ha però lasciato dietro di sé una lunga scia di illazioni, misteri e sospetti. Guerino, volente o nolente, si trova costretto a vestire di nuovo i panni del detective: tutta colpa di quel prurito alla base della nuca che inizia a fargli pensare che dietro le fantasticherie di Jerry e alcune coincidenze si celi un fondo di verità. Possibile che Roccabuona non sia quell’isola felice dove aveva immaginato di trascorrere una serena vecchiaia, ma nelle sue viscere nasconda un’anima nera?

Nelle sue indagini Guerino , oltre a Jerry, potrà avvalersi sia dell’aiuto dell’eccentrico ma acuto Professore Di Stefano, un ex ricercatore universitario ed esperto di tradizioni popolari, che ora gestisce con orgoglio il museo del paese; sia del Maresciallo De Leo, che si è occupato in passato della vicenda di Veronesi, archiviandola come un normale decesso dovuto agli acciacchi dell’età. Entrambi questi due personaggi, così diversi per carattere, ma simili per intelligenza saranno di grande aiuto al nostro Guerino per districare una matassa complicata, una vicenda che pare avere radici in un passato fatto di violenza, di soprusi e di vendetta. Quali assurdi scenari si troverà dinanzi il nostro protagonista? Quale il collegamento tra Villa Savoldelli e Villa Azzurra? Guerino riuscirà a collocare solo parte dei tasselli di questo complesso puzzle, ma se alcuni di essi sembrano destinati a dover rimanere opportunamente celati nel passato, altri invece continueranno , forse, ad infervorare l’immaginazione degli abitanti di un paesino, solo in apparenza tranquillo. Un nuovo giallo dalle sfumature noir ,partorito dalle fervide menti di un duo scrittorio che conferma ancora una volta la sua bravura nel dare vita a storie originali e coinvolgenti.

Stelle: 4⭐️⭐️⭐️⭐️

I SEGRETI DI GREYSTONE DI FRANCESCO CHEYNET E LUCIO SCHINA

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: I segreti di Greystone.
Autori: Francesco Cheynet e Lucio Schina.
Genere: Giallo storico deduttivo con tinte fantasy.
Pagine: 310.
Editore: Black Wolf Edition , 26 luglio 2021.
Formato disponibile : cartaceo 18,00€.
Trama:

https://www.amazon.it/I-segreti-Greystone-Lucio-Schina/dp/1911424513/ref=mp_s_a_1_1?dchild=1&keywords=i+segreti+di+greystone&qid=1627214214&sprefix=i+segreti+di+gre&sr=8-1

27 ottobre 1750.
Un ragazzo corre a perdifiato in una cupa notte di autunno. La lettera che il diacono del vescovo Matthews deve consegnare ad Arthur William Harrington , aristocratico e membro segreto della setta degli Ambactus Danu, contiene una notizia che potrebbe sconvolgere la tranquilla esistenza degli abitanti di Greystone. Una forza terribile e malvagia si sta risvegliando e minaccia di portare morte e terrore nella notte di Samhain. Per impedire al male di mietere le sue vittime, i quattro maestri dovranno celebrare un antico rituale in grado di imprigionare la bestia e farla nuovamente precipitare nel mondo degli inferi.
20 ottobre 1884. L’ ispettore di Scotland Yard, Dorian Bayley, viene inviato nella sperduta cittadina di Greystone, nel nord dell’Inghilterra, per investigare sul futuro di un antico manoscritto e sulla misteriosa sparizione dell’ispettore locale Nevil Morgan, avvenuta pochi giorni dopo. Non appena giunto in paese, però, l’ispettore viene a sapere che nella notte un orribile omicidio è stato compiuto nell’interno della chiesa. La razionalità con la quale Dorian Bayley porterà avanti le indagini si scontrerà ben presto con le credenze e le superstizioni che avvolgono Greystone e condizionano la vita dei suoi abitanti. Un giallo che intreccia passato e presente, in un complicato gioco di enigmi che porterà a galla una verità sorprendente, velata dai mille misteri che attanagliano Greystone, dove il confine fra il razionale e sovrannaturale sfuma in una visione della realtà orrifica e ambigua.

