LA CREATRICE DI BAMBOLE DI GIULIA DAL MAS

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: La creatrice di bambole ( Le quattro promesse Vol. 1).
Autrice: Giulia Dal Mas.
Genere: Romance.
Pagine: 370.
Editore: More Stories, 28 gennaio 2022.
Formati disponibili:Kindle 2,99€/ Kindlunlimited 0,00€/ Cartaceo 11,66€.
Trama:

https://www.amazon.it/creatrice-bambole-quattro-promesse-Vol-ebook/dp/B09QXZ2XPB/ref=mp_s_a_1_1?crid=2I21LMRSCCDFJ&keywords=la+creatrice+di+bambole&qid=1644782856&sprefix=la+crea%2Caps%2C197&sr=8-1

Che cosa succede al corpo di una donna quando non può avere figli? Se lo chiede di continuo Gioia Ermini, scrittrice di 37 anni, da quando dieci mesi prima la sua ginecologa le ha detto che non potrà mai portare a termine una gravidanza. Sposata da quindici anni con Claudio, è sul punto di firmare le carte della separazione, quando riceve la proposta di tenere delle lezioni di scrittura creativa all’Università di Firenze. Autrice di una serie bestseller, da mesi Gioia è preda della cosiddetta sindrome della pagina bianca, e ogni pomeriggio scrive parole su parole che, inevitabilmente, finirà per cancellare. Ha bisogno di allontanarsi da una vita che non riconosce più, così acconsente di partire per la Toscana. È sulle colline intorno a Firenze dove prende casa che Gioia incontra Edda, una donna anziana, con lunghi capelli bianchi e un filo di perle attorno al collo. Edda, che ogni pomeriggio siede all’ombra di una betulla e accarezza il capo di una bambola. Edda di cui ogni notte ode le urla trasportate dal vento. In un rincorrersi di ricordi, Edda porterà Gioia in un’altra epoca, tra i sorrisi di quattro amiche che danzano in riva al mare, e poi in una Firenze attraversata dalla guerra. Tra i lussi di una residenza diplomatica e la devastazione di una vita spezzata Edda le racconterà della paura , della speranza, del coraggio. E dell’amore. Per Angelo, nipote del console tedesco e per Manfredi, ceramista di Montelupo. Tra le macerie di quella vita lontana, Gioia ritroverà se stessa, le parole che ormai temeva perdute e anche il suo cuore. La creatrice di bambole è il primo volume della serie Le quattro promesse.

Giudizio:

Ci sono delle scrittrici che hanno l’incredibile capacità di raccontare storie, capaci di toccare le corde dell’animo di ogni lettore. E questi ha un solo compito quello di farsi trasportare dalla scia delle emozioni, che si celano dietro ogni parola lasciata, non a caso, su quella pagina bianca. Questo è ciò che ho fatto io, mi sono lasciata rapire dall’intensità di questo romanzo in cui sono racchiuse tante storie, tutte emozionanti e vere. “Il tempo non è qualcosa di reale. Può correre veloce, scivolare via impazzito o rallentare, fino a quasi fermarsi”. In queste parole pronunciate da Edda, una delle due protagoniste, è racchiusa in fondo non solo l’esperienza vissuta in qualche modo da entrambe, anche se in due periodi di vita differenti; ma anche la lezione preziosa che una delle due apprenderà alla fine del suo viaggio. La vita perfetta di Gioia Ermini, famosa scrittrice di bestseller, è corsa veloce fino al momento in cui riceve dalla sua ginecologa l’amara sentenza, quella che decreta inevitabilmente la fine del suo matrimonio con Claudio. “Che cosa succede al corpo di una donna quando scopre di non poter avere figli?” Questo è l’interrogativo che ha continuato a tormentare per anni Gioia ,facendola pian piano scivolare in un baratro, fatto di rabbia, dolore e solitudine. Dinanzi a quello che per lei è il suo fallimento, l’unica cosa che ha fatto, è stato prendere le distanze da suo marito, creare un muro di silenzio che , giorno dopo giorno, ha distrutto tutto ciò che entrambi avevano costruito in 15 anni di vita insieme, lasciando alla fine solo le macerie di ciò che c’era stato. Ma, a scivolare via dalle sue mani, come sabbia, non è stato solo il suo matrimonio, ma anche le parole, quelle che prima riuscivano ad uscire fuori, come un vulcano in eruzione, e che ora paiono bloccate in un limbo inaccessibile. Gioia Ermini ha perso la voce, la capacità di fare ciò che ama: scrivere! Ed ora, all’età di 37 anni, si trova a dover fare i conti con un matrimonio al capolinea, una inquietante pagina bianca che non riesce più a riempire di parole, ma soprattutto un vuoto ingombrante, spigoloso e doloroso, che non sa gestire. “Era tutto finito. C’era solo una cosa che poteva fare, a quel punto. Ricominciare”. E l’occasione di voltare pagina le viene offerta dal suo agente Vanni, che le propone di accettare la proposta di Lorenzo Ranieri , il rettore dell’Università di Firenze, per tenere un corso di scrittura creativa. Gioia la vede come un’occasione per soddisfare il suo bisogno di silenzio e di spazio, così da lasciare libere le sue emozioni. È questa la sensazione che prova quando varca la soglia di quella casa sulle colline toscane: un silenzio buono, un silenzio diverso, da quello della sua casa di Milano, ma soprattutto la strana consapevolezza di non avere più paura.

Ed è lì che il suo destino incrocia quello di Edda, una donna dai capelli bianchi raccolti sulla nuca, un filo di perle attorno al collo, che se ne sta ogni pomeriggio seduta su una vecchia sedia a dondolo con una bambola in grembo, persa nel suo dolore. E Gioia capisce che forse quella donna sconosciuta, la sua bambola e quella casa avvolta dall’ombra del passato la stavano attendendo. E forse dare voce alla sua storia sarebbe stato l’unico modo per sconfiggere lo spettro del suo fallimento. “Raccontamelo. Chi eri prima che tutto svanisse?” Così ha modo di immergersi nella storia di Edda,una giovane ragazza, che vive in una Firenze, dove la guerra imperversa, seminando morte, paura, sospetto e dolore. Il destino farà conoscere ad Edda due uomini che le faranno battere il cuore, anche se in modo diverso, ma che saranno presenze fondamentali per la sua vita: Angelo Meier, il nipote del console tedesco, e Manfredi, un bravo ceramista di Montelupo. Saranno loro a farle capire che si può amare solo in un modo: con il cuore e non con la testa. Il destino, o meglio la guerra, sarà così spietato con lei da privarla a poco a poco di tutto, lasciandola sola, come ora, a distanza di anni, chiusa nel suo dolore. Quel viaggio incredibile, tra le macerie di una mente invasa dalla malattia, iniziato per Gioia in modo incosciente, ha pian piano aperto un varco nei loro cuori, tanto che i pensieri e i sentimenti di Edda si mischiano ai suoi, fino a diventare indistinguibili. La storia di Edda consente a Gioia di affrontare le sue emozioni e capire che il cuore ha bisogno di tempo per guarire, di silenzio e anche di perdono. Ma alla fine ciò che resta è l’ Amore! Prima di concludere il suo viaggio, Gioia deve tenere fede ad una promessa fatta da quattro amiche: Edda, Bianca, Clara e Ludovica. “Ed io prometto che qualunque cosa accadrà, ogni primo settembre tornerò qui, su questo pontile, al calar della sera, e vi aspetterò”. Una storia d’amore, di amicizia, di dolore e di speranza: semplicemente meravigliosa!

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

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