LA FELICITÀ DEI GIORNI PERDUTI DI NIKOLETTA KISS

Eccoci con Anna Maria Bisceglie che ci parlerà di un romanzo.

Titolo: La felicità dei giorni perduti.

Autrice: Nikoletta Kiss.

Genere: narrativa rosa.

Pagine: 464.

Edito: Giunti, 18 marzo 2020.

Formati disponibili: Kindle 9,99€

cartaceo copertina flessibile 16,04€.

Trama:

https://www.amazon.it/felicità-dei-giorni-perduti-ebook/dp/B085P1WJFH/ref=mp_s_a_1_1?dchild=1&keywords=la+felicita+dei+giorni+perduti&qid=1587132898&sr=8-1

Inizia un viaggio a ritroso che la porterà prima nella romantica Vienna, poi nell’affascinante Budapest degli anni 50, sulle orme di un amore impossibile e di un segreto mai svelato. Budapest 1949: in un fumoso caffè, il giovane pittore István vede per la prima volta la bellissima Rebeka,seduta da sola a un tavolo con in mano una sigaretta, e rimane folgorato da quella bocca sensuale e quegli occhi fieri. Impossibile resistere alla tentazione di prendere foglio e matita e farle subito un ritratto. È l’inizio di una storia d’amore travolgente quanto contrastata, passionale e piena di ostacoli, tra l’impetuosa Rebeka, di famiglia altolocata, che coltiva il sogno di diventare attrice, e lo squattrinato studente di pittura István, insofferente alle regole del regime comunista. Soprattutto quando la famiglia di Rebeka cade in disgrazia, e la ragazza si troverà divisa tra la passione per il pittore e la sicurezza che le offre il professore Breitner, maestro di István e uomo di potere….Berlino 2017: Anna è una gallerista di successo, con una lunga relazione a distanza con Michael, proprietario di una galleria di Vienna. Quando scopre di essere incinta, proprio lei che non ha mai desiderato figli, cade in una profonda crisi, mettendo a rischio il rapporto con il compagno. È proprio allora che un avvocato venuto da Budapest le consegna un meraviglioso ritratto femminile di un celebre artista ungherese. Ma il dipinto ha molto più in comune con il drammatico passato della sua famiglia di quanto Anna possa immaginare….

Giudizio:

In questo romanzo passato e presente si susseguono dolcemente trasportando il lettore dalla Budapest degli anni 50 alla Berlino dei giorni nostri. Cosa lega il passato con il presente? Il ritratto di una giovane donna dallo sguardo fiero e dalla bocca seducente è il filo invisibile che li lega. Ma chi è la donna del ritratto e cosa ha a che vedere con Anna, la giovane gallerista d’arte, che si ritrova tra le mani quel dipinto il quale ha una storia da raccontare, la storia di sua nonna materna: Rebeka Bardossy. Una giovane aspirante attrice, appartenente ad una famiglia benestante, e uno squattrinato e anticonformista pittore , István Szabó si incontrano casualmente in un caffè e si innamorano perdutamente. Due mondi totalmente agli antipodi che debbono scontrarsi con una realtà difficile, dove gli ideali, i pensieri, i sogni non sono ammessi. Una realtà dove, se si vuole sopravvivere, occorre adeguarsi e scendere a dei compromessi, anche con se stessi. E Rebeka ha dovuto farlo per inseguire il suo sogno di attrice e anche per proteggere suo padre da un regime politico ostile e dittatoriale. Ha dovuto dire di sì e ricevere protezione dallo stimato professore Breitner. Ma è riuscita davvero ad ingabbiare i suoi sentimenti? E István Szabó ha anche lui permesso al regime comunista di dettare le regole sulla sua arte e sul suo cuore? Un sentimento forte e intenso, che lotta per non soccombere, che accetta rinunce e sacrifici pur di godere di piccoli attimi di felicità. Ma quale sorte ha avuto il loro amore? Gli interrogativi del lettore sono gli stessi a cui cerca di dare una risposta anche Anna, la gallerista amante dell’ arte e che, anche lei, come sua nonna, ha forse dovuto accettare dei compromessi soprattutto nella sua vita privata. Ed ora a quarant’anni ha voglia di smettere di accontentarsi ; forse la vita la sta mettendo nella condizione di scegliere e mettere al primo posto se stessa e le sue priorità. Sarà capace di mettere in discussione tutto quanto credeva le procurasse la felicità? ” Tu hai gli occhi degli Hartmann, mia cara, ma io e te siamo più simili di quanto pensi. Stai attenta! Non fare i miei stessi errori!” Questo io consiglio prezioso che le dà sua nonna. Quel ritratto ha dato la possibilità ad entrambe la possibilità di riavvicinarsi, di fare chiarezza su alcuni aspetti oscuri della sua famiglia e ha consentito poi ad una di perdonare se stessa e all’altra di riflettere su di sé e sul suo futuro. Nikoletta Kiss è davvero brava nel descrivere in modo dettagliato il periodo storico drammatico che fa da sfondo alla storia tra Rebeka e István. Il passato sembra avere un peso preponderante sul presente, forse anche troppo! È una lettura interessante ma impegnativa!

Stelle: 4 ⭐️⭐️⭐️⭐️

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