Giudizio:

“Se uno straniero si fosse trovato transitare per il villaggio lo avrebbe potuto descrivere come un piccolo paradiso uscito dalla fervida immaginazione di un romanziere, un luogo da fiaba purificato dal bianco mantello che vi era depositato”. Questa è la descrizione e la prima sensazione che avverte l’ispettore Dorian Bayley alla vista di Greystone, un paesino sito nell’ Inghilterra del Nord, che conta al massimo una cinquantina di anime, ma che rappresenta per l’intera contea una redditizia fonte economica grazie alle esportazioni di coltivazioni nei paesi limitrofi. Greystone, una piccola comunità incastonata tra le colline e il niente, è da sempre il villaggio con criminalità pari a zero, nonostante disponga di un commissariato con ben tre agenti di polizia. L’idilliaca e solo apparente tranquillità di Greystone nasconde in realtà nelle profondità delle viscere “una macchia scarlatta si preparava a infettare la terra tramutando il senso di armonia in un labirinto di violenza”. Nulla è come sembra a Greystone! Di questo se ne rende immediatamente conto l’ispettore Dorian Bayley, inviato lì da Scotland Yard, per sbrogliare una intricata matassa: il misterioso furto di un antico testo di magia dalla casa del custode del cimitero, Adam Ford e la successiva scomparsa dell’ispettore Nevil Morgan, l’enigmatico Nevil, appassionato di esoterismo, che era solito risolvere i suoi casi invocando in sogno il nome del colpevole. Questi due eventi, avvenuti a distanza di pochi giorni, scardinano l’armonico equilibrio che regna nel villaggio. Ma al suo arrivo l’ispettore Bayley deve fare i conti con un terzo episodio, di natura più efferata, ovvero il ritrovamento, all’interno della chiesa, del corpo mutilato del bibliotecario, il mite Vernon Doyle. Non possono essere delle semplici coincidenze! “Era come percepire un oggetto al buio, sapeva esserci, ne avvertiva la consistenza ma non riusciva a metterne a fuoco i contorni”. Questa è la sensazione che angustia Dorian Bayley, un poliziotto con una “intuizione superiore”, una dote innata e non il frutto della serrata formazione che lo aveva poi portato a diventare ispettore, ma, stavolta, il suo intuito sembra essersi perso all’interno di “un gioco a incastri perfetto” le cui regole capisce pian piano essere state create da menti superiori. Le sue indagini, supportate dal valido contributo dei due agenti del luogo, lo porta a rendersi conto che in quel villaggio convivono due mentalità opposte: la superstizione e le credenze magiche si affiancano alla concretezza della vita quotidiana. Tutto ruota intorno al furto di quel manoscritto, in apparenza senza valore, scritto da un autore nascosto dietro lo pseudonimo di Ambactus Danu. Si tratta di una antica setta nata in Inghilterra nel XV secolo in cui Danu è il nome celtico della dea – madre terra e gli Ambactus sono i suoi servitori. Ma quale importanza può avere questo antico manoscritto esoterico? E quale il collegamento con la sparizione dell’ispettore Nevil Morgan e con l’omicidio del bibliotecario? Quali segreti cela Greystone? E i suoi abitanti, quali segreti nascondono il burbero Adam Ford, lo sfuggente giudice Owen, il gentile padre Beathan e la inquietante chiaroveggente Madame Eleonor? E se persino lui, Dorian Bayley, nascondesse nel suo cuore un segreto, una cicatrice profonda che, come qualcuno gli ha fatto notare, non gli permette di “andare oltre ciò che riesce a percepire e di credere solo in ciò che è tangibile e spiegabile con la ragione”? Per risolvere il caso, l’ispettore Bayley deve iniziare a calarsi in quella realtà impregnata da antiche credenze e ambigui simbolismi che trovano origini in un tempo lontano, come una notte speciale, quella di Samhain in cui, ogni cinquanta anni, le anime dannate tentano di varcare il confine che li separa dal mondo terreno. “La cinquantesima notte di Samhain è prossima e la bestia deve essere imprigionata e fatta precipitare nell’oscurità”. Ruota tutto dunque intorno a credenze e tradizioni secolari oppure la brama di un potere superiore e di denaro sono anch’essi il motivo degli strani episodi avvenuti a Greystone? Chi è il colpevole? A Dorian Bayley verrà in soccorso, ancora una volta, il suo intuito deduttivo oppure di affiderà all’irrazionale? Un giallo storico complesso e avvincente dove l’inserimento della parte fantasy non risulta incoerente e forzato, bensì armonicamente funzionale alla vicenda. Tutti i personaggi sono ben analizzati, come i luoghi, senza però interrompere il ritmo narrativo con inutili e prolisse descrizioni. Il duo Francesco Cheynet e Lucio Schina, ancora una volta, si dimostra convincente! Sono loro a condurre le regole del gioco e a portare il lettore tra passato e presente fino alla risoluzione del mistero!

