LA VIA DEL MIELE DI CRISTINA CABONI.

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: La via del miele.
Autrice: Cristina Caboni.
Genere: Romance Contemporary.
Pagine: 346.
Editore: Garzanti, 11 ottobre 2022.
Formati disponibili:Kindle 9,99€/ Cartaceo 17,67€.
Trama:

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Dal tetto del palazzo, Alice riesce ad ammirare tutta Parigi. Davanti a tanta bellezza, ciò che si è lasciata alle spalle non fa più così male. Con sé ha portato solo la cosa più importante: le sue api.
Lì, a decine di metri di altezza, c’è il suo alveare, un posto per lei magico. Ma ora le api sono scomparse, e Alice sa che questo è un messaggio per lei. Loro da sempre le indicano la strada. Così, quando il telefono squilla, capisce che tutto sta per cambiare: sua sorella Emma, la persona che ha amato come nessun’altra, ma che non sente da due anni a causa di una sciocca lite, non c’è più. Prima di andarsene, però, le ha lasciato il dono più grande: sua figlia. Alice non sapeva di avere una nipote e non ha idea di come crescere un bambino. Non si sente all’altezza. Deve trovare qualcuno che se ne prenda cura, anche se questo vuol dire andare in Sardegna, l’isola che fa da sfondo a tanti racconti della sua famiglia. L’isola dove vedrà le sue api volare leggere e riflettere il sole in lampi d’oro. Dove anche l’amore avrà un significato nuovo. Gli odori, i sapori e il vento di una terra lontana faranno cadere a una ad una le sue certezze, mentre le sue radici riaffioreranno dalla terra. Perché per andare avanti dobbiamo sapere chi siamo stati. Come un’ape che ricorda la strada verso l’alveare, abbiamo tutti bisogno di trovare un posto da chiamare casa.

Giudizio:

“Cosa sei venuta a dirmi questa volta?” Queste le parole, uscite d’istinto dalla bocca di Alice , nel momento in cui una piccola ape si è posata sul dorso della sua mano. Era un segno! Doveva fare attenzione, stava per accadere qualcosa! Lo aveva imparato a sue spese anche in passato! Che si trovasse nella casa dei suoi genitori in Provenza o nel suo attuale appartamento di Parigi, le api riuscivano a trovarla sempre, perché loro erano una presenza costante nella sua vita, erano le custodi preziose dei suoi sogni e dei suoi pensieri. Eh sì, perché la nostra Alice è capace di parlare e ascoltare la “voce” di quegli insetti, i quali producono una sostanza dello stesso colore dell’oro o del sole, ovvero il miele, che per lei è sempre stato una sorta di talismano, pronto a infonderle forza e sicurezza, ogni volta che crede di averle perse. Questo è ciò che le ha lasciato in eredità sua nonna Maddalena, o Mallena come la chiamavano tutti in famiglia, con la quale sentiva di avere un legame speciale, forse dovuto all’affinità tra le loro due anime. Dopo la sua morte, però, qualcosa si è incrinato nel cuore di Alice, portandola ad allontanarsi prima dai suoi genitori e poi a chiudere i ponti con Emma, sua sorella minore, uno spirito libero ed errabondo, diverso dal suo pragmatico e razionale. Da allora, dopo essersi sbarazzata di ciò che la faceva soffrire, si è trasferita a Parigi , divenendo il solo centro del suo piccolo mondo, un mondo fatto solo di numeri, i soli che non cambiano mai , non mentono , non fingono e soprattutto non la costringono a rispondere a domande indesiderate. “Niente caos, nessun imprevisto. Tutto sotto controllo”. Il pianificare ogni aspetto della sua vita pare funzionare alla perfezione, le ha infatti consentito di guadagnarsi una posizione di tutto rispetto all’interno dell’azienda in cui lavora duramente, ma restando sempre dietro le quinte. Alice è soddisfatta del suo equilibrio , ha persino tenuto alla larga qualsiasi coinvolgimento emotivo con Gerard, un suo superiore, un uomo affascinante, di cui sente di essersi infatuata , ma lei non è il tipo di sapere gestire le relazioni occasionali. Tutto pare perfetto, ma è solo apparenza! Le api , ancora una volta, le danno un altro segnale, abbandonando quel piccolo alveare che lei ha creato e allevato sul tetto della città.

Alice capisce ben presto il significato recondito che si cela dietro quei piccoli segni, quando sua madre le comunica una notizia, che la lascia paralizzata dal dolore: sua sorella Emma, con la quale non parlava da due anni, non c’è più, è volata via senza darle la possibilità di riconciliarsi. Il dolore lancinante per una perdita inaspettata fa sprofondare Alice in un mare di ricordi , di dolore e di rimpianti, ma è l’ennesimo imprevisto, quello sganciato come un secchio di acqua gelata sulla sua vita programmata in ogni dettaglio, a lasciarla totalmente senza parole: lo scoprire dell’esistenza di una nipote, una bimba di pochi mesi di nome Amélie, che le somiglia molto nei lineamenti e nei colori, e che sua sorella gliel’ha affidata in veste di tutrice. Come può lei occuparsi di una bambina? Come può inserire un tale imprevisto nella sua razionale quotidianità? Alice sente di non essere all’altezza del ruolo e di non riuscire a infondere serenità in quella bambina, divenuta pian piano la sua sola priorità. Per il bene della sua dolce Amélie e anche per se stessa, Alice prende per la prima volta una decisione dettata unicamente dall’istinto, ovvero quello di recarsi in Sardegna, la terra di origine di sua nonna e il luogo dove sua sorella ha vissuto negli ultimi anni. Alice è convinta di trovare le sue risposte in quel paesino, chiamato Abbadulche (acqua dolce) per via di una leggenda legata ad un ulivo millenario e alle api d’oro, quel luogo pare infatti custodire il segreto di sua sorella e anche quello di sua nonna. Lì Emma si è recata per rispondere ad una missiva, quella di Angelica, la nipote di Margherita, la donna che in passato ha offerto un aiuto a sua nonna e alle altre donne “custodi” ospitandole nella sua dimora, che ora appare triste e dormiente. Ed è proprio in quel luogo, che Alice fa la conoscenza di Giuseppe, un uomo dall’animo sensibile e un padre premuroso della dodicenne Anna, una piccola “custode” che parla e canta alle api proprio come lei,e anche di un crogiuolo di donne sagge e lungimiranti. In un luogo intriso dall’odore della lavanda, dal profumo del miele e dal ronzio delle sue amiche api, Alice ha modo di seguire le orme di sua sorella e di sua nonna, giungendo dinanzi a verità, che ancora una volta sembrano voler mettere a soqquadro la sua vita e le sue certezze. Come reagirà? Un viaggio iniziato per trovare risposte, che si trasforma invece per Alice in uno più intimo alla ricerca della vera se stessa. A cosa la condurrà la via delle api? Una storia emozionante, come la penna della Caboni!

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

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