LA RAGAZZA DEI COLORI DI CRISTINA CABONI

Recensione a cura di Anna Maria.

Titolo: La ragazza dei colori.
Autrice: Cristina Caboni.
Genere: Romance.
Pagine: 335.
Editore: Garzanti, 30 settembre 2021.
Formati disponibili: Kindle 9,99€/ Cartaceo 17,67€.
Trama:

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Il blu del cielo regala allegria, il verde dei prati conforto. Stella ci credeva davvero. Credeva davvero che i colori avessero il potere di cambiare le emozioni e la vita delle persone. Ma per lei non è più così. E si sente perduta. Fino al giorno in cui, nella casa della prozia Letizia , trova una valigia in cui sono custoditi dei disegni. I tratti sono semplici, infantili, ma l’impatto visivo è potente. Il giallo, il rosso e il celeste sono vivi, come scintille pronte a volare via dalla carta. Stella ha quasi paura a guardarli. Perché per la prima volta dopo tanto tempo, i colori non sono più soltanto sfumature di tempera, ma sensazioni, racconti, parole. Stella deve scoprire chi li ha realizzati, solo allora tutto tornerà come prima. Ma Letizia, l’unica che può darle delle risposte, si chiude in un ostinato silenzio. Continuando le sue ricerche, però, Stella scopre un episodio che affonda le sue radici nel periodo più difficile della storia nazionale, quando poveri innocenti rischiavano la vita solo a causa della loro origine. Quando la solidarietà di un intero paese riuscì ad avere la meglio sull’orrore, salvando la vita a centinaia di bambini ebrei. Quello che Stella non poteva immaginare è il senso di colpa che quei disegni hanno celato per decenni. Un senso di colpa che grava come un macigno sulle spalle di Letizia. Spetta a lei ricostruire cosa è successo davvero. Perché Stella imparerà che il buio non dura per sempre e che il sole splende ogni giorno più forte che mai.
Cristina Caboni è come una ricamatrice che tesse le sue tele usando le emozioni come fili, le sue parole sono come perle che rendono i tessuti unici e sfavillanti. Ogni romanzo si guadagna le classifiche e l’interesse della stampa. Una nuova storia piena di speranza e fiducia nel futuro. Una storia in cui i colori invadono il mondo e ci insegnano a trovare noi stessi. Una storia che riporta alla luce un episodio dimenticato della storia italiana durante il periodo fascista e ci ricorda che i bambini sono più forti di tutto.

Giudizio:

Per antonomasia il nero è assenza di colore, o meglio è la sintesi sottrattiva di tutti i colori! Eppure, dopo la lettura di questo romanzo, anche questo colore, solitamente associato a sensazioni cupe o dolorose, rivela in sé tante sfumature! Cristina Caboni è riuscita magistralmente a trasformare un evento drammatico, una pagina oscura della nostra storia, in un messaggio di speranza e di amore. Un album da disegno con una selezione di matite e colori, una serie di vecchie fotografie, uno stradario di Zurigo degli anni 50, un buono per l’acquisto di un biglietto del treno e infine una valigia contenente dei disegni che raccontano di storie passate, di un presente e anche di una tappa finale, ossia un futuro possibile. Questi sono i doni che Orlando Morosini lascia a sua nipote Stella per permettere sia a lei ma soprattutto alla sua amata Letizia di ritrovare la serenità persa. Prima di morire, Orlando ha voluto mantenere fede ad una promessa, ha cercato attraverso una inusuale ma premeditata caccia al tesoro di consentire alle due donne che, seppur in modo diverso, ha più amato, di riappropriarsi di quella luce data dai colori che le vicissitudini della vita avevano spento nei loro occhi e nei loro cuori. Stella Marcovaldi si sente come un foglio bianco e quei colori che prima erano la sua bussola, che sentiva sotto pelle, che la circondavano, adesso parevano essere volati via, lasciandola sola e amareggiata. Stella ha perso il lavoro come assistente personale della signora Flaminia, un’anziana artista che aveva girato il mondo ritraendo soprattutto figure femminili, perché secondo i suoi nipoti aveva superato i limiti delle convenzioni sociali. Ed è proprio in questo momento di confusione e di amarezza che quei piccoli doni del suo prozio sono la molla che la spingono a prendere eccezionalmente il treno per Bardolino e raggiungere la sua prozia Letizia. Lei ed Orlando hanno da sempre rappresentato un punto di riferimento! La loro splendida villa, ora trascurata, è sempre stata per lei un rifugio dove sentirsi accolta e amata. Letizia e Orlando hanno tentato di colmare quel vuoto affettivo provato da due genitori prima troppo presi dalle loro beghe personali e ora ognuno con la propria vita dall’altro capo del mondo. Il blocco emotivo di Stella ha radici lontane in quella paura di non trasformarsi come suo padre, Alberto Marcovaldi, un artista di fama da sempre troppo concentrato su se stesso e sul suo estro creativo. Stella ha pertanto relegato in un angolo della sua vita il desiderio di dipingere, considerandolo come qualcosa di sbagliato. Ma ora quei colori che trattiene a stento dentro di sé e che lascia intravedere da dietro la sua corazza, ovvero i suoi vestiti “colorati, allegri e quasi frivoli” , vogliono uscire fuori. “Guarda sempre dentro te stessa, piccola Stella, è lì che troverai le risposte alle tue domande”. Questo è uno dei preziosi consigli datole da Orlando! E quelle risposte Stella le trova incredibilmente in dei disegni realizzati da mani di piccoli artisti, quei bambini a cui la crudeltà dell’uomo e della guerra aveva tolto tutto ma, forse, non proprio tutto. In questa esplosione di colori Stella scorge, oltre al dolore e alla paura, persino la speranza e la voglia di credere un futuro migliore! Se il ritrovamento di quei disegni e la scoperta della storia che essi custodiscono fa rinascere in Stella la voglia di riprendere in mano il pennello e farsi guidare dalle emozioni e dai colori, getta invece nello sconforto l’altra protagonista di questa storia, ovvero Letizia Marcovaldi, una donna che era stata un tempo ” imprevedibile, irriverente e persino prepotente, ma ora appare fragile e affaticata. Letizia ha un macigno sul cuore, convive da decenni con un terribile senso di colpa che è in qualche modo legato a quei disegni e a quei bambini. La prepotenza e le atrocità commesse dai nazisti e sperimentate in prima persona l’hanno fatta calare nell’oscurità, spegnando in lei quella luce “che aveva illuminato le esistenze di chi aveva accanto”. Ma Orlando, il suo Orlando, le ha fornito, attraverso Stella, un’ultima chance per fare pace con se stessa!

Amore, Amicizia, Dolore, Paura, Speranza,Colore sono questi i principali tasselli di un puzzle meravigliosamente creato a regola d’arte da Cristina Caboni, che pian piano vedremo ricomporsi sotto i nostri occhi. L’ultimo, quello più importante, ha il nome di Alexander Zoller, lo sconosciuto incontrato, forse non per caso, in stazione, irrompe nella vita di Stella contribuendo a crearle un po’ di scompiglio nel cuore. Che ruolo avrà questo dottore che non ama la parola “eroe” e che non crede nella magia degli arcobaleni? Storia e Fantasia si intrecciano meravigliosamente in questo romanzo, regalando al lettore emozioni forti ed intense, come solo la Caboni sa fare!

Stelle: 5⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

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