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

IL MISTERO DELLA STATUETTA DI GIADA DI SUSANNE GOGA

Recensione a cura di Anna Maria

Titolo: Il mistero della statuetta di giada.
Autrice: Susanne Goga.
Genere: Giallo.
Pagine: 219.
Editore: Giunti, 23 giugno 2021.
Formati disponibili:Kindle 9,99€/ Cartaceo 14,15€.

Trama:

https://www.amazon.it/mistero-della-statuetta-giada-ebook/dp/B0971NVZLJ/ref=mp_s_a_1_1?dchild=1&keywords=il+mistero+della+statuetta+di+giada&qid=1625216572&sprefix=il+mistero+della+st&sr=8-1

In una Berlino piena di contrasti , un mistero appassionante vi condurrà tra i segreti più torbidi nascosti dietro la facciata scintillante dell’alta società.
Berlino 1922. Mentre l’inflazione corre e la Germania è politicamente distrutta , il commissario Leo Wechsler, rimasto vedovo dopo che l’influenza spagnola ha portato via la sua giovane moglie, è costretto a dividersi tra l’impegno investigativo e le esigenze dei suoi due figli piccoli, Marie e Georg. Un compito per nulla semplice, perché se per ogni delitto c’è un’unica soluzione, per i bambini sembrano esserci mille risposte diverse da dare. Come se non bastasse, si ritrova alle prese con un singolare omicidio che sta destando grande scalpore in città. Il celebre guaritore Gabriel Sartorius, che vanta fra i suoi clienti attori del cinema, noti uomini d’affari e signori dell’alta società, è stato ucciso nel suo lussuoso appartamento: colpito alla testa con una statuetta di giada che ritrae il Buddha. Non si trovano né impronte, né testimoni. Ma ben presto emerge qualche macchia sulla veste candida del guaritore. Wechsler scopre che tra le sue cure miracolose, oltre all’impiego delle gemme e dell’ipnosi, rientrava anche un rimedio tutt’altro che spirituale: la cocaina, una droga sempre più popolare negli ultimi tempi. Giorni dopo, in uno dei quartieri più malfamati della città, viene trovata uccisa una prostituta, strangolata con un foulard. Due casi apparentemente lontanissimi, ma con il suo infallibile fiuto, Leo intuisce da pochi dettagli che fra le due morti esiste un collegamento. Le indagini lo portano in sontuose ville, miseri cortili, zone a luci rosse dove sembra aggirarsi un assassino dagli eleganti guanti di pelle, che ha intenzione di colpire ancora….

Giudizio:

