LA VENDETTA DI NIRAK DI MARIA CRISTINA PIZZUTO

Iniziamo la settimana con una recensione di Anna Maria.

Titolo: La vendetta di Nirak.

Autrice: Maria Cristina Pizzuto.

Genere: Fantasy con connotati fiabeschi, romantici e gotici.

Pagine: 146.

Editore: PubMe, 24 febbraio 2021.

Formati disponibili: Cartaceo 15,00€.

Trama:

https://www.amazon.it/vendetta-Nirak-Maria-Cristina-Pizzuto/dp/8833668118/ref=mp_s_a_1_1?dchild=1&keywords=maria+cristina+pizzuto&qid=1615041675&sprefix=maria+cristina+pizz&sr=8-1

Questo libro raccoglie la trilogia delle avventure di Castel Marina, o meglio le peripezie all’interno di un castello di un piccolo borgo che sorge a picco sul mare. Sono state raccontate da nonna Erica ai suoi nipoti davanti a un caldo caminetto. La storia inizia con la descrizione dell’infanzia e dell’adolescenza della signorina Elisabetta, la figlia del signor Nirak, padrone del castello, fino alla sua morte e così anche a quella di suo padre. Il castello diventerà un albergo. Da qui si susseguono persecuzioni e vendette del fantasma di Nirak nei confronti dei clienti, alla ricerca di un’anima simile a quella della sua bambina deceduta per farla sua per sempre. Ma lo spettro non ha fatto i conti con lo spirito di Elisabetta, che continuerà a proteggere le persone prese di mira dall’incubo del fantasma di suo padre. Solo il sacrificio di Sabrina, molto simile caratterialmente ad Elisabetta, porrà fine a tutte le vendette di Nirak, restituendo tranquillità alle generazioni future.

Giudizio:

“Erano storie sempre nuove: sembrava avesse ingoiato un intero libro di favole da quante ne aveva immagazzinate nella sua memoria”. Era tradizione durante le feste natalizie che nonna Erica intrattenesse i suoi nipoti con le sue storie fantastiche. Quella volta, però, ha deciso di raccontare loro una storia che faceva parte del suo passato, ovvero di parlare di Elisabetta, la sua amica d’infanzia, nonché la figlia del signor Nirak, il proprietario del castello del piccolo borgo che sorge a picco sul mare. Il profondo legame tra le due amiche è ancora oggi testimoniato da piccoli oggetti, come un ciondolo, una conchiglia e vecchie fotografie, protetti all’interno di uno scrigno, custode geloso di ricordi dolci e allo stesso tempo tristi. Seguendo il flusso dei ricordi di nonna Erica, conosceremo Elisabetta, la protagonista, nonché la causa inconsapevole dei terribili eventi che si genereranno dopo la sua prematura scomparsa. Elisabetta era una ragazzina dolce, curiosa e generosa, che pareva rifiorire solo quando riusciva a sgaiottolare fuori dalle mura del castello e soprattutto allontanarsi dalla autorità paterna. Il signor Nirak, pur amando sua figlia, non riusciva ad esternare i suoi sentimenti, troppo chiuso nel suo dolore, dopo la morte della sua amata moglie, deceduta proprio mentre dava alla luce la piccola. Preferiva per orgoglio guardarla crescere da lontano piuttosto che mostrare le sue fragilità e il suo affetto. Tale freddezza e severità provocavano dolore nell’animo di Elisabetta che fortunatamente riusciva a sopperire a tali mancanze affettive con quelle dei suoi amici, Erica e Fabio, i figli della servitù del castello, e con il suo amore viscerale per i fiori a cui si dedicava con cura e dedizione. Col passare degli anni, come ricorda nonna Erica, nel cuore di Elisabetta comparve l’Amore: Andrea , il figlio di un artigiano del borgo di Castel Marina. Un amore vissuto in clandestinità, un sentimento osteggiato e invidiato, che sarà la causa indiretta della tragica scomparsa di Elisabetta. Un evento doloroso che generò nell’animo di quel padre così burbero un odio e un desiderio di vendetta. “Ritornerò e la mia vendetta non avrà fine. Soffrirete. Come a me sono state tolte le mie principesse, così anche voi patirete il mio dolore”. Con queste parole il signor Nirak, morto di crepacuore e trasformatosi in un fantasma, prometteva vendetta. Ma chi sarebbero state le sue vittime? Nonna Erica, continuando il suo racconto, fa conoscere altre due figure femminili importanti all’interno della storia. La prima è Elena, una giovane donna, giunta in quel borgo proprio per scrivere un articolo sul famoso fantasma che spaventava i clienti dell’ex castello, poi trasformato in un albergo bello ma inquietante. Lei sarà la prima vittima contro cui si scaglierà l’odio del signor Nirak, sperimentando in modo atroce allucinazioni inspiegabili, incubi paurosi e apparizioni di fiori misteriosi, ma sarà anche quella che, aiutata da una provvidenziale presenza, riuscirà a contrastare l’ira funesta del fantasma di Nirak.

Termina così il racconto di nonna Erica? O altri segreti custodisce nel suo cuore? Purtroppo il passato sembra, a distanza di anni, ripetersi come se lo spirito di Elisabetta non riesca a trovare pace, così come quello di suo padre. Per chiudere il cerchio senza fine, forse, occorre il sacrificio di un’anima pura che decida di accogliere dentro di sé tutto quell’odio e rancore, generato da un profondo dolore. E chi sarà mai? Sabrina è un’altra presenza che compare sulla scena dei ricordi di nonna Erica: sarà lei, questa ragazza caratterialmente molto simile ad Elisabetta, a porre fine alla maledizione? Avrà mai pace il signor Nirak? Un fantasy dalle tinte fiabesche, scritto con minuziose descrizioni, forse, a mio avviso, eccessive, in quanto sottraggono dinamicità al ritmo narrativo. Ho preferito la prima parte della narrazione, l’ho trovata più scorrevole, mentre la seconda confusa e prolissa. Mi sono un po’ persa nelle battute finali! Nonostante ciò è stata una lettura apprezzabile!

Stelle: 3⭐️⭐️⭐️

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