METAFORA: PICCOLA ODISSEA MODERNA VERSO ITACA DI DANIELE VALLET

Ed eccoci con Anna Maria e qui di seguito la sua recensione.

Titolo: Metafora: Piccola Odissea moderna verso Itaca.

Autore: Daniele Vallet.

Genere: Narrativa.

Pagine: 190.

Editore: Musumeci Editore, marzo 2020.

Formati disponibili: Kindle 7,00€

Cartaceo 13,52€.

Trama:

https://www.amazon.it/Metafora-Piccola-Odissea-moderna-verso-ebook/dp/B089YY8443/ref=mp_s_a_1_14?dchild=1&keywords=metafora&qid=1605377835&s=digital-text&sr=1-14

Un viaggio nello spazio e nel tempo. Una odissea moderna alla scoperta di popoli luoghi e religioni che, abbandonata la paura, si trasformano in occasioni di crescita interiore e amore per l’ Esistenza.

Giudizio:

Il titolo di questo breve ma particolare romanzo è assolutamente esaustivo in quanto la parola “viaggio” può racchiudere in sé diversi significati. Tutti noi abbiamo una definizione di viaggio e pensiamo di conoscere il motivo che ci spinge ad uscire dalla porta di casa per intraprenderlo. Perché è proprio così: il viaggio comincia nel momento stesso in cui varchiamo la soglia di casa. A volte non è necessario allontanarsi tanto per compierlo, tutto dipende dallo spirito e dalle motivazioni che ci spingono a farlo. Una volta lo si può compiere fisicamente limitandosi a spostarsi sterilmente in un luogo diverso dal solito o mentalmente avvalendosi della immaginazione oppure interiormente consentendo ai luoghi visitati di trasmetterci qualcosa, di cambiarci, di arricchirci. Questa è l’esperienza raccontata da Daniele Vallet in queste pagine che fungono un po’ sia da diario di viaggio sia da resoconto delle emozioni vissute, delle conoscenze acquisite, delle fatiche sopportate e degli imprevisti affrontati. Il viaggio intrapreso dal nostro moderno Ulisse è un’avventura meravigliosa compiuta in sella alla sua fedele bici Fernanda, perché lo scrittore è un convinto sostenitore della tutela dell’ambiente e pertanto quale mezzo più ecologico della bici per intraprendere il suo viaggio? Spesso il suo spirito ecologista emergerà prepotentemente soprattutto nella sua indignazione nel riscontrare come la tecnologia, il consumismo dilagante e l’indifferenza umana abbiano trascurato bellezze naturali e storiche invece di preservarle dal degrado. La sua Fernanda inoltre gli permette, anche tra mille e comprensibili disagi, di soffermarsi ad ammirare ogni luogo senza trascurare nessun particolare. Tutto ciò che ha visto e provato non sarebbe stato possibile se quello stesso viaggio lo avesse compiuto tra le comodità di un’auto, di un treno o addirittura di un aereo. “Ho gettato la mia tazza quando ho visto un bambino che beveva al ruscello con le proprie mani”. Questa frase di Socrate, riportata dall’autore, descrive bene lo spirito di semplicità, frugalità e fusione con la natura vissuto in prima persona dallo scrittore il quale sono in rare occasioni cede alla tentazione delle comodità ma, solitamente, rifugge dai luoghi caotici per godersi a pieno la sua esperienza: lui, Fernanda e la natura. Daniele Vallet, oltre ad aver scelto con convinzione il suo mezzo di trasporto, ha anche scelto accuratamente il percorso del suo viaggio. Il suo obiettivo è raggiungere la Grecia attraversando i Balcani. La meta finale l’ha scelta perché la Grecia, Hellas il suo nome in greco, culla della nascita della civiltà occidentale, conserva, ancora oggi, un fascino intramontabile. È uno scrigno di tesori e bellezze inestimabili! Lo scopo del suo viaggio è dunque un ritorno alle origini! Raggiungere questo luogo attraverso i Balcani cela un significato ancora più intimo e importante, ossia il desiderio dello scrittore di vedere coi propri occhi i luoghi della ex Jugoslavia martoriati dalla guerra. Luoghi che testimoniano ancora il passaggio della follia e crudeltà umana e a cui lo scrittore non riesce ad essere indifferente e a trattenere la commozione. Particolareggiate le descrizioni dei luoghi, in particolare quelle della leggendaria Itaca, ed emozionanti anche tutti i rapporti umani che lo scrittore ha avuto modo di stringere. Ogni persona incontrata o che lo ha accolto gli ha lasciato qualcosa di sé. Pertanto questo viaggio è stato terapeutico non solo per Daniele Vallet che lo ha compiuto fisicamente, ma anche per il lettore che attraverso la lettura arriva a destinazione arricchito culturalmente e cambiato interiormente. Una lettura interessante.

Stelle: 4⭐️⭐️⭐️⭐️

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