Una Berlino degli anni Venti, dove si respira aria di tensione politica, dove le differenze tra le classi sociali sono aumentate, dove l’inflazione cresce paurosamente fa da macabro sfondo a due omicidi commessi, a distanza di poco tempo, l’uno dall’altro : quello del noto guaritore Gabriel Sartorius e quello della prostituta cinquantenne Erna Klante. Due omicidi all’apparenza lontanissimi, avvenuti in due luoghi agli antipodi, proprio come le esistenze condotte dalle due vittime : il primo, noto come guaritore di pazienti illustri, abbienti e influenti, è stato ucciso nel suo lussuoso appartamento, colpito alla testa con una statuetta di giada raffigurante un Buddha; mentre la seconda, una misera prostituta, strangolata nel suo squallido monolocale in uno dei quartieri più malfamati di Berlino. Sono questi due casi così disparati che vengono affidati al commissario Leo Wechsler e al suo infallibile fiuto che in altre circostanze lo ha portato alla meta. E anche stavolta il suo sesto senso gli fa presagire che esiste tra i due omicidi un nesso, opportunamente celato dall’assassino che, stando alle poche dichiarazioni raccolte, deve trattarsi di un uomo benestante, con un lungo cappotto marrone e un cappello calato sulla testa. Questa figura avvolta nel mistero sembra essere stata vista di sfuggita su entrambi i luoghi del crimine. Non può essere una coincidenza! Come non possono essere semplici coincidenze le analogie riscontrate da Leo Wechsler nel corso delle indagini. In entrambi i casi l’arma del delitto era già in casa, l’assassino è poi entrato o accompagnato dalla vittima oppure lasciato entrare senza problemi. Nessuna impronta ritrovata, segno che probabilmente l’assassino indossava dei guanti. Ma quale il movente? E quale il collegamento tra queste due morti? Il commissario Leo Wechsler sembra inizialmente brancolare nel buio, ma scavando più a fondo nella vita e nelle pratiche alternative dell’affascinante Sartorius porterà alla luce i tanti scheletri dei suoi illustri pazienti, astutamente estorti e poi opportunamente usati per un suo tornaconto personale. Ma di quale personaggio illustre ha messo a rischio la reputazione, linda solo di facciata? Chi per sfuggire al suo ricatto ha preferito farlo tacere per sempre? Se le indagini su Sartorius sembrano indicare un possibile movente da ricercare tra gli ambienti più in vista di Berlino, non si riesce a comprendere cosa invece leghi il suo omicidio con quello di una prostituta che ormai, non più giovanissima, dopo aver contratto la sifilide, ha perso clienti e si è ridotta alla fame. La scrittrice è stata abile nel creare un doppio filo narrativo, in quanto mentre seguiremo l’evolversi delle indagini del caparbio Leo Wechsler, dall’altro entreremo immediatamente a conoscenza dei pensieri, del turbamento e dei desideri che si agitano nella mente malata dell’assassino. Il lettore viene a trovarsi un passo in avanti rispetto al protagonista, conosce prima di lui la sua identità e soprattutto cosa lo ha spinto a commettere i due omicidi: un desiderio di spezzare le catene che lo tengono ancorato ad un passato fatto di vergogna e di dolore, eliminando ogni traccia di esso. Così facendo, il lettore ha la possibilità di partecipare emotivamente alla narrazione, esultando nel momento in cui vedrà il commissario Wechsler essere sempre più vicino alla soluzione del caso. Accurato il lavoro fatto sui diversi personaggi, non solo quello psicologico dell’assassino, ma anche quello umano del commissario. Un uomo, rimasto vedovo con due figli piccoli che spesso e volentieri preferisce concentrarsi sulla risoluzione di omicidi che sull’educazione dei figli, affidata totalmente a sua sorella Ilse. “Leo si sentiva divorare da qualcosa di oscuro, un’oscurità familiare che lo assaliva quando meno se lo aspettava..” Leo è un uomo che se sul lavoro si dimostra sicuro e impavido, sul fronte familiare invece vacilla vistosamente. È un uomo alla ricerca di quella serenità e di quel calore che il destino gli ha sottratto troppo presto!! Mi è piaciuta la scelta dell’autrice di mostrare il suo protagonista in tutte le sue sfaccettature, lo ha reso più vero e più umano. Un giallo intricato ed interessante. Una lettura piacevole!

Stelle: 4⭐️⭐️⭐️⭐️

UNA INUTILE PRIMAVERA DI GIULIA MANCINI.

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: Una inutile primavera.
Autrice: Giulia Mancini.
Genere: Giallo.
Pagine: 197.
Editore: Giulia Mancini, 21 giugno 2021.
Formati disponibili: Kindle 2,99€/ Kindle Unlimited 0,00€/ Cartaceo 9,90€.
Trama:

https://www.amazon.it/Una-inutile-primavera-Giulia-Mancini-ebook/dp/B0953YB3VJ/ref=mp_s_a_1_2?dchild=1&keywords=giulia+mancini&qid=1624731019&sprefix=giulia+manc&sr=8-2

“Terribile è l’ ira del mansueto”. ( Sacra Bibbia).
Gennaio 2020. Saverio e Sara stanno organizzando il loro matrimonio, è un momento felice e pieno di promesse, non sanno che molto presto la loro vita sarà stravolta da eventi imprevisti e al di fuori del loro controllo. Mentre tutto il mondo combatte contro un morbo sconosciuto il crimine non si ferma, il cadavere di un uomo viene trovato nella piscina di una villa disabitata. La scena che appare è sconvolgente: la piscina è un’immensa distesa di sangue e la permanenza in acqua ha reso i tratti dell’uomo irriconoscibili. Il commissario Sorace è catapultato in una nuova indagine. Chi era quell’uomo e come mai qualcuno ha deciso la sua morte in quel modo così atroce e scenografico? Non resta che scoprire l’identità della vittima e scavare nella sua vita per arrivare a una soluzione, una soluzione che sembra particolarmente difficile ora che tutti sono costretti all’isolamento per combattere il virus.
Arriva sempre qualcosa a ricordarti chi sei , a far riemergere la creatura sconosciuta nascosta nella penombra della tua anima, quella creatura feroce accecata dall’ ira che non è disposta a lasciarsi sottomettere.

