GLI ANSIOSI SI ADDORMENTANO CONTANDO LE APOCALISSI ZOMBIE DI ALEC BOGDANOVIC

Ed eccoci questo lunedì con Anna Maria.

Titolo: Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie.

Autore: Alec Bogdanovic.

Genere:Narrativa.

Pagine: 124.

Editore: Rogas Edizioni, 9 ottobre 2020.

Formati disponibili:Kindle 8,99€

Cartaceo 13,01€.

Trama:

https://www.amazon.it/gp/aw/d/B08KZDMXCV/ref=tmm_kin_title_0?ie=UTF8&qid=1607808040&sr=8-1

La depressione è il male della nostra epoca. È la malattia più diffusa al mondo ed è la più temuta dopo il cancro. Il nostro anti-eroe cerca di liberarsene con la disciplina e il metodo di un ricercatore, peccato che la cavia da laboratorio sia lui. Finirà così per autocondannarsi a un’interminabile escalation di sfortune e miserie umane: queste daranno corpo a un romanzo di formazione in cui tragedia e commedia si intersecano e fondono fino a diventare del tutto indistinguibili.

Giudizio:

Prima ancora di iniziare a leggere questo breve romanzo, la prima cosa che mi ha colpito è stata la cover: uno sfondo nero dove campeggia uno smile giallo. Mi ha dato l’idea di un netto contrasto tra i due colori, come se dovessi aspettarmi con la lettura una sorta di guerra interiore dove il nero ha cercato di predominare ma, fortunatamente, quello smile tenta di contrastarlo trasmettendo positività. E poi il titolo: “Gli ansiosi si addormentano contando le apocalissi zombie” è sicuramente originale, ironico ma allo stesso tempo rivela già un qualche indizio sulla tematica affrontata: l’ansia, un male invisibile e subdolo. Chi di noi non soffre o non è mai stato colpito da uno stato ansioso? Ti si annebbia il cervello, i battiti cardiaci accelerano come impazziti e si avverte quella paurosa sensazione di mancanza di ossigeno. Ecco, più o meno, i sintomi e gli effetti dell’ansia. L’autore racconta o meglio condivide con noi la sua personale esperienza e lo fa in modo dissacrante,ironico, ma allo stesso tempo introspettivo. Vivremo assieme al suo fantomatico protagonista non solo le diverse fasi della sua depressione, conosceremo anche i motivi scatenanti e le cause fisiche e psicologiche che hanno avuto su di essa una profonda incidenza. Scopriremo con rammarico le varie spirali in cui si è ritrovato imprigionato e quali vie di fuga, effimere e palliative, abbia scelto confidando di trovare in esse sollievo o tregua al suo malessere. Ansiolitici e antidepressivi, i suoi fedeli compagni, servono ognuno per combattere o frenare un determinato malessere, generando invece, ancora una volta, l’ennesima spirale da cui uscire diventa sempre più difficile. È iniziato tutto, all’età di sedici anni, con una innocua insonnia che poi, a lungo andare, ha generato un effetto domino sempre più devastante: difficoltà a concentrarsi sullo studio, a rapportarsi con i propri coetanei, ad accettare il proprio aspetto fisico. Sfigatello. Rachitico. Tremendo negli sport e con un quoziente intellettivo di poco superiore alla media. Insomma il classico tipo anonimo e invisibile per molti. Questo è in sintesi come si vede e come si sente il protagonista e non gli è andata meglio neppure in campo sentimentale. Non gli è bastato per la sua autostima e per il suo ego maschile neppure il fatto di essersi, per un breve periodo, fidanzato con uno status symbol come Marina ed essere passato dal totale anonimato ad avere invece tutti i riflettori puntati. Tutta colpa dell’ossitocina, o meglio detta “ormone dell’amore”! Eh sì, perché se viene a mancare per cause non solo psicologiche ma soprattutto fisiche, allora sono guai seri! Ecco, altra spirale pronta a risucchiarlo in un vortice sempre più autodistruttivo! Devo ammettere che leggere alcune pagine molto “forti” è stato come ricevere un pugno nello stomaco. Un romanzo d’esordio per Alec Bogdanovic che assolutamente non rientra nei soliti cliché narrativi. Davvero ben scritto. Di sicuro non è una lettura per tutti ma io la consiglierei. Concordo pienamente con chi ha curato la prefazione ( che ho letto!) nel definire l’autore uno “spirito puro” giunto, credo, al termine di queste pagine , un po’più leggero e di sicuro con più consapevolezza sul proprio io.

Stelle: 4⭐️⭐️⭐️⭐️