Resta ancora un pò di Paola Di Martino

Ok, so che la vostra curiosità è tanta e non vi sono bastati quei due estratti….

E allora eccone altri ….

Sono dispettosa voi dite??? Si lo so, mi piace stuzzicarvi.

Estratti:

”Un giorno di questi, scrivimi che hai voglia di sentire la mia voce, chiedimi di chiamarti, restiamo un’ora, due, ma se vuoi anche di più a chiacchierare, a raccontarci cose che nessuno dei due è sicuro di voler raccontare per non risultare banale. Raccontiamoci e ricordiamo di quei giorni al mare, e dimmi che ti manca ogni cosa, anche la mia stupida risata che tanto prendi in giro. Dimmi cos’hai pensato, quando per inutili discussioni facevo l’offesa o ti urlavo contro. Dimmi se ti piacerebbe, vivere tutta la vita come quei venti giorni, perchè a me piacerebbe averti ogni giorno fisicamente presente nella mia vita. Perché a me piacerebbe moltissimo aprire gli occhi e averti li, a qualche centimetro da me.

«Ma poi io so che se ti rivedessi, tutto mi ritornerebbe alla mente come dei flash. Se solo avessi potuto parlarti in tutto questo tempo…

Per quanto sia difficile affrontarlo, l’unico modo per vedere uscire definitivamente una persona dalla nostra vita è non vederla più. Non dev’essere un “ciao”, dev’essere un “addio”. Niente più messaggi neanche per gli auguri di compleanno, niente più sorrisi quando ci si incrocia per strada, niente più sguardi, niente foto nel telefono, niente screen delle vostre conversazioni più belle. Bisogna cancellare tutto, o non si andrà mai avanti.Però io non ho proprio fatto così, io ho ancora la nostra foto di natale sul cellulare, e anche gli audio che scherzosamente mandavi.Io conservo ancora tutte le nostre foto, non importa chi possa entrare nella mia vita, quelle le custodisco gelosamente. Questa è la conversazione che gli farei Asia, sai?Non gli ho mai detto veramente “addio”, perché non ho mai voluto immaginare la mia vita senza di lui.Eppure, per quanto possa sembrare banale, ho superato la sua assenza; non vederlo nè sentirlo mi ha sicuramente aiutata, solo perché ero arrivata a pensare che non c’era più nulla da fare.Ma ormai è solo abitudine. È la dura realtà che deve accettare chi si è arreso perché ha fatto tutto il possibile senza poter rimediare.L’avevo perso per sempre, e non so quante lacrime ho versato per la sua mancanza.Ancora ripenso ai pugni contro al muro, alla sua macchina che si allontana mentre io rimango li, seduta per le tre ore successive..Sento ancora gli occhi bruciare, e in momenti come questi sento forte la sua mancanza, forte fino a congelarmi le ossa.Io non ho dimenticato, ho solo accettato che smettesse di far parte della mia vita.Non sono mai riuscita ad odiarlo, nemmeno quando gli urlavo contro, nemmeno quando solo con le parole era riuscito a farmi crollare l’intero mondo addosso.Non dimentichi chi ti ha fatto perdere intere notti di sonno, quando il giorno dopo non avevi voglia di uscire dalle coperte perché ti sentivi troppo stanca per aver pianto tutta la notte.Non si dimentica chi, prima che ti negasse ogni cosa, ti aveva regalato le emozioni più belle che tu potessi mai provare.Io non ho dimenticato, e non ho nemmeno smesso di piangere.In notti come queste mi capita, mi capita perché lo vedo nei miei sogni, e quasi mi sembra di ritornare ai primi tempi passati insieme.Non l’ho dimenticato, ho solo dimenticato cosa significa aver bisogno di lui.In fondo lo so anche io, che mi renderebbe felice anche solo che mi dicesse “ciao”, ma il suo era un addio, e forse meglio così, ci vorrà altro tempo per me, perché nella mia testa quell’addio non è mai scattato.»

Ci sono momenti in cui la vita decide di metterti davvero alla prova: sono queste quelle situazioni in cui puoi contare solo su te stesso! Sei tu che devi decidere cosa e come farlo, stando ben attento a non deludere nessuno. Stai male, ma non puoi darlo a vedere, scoppierebbe il panico. Indossi maschere fatte di finti sorrisi e ti mostri simpatico come non mai, in maniera tale che nessuno possa avere anche solo il minimo dubbio che tu stia recitando una parte. Poi però per fortuna, o purtroppo, a seconda dei punti di vista, cala la notte, si spengono le luci e ti ritrovi finalmente sola, libera di dare spazio alle proprie fragilità, ai sensi di incompletezza, a quel desiderio di sfogarsi. Nel buio della propria stanza, lontano da occhi indiscreti e da bocche pronte solo a fare domande, lasci scendere una lacrima che va a tuffarsi sul cuscino. E subito dopo una seconda. E poi una terza. E così via.

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