Giudizio:

“Non era così che si era immaginato quel periodo, aveva fatto tanti progetti e tutto ora sembrava appeso ad un filo, la vita di tutti e la sua stessa vita”. Paura, confusione e incertezza sono i sentimenti predominanti che si percepiscono nei pensieri espressi dal commissario Saverio Sorace, anche lui, come tutti gli italiani e non solo, totalmente sgomento dinanzi a quella pandemia scoppiata all’improvviso, ma che è riuscita a mettere in ginocchio l’intera umanità, rivoluzionando le sue abitudini. Saverio è riuscito fortunatamente, prima dell’annuncio del lockdown, a sposare la sua Sara, ma la pandemia ha reso quello che dove essere per due neosposi un periodo felice, in un allontanamento forzato. Sara, anche lei una poliziotta della squadra mobile di Bologna, ha deciso di trasferirsi a casa dei suoi nonni per una maggiore sicurezza nei loro confronti. Ha rinunciato alle sue normali mansioni accettando ora di lavorare all’archiviazione dei casi irrisolti, ma stare lontana da Saverio la fa sentire vulnerabile e sola. “Avevano creduto di dominare il mondo indisturbati, invece ora erano sotto scacco per un morbo sconosciuto che nessuno aveva previsto”. Ma mentre l’umanità è costretta a restare a casa e a rinunciare alle sue, anche più banali, abitudini la Natura , quasi a volersi fare beffa di essa, continua imperterrita il suo cammino facendo esplodere in tutta la sua bellezza una primavera, assolutamente inutile, in quanto piombata tra un anormale e assordante silenzio. E purtroppo la Natura non è la sola a non arretrare il passo, anche il crimine continua ad agire indisturbato approfittando della surreale situazione creatasi a seguito del lockdown. Difatti il commissario Sorace deve fare i conti con due morti alquanto strane: il primo è il cadavere di un senzatetto trovato morto dissanguato all’interno della piscina di una villa nei pressi di Imola, mentre il secondo cadavere è quello di un cameriere, ora temporaneamente senza lavoro a causa delle restrizioni anticovid, trovato anch’esso privo di vita nei pressi del fiume Savena. Entrambe le morti, pur non presentando alcun tipo di legame, sembrano però essere le vittime di un unico disegno, di un medesimo modus operandi viste le analogie tra i due casi. Entrambi i corpi sono stati trovati in acqua e quest’ultima è rossa o resa tale a causa del sangue della vittima o da una vernice di quel colore e vicino ad essi una coppa con due differenti incisioni: A 16.3 – A 16.4. Acqua – Rosso – Sangue – Iscrizioni.
Questi gli indizi lasciati dall’assassino sui quali Saverio Sorace cerca di trovare un nesso logico avvalendosi dell’aiuto prezioso, anche se a distanza, della sua Sara. Inizialmente sembra non riuscire a mettere a fuoco quelle intuizioni che di solito gli sono di estremo aiuto per la risoluzione dei casi, ma stavolta sembrano essere ” ferme alla bocca dello stomaco” incapaci di “arrivare al suo cervello annebbiato”. Le sue ricerche sul primo cadavere, quello del senzatetto che era solito sostare nei pressi della sua stessa parrocchia, portano tutte lì, a quel luogo sacro, al carismatico don Lucio e ai suoi diaconi, le ultime persone ad aver rappresentato per quel poveretto una parvenza di famiglia e di punto di riferimento. Ma quale il collegamento che continua a sfuggirgli? E quale lo scopo di quelle due morti così teatrali? Quale messaggio celano? L’assassino ha voluto non solo liberare se stesso da un tormento interiore che continua ad affliggerlo, ma ha anche voluto indirettamente inviare un segnale all’umanità che ha subito con il virus la giusta punizione per le sue azioni scellerate e non rispettose nei confronti di quel Pianeta che la ospita.

Questo di Giulia Mancini è davvero un giallo molto interessante. Mi è piaciuta la scelta dell’autrice di contestualizzare la storia nel periodo che stiamo vivendo, l’ha resa ancora più reale e non come una storia lontana da noi. Mi sono spesso ritrovata in quel senso di smarrimento e turbamento che sembra pervadere i suoi personaggi. Il non potersi abbracciare, il dover rinunciare a banali gesti quotidiani, come il caffè gustato al bar, o il silenzio e la tranquillità surreale in cui erano piombate le nostre città durante il periodo del lockdown. Le riflessioni sul comportamento degli uomini e sulle conseguenze derivanti da esso, se un tempo potevano sembrare visionarie e catastrofiche, ora appaiono invece veritiere nella loro più eloquente drammaticità. Un giallo avvincente e riflessivo che custodisce al suo interno una morale per tutti noi! A voi scoprirla!

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

QUIETE APPARENTE DI CLAUDIO PAGANINI

Il sabato come lo passiamo?

Anna Maria Bisceglie ci parlerà di un giallo.

Pronti?

Titolo: Quiete Apparente.

Scrittore: Claudio Paganini.

Genere: Romanzo giallo. Pagine: 152.

Edito: 0111edizioni, 30aprile 2019.

Formati disponibili: Kindle: 2,79€

cartaceo copertina flessibile: 12,32€.

Trama:

https://www.amazon.it/gp/aw/d/B07QVBG5VH/ref=tmm_kin_title_0?ie=UTF8&qid=1578605755&sr=8-1

La quiete del piccolo paesino di Vens, in Valle d’Aosta, viene turbata dal ritrovamento del cadavere di una donna brutalmente assassinata. Nessun movente, nessuna ragione sembra spiegare un simile delitto ma forse nel passato della giovane donna può spiegarsi il motivo di tanta violenza. Sarà compito del commissario capo Lombardi, dipanare una matassa che da subito appare intricata e misteriosa.

Giudizio:

” Dio, fa che finisca in fretta….continuava a ripetere, mentre il silenzio opprimente cominciava ad aumentare le sue insicurezze.” In queste drammatiche parole sono scanditi gli ultimi momenti di vita di Susana Sandoval, prima di sprofondare nell’oblio eterno. Ma chi ha ucciso la giovane ragazza sudamericana? Chi ha spezzato brutalmente la sua giovane vita? E chi era davvero Susana Sandoval? A questi interrogativi deve trovare una esauriente risposta Guido Lombardi, il Commissario capo della Divisione Anticrimine di Aosta, un uomo che si è da sempre distinto, anche nelle precedenti indagini, grazie a quella che il suo capo definisce “capacità di osservare attentamente ogni piccolo indizio” mentre lui lo chiama semplicemente intuito. Un intuito che anche in questo caso si rivelerà un “compagno” fedele , pronto a correre in suo soccorso quando sta brancolando nel buio. Sin da subito la scomparsa e il successivo ritrovamento del corpo della signora Sandoval si presentano come un caso di non facile soluzione: un tranquillo paese di montagna che non vede di buon occhio l’esuberanza della giovane donna; un compagno quasi disinteressato a cosa combinasse sotto il suo tetto la sua compagna e infine una ragazza, in apparenza spensierata, che dapprima ha pensato di aver trovato una buona sistemazione accanto ad un uomo facoltoso, il signor Bionaz, ma poi qualcuno o qualcosa deve aver rotto tale equilibrio. Ma chi è perché? Quale terribile minaccia incombeva sulla povera Susana? Il Commissario Lombardi, più si addentra nei meandri segreti della mente della vittima e più la sua morte assume contorni oscuri. Il ritrovamento di un piccolo diario segreto della vittima e il suo infallibile intuito saranno fondamentali per il Commissario Lombardi per rimettere in ordine tutti i tasselli di un puzzle intricato in cui la magia nera e le antiche superstizioni saranno i protagonisti invisibili ma fatali. Un giallo davvero ben scritto, scorrevole e coinvolgente. Lo stile narrativo usato dallo scrittore è tale che pare accompagnare passo dopo passo il lettore fino alla risoluzione del caso. Ha soffermato la sua attenzione sull’analisi della psiche sia del Commissario Lombardi sia della vittima, un’analisi assolutamente necessaria per comprendere meglio le dinamiche mentali e l’epilogo sconcertante. Non posso che lasciare a voi, solo con la lettura, scoprire cosa o chi abbia turbato la quiete solo apparente di un piccolo paese di montagna. Buona lettura!

Stelle: 4 ⭐️⭐️⭐️